{"id":8506,"date":"2023-05-04T02:00:00","date_gmt":"2023-05-04T01:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=8506"},"modified":"2023-05-03T10:34:05","modified_gmt":"2023-05-03T09:34:05","slug":"il-piacere-di-pulire-il-proprio-paese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2023\/05\/04\/il-piacere-di-pulire-il-proprio-paese\/","title":{"rendered":"Il piacere di pulire il proprio paese"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Fumare fa male a se stessi e agli altri, un concetto che tutti danno per scontato, ma a quanto pare non tutti sanno che non \u00e8 solo il fumo passivo ad avvelenare il prossimo.<br>&#8220;I filtri di sigarette sono fra gli oggetti pi\u00f9 inquinanti del pianeta, ma ad ogni clean \u2013 up ne raccogliamo a centinaia, come se nessuno se ne rendesse conto&#8221;, spiega Ornella Libardoni, referente di Plastic Free per Laives e Bronzolo.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>\/\/ Di Luca Masiello<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Anche in Bassa Atesina ci sono gruppi di volontari che aderiscono a Plastic Free: nata nel 2019 come realt\u00e0 digitale, questa associazione ambientalista nel giro di pochi anni ha raggiunto milioni di utenti e oggi, con pi\u00f9 di mille referenti in tutta Italia, \u00e8 divenuta la pi\u00f9 importante e concreta associazione su questa tematica. Fra questi mille c&#8217;\u00e8 anche Ornella Libardoni, che da circa un anno guida un gruppo di volontari per rimediare alla negligenza di chi non riesce proprio a fare a meno di sporcare le zone di Laives e Bronzolo.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Signora Libardoni, come \u00e8 iniziata la sua avventura in Plastic Free?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Per puro caso: un annetto fa avevo letto sul giornale che ci sarebbe stata una raccolta di rifiuti sui prati del Talvera, a Bolzano; mi sono iscritta e l\u00ec ho incontrato delle persone motivate che mi sono piaciute. Cos\u00ec ho continuato a partecipare a queste azioni, che noi chiamiamo clean \u2013 up, arrivando anche in Trentino, rimanendo ogni volta entusiasta. Infine ho scoperto che Laives e Bronzolo erano scoperte, non avevano alcun referente: mi sono iscritta all&#8217;associazione e ho fatto richiesta per guidare i volontari della zona.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Quali sono state le sue prime esperienze come referente?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il primo evento che ho organizzato \u00e8 stato un successone: a febbraio a Bronzolo ha partecipato una quarantina di persone. Pochi giorni dopo ne ho organizzato un altro a Laives, e l\u00ec la situazione si \u00e8 rivelata alquanto deludente: a parte noi quattro referenti altoatesini si era presentata una sola persona. Errore mio: avevo organizzato la raccolta in un giorno infrasettimanale, in un orario non compatibile con la vita di chi lavora o ha famiglia, e oltretutto faceva anche freddo. Ho imparato e ne ho organizzata subito un&#8217;altra per un sabato mattina, e in quel caso la risposta c&#8217;\u00e8 stata. Il fatto pi\u00f9 importante \u00e8 che proprio in quell&#8217;occasione ho conosciuto delle persone che fanno parte di altre associazioni, e che ci hanno permesso di ampliare la nostra rete. Sono sicura che al prossimo clean \u2013 up saremo in molti di pi\u00f9.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Come ci si sente ad essere un volontario di Plastic Free?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Mi sento utile, e poi a me non piace stare con le mani in mano e brontolare, voglio agire. E poi la mia mamma, che oggi ha 91 anni, mi ha educato molto bene, da questo punto di vista: da lei ho imparato a riciclare, ad usare l&#8217;acqua con parsimonia, di non sprecare mai il cibo, a rispettare sempre la natura. Per fare parte di Plastic free ci vuole impegno, e bisogna anche \u2013 come si dice \u2013 metterci la faccia. Assieme alla collega Martina Puentes abbiamo coinvolto un bel numero di volontari mettendo manifesti, andando nei negozi e impegnandoci sui social. Quello che ho capito partecipando a queste azioni \u00e8 che molte persone si vergognano a raccogliere le immondizie, non si vergognano a buttarle, ma a raccoglierle s\u00ec: io lo trovo assurdo.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Quali sono i prossimi passi?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il 26 e 27 maggio a Laives verr\u00e0 il meteorologo e climatologo Luca Mercalli, che terr\u00e0 una conferenza al teatro di San Giacomo; in quell&#8217;occasione verr\u00e0 presentato pubblicamente il nostro gruppo, e noi annunceremo il prossimo clean \u2013 up, che sar\u00e0 il giorno successivo e sar\u00e0 dedicato esclusivamente alla raccolta dei mozziconi di sigarette.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Sono il rifiuto pi\u00f9 abbandonato?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Esattamente, ne raccogliamo a chili. Un filtro ci mette fino a 15 anni per degradarsi, e rilascia nell&#8217;ambiente una quantit\u00e0 incredibile di veleni.\u00a0 I fumatori sembra che non ci pensino, alcuni addirittura li gettano nei tombini, cos\u00ec vanno direttamente dentro l&#8217;acqua. Poi ci sono le bottiglie di plastica e, fatto che ha dell&#8217;incredibile, le deiezioni canine imbustate: raccolgono l&#8217;escremento, lo mettono nella busta e poi lo abbandonano ai lati della strada.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autore: Luca Masiello<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fumare fa male a se stessi e agli altri, un concetto che tutti danno per scontato, ma a quanto pare non tutti sanno che non \u00e8 solo il fumo passivo ad avvelenare il prossimo.&#8220;I filtri di sigarette sono fra gli oggetti pi\u00f9 inquinanti del pianeta, ma ad ogni clean \u2013 up ne raccogliamo a centinaia, [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":8507,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[8],"tags":[],"class_list":["post-8506","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-bassaatesina-attualita"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8506","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=8506"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8506\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":8508,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8506\/revisions\/8508"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/media\/8507"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=8506"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=8506"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=8506"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}