{"id":8512,"date":"2023-05-04T02:00:00","date_gmt":"2023-05-04T01:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=8512"},"modified":"2023-05-03T10:37:57","modified_gmt":"2023-05-03T09:37:57","slug":"il-falegname-di-egna-e-la-morale-pubblica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2023\/05\/04\/il-falegname-di-egna-e-la-morale-pubblica\/","title":{"rendered":"Il falegname di Egna e la morale pubblica"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>La morale, si sa, \u00e8 come la moda. Non si capisce chi la ispiri e perch\u00e9 tutti la seguano. Inoltre, cambia a seconda dei luoghi e, soprattutto, dei tempi. Ci\u00f2 che ai nostri nonni sembrava peccato mortale ai nostri nipoti sembra la norma, e ci\u00f2 che in certi paesi risulta intollerabile in altri \u00e8 pratica quotidiana.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Un caso eclatante in tal senso \u00e8 capitato a Egna nei primi anni del &#8216;900. Un giovane falegname, originario della Carinzia, si era stabilito in paese con la sua compagna. Un alloggio modesto ma una vita felice. Il giovane aveva trovato lavoro e nulla lasciava presagire quanto sarebbe successo di l\u00ec a poco. Per loro disgrazia, i due furono notati dal prete del luogo che evidentemente aveva della morale pubblica un concetto ben preciso e diverso dal loro, in base al quale la convivenza more uxorio di due giovani era intollerabile agli occhi del Signore e, quindi, anche dei suoi luogotenenti terreni. Sollecit\u00f2 quindi l\u2019intervento riparatore della pubblica amministrazione che, infatti, intervenne sollecitamente.La pubblica opinione venne a conoscenza dell\u2019episodio grazie ad un articolo in prima pagina della \u201cVolkszeitung\u201d di Innsbruck, nota per il suo anticlericalismo. Il titolo del pezzo pubblicato il 5 agosto1913 era pi\u00f9 che esplicito: \u201cDer liberale Sittenrichter von Neumarkt\u201d (il liberale giudice dei costumi di Egna). Raccont\u00f2 il giornale: \u201cIl giovane S.G., falegname originario della Carinzia, si era appena stabilito a Egna e aveva preso in affitto un appartamento; aveva deciso di non sposarsi perch\u00e9 non aveva un rapporto di lavoro a tempo indeterminato e inoltre non disponeva del capitale necessario per acquistare l\u2019arredamento completo. Ogni settimana acquistava qualche nuovo mobile e alcuni riusc\u00ec a fabbricarseli personalmente. La sua vita si svolgeva in modo discreto e senza destare scandalo.\u201d Poi, un giorno, ricevette dall\u2019autorit\u00e0 comunale la seguente missiva: \u201cLa invitiamo a presentarsi entro tre giorni all\u2019ufficio comunale per comunicare i suoi dati personali e quelli della sua concubina, pena l\u2019espulsione dal territorio comunale di Egna.\u201d Bench\u00e9 il falegname si fosse regolarmente registrato al suo arrivo, egli si rec\u00f2 nuovamente in Comune. Gli fu fatto presente senza giri di parole che avrebbe dovuto sposarsi entro il 1. giugno, in caso contrario sarebbe stato espulso dal comune. Poich\u00e9 il falegname si era recato in comune il 26 o 27 maggio, gli venivano lasciati non pi\u00f9 di tre giorni per \u201cregolarizzare\u201d la sua posizione. Era evidentemente impossibile compiere tutti i passi necessari per un matrimonio e inoltre il falegname non aveva nessuna intenzione di sottostare all\u2019imposizione del sindaco. Infatti nessuna legge dell\u2019impero asburgico imponeva ai conviventi di sposarsi pena la perdita della residenza in un comune. \u201c\u00e8\u2019 un atto terroristico\u201d, scrisse il giornale, \u201cche equivale alla distruzione dell\u2019esistenza di una persona.\u201d Puntualmente il 1. giugno i due giovani ricevettero una seconda lettera con la quale, \u201cvisto il suo rifiuto e quello della sua concubina di unirsi in matrimonio con il presente decreto disponiamo la sua immediata espulsione dal Comune di Egna\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Tranchant fu il commento del giornale: \u201c\u00c8 sorprendente con quanta celerit\u00e0 lavorino i giudici della morale di Egna. Dopo soli tre giorni, e senza calcolare che il 1. giugno cadeva di domenica, avevano gi\u00e0 pronto il decreto di espulsione del falegname e della sua compagna.&nbsp; Ma chi \u00e8 il zelante sindaco servo della chiesa che siede sulla poltrona di Egna? Perfino nel nostro \u201cnero Tirolo\u201d non \u00e8 frequente un tale zelo di un sindaco nel \u201cripulire\u201d il comune dalla presenza di un uomo che non accetta un\u2019imposizione illegale o addirittura di abbandonare la propria compagna. Meraviglia delle meraviglie, cari lettori, il zelante lustrascarpe del prete di Egna \u00e8 nientepopodimeno il liberale Barone Longo, che onora della sua presenza anche il consiglio provinciale del Tirolo. Qualora in Austria avesse pi\u00f9 valenza la legge della volont\u00e0 dei preti, una severa punizione dovrebbe colpire il liberale Barone Longo per il suo vile ricatto nei confronti di un onesto cittadino.\u201d&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il danno arrecato al povero falegname e alla sua compagna fu notevole. Per tre settimane rimase disoccupato e inoltre dovette cedere a poco prezzo i suoi mobili.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autore: Reinhard Christanell<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La morale, si sa, \u00e8 come la moda. Non si capisce chi la ispiri e perch\u00e9 tutti la seguano. Inoltre, cambia a seconda dei luoghi e, soprattutto, dei tempi. 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