{"id":8640,"date":"2023-05-18T02:00:00","date_gmt":"2023-05-18T01:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=8640"},"modified":"2023-05-17T11:57:20","modified_gmt":"2023-05-17T10:57:20","slug":"la-bassa-atesina-tra-romani-e-teutisci","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2023\/05\/18\/la-bassa-atesina-tra-romani-e-teutisci\/","title":{"rendered":"La Bassa Atesina tra Romani e Teutisci"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>La punta sud-occidentale dell\u2019area linguistica tedesca in Bassa Atesina si estende dalla catena della Mendola fino al corso del fiume Adige. Ad eccezione del paese di Cortina, che forma un\u2019isola in mezzo alla valle, gli altri comuni sorgono sui conoidi alluvionali ai piedi della montagna come Termeno, Cortaccia e Magr\u00e8 oppure su terrazzamenti pi\u00f9 o meno estesi come Sella, Ronchi, Corona, Niclara, Penone e le due frazioni di Favogna \u2013 localit\u00e0 un tempo comprese nella grande parrocchia di Caldaro.\u00a0<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Ovviamente non sempre in quel lembo di terra vivevano \u201cparlanti teutisci\u201d, come venivano chiamati all\u2019epoca dei Franchi di Carlo Magno. I teutisci (da cui il dialettale todeschi) arrivarono gradualmente e in piccoli gruppi a partire probabilmente dal IX secolo e si stabilirono qui come gi\u00e0 nel resto della zona alpina per lavorare la terra o per trovare occupazione nelle miniere. Avvenne allora, anche in Bassa Atesina, quella che oggi, con un termine terribile, qualcuno chiama \u201csostituzione etnica\u201d \u2013 in realt\u00e0 una naturale alternanza di popoli dovuta a vari fattori quali il clima, le guerre, le carestie, la scarsa natalit\u00e0 eccetera. La vecchia popolazione romano-bizantina, insediata da mezzo millennio, sfiancata e decimata dalle guerre con gli invasori, non era pi\u00f9 in grado di affrontare da sola le sfide del tempo. Le prestigiose villae continuarono a esistere ma progressivamente vennero a mancare le \u201cbraccia\u201d: i contadini, i soldati, poi anche gli artigiani, i servi e gli schiavi. Un fenomeno molto lento ma inarrestabile, che inevitabilmente attir\u00f2 popolazioni migranti in cerca di spazio vitale.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>I Longobardi si insediarono massicciamente in questa terra che stava perdendo la propria forza e infatti la tradizione longobarda rimase in vita a lungo ed \u00e8 ancora oggi riconoscibile. I Longobardi arrivati in Italia nel 568 sotto la guida di Alboino erano un popolo di migranti, partiti nel II secolo dall\u2019Europa settentrionale per approdare in Pannonia nel VI secolo. Erano un piccolo popolo di qualche migliaio o decina di migliaia di persone. Trovarono una situazione dissestata e favorevole all\u2019invasione in quanto le guerre tra Bizantini, eredi dei Romani, e Ostrogoti, a loro volta un popolo germanico insediatosi nell\u2019Italia settentrionale, aveva dissanguato il paese. Insomma, quella che oggi viene chiamata \u201cdenatalit\u00e0\u201d, contribu\u00ec anche allora all\u2019arrivo massiccio di popoli migranti, quasi tutti provenienti dalla zona scandinava o dell\u2019Europa orientale.<\/p>\n\n\n\n<p>Conosciamo pochi dettagli documentati sull\u2019epoca ostrogoto-longobarda, ma certamente per quanto riguarda il territorio della Bassa Atesina occidentale la presenza dei Longobardi fu un fattore di grande rilievo \u2013 tanto che successivamente \u2013 dopo l\u2019anno 1000 \u2013 anche i principi-vescovi di Trento mantennero in vita il sistema amministrativo e giurisdizionale dei loro predecessori. Insomma, in questa parte dell\u2019Unterland si continu\u00f2 a lungo a vivere secondo le leggi longobarde. La gastaldia di Termeno-Cortaccia-Magr\u00e8 era retta da un gastaldo nominato dal vescovo di Trento con il compito di amministrare la giustizia e, soprattutto, riscuotere le tasse.&nbsp; Si trovavano in quel territorio gli stessi paesi di oggi, fondati molti secoli prima, ma la loro dimensione era ridottissima, in molti casi non pi\u00f9 di alcuni masi direttamente derivati dalle antiche villae romane. C\u2019era quindi l\u2019estremo bisogno di ripopolare la zona e probabilmente per questa ragione i Longobardi del nascente ducato di Trento favorirono lo stanziamento massiccio di migranti proprio tra la vecchia Metz (poi Kronmetz \/ Mezza Corona) nella Piana Rotaliana e la punta meridionale del Monte di Mezzo, sulla riva destra dell\u2019Adige.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Al posto delle vecchie ville romane lentamente arrivarono le curtes longobarde. Non a caso qui abbiamo i paesi di Cortina e Cortaccia, che ricordano proprio questo tipo di insediamento. Le curtes longobarde occupavano e amministravano vasti territori presidiati da arimanni, contadini liberi armati. Non erano semplici tenute agricole ma complessi sistemi di insediamenti agricoli e residenziali che costituivano l\u2019unit\u00e0 di base dell\u2019organizzazione sociale ed economica del territorio.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autore: Reinhard Christanell<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La punta sud-occidentale dell\u2019area linguistica tedesca in Bassa Atesina si estende dalla catena della Mendola fino al corso del fiume Adige. 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