{"id":8497,"date":"2023-05-04T02:05:00","date_gmt":"2023-05-04T01:05:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=8497"},"modified":"2023-05-03T10:23:41","modified_gmt":"2023-05-03T09:23:41","slug":"delladio-e-rossetto-e-solo-rocknroll-ma-continua-a-piacerci","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2023\/05\/04\/delladio-e-rossetto-e-solo-rocknroll-ma-continua-a-piacerci\/","title":{"rendered":"Delladio e Rossetto: \u00e8 solo rock\u2019n\u2019roll ma continua a piacerci"},"content":{"rendered":"\n<p>Marco Delladio e Matteo Rossetto recentemente hanno dato alle stampe un EP solido di puro rock venato di blues, il cui titolo \u00e8 Underwater Blues.<\/p>\n\n\n\n<p>Per molti il rock\u2019n\u2019roll (in senso lato) \u00e8 un genere musicale alla frutta, senza nulla da dire; basti pensare che Sting gi\u00e0 nel 1990 o gi\u00f9 di l\u00ec lo aveva dichiarato definitivamente morto. Il DJ trentino Agostino Carollo, nello stesso periodo andava predicando che il nuovo rock era diventato la techno. Sono trascorsi trent\u2019anni, eppure il rock\u2019n\u2019roll non accenna a spirare. Altre correnti musicali hanno smesso di esistere e &#8211; se non sono proprio morte &#8211; sono senz&#8217;altro cadute nel dimenticatoio, perdendo smalto e credibilit\u00e0. Il rock\u2019n\u2019roll no, perch\u00e9 per l\u00ec \u00e8 una questione di spirito; finch\u00e9 ci saranno ragazzi che avranno voglia di imbracciare una chitarra elettrica e rullare sui tamburi, il rock continuer\u00e0 ad esserci. Chiaramente mancher\u00e0 lo spirito di ribellione che era stato alla base della sua nascita, ma quello probabilmente si era affievolito gi\u00e0 quando Elvis Presley fin\u00ec sotto le sgrinfie del pessimo colonnello Parker, firmando il contratto con la major RCA.<\/p>\n\n\n\n<p>Due che se ne infischiano totalmente delle dichiarazioni sulla presunta morte del rock\u2019n\u2019roll sono sicuramente Marco Delladio e Matteo Rossetto, distanti anagraficamente circa una generazione, ma vicini nella scelta della musica da suonare. Devoto al verbo rock il primo, fin da quando coi fratelli e altri tre amici aveva dato vita a una cover band dei Rolling Stones, rivelatosi poi talentuoso autore di canzoni pop-rock in anni recenti, pi\u00f9 vicino alle sonorit\u00e0 del rock sudista il secondo. I due hanno dato alle stampe nelle scorse settimane un EP solido di puro rock venato di blues. Il sodalizio tra Rossetto e Delladio \u00e8 di lunga data, Matteo aveva suonato nei due dischi solisti di Marco, fungendo anche da direttore artistico, ora per la prima volta Rossetto diventa primattore o quantomeno appare in copertina alla pari dell\u2019amico e socio. \u201cNon \u00e8 stato semplice \u2013 ci racconta Marco Delladio \u2013, Matteo ha sempre preferito fare il comprimario ed ho dovuto faticare per convincerlo a entrare in prima persona nella nuova denominazione. Ora siamo la Delladio &amp; Rossetto Band, a tutti gli effetti. Lui preferiva stare in secondo piano, cos\u00ec gli ho detto che ero stufo di essere solo io a figurare in cartellone o sulle copertine. \u00c8 un musicista conosciuto ed apprezzato, era giusto che avesse il meritato riconoscimento: il fatto di stare sempre nelle retrovie era un po\u2019 un autogol. Poi lui \u00e8 determinante nella fase di arrangiamento delle canzoni. Prendi questo disco, \u00e8 composto di cinque brani, tre dei quali erano gi\u00e0 apparsi nei miei due dischi da solo, ma la veste \u00e8 cambiata, il blues ha preso il posto del pop-rock originale, il suono si \u00e8 fatto pi\u00f9 americano, e di questo va reso merito a Matteo\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Ed effettivamente, ascoltando Underwater Blues &#8211; questo il titolo dell\u2019EP &#8211; la cosa si avverte pienamente. Il brano pi\u00f9 riconoscibile \u00e8 Take Me To The Station, nonostante il ritmo pi\u00f9 rallentato: probabilmente i Rolling Stones venderebbero nuovamente l\u2019anima al diavolo per avere un riff ed una canzone cos\u00ec. In altre parti del disco, come l\u2019iniziale You Are Clearly Not A Saint e soprattutto l\u2019unico inedito del disco, We Left Our Troubles Behind, il rock-blues assume caratteristiche degne della miglior scuola sudista. L\u2019unica cover del disco \u00e8 un brano tradizionale mutuato, guarda caso, dalla versione che ne facevano i Rolling Stones ad inizio carriera. \u201cPer registralo ci siamo recati in uno studio veronese \u2013 prosegue Delladio \u2013 la band doveva essere quella con cui suoniamo dal vivo, Andreas Marmsoler al basso e Federico Groff alla batteria. Il giorno prima per\u00f2 Andreas ha avuto un imprevisto e, con lo studio prenotato non potevamo permetterci di annullare tutto, cos\u00ec per l\u2019occasione gli \u00e8 subentrato Flavio Zanon, che ha fatto un ottimo lavoro. Quello che ci interessava era fare un disco live, in studio certo, ma suonato come fosse dal vivo. Avevamo prenotato solo due giornate, e la mattinata della prima \u00e8 andata via solo per sistemare gli strumenti e fare i suoni, poi abbiamo registrato i cinque brani uno dopo l\u2019altro. Il secondo giorno io ho sovrainciso le parti vocali e Matteo quelle di chitarra solista. Ti assicuro che per fare cinque brani con questa tempistica bisogna davvero pedalare. Doveva essere quasi sempre buona la prima take. E il risultato \u00e8 quello che alla fine volevamo, una cosa immediata, diretta, senza fronzoli\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autore: Paolo Crazy Carnevale<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Marco Delladio e Matteo Rossetto recentemente hanno dato alle stampe un EP solido di puro rock venato di blues, il cui titolo \u00e8 Underwater Blues. 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