{"id":9178,"date":"2023-07-27T02:00:00","date_gmt":"2023-07-27T01:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=9178"},"modified":"2023-07-27T07:17:06","modified_gmt":"2023-07-27T06:17:06","slug":"timbrerootsarmonizzazioni-e-suoni-cristallini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2023\/07\/27\/timbrerootsarmonizzazioni-e-suoni-cristallini\/","title":{"rendered":"Timbreroots: armonizzazioni e suoni cristallini"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Si sono formati poco prima che la pandemia bloccasse l\u2019intero pianeta, sono giovanissimi e propongono un genere musicale fresco e geniale, difficile da incontrare alle nostre latitudini, dove solitamente hanno vita pi\u00f9 facile rockettari incalliti, cantautori, jazzisti e cover band.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Eppure, quella dei Timbreroots, un quintetto di base nella Bassa Atesina, sembra essere una scommessa gi\u00e0 vinta, nonostante abbiano cominciato a venire allo scoperto appena un paio d\u2019anni fa, non appena le restrizioni pandemiche si sono allentate.<br>Le buone carte di questi cinque ragazzi sono diverse, ma se dobbiamo dire quale sia il loro punto di forza non ci sono dubbi, le armonie vocali a quattro o cinque sono davvero senza precedenti da queste parti.<br>Lo scorso primo luglio, nel corso del concorso nazionale Music 4 the Next Generation, si sono aggiudicati un meritatissimo secondo posto, preceduti dal Lorenzo Bellini Quartet.<br>\u201cSi tratta di un concorso molto interessante \u2013 ci racconta Thomas Vicenzi, bassista della formazione nonch\u00e9 baritono basso \u2013 ai gruppi partecipanti viene assegnato un brano di musica classica da arrangiare e proporre in chiave moderna secondo il proprio stile, a noi \u00e8 toccato in sorte La follia, un brano originariamente barocco che abbiamo convertito in Madness e a cui abbiamo abbinato un testo originale che affronta il tema della follia in cui versa il mondo attuale. L\u2019arrangiamento \u00e8 venuto fuori in cinque quarti, molto particolare, con l\u2019uso di strumenti come banjo e marimba\u201d.<br>I Timbreroots sono tra i sedici gruppi sopravvissuti alla preselezione e hanno presentato il loro brano nella semifinale tenutasi a Verona, accedendo quindi alla finalissima che si \u00e8 svolta a Trento con una giuria superstar composta da Malika Ayane, Geg\u00e8 Telesforo e Alberto Martini.<br>Senza concedersi troppo riposo, una settimana dopo il gruppo (che \u00e8 composto oltre che annovera oltre a Thomas anche da Benedikt Sanoll, voce solista e chitarra, Philipp Sanoll, tenore, batteria e percussioni varie, Sebastian Willeit, tenore, chitarre e banjo e il pianista e baritono alto Simon Oberrauch) si \u00e8 esibito a Collalbo nell\u2019ambito dello storico festival Rock Im Ring.<br>Un anno quindi del tutto a pieno ritmo, visto e considerato che a gennaio i Timbreroots hanno anche pubblicato il loro primo disco, un bel CD composto da dodici brani originali che mescolano i diversi stili a cui si ispirano, con una particolare predilezione per rock e folk di matrice indie.<br>\u201cCi piacciono molto Coldplay e Mumford &amp; Sons \u2013 prosegue Thomas Vicenzi \u2013 ma soprattutto, a livello di armonizzazioni vocali ci rifacciamo molto alla musica corale di matrice classica. I brani sono scritti quasi esclusivamente da Benedikt: lui ha una formazione come vocalista jazz, ma tutti abbiamo studiato musica a livello scolastico e anche all\u2019universit\u00e0\u201d.<br>E non c\u2019\u00e8 che dire, ascoltando il loro disco, Numen\u2019s Dreams (i sogni della divinit\u00e0), si percepisce totalmente che siamo alla presenza di ragazzi assai dotati e preparati, con una strumentazione essenziale e senza contare su collaborazioni esterne, i Timbreroots hanno registrato il disco in una sperduta localit\u00e0 austriaca, complice il fatto che tutti studiano a Innsbruck. Le composizioni sono ariose, mai cupe, talvolta dominate da melodie e ritmi che invitano alla danza, talaltra pi\u00f9 riflessive, ma sempre elaborate cin cura e garbo. Inoltre, da non sottovalutare, c\u2019\u00e8 il fatto che anche a livello di liriche emerge chiaramente la volont\u00e0 di non dire cose scontate, come \u00e8 chiaro fin dalla prima traccia del CD, Lets Give The A Chance, un piccolo inno all\u2019inclusivit\u00e0, senza barriere dovute al colore della pelle, allo stato sociale, all\u2019et\u00e0.<br>\u201c\u00c8 cos\u00ec che ci piace pensare debba essere la nostra musica \u2013 conclude Vicenzi \u2013 una cosa diretta a tutti coloro che vogliono esserne coinvolti: \u00e8 anche il senso del nome che ci siamo dati, l\u2019unione tra il timbro musicale e le radici musicali di ciascuno, quali che esse siano\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Si sono formati poco prima che la pandemia bloccasse l\u2019intero pianeta, sono giovanissimi e propongono un genere musicale fresco e geniale, difficile da incontrare alle nostre latitudini, dove solitamente hanno vita pi\u00f9 facile rockettari incalliti, cantautori, jazzisti e cover band. 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