{"id":9333,"date":"2023-09-07T02:00:00","date_gmt":"2023-09-07T01:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=9333"},"modified":"2023-09-06T10:49:35","modified_gmt":"2023-09-06T09:49:35","slug":"una-casa-per-ade-e-famiglia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2023\/09\/07\/una-casa-per-ade-e-famiglia\/","title":{"rendered":"Una casa per Ade e famiglia"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>L\u2019integrazione dei lavoratori stranieri in Alto Adige fa bene a tutti, non solo a loro stessi ma anche all\u2019intero tessuto sociale che li circonda. Com\u2019\u00e8 noto sono diversi i settori produttivi in provincia di Bolzano che lamentano una cronica mancanza di forza lavoro e molto spesso la risposta a questa domanda pu\u00f2 giungere anche attraverso nuovi cittadini che vengono molto da lontano. \u00e8 il caso di Ade, che arriva dalla Nigeria e da qualche anno vive con la sua famiglia a Sluderno, in Alta Venosta.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Ade ha 33 anni e viene dalla Nigeria. Vive con la moglie e due figli piccoli in un alloggio comunale nel centro di Sluderno, in val Venosta.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 di fede cristiana, mentre la moglie \u00e8 di religione islamica: una diversit\u00e0 che le rispettive famiglie non hanno mai accettato, il che, unito ai problemi sociali esistenti in Nigeria, li ha spinti a trasferirsi a Bolzano.<\/p>\n\n\n\n<p>Inizialmente sono stati assistiti dall\u2019Associazione \u201cVolontarius\u201d; poi, nell\u2019ambito dei progetti \u201cSistema Accoglienza Integrazione\u201d, hanno trovato un alloggio in Val Monastero, al confine con la Svizzera. Successivamente la Comunit\u00e0 comprensoriale, che gestiva il progetto SAI, si \u00e8 rivolta al Comune di Sluderno, chiedendo la disponibilit\u00e0 di un appartamento per una famiglia.<\/p>\n\n\n\n<p>Secondo il sindaco di Sluderno, Heiko Hauser, quando il Comune ha messo a disposizione l\u2019appartamento, nessuno sapeva chi avrebbe fatto domanda. Tuttavia, il fatto che la famiglia provenisse dalla Nigeria non \u00e8 mai stato un problema: al contrario, fin dall\u2019inizio si \u00e8 creato un clima di apertura e apprezzamento reciproco. Il fatto che i figli di Ade frequentino la locale scuola per l\u2019infanzia e ci siano interessi comuni, come la passione per il calcio, ha aiutato a stringere i rapporti.<\/p>\n\n\n\n<p>Oggi Ade fa parte della squadra di calcio \u201cAltherren Sluderno\u201d ed \u00e8 impegnato in varie associazioni del luogo.<\/p>\n\n\n\n<p>Il progetto SAI \u00e8 stato di grande appoggio nella fase transitoria, riferisce Ade: ha permesso a lui e alla moglie di imparare il tedesco, oltre all\u2019italiano, nonch\u00e9 di essere introdotti a usi che in Nigeria non esistevano, come la burocrazia o il pagamento di diversi servizi regolari, quale la tassa sui rifiuti.<\/p>\n\n\n\n<p>Oggi la famiglia fa parte della comunit\u00e0 di Sluderno ed \u00e8 felice di vivere e lavorare l\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<p>Ade \u00e8 stato fortunato, perch\u00e9 la messa a disposizione di alloggi per persone con background migratorio non sempre funziona cos\u00ec bene: la carenza di alloggi ha effetti particolarmente negativi sulla situazione abitativa di persone vulnerabili. Spesso basta un nome dal suono straniero o un aspetto diverso da quello della maggioranza della popolazione per far s\u00ec che le porte restino chiuse.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autore: Luca Sticcotti<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019integrazione dei lavoratori stranieri in Alto Adige fa bene a tutti, non solo a loro stessi ma anche all\u2019intero tessuto sociale che li circonda. 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