{"id":9152,"date":"2023-07-27T02:52:00","date_gmt":"2023-07-27T01:52:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=9152"},"modified":"2023-07-27T07:14:06","modified_gmt":"2023-07-27T06:14:06","slug":"i-giovani-tra-fede-e-speranza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2023\/07\/27\/i-giovani-tra-fede-e-speranza\/","title":{"rendered":"I giovani tra fede e speranza"},"content":{"rendered":"\n<p>\/\/ Di Niccol\u00f2 Dametto<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Michele Dalla Serra \u00e8 da non molto il nuovo referente del settore della Pastorale Giovanile della Diocesi di Bolzano Bressanone. Questo compito \u00e8 sempre stato affidato a un sacerdote, ma ora per la prima volta l\u2019ambito viene coperto da un teologo laico per tutti i tre gruppi linguistici. Attirare i giovani al mondo della chiesa risulta sempre pi\u00f9 difficile oggigiorno, una vera sfida che Michele, classe \u201993, ha preso a cuore. Con lui oggi andremo a scoprire cosa \u00e8 cambiato rispetto alle generazioni passate e come i giovani vedono la chiesa cattolica.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"576\" src=\"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/SDC_QuiMedia_Michele-dalla-serra_2-1024x576.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-9154\" srcset=\"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/SDC_QuiMedia_Michele-dalla-serra_2-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/SDC_QuiMedia_Michele-dalla-serra_2-300x169.jpg 300w, https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/SDC_QuiMedia_Michele-dalla-serra_2-768x432.jpg 768w, https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/SDC_QuiMedia_Michele-dalla-serra_2-1536x864.jpg 1536w, https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/SDC_QuiMedia_Michele-dalla-serra_2.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p><strong>Come ti sei avvicinato alla religione fino poi ad arrivare a fare questo lavoro?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Sono cresciuto a Bolzano in un ambiente parrocchiale. I miei genitori mi portavano nella chiesa della Visitazione, ho frequentato l\u00ec la catechesi e i campi scuola estivi. \u00c8 sempre stato il mio ambiente. Poi quando ho iniziato le superiori mi sono aggregato ad un gruppo di miei coetanei che si trovava alla Parrocchia dei Tre Santi e sono cresciuto assieme a loro, con esperienze, gite in montagna e viaggi organizzati dalla Pastorale Giovanile. Facendo queste esperienze con il tempo mi sono offerto nel dare una mano nell\u2019organizzazione; una cosa tira l\u2019altra e finite le superiori ho iniziato a dare una mano pi\u00f9 sostanziosa sempre su base volontaria, fino a quando non mi \u00e8 stato offerto un lavoro part-time dall\u2019azione cattolica.<\/p>\n\n\n\n<p>Poi ad ottobre nel 2022 la Pastorale Giovanile stava cercando qualcuno che si impegnasse nel coordinamento delle attivit\u00e0 del gruppo linguistico italiano e del gruppo linguistico tedesco, allora mi sono candidato ed eccomi qua.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>La tua fede come ti ha influenzato in questo percorso?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Sicuramente \u00e8 stato un percorso di crescita. Quando le cose vanno bene, viene facile avere fede, quando invece le cose non vanno mi chiedo sempre perch\u00e9 lo faccio. Sicuramente non lo faccio per me: lo faccio sempre nell\u2019ottica del servizio. Fede e servizio sono due parole che vedo molto legate tra di loro.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Che rapporto hanno i giovani con la chiesa rispetto alle generazioni passate?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>In passato c\u2019erano meno proposte e i giovani erano meno ribelli, avevano meno voglia di autodeterminarsi e fare di testa loro. Quindi era pi\u00f9 facile per le famiglie trasmettere ai propri figli il loro spirito religioso.<\/p>\n\n\n\n<p>I miei genitori sono cresciuti frequentando l\u2019oratorio, come molti dei loro coetanei. Oggi non tutti i genitori d\u2019oggi hanno avuto un passato parrocchiale, e quindi la chiesa viene vista solo come una istituzione e non si propone pi\u00f9 ai ragazzi di andare in parrocchia. Molti genitori delle generazioni passate raccontavano le loro esperienze positivi ai loro figli e questo sicuramente aiutava: i figli si fidavano di pi\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Come li vedi i giovani d\u2019oggi?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Quello che vedo adesso \u00e8 che c\u2019\u00e8 pi\u00f9 un senso di ribellione, di fare di testa propria. Non ho ancora capito se \u00e8 per mancanza di voglia, per i troppi impegni o per il troppo stress.<\/p>\n\n\n\n<p>Insegnando religione in un liceo mi sono reso conto che i ragazzi d\u2019oggi sono stressati in generale. Alcuni arrivano a scuola gi\u00e0 spremuti: tra compiti, sport e lezioni se gli si fa una proposta ulteriore diventa facile che ti dicano di no.