{"id":8509,"date":"2023-05-04T02:00:00","date_gmt":"2023-05-04T01:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=8509"},"modified":"2023-05-03T10:36:40","modified_gmt":"2023-05-03T09:36:40","slug":"il-made-in-italy-del-ventennio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2023\/05\/04\/il-made-in-italy-del-ventennio\/","title":{"rendered":"Il \u201cMade in Italy\u201d del ventennio"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Di recente sono tornate di moda certe idee \u201cautartiche\u201d (o sovraniste, come si chiamano adesso) in vari settori della vita pubblica: dalla lingua, che si pretende pura e priva di espressioni prese in prestito da altre lingue, all\u2019alimentazione, rigorosamente made in Italy (o \u201cfatta in Italia\u201d, per usare l\u2019italiano), dal lavoro alle questioni per cos\u00ec dire \u201cdemografiche\u201d.\u00a0 Senza voler trarre in alcun modo conclusioni affrettate, la memoria storica ci riporta inevitabilmente ai tempi in cui simili \u201cparole d\u2019ordine\u201d andavano per la maggiore.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>In questa sede ci limitiamo a parlare di agricoltura, anzi di verdura. Il territorio del comune di Laives \u00e8 stato formato dall\u2019opera di tre corsi d\u2019acqua: i due fiumi, Adige e Isarco, che nei millenni hanno dato vita all\u2019enorme palude tra il Monte di Mezzo e il conoide su cui sorge il paese e il Rio Vallarsa, che dopo l\u2019ultima glaciazione ha trascinato a valle il materiale che ha formato il conoide stesso. Come si sa, la zona era nota per le febbri malariche che colpivano la popolazione specialmente nel periodo estivo e non a caso si parlava di \u201cLeiferer Tod\u201d, la morte di Laives. Il primo intervento per migliorare la situazione fu la regolazione del corso del fiume Adige ad opera dell\u2019imperatrice Maria Teresa d\u2019Asburgo, che permise il recupero di molti ettari di terreno agricolo e rese pi\u00f9 sicura l\u2019intera valle. Successivamente, nel corso dei decenni, molte zone furono sottoposte ad opere di bonifica che a loro volta contribuirono ad aumentare i terreni coltivabili a frutteto o vigneto \u2013 e, ovviamente, a verdura.<\/p>\n\n\n\n<p>Diversi interventi sono avvenuti negli anni trenta del secolo scorso. Spesso queste lodevoli operazioni da parte dei locali agricoltori sono state strumentalizzate a fini propagandistici dal regime fascista allora al potere in Italia. Non mancavano le cerimonie in cui venivano premiati gli umili eroi della verdura, del grano o delle pannocchie di granturco. Il 16 giugno 1934 la \u201cAlpenzeitung\u201d pubblic\u00f2 un articolo in cui si celebrava la bonifica di \u201cdiverse centinaia di ettari di terreno\u201d a Laives. Il 22 novembre 1938 fu invece la volta della premiazione degli agricoltori di Laives che si erano specializzati nella coltivazione di verdura, in questo caso invernale. Non era questa una novit\u00e0 per Laives, poich\u00e9 da sempre molti agricoltori locali rifornivano la vicina citt\u00e0 capoluogo di verdura. Tra le autorit\u00e0 presenti, il giornale cita \u201cS.E. il Prefetto, il Federale, il Podest\u00e0 di Bolzano, il Presidente dell\u2019Unione Agricoltori On. Miori, il Direttore dell\u2019Unione Agricoltori, il Comandante dei Reali Carabinieri di Laives, il Segretario Provinciale del Dopolavoro\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Davanti al municipio si erano radunate le organizzazioni giovanili, la banda musicale e la popolazione. Nella sala consigliare si erano invece raccolti gli agricoltori premiati. Il primo discorso fu quello del Dr. Pozzi, direttore dell\u2019Unione Agricoltori. Sottoline\u00f2 l\u2019importanza della coltivazione della verdura e gli ottimi risultati raggiunti dai coltivatori locali. Anche il Prefetto si congratul\u00f2 per il lavoro svolto: la verdura coltivata a Laives era di vitale importanza per la vicina citt\u00e0 capoluogo e auspic\u00f2 che sempre pi\u00f9 agricoltori di Laives si dedicassero anche in futuro a questa essenziale attivit\u00e0. Scroscianti applausi dei presenti. Si pass\u00f2 quindi alle premiazioni. Un diploma fu consegnato a Ferrari Giulia, Comperini Giulia e Hilpold Giuseppina. 100 Lire furono il premio per Furlani Pietro, Janeselli Ennio e Perathoner Maria.75 Lire andarono a Pfeifer Giuseppina, Mittermaier Maria, Bettini Mario, Gottardi Rosa e Paoli Maria. 50 Lire furono il premio di Curti Mario, Defranceschi Anna, Rizzi Maria, Comper Roberto, Seppi Anna e Vincenzi Stefania. Di 25 Lire dovettero infine accontentarsi Buratti Egidio, Dallago Giovanna, Foppa Giuseppina, Festi Maria, Tezzele Erna, Revolti Maria e Pifferi Stefania. Al termine della cerimonia, il Federale invit\u00f2 tutti i presenti ad alzarsi per il rituale saluto al Duce.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autore: Reinhard Christanell<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di recente sono tornate di moda certe idee \u201cautartiche\u201d (o sovraniste, come si chiamano adesso) in vari settori della vita pubblica: dalla lingua, che si pretende pura e priva di espressioni prese in prestito da altre lingue, all\u2019alimentazione, rigorosamente made in Italy (o \u201cfatta in Italia\u201d, per usare l\u2019italiano), dal lavoro alle questioni per cos\u00ec [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":8510,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[18],"tags":[113],"class_list":["post-8509","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-rubriche","tag-rubriche-te-ricordet"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8509","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=8509"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8509\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":8511,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8509\/revisions\/8511"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/media\/8510"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=8509"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=8509"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=8509"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}