{"id":8915,"date":"2023-06-15T02:00:00","date_gmt":"2023-06-15T01:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=8915"},"modified":"2023-06-15T10:05:06","modified_gmt":"2023-06-15T09:05:06","slug":"manuel-randi-e-la-chitarra-storia-di-un-amore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2023\/06\/15\/manuel-randi-e-la-chitarra-storia-di-un-amore\/","title":{"rendered":"Manuel Randi e la chitarra,\u00a0storia di un amore"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Il bolzanino Manuel Randi \u00e8 uno dei chitarristi pi\u00f9 talentuosi nati a queste latitudini. Il suo estro lo rende un musicista a 360 gradi, a suo agio nei tantissimi generi che esplora sia quando si esibisce con lo Herbert Pixner Project che quando suona da solo o in trio. La tecnica al fulmicotone con cui affronta le parti pi\u00f9 concitate e il tocco inconfondibile con cui cesella quelle pi\u00f9 intimistiche sono due facce di una versatilit\u00e0 assoluta che lo rende in grado di passare senza soluzione di continuit\u00e0 dal Gypsy Jazz alle atmosfere pi\u00f9 mediterranee del flamenco, dal blues all\u2019hard rock neoclassico. Gli abbiamo chiesto di aprire il cassetto dei ricordi e di raccontarci come si \u00e8 avvicinato alla chitarra, strumento di cui \u00e8 considerato un virtuoso.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Manuel Randi, quando ha deciso di imbracciare la sei corde?&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Gi\u00e0 a sei anni ero affascinato dal mondo della musica. Passavo le ore a sfogliare libri che ritraevano strumenti e orchestre. Mio padre era molto appassionato e ascoltava di tutto: da Bach al flamenco fino ai Pink Floyd. Questa variet\u00e0 di stili ha sicuramente lasciato un\u2019impronta importante sulla mia formazione musicale. Iniziai a suonare la tastiera a orecchio, una classica pianola bontempi. Poi \u00e8 venuto il momento in cui avrei voluto suonare il sax ma, essendo piccolo, mi consigliarono il clarinetto, lo strumento che studiai per diversi anni, anche al conservatorio. Intanto, dai sette anni, avevo cominciato a strimpellare qualche accordo sulla chitarra e andai avanti cos\u00ec fino a quando venni folgorato da una musica che mi elettrizzava e che era in sintonia con la voglia di ribellione che si ha nella prima adolescenza. Avevo cominciato ad ascoltare hard rock ed heavy metal: Scorpions e Iron Maiden, band in cui la chitarra elettrica la faceva da padrona e capii cosa volevo veramente suonare: pezzi che, ovviamente, col clarinetto non era possibile eseguire. La chitarra mi ha offerto nuove possibilit\u00e0 espressive.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Qual \u00e8 stata la sua prima chitarra? &nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La prima chitarra che ho avuto \u00e8 stata una classica, prestatami da mio zio Antonio. Poi ho dovuto ridargliela e allora, visto che non avevo mezzi economici, per comprarne una nuova e i miei mi avevano gi\u00e0 comprato un clarinetto, io e il mio amico Valerio De Paola &#8211; oggi musicista, produttore e arrangiatore &#8211; abbiamo letteralmente raccattato due chitarre acustiche Eko dalla strada, vicino a un cassonetto. Le abbiamo ripulite e sistemate affinch\u00e9 potessero essere suonabili e con quelle abbiamo cominciato. Io avevo personalizzato la mia, appiccicando sulla cassa un adesivo con il dito medio, che le dava un aspetto molto punk. Abbiamo imparato su strumenti di qualit\u00e0 discutibile ed \u00e8 stato forse un bene. Teniamo presente che, all\u2019epoca, nella seconda met\u00e0 degli anni \u201980, strumenti come le Fender Stratocaster USA erano oggetti esotici, inarrivabili.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Poi \u00e8 arrivata una chitarra elettrica vera e propria?&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>S\u00ec, verso gli 11 anni. Me la compr\u00f2 mio padre da un suo cugino. Era una Squier giapponese dell\u201981 che ho poi ho rivenduto. Non l\u2019avessi mai fatto. I giapponesi all\u2019epoca riuscivano a riprodurre i modelli che avevano fatto la storia della casa americana. Era un\u2019ottima chitarra, color crema, del tutto simile a quella usata da Hendrix nel concerto a Woodstock e oggi ne ho una americana uguale, replica della Strato del \u201954. All\u2019epoca ero attratto dal metal e quindi avvertivo il bisogno di una chitarra diversa, pi\u00f9 aggressiva. Quindi ho avuto una Washburn e subito dopo una Charvel, altra classica marca di strumenti di quegli anni, color rosa, su cui mi sono fatto le ossa e che ho rivenduto in seguito. Era l\u2019epoca dei chitarristi super veloci come Yngwie Malmsteen, Steve Vai o Eddie Van Halen e mi lasciavo ispirare e influenzare dal loro suono.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Si \u00e8 pentito di essersi disfatto di alcune chitarre? &nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Certo. Mi sono separato da molti strumenti e, ora, me ne pento. Ad esempio una Les Paul del 1971 o anche amplificatori Marshall che adesso costerebbero una fortuna. O, ancora, una Heritage da jazz. Purtroppo allora non avevo i soldi per potermi permettere tante chitarre e ogni volta che volevo cambiare suono, dovevo per forza vendere qualcosa. Adesso avrei voglia di riavere alcuni strumenti del passato ma al tempo non avevo alternative.