{"id":8922,"date":"2023-06-15T02:05:00","date_gmt":"2023-06-15T01:05:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=8922"},"modified":"2023-06-14T10:54:16","modified_gmt":"2023-06-14T09:54:16","slug":"il-solido-ritornodi-frederick-helmut-pinggera","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2023\/06\/15\/il-solido-ritornodi-frederick-helmut-pinggera\/","title":{"rendered":"Il solido ritornodi Frederick Helmut Pinggera"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Col suo disco di debutto, all\u2019et\u00e0 di quasi sessant\u2019anni, Frederick Helmut Pinggera, venostano di nascita ma pusterese d\u2019adozione, si era guadagnato la palma di rivelazione dell\u2019anno nel 2018, come ospite applauditissimo al Tom Keller Show di Rai 3 Sender Bozen e poi organizzatore di un riuscito festival per cantautori nella suggestiva Dobbiaco, per non dire degli applauditi concerti in supporto al disco. Cantautore rock a tutto tondo, con modelli del calibro di Springsteen e Zucchero, Pinggera ha creato un genere tutto suo, complice una voce unica e vincente, in cui le lingue si mescolano nell\u2019ambito della stessa canzone, in particolare nel nuovo disco, intitolato Fred 22, in cui oltre a tedesco e inglese troviamo anche ladino e italiano, trattati con eguale competenza linguistica.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Oltretutto, con l\u2019alternanza del tedesco all\u2019inglese e al dialetto sudtirolese si crea, nelle liriche una sorta di gramelot che vince su tutti i fronti, quando solitamente, con un paio di eccezioni, le asperit\u00e0 della lingua germanica mal si adattano al rock e suoi derivati.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cIn un primo momento \u2013 ci racconta Pinggera \u2013, il disco avrebbe dovuto avere un titolo diverso, poi il grafico ha creato questa scritta scambiando per titolo un appunto che gli avevo lasciato, ed \u00e8 venuto fuori con questa scritta, che suonava un po\u2019 come l\u2019autostrada A22. Ci \u00e8 sembrato funzionasse benissimo, cos\u00ec l\u2019altro titolo me lo tengo buono per la prossima volta. Le registrazioni sono state fatte da Marc Giugni, Magoman, come mi piace chiamarlo, nella sua cantina.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Il modo di lavorare \u00e8 sempre lo stesso, Pinggera porta le sue idee e le butta gi\u00f9 con la chitarra acustica, le canzoni vengono registrate e poi Giugni ci lavora su suonando da solo chitarre, basso, batteria e tastiere.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cI brani \u2013 ci spiega il cantautore rocker \u2013 sono come un\u2019ossatura intorno a cui Magoman mette la carne, o pi\u00f9 poeticamente, come dei bimbi a cui cuce addosso un cappottino. Lascio tutto a lui il lavoro di sartoria: a volte li veste con pantaloncini corti e maglia a righe, altre con il giubbotto di pelle da rocker. Poi lasciamo tutto l\u00ec un po\u2019 per riascoltarlo a distanza e capire se suona bene. Va sempre a finire che mi affeziono a tutti i bambini e a tutti i vestiti.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>E quanto a suonare, suonano indubbiamente bene. Pinggera ha una vena creativa molto felice, sembra che per lui scrivere canzoni sia la cosa pi\u00f9 naturale del mondo\u201d. Giugni da parte sua dimostra un eccellente gusto musicale, molto rock quando c\u2019\u00e8 da esserlo. Il brano iniziale, Il falco, suona come un potenziale hit radiofonico, la conclusiva Fliach me hoam ha i toni della ballad da titoli di coda, le chitarre sono sempre al posto giusto, il suono dell\u2019organo convince. Il blues di I spiel in blues firr diar ha il suono del blues pi\u00f9 verace, lontano da essere una citazione di qualcosa di gi\u00e0 ascoltato. Partigiano e partigiana suona come un folk rock in stile Gang e il brano in ladino Tucela por Diana, pare una delicata ninnananna impreziosita dal controcanto della cantante di madrelingua Maria Craffonara.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSpesso le canzoni nascono di notte \u2013 ci confida Frederick \u2013, mi sveglio di colpo con delle immagini che mi girano attorno. Prendo appunti sul cellulare per non perdere gli spunti. Al mattino poi li trascrivo, e magari nella trascrizione qualcosa muta o si perde. Dopo qualche giorno li rileggo e sento che c\u2019\u00e8 qualcosa che non \u00e8 come vorrei, magari una parola che suona troppo comunemente, allora riprendo gli appunti e scopro che l\u00ec c\u2019era la parola giusta e che nella lucidit\u00e0 del giorno l\u2019avevo cambiata, perdendone l\u2019effetto. Il brano Il falco ha avuto una genesi particolare, la prima volta che si \u00e8 manifestato \u00e8 successo nel 2020, quando Reinhold Giovanett mi \u00e8 venuto a intervistare a casa, mi dava la sensazione di essere di passaggio, un po\u2019 come il falco. Quando \u00e8 presente, \u00e8 presente, ma non vuole essere presente pi\u00f9 di tanto. Ma c\u2019\u00e8 anche un\u2019altra cosa cui il brano \u00e8 legato, mi trovavo a Fez, in Marocco, dove ci sono i falchi che volano sui monti dell\u2019Atlante e si dice che portino l\u2019anima dei morti; mentre ero l\u00ec ho ricevuto una telefonata da mia mamma che voleva dirmi che era stanca, ma di non preoccuparmi, di godermi il viaggio. Il giorno dopo mi ha chiamato mio fratello per dirmi che la mamma non c\u2019era pi\u00f9. La canzone parla anche di questo\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Oltre a Pinggera e Giugni, nel disco si possono ascoltare la gi\u00e0 citata Maria Craffonara al canto, il gardene Tommy Vinatzer e la sua pedal steel guitar, che pennella col suo suono allungato un paio di brani. Ci sarebbe anche la bella voce di Annika Borsetto in ben tre brani ma, unica nota negativa, per qualche inspiegabile ragione \u00e8 rimasta sepolta nel missaggio e la si percepisce appena.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autore: Paolo Crazy Carnevale<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Col suo disco di debutto, all\u2019et\u00e0 di quasi sessant\u2019anni, Frederick Helmut Pinggera, venostano di nascita ma pusterese d\u2019adozione, si era guadagnato la palma di rivelazione dell\u2019anno nel 2018, come ospite applauditissimo al Tom Keller Show di Rai 3 Sender Bozen e poi organizzatore di un riuscito festival per cantautori nella suggestiva Dobbiaco, per non dire [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":8923,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[18],"tags":[114],"class_list":["post-8922","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-rubriche","tag-rubriche-la-scena-musicale"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8922","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=8922"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8922\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":8924,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8922\/revisions\/8924"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/media\/8923"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=8922"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=8922"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=8922"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}