{"id":9156,"date":"2023-07-27T02:01:00","date_gmt":"2023-07-27T01:01:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=9156"},"modified":"2023-07-26T10:01:49","modified_gmt":"2023-07-26T09:01:49","slug":"anche-in-alto-adige-si-esplorano-le-architetture-abbandonate","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2023\/07\/27\/anche-in-alto-adige-si-esplorano-le-architetture-abbandonate\/","title":{"rendered":"Anche in Alto Adige si esplorano le architetture abbandonate"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>In questo numero di QuiBolzano, parliamo di fotografia Urbex, nome contratto derivato dall\u2019espressione angolofona urban exploration, che consiste nell\u2019esplorazione di architetture urbane spesso abbandonate. Per capire meglio il fenomeno abbiamo incontrato il fotografo bolzanino Andrea Pozza, che ha adattato la fotografia Urbex ai suoi progetti con la dama mascherate (fino al 31 agosto \u00e8 presente a Castel Presule con una sua mostra personale).<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Come ti sei avvicinato all\u2019Urbex?<br>Urbex \u00e8 la riscoperta dei luoghi dimenticati, dei luoghi abbandonati. Io stesso ho cominciato con la documentazione dei vecchi bunker militari presenti in Alto Adige. Poi sono passato a documentare le strade militari di confine e i rifugi antiaerei di Bolzano, per arrivare a documentare infine le ville e i castelli abbandonati. Nel caso degli ambienti militari, mi interessava fare un lavoro di documentazione e ricerca di cosa \u00e8 successo realmente; da quando mi sono appassionato alle ville e ai castelli, nel mio lavoro fotografico, gioco pi\u00f9 con la fantasia, cercando con uno scatto di evocare quello che mi immagino possa esservi successo un tempo, come feste e balli. Quindi \u00e8 nata in me la voglia di interpretare i luoghi con la mia fotografia.<br>Come si esplorano gli edifici?<br>Purtroppo molti esploratori non interpretano pi\u00f9 lo spirito iniziale della disciplina, facendo passare il messaggio che bisogna introdursi nei luoghi illegalmente.<br>Detto questo, per andare ad esplorare i luoghi abbandonati non si pu\u00f2 suonare il campanello e chiedere il permesso. In alcuni rari casi, in occasione di eventi particolari, c\u2019\u00e8 un custode o un referente, per esempio un curatore, che ben volentieri ti fa entrare.<br>Per\u00f2 \u00e8 chiaro che se si trova un rudere aperto, quindi con porte e finestre aperte, entri. Io non ho mai rotto niente per entrare, ho sempre trovato le porte aperta. Poi \u00e8 ovvio che non trovi nessuno a cui chiedere il permesso\u2026 quindi si entra, si fanno queste fotografie, si cerca di portare via le foto e lasciare l\u2019ambiente come lo si \u00e8 trovato. Quindi assolutamente non si porta via niente, non si fa niente all\u2019interno che possa deturpare questo ambiente, anche se ci pensano gi\u00e0 le intemperie. \u00c8 una semplice documentazione. L\u2019unica cosa che mi porto via \u00e8 la fotografia. Le uniche tracce che si lasciano, sono le proprie impronte, perch\u00e9 ovviamente i luoghi sono impolverati e quindi ecco per\u00f2 il massimo deve essere questo. Quindi mi raccomando, quando sentite parlare di Urbex, di esplorazione urbana, non pensate subito a ragazzi scapestrati che vogliono entrare per spaccare e divertirsi, ma pensate a persone come me che sono appassionate di storia e che vogliono portarsi via un\u2019immagine di luoghi che poi a distanza di anni non ci sono pi\u00f9 o sono stati completamente distrutti e rovinati.<\/p>\n\n\n\n<p>Di che posti stiamo parlando?<br>C\u2019\u00e8 di tutto, si va dalle ex basi militari abbandonate, ai bunker; ma ci sono anche moltissimi manicomi, ospedali, scuole e asili.<\/p>\n\n\n\n<p>Immagino che ci sia una energia particolare in posti come carceri, ospedali e monasteri di clausura<br>Inizialmente in determinati posti percepivo una forza negativa e per questo motivo ho deciso di orientarmi verso le ville i castelli, che comunque hanno un\u2019aura pi\u00f9 buona e pi\u00f9 interessante.<\/p>\n\n\n\n<p>Till Antonio Mola<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In questo numero di QuiBolzano, parliamo di fotografia Urbex, nome contratto derivato dall\u2019espressione angolofona urban exploration, che consiste nell\u2019esplorazione di architetture urbane spesso abbandonate. 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