{"id":8919,"date":"2023-06-15T02:30:00","date_gmt":"2023-06-15T01:30:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=8919"},"modified":"2023-06-14T10:52:48","modified_gmt":"2023-06-14T09:52:48","slug":"intelligenza-artificiale-superstar-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2023\/06\/15\/intelligenza-artificiale-superstar-2\/","title":{"rendered":"Intelligenza artificiale superstar #2"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Ne avevamo parlato gi\u00e0 su queste pagine, ma il tema delle frontiere e soprattutto dei pericoli dell\u2019intelligenza artificiale nelle ultime settimane \u00e8 diventato ancor pi\u00f9 di strettissima attualit\u00e0. Torniamo allora ad occuparcene, sempre con il supporto del prof. Marco Montali al quale chiediamo quali sono i principali quesiti che gli vengono posti a questo proposito nell\u2019ambito degli incontri pubblici sul tema, che vedono sempre pi\u00f9 protagonista il grande pubblico, al di l\u00e0 degli addetti ai lavori.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>C\u2019\u00e8 molta curiosit\u00e0 sul funzionamento di queste tecnologie. La prima cosa che noi accademici cerchiamo di spiegare \u00e8 che non esiste una sola intelligenza artificiale. Esistono infatti in particolare due grandi famiglie. La prima \u00e8 quella del ragionamento automatico in cui siamo noi a dare la conoscenza alla macchina e poi lei ragiona sulle regole ricevute. La seconda \u00e8 quella dell\u2019apprendimento automatico, in cui io non fornisco le regole, ma solo degli esempi e dei dati che vengono automaticamente digeriti dall\u2019algoritmo, che dunque in qualche modo impara le regole in modo implicito. Sembra solo una questione tecnica ma in realt\u00e0 tra l\u2019uno e l\u2019altro concetto cambia davvero tutto. Se io per esempio ho un chatbot (software progettato per simulare una conversazione con un essere umano) che funziona con delle regole prestabilite, quando io gli chiedo una cosa lui mi risponde sulla base di quelle regole. Se invece io ho Chatgpt che ha appreso delle regole implicite su come generare il testo &#8211; \u201cdigerendosi\u201d tutta la biblioteca di Babilonia che abbiamo sul web &#8211; come risultato mi ritrovo senz\u2019altro con delle risposte molto sofisticate, per\u00f2 di fatto non so quali regole il sistema sta utilizzando, perch\u00e9 restano \u201cnascoste\u201d.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p>Il quesito \u00e8 allora: l\u2019intelligenza artificiale in questo caso sta generando delle informazioni \u201cplausibili\u201d secondo dei parametri statistici oppure va a prendere queste informazioni da un\u2019altra parte?&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Risponderei in due fasi. Per prima cosa: focalizziamoci su ChatGPT nella versione nuda e cruda che si pu\u00f2 utilizzare sul sito di openai. In questo contesto, ricordiamo che GPT \u00e8 un acronimo. \u201cG\u201d sta per \u201cgenerativo\u201d (a indicare che genera del testo mai prodotto), \u201cP\u201d sta per \u201cpretrained\u201d ovvero che la fase in cui lui ha digerito i testi \u00e8 fatta e finita e non vengono pi\u00f9 aggiunti altri testi. \u201cT\u201d invece sta per \u201ctrasformer\u201d, che \u00e8 l\u2019architettura di rete neurale che il programma utilizza per l\u2019apprendimento. La \u201cP\u201d qui indica proprio che il chatbot non va a recuperare informazioni in tempo reale da nessuna fonte, ma utilizza in modo statistico i testi che si \u00e8 \u201cpredigerito\u201d, senza quindi nessuna garanzia di correttezza. Se sappiamo questo allora non ci pu\u00f2 stupire il fatto che il sistema possa generare informazioni false. O, meglio, plausibili ma non necessariamente vere, come detto.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>C\u2019\u00e8 per\u00f2 una \u201cseconda fase\u201d: ChatGPT viene sempre pi\u00f9 spesso mescolato con altre tecnologie, rendendo sempre pi\u00f9 difficile capire cosa stia davvero succedendo dietro le quinte. Un esempio per tutti: la versione di ChatGPT (o, meglio, l\u2019ulteriore evoluzione chiamata GPT-4) che \u00e8 integrata in Bing, integra in un unico software le capacit\u00e0 conversazionali di GPT-4 con quelle di recupero di informazioni dal web fornite da Bing. La correttezza fattuale di quello che viene prodotto cambia qui, e di molto.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ne avevamo parlato gi\u00e0 su queste pagine, ma il tema delle frontiere e soprattutto dei pericoli dell\u2019intelligenza artificiale nelle ultime settimane \u00e8 diventato ancor pi\u00f9 di strettissima attualit\u00e0. Torniamo allora ad occuparcene, sempre con il supporto del prof. 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