{"id":8637,"date":"2023-05-18T02:00:00","date_gmt":"2023-05-18T01:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=8637"},"modified":"2023-05-17T11:56:15","modified_gmt":"2023-05-17T10:56:15","slug":"il-sogno-della-ferrovia-in-paese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2023\/05\/18\/il-sogno-della-ferrovia-in-paese\/","title":{"rendered":"Il sogno della ferrovia in paese"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Un tempo, Laives era nota in tutta la Regione soprattutto per il clima insalubre. Nei mesi estivi i cittadini della vicina Bolzano evitavano accuratamente il paesino ai piedi del Montelargo e gli stessi Laivesotti non disdegnavano i \u201cfreschi\u201d in luoghi di montagna come Nova Ponente e Monte San Pietro. Non tutti se li potevano permettere ma erano comunque molte le famiglie che portavano in altura la famiglia e bestiame. In autunno, il rischio di ammalarsi di malaria diminuiva e allora si riscendeva a valle.\u00a0<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Anche i collegamenti viari tra Laives e Bolzano erano pessimi se non disastrosi. Prima dell\u2019arrivo della ferrovia, non c\u2019erano che i carri o i \u201cpostali\u201d: ma la strada era talmente dissestata e pericolosa che solo chi doveva urgentemente spostarsi la percorreva. Certo, ogni giorno si sentiva il frastuono delle ruote dei carri trainati da buio che svolgevano il servizio di trasporto merci tra il porto fluviale sull\u2019Adige e i mercati bolzanini ma questi, con i loro carichi pesanti, non facevano che peggiorare lo stato della strada.<\/p>\n\n\n\n<p>Oltre all\u2019arrivo della ferrovia a met\u00e0 800, fu la regolazione del corso dell\u2019Adige a migliorare considerevolmente la situazione. A tal proposito, il 5 febbraio 1896 il giornale \u201cBozner Nachrichten pubblic\u00f2 una lunga \u201cCorrespondenz\u201d da Laives, che ben ci illustra la situazione in paese. Sorprendente la scoperta che in quel periodo ci si illudesse veramente che la linea ferroviaria appena inaugurata potesse essere spostata verso il paese per consentire in tal modo a Laives di ottenere collegamenti migliore e, addirittura, di diventare un centro sciistico.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cIl nostro paese \u2013 scrive il giornale \u2013 era malfamato tanto che chiunque ha certamente sentito parlare della temuta \u201cmorte di Laives\u201d ovvero della febbre malarica che ha infestato per secoli il paese. Fino a quarant\u2019anni fa, questa grave malattia era temutissima in Bassa Atesina ma oggi, grazie a Dio, la situazione \u00e8 radicalmente cambiata grazie alla regolazione del fiume Adige. I terreni paludosi attraversati dalle lente acque del fiume sono stati trasformati in suolo fertile in cui cresce la vite di uva fragola che consente agli agricoltori di godere di un reddito sicuro. Anche la situazione del traffico \u00e8 migliorata di molto: fino a dieci anni fa, nessuno avrebbe intrapreso una gita da Bolzano a Laives ma oggi la situazione \u00e8 cambiata anche in questo senso. Nei giorni festivi e nelle belle domeniche primaverili e estive centinaia di escursionisti di entrambi i sessi visitano Laives, alcuni giungono in ferrovia, altri in sella ai cavalli e altri ancora per pedes apostolorum. Musicisti, sportivi, pittori e letterati si dirigono con piacere verso l\u2019albergo Pfleg del signor Ebner. \u00c8 un vero peccato che invece non si realizzino i sogni degli sciatori, sport che viene praticato anche dai giovani bolzanini. Il fatto che la S\u00fcdbahn attraversi la valle e la stazione si trovi ad una notevole distanza dall\u2019imbocco della Vallarsa, impedisce a questi sportivi di raggiungere comodamente le pendici montane. E purtroppo bisogna aggiungere, che il sogno dei cittadini di Laives di vedere spostata la linea ferroviaria sotto la montagna, in modo da avere finalmente la stazione in centro o addirittura ai piedi del Montelargo, pare definitamente spento. Anche i 3000 pellegrini che annualmente partono da Laives per raggiungere Pietralba dovranno continuare a recarsi dalla lontana stazione ferroviaria fino all\u2019imbocco della Vallarsa a piedi. Siamo convinti che una fermata all\u2019imbocco della Vallarsa sarebbe una vera e propria fortuna non solo per Laives e i turisti che la visitano ma anche per la vicina Bronzolo.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autore: Reinhard Christanell<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un tempo, Laives era nota in tutta la Regione soprattutto per il clima insalubre. Nei mesi estivi i cittadini della vicina Bolzano evitavano accuratamente il paesino ai piedi del Montelargo e gli stessi Laivesotti non disdegnavano i \u201cfreschi\u201d in luoghi di montagna come Nova Ponente e Monte San Pietro. 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