{"id":8912,"date":"2023-06-15T02:00:00","date_gmt":"2023-06-15T01:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=8912"},"modified":"2023-06-14T10:47:27","modified_gmt":"2023-06-14T09:47:27","slug":"il-diabete-non-impedisce-una-vita-piena-di-esperienze","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2023\/06\/15\/il-diabete-non-impedisce-una-vita-piena-di-esperienze\/","title":{"rendered":"Il diabete non impedisce\u00a0una vita piena di esperienze"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Dopo alcuni anni di pausa forzata, domenica 11 giugno \u00e8 tornata l\u2019annuale festa campestre dell\u2019associazione Diabetes Union Alto Adige S\u00fcdtirol (che ha sede a Bolzano in Via Montecassino), arricchita dal torneo di calcio \u201cMettiamoci in gioco\u201d. Con l\u2019occasione, abbiamo intervistato il presidente di Diabetes Union, Gianluca Salvadori. Nato a Bolzano nel 1984, Salvadori lavora come Head of Quality Assurance in un\u2019azienda di alimentazione clinica e collabora come docente con un liceo di Bolzano. \u00c8 appassionato di viaggi (\u201csoprattutto negli Stati Uniti\u201d), di letteratura (\u201cin particolare dei libri di Irvine Welsh e Stephen King\u201d), di tatuaggi, \u00e8 molto legato alla famiglia e innamorato dei propri cani. Gli abbiamo fatto alcune domande a proposito del diabete e del suo percorso nell\u2019associazione.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Quando hai scoperto di essere diabetico? Com\u2019\u00e8 stato il tuo esordio?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Ho scoperto di essere diabetico il 29 gennaio 1993 grazie all\u2019attenzione dei miei genitori, che riconobbero subito i sintomi della patologia (tanta sete, tanta pip\u00ec, grande stanchezza). Del mio esordio ricordo ogni singolo istante: cosa ho fatto quel pomeriggio, a che ora sono stato ricoverato, persino il mio valore glicemico. Ricordo le domande che feci alla compianta dottoressa Franca Drei, la leggendaria \u201czia Franca\u201d, e ricordo la festa nel reparto di Pediatria per il mio nono compleanno. Rispetto agli anni \u201890 le terapie sono cambiate, sono nate tecnologie che poi si sono evolute, ma le sensazioni restano le stesse. La consapevolezza si acquisisce con l\u2019et\u00e0: ma i bambini sono molto pi\u00f9 forti e coraggiosi di noi adulti, superano tutti gli ostacoli. Forza e supporto da parte dei genitori sin dai primi momenti sono la ricetta vincente. Vietato abbattersi.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Come sei arrivato all\u2019associazione?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Nel 1993 l\u2019associazione, con a capo la dottoressa Franca Drei, si chiamava AGD (Associazione Giovani Diabetici, ndr), ed era una necessit\u00e0: senza AGD la vita quotidiana sarebbe stata ancora pi\u00f9 complicata. Una volta cresciuto me ne sono allontanato, per poi tornare come volontario nel 2015, con l\u2019intento di restituire agli altri un po\u2019 del supporto che era stato dato a me e alla mia famiglia. Ora sono al terzo mandato da Presidente. Nel frattempo, AGD si \u00e8 unita ad ADAA (Associazione Diabetici Alto Adige), diventando Diabetes Union che, tra le realt\u00e0 italiane, \u00e8 l\u2019unica a occuparsi di tutte le anime del diabete (cio\u00e8 sia di diabete di tipo 1, che diabete di tipo 2, che di diabete di tipo gestazionale). Collaboriamo con l\u2019Azienda sanitaria, la Provincia, la scuola. Grazie allo spirito dei volontari, negli anni abbiamo fatto grandi passi avanti. Aiutare gli altri non implica necessariamente ricevere qualcosa in cambio: \u00e8 questo il punto cardine dell\u2019associazionismo.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Cosa ha significato, per te, il ritorno della Festa campestre di Diabetes Union?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Tornare alla normalit\u00e0. Una felicissima normalit\u00e0. Socialit\u00e0, sport, aria aperta, divertimento, emozioni, prevenzione e informazione: questo \u00e8 stata la festa di Diabetes Union. Il messaggio \u00e8 stato e deve essere che vivere con il diabete non significa rinunciare a una vita piena e soddisfacente. Con le giuste accortezze, l\u2019attenzione alla terapia, un po\u2019 di movimento e un\u2019alimentazione sana e bilanciata (quella che in realt\u00e0 dovrebbero seguire tutti) \u00e8 possibile condurre una vita serena, ricca di belle esperienze.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Obiettivi per il futuro?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Come membro di Diabetes Union, l\u2019obiettivo \u00e8 contribuire a far s\u00ec che in tutti i comprensori il percorso delle persone con diabete sia uniforme; collaborare alla creazione di un team diabetologico itinerante, un progetto sul tavolo da qualche anno e che purtroppo \u00e8 stato rallentato dalla pandemia; e aumentare la visibilit\u00e0 e la capillarit\u00e0 dell\u2019associazione, affinch\u00e9 sia ancora pi\u00f9 vicina alle persone con diabete, ai loro familiari e ai nuovi esordi. Come Gianluca, invece, vorrei visitare l\u2019Alaska e le Hawaii in un solo viaggio, un viaggio che ho programmato insieme alla mia compagna per il 2024. Il mio grande sogno, per\u00f2, \u00e8 aprire un ristorante in California. Ma c\u2019\u00e8 tempo: dopotutto sono ancora giovanissimo, no?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autore: Alex Piovan COOLtour<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dopo alcuni anni di pausa forzata, domenica 11 giugno \u00e8 tornata l\u2019annuale festa campestre dell\u2019associazione Diabetes Union Alto Adige S\u00fcdtirol (che ha sede a Bolzano in Via Montecassino), arricchita dal torneo di calcio \u201cMettiamoci in gioco\u201d. Con l\u2019occasione, abbiamo intervistato il presidente di Diabetes Union, Gianluca Salvadori. 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