<\/p>\n\n\n\n<p>Da un lato c\u2019\u00e8 questo abbondare di proposte, impegni e stress, dall\u2019altro (in modo implicito\/silente) c\u2019\u00e8 un fortissimo desiderio di approfondire alcune tematiche. Anche sulla scia del post-Covid a lezione si fanno un sacco di domande, non solo sul futuro ma anche sul presente. E, secondo me, rispetto a queste domande manca spesso l\u2019occasione per metterle in comune e discuterle assieme.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Perch\u00e9 si parla poco di religione tra i giovani?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019estate scorsa abbiamo fatto un campo estivo con la parrocchia e una delle difficolt\u00e0 che emergeva dai ragazzi (che erano quasi tutti delle superiori) \u00e8 che oggi se dicono in classe che vanno a messa o fanno parte di un gruppo parrocchiale, a loro viene attribuito lo stigma dello sfigato e quindi magari tanti si vergognano di raccontare questa loro esperienza. \u00e8 stato interessante: quando ne abbiamo parlato alla fine si sono trovati ad essere ben in sei in una classe di venti alunni che stavano facendo questa esperienza, ma non ne avevano parlato tra di loro.<\/p>\n\n\n\n<p>Secondo me, \u00e8 perch\u00e9 si ha paura di venire etichettati anche perch\u00e9 ultimamente la chiesa istituzione viene criticata molto. Ma essere chiesa in realt\u00e0 \u00e8 una cosa diversa da quello che normalmente si pensa. Si ha paura di porsi delle domande per la paura delle risposte. Il tema della fede presuppone di farsi domande tutti i giorni per crescere, per mettersi in discussione.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Come si fa ad attirare i giovani affinch\u00e9 prendano parte alle iniziative religiose?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Secondo me la strategia della testimonianza e dell\u2019esempio \u00e8 senz\u2019altro quella pi\u00f9 efficace. Se esprimo ai giovani le mie emozioni e faccio capire loro che quella cosa l\u00ec muove anche me, la testimonianza senz\u2019altro ha effetto. Magari non viene recepita subito ma viene presa messa l\u00ec da qualche parte e poi magari dopo qualche anno viene tirata fuori, perch\u00e9 qualcuno capisce cosa ha voluto dire fare quell\u2019esperienza. In ogni caso che vengano tre ragazzi oppure cento per me tutti sono importanti ed \u00e8 importante che tutti riescano a vivere bene quell\u2019esperienza.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Ai giovani che messaggio vuoi lanciare?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Dico loro: se per un periodo le cose vanno male devi pensare che poi passa, e allora intanto prova a vedere il bello che ti d\u00e0 il ritmo per andare avanti. Comunicare questo ai giovani \u00e8 determinante. Perch\u00e9 poi iniziano a fidarsi di pi\u00f9 e a capire che con la fede la vita non \u00e8 un sogno dove va tutto alla perfezione ma che ognuno ha le proprie difficolt\u00e0 ma anche le sue gioie. Per me avere fede \u00e8 un valore aggiunto, mi d\u00e0 ha una marcia in pi\u00f9 per ripartire: \u00e8 una speranza a lungo termine.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Che cosa deve assolutamente avere un buon cristiano?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La speranza. Se non abbiamo la speranza non possiamo ritenerci cristiani. Per\u00f2 non deve essere una speranza del \u201cche vadano bene le cose\u201d, ma un \u201cio credo che le cose vadano bene\u201d, \u201cspero di capire come farle andare bene\u201d, e \u201cspero che succeda nei tempi giusti\u201d. Occorre essere sicuri che prima o poi ci sar\u00e0 una svolta e credere in quella sicurezza vuol dire appunto aver fede.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Come si fa poi a mantenere la fede?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Da bambino hai una fede giovane e acerba. Hai le tue scarpette piccoline. Se quando cresci ti allontani dalla fede, ti ritrovi poi ad essere adulto e avere ancora le scarpe da bambino. Ti senti ridicolo, non le vuoi pi\u00f9 mettere quelle scarpe. Ma come cresce il piede, devi anche cambiare la scarpa. Ciascuno deve crescere nella fede facendosi delle domande, confrontandosi con gli altri, capendo se anche loro si fanno le stesse domande e come si possono trovare dei punti in comune. La dimensione tanto sottolineata dal Papa della fraternit\u00e0 \u00e8 questa: stare insieme, confrontarsi insieme per cercare di trovare una soluzione ai problemi di tutti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\/\/ Di Niccol\u00f2 Dametto Michele Dalla Serra \u00e8 da non molto il nuovo referente del settore della Pastorale Giovanile della Diocesi di Bolzano Bressanone. Questo compito \u00e8 sempre stato affidato a un sacerdote, ma ora per la prima volta l\u2019ambito viene coperto da un teologo laico per tutti i tre gruppi linguistici. 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