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Lei \u00e8 conosciuto per la sua bravura anche con la chitarra flamenco. Quando avvenne il passaggio alle corde di nylon? &nbsp; &nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>C\u2019\u00e8 stato il momento in cui fare assoli lunghi e complicati era fuori moda, quasi \u201csconveniente\u201d. Erano gli anni in cui era esploso il grunge e i Nirvana erano il gruppo pi\u00f9 amato (e che adoro anche io, tra l\u2019altro). Andai un po\u2019 in crisi e scoprii un altro tipo di chitarra: la chitarra flamenco. Si trattava di un genere che gi\u00e0 mi era familiare e che mi permetteva di lasciare correre le dita, com\u2019ero abituato a fare. Io sono un amante della corda in nylon e la chitarra flamenco mi permette di esprimermi al 100% mentre con l\u2019elettrica penso di non raggiungere la stessa libert\u00e0. Amo il flamenco, anche quello ibridato con altri generi musicali: \u00e8 un genere cui mi sento molto affine. Non ho mai sognato la California, musicalmente.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Quante chitarre ha attualmente o ha avuto nel corso degli anni? &nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 difficile quantificare il numero degli strumenti che mi sono passati per le mani. Adesso ho 30 chitarre ma ne uso otto, che porto con me quando suono in tour. Due per sorta: due flamenco, due acustiche che uso per le accordature aperte, due elettriche, e due chitarre per gipsy jazz alla Django Reinhard.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Ci sono marchi storici a cui \u00e8 particolarmente devoto?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Non direi. Non sono un feticista dello strumento. Ho imparato a ricercare accuratamente il mio strumento, quello che pi\u00f9 si avvicina al suono che ho in testa. Quando sono in tour mi sveglio la mattina e vado a provare strumenti nei negozi locali, soprattutto in Germania. Nella mia vita da musicista, agli inizi ho avuto spesso strumenti \u201csotto tono\u201d per via dei soldi, per cui ho imparato a raffinare le mie capacit\u00e0 di riconoscimento dello strumento. Mi intendo un po\u2019 di liuteria per cui se una chitarra suona bene ma ha bisogno di un intervento, ci lavoro finch\u00e9 non la riporto alla sua condizione migliore. Come detto, non mi interessa la marca, non sono un collezionista.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Ha una chitarra dei sogni? Quella per cui farebbe una follia?<\/strong>&nbsp; &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La chitarra dei miei sogni devo dire che l\u2019ho comprata poco tempo fa, grazie alla gentilezza di un fan che me l\u2019ha ceduta a un prezzo da amico. Si tratta di una chitarra da flamenco, una Conde Hermanos, una chitarra di liuteria molto rara, quella di Paco de Lucia per intenderci, e che uso dal vivo. Recentemente mi sono comprato una nuova chitarra che \u00e8 la replica della Red Special di Brian May, il chitarrista dei Queen. Sono andato a comprarla in Toscana e la impiego maggiormente in studio, mentre dal vivo uso pi\u00f9 la Stratocaster. In studio uso anche molto la Fender Telecaster che \u00e8 l\u2019elettrica pi\u00f9 vicina alla chitarra acustica: essenziale, senza fronzoli. La Strato, invece, \u00e8 la chitarra che puoi suonare se impari sull\u2019acustica: imbattibile sui suoni puliti, \u00e8 difficile da domare.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>\u00c8 anche testimonial di un laboratorio di liuteria locale, Thomas Guitars, che ha creato chitarre appositamente per lei.\u00a0<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Con il liutaio bolzanino Thomas Orgler abbiamo un rapporto di amicizia e fiducia costruito 15 anni fa, quando feci un esame di chitarra classica al Conservatorio usando una loro chitarra. Mi sono innamorato dei loro strumenti e ho un po\u2019 contribuito a un concetto e suono di chitarra acustica che loro volevano realizzare. Oggi, in acustico suono solo i loro strumenti che sono i pi\u00f9 belli che si possa comprare.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Come vede il futuro della chitarra? Si dice che i Maneskin abbiano rilanciato lo strumento tra i pi\u00f9 giovani. \u00a0<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il futuro della chitarra \u00e8 legato al futuro della musica. \u00c8 uno strumento primordiale, quello pi\u00f9 diffuso nelle sue diverse vesti storiche e nelle differenti culture in cui \u00e8 stata reinterpretata: come liuto, oud o altro. Oggigiorno ci sono chitarristi fantastici ma penso che l\u2019attenzione debba sempre essere concentrata sulle canzoni. Sono quelle che rimangono, la chitarra \u00e8 uno \u201cstrumento\u201d, ovvero un oggetto che serve per fare affiorare sentimenti, stati d\u2019animo, atmosfere, idee. Io sono un chitarrista e amo la chitarra perch\u00e9 \u00e8 il mio strumento, che mi offre possibilit\u00e0 espressive pi\u00f9 di altri, ma lo strumento forse, a un certo punto, passa in secondo piano, cedendo il passo alla musica in s\u00e9 e per s\u00e9.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Dopo le parole, lasciamo spazio alle note. Quando sar\u00e0 possibile ascoltare Lei e le sue chitarre a Bolzano?&nbsp; &nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019ultimo concerto l\u2019ho fatto in trio il 9 giugno ai prati del Talvera nell\u2019ambito del Festival gipsy. Il prossimo 28 giugno suoner\u00f2 invece a Merano con il Jemm Music Project di Max Castlunger. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autore: Nilo Ruggeri<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il bolzanino Manuel Randi \u00e8 uno dei chitarristi pi\u00f9 talentuosi nati a queste latitudini. 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