{"id":9336,"date":"2023-09-07T02:30:00","date_gmt":"2023-09-07T01:30:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=9336"},"modified":"2023-09-06T10:51:12","modified_gmt":"2023-09-06T09:51:12","slug":"estranei-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2023\/09\/07\/estranei-2\/","title":{"rendered":"Estranei #2"},"content":{"rendered":"\n<p>Vi propongo le parole di Alberto Luca Recchi, esploratore, scrittore e fotografo documentarista del mare italiano. \u201cIl granchio blu non \u00e8 arrivato dalle coste degli Stati Uniti passeggiando, ce lo abbiamo portato noi, dandogli un passaggio involontario nelle acque di zavorra delle navi. E siccome il \u2018tipetto\u2019 si adatta facilmente, in qualche decennio ha invaso il Mediterraneo. Ma questo non lo abbiamo scoperto in queste settimane, lo sappiamo da anni (1948 in Grecia, 1949 a Grado). Quando per\u00f2 il problema ecologico diventa problema economico, tutti ne parlano: i media si interessano al caso ed i politici invocano lo stato di calamit\u00e0\u201d.\u00a0<br>Il parallelismo \u00e8 illuminante e disarmante al contempo; per inciso, la politica \u00e8 riuscita a regolamentare lo svuotamento ed il ricarico della acque di zavorra solo nel 2004, mentre a livello planetario chiss\u00e0 quante saranno le specie marine alloctone trapiantatesi al di fuori dell\u2019habitat di sviluppo. In Alto Adige Occhi di bosco \u00e8 in apprensione per l\u2019espansione, senza soluzione di continuit\u00e0, del bostrico tipografo; ha ferme nella mente la testimonianza di Peter Prader, proprietario di bosco e titolare di segheria in val di Funes, che ammette l\u2019incapacit\u00e0, nonostante tutti gli sforzi, i tagli e l\u2019ingente materiale asportato, di contrastare questo coleottero. Per altro, nelle ultime settimane si \u00e8 diffusa la notizia di una \u201cnuova\u201d strategia, ossia quella degli alberi esca (che tanto fresca non \u00e8); questa tecnica prevede il taglio, oltre a tutti gli ettari irreversibilmente gi\u00e0 perduti, di molteplici alberi sani. Quelli abbattuti vengono poi pervasi di ferormoni che richiamano gli adulti, per il rito dell\u2019accoppiamento. Non appena le colonizzazioni raggiungeranno l\u2019apice in termine di numeri gli alberi esca verranno eliminati, prima che altre nuove generazione di insetti partano all\u2019assalto di nuove piante. Le morie di abeti rossi (picea abies) riguardano tantissime valli e zone impervie; il paesaggio, in un divenire di macchie marroni sempre pi\u00f9 vaste, in un futuro non troppo lontano cambier\u00e0, e drasticamente, tanto da farci domandare se \u00e8 davvero ancora questa la nostra amata heimat, o se, come la ranocchia nella pentola, riusciremo, con un colpo di reni, ad escogitare soluzioni rapide ed efficaci dinnanzi a questa devastazione. La presenza del bostrico \u00e8 sempre stata endemica, e solo dopo la tempesta Vaia del 2018 \u00e8 divenuta pandemica. Quasi un lustro \u00e8 passato, in cui anche il cambiamento climatico non ha aiutato, ma durante questo lasso di tempo non \u00e8 stato fatto abbastanza. La natura segue la sua strada e difficilmente aiuta l\u2019uomo, quell\u2019uomo \u201ccattivo\u201d che non l\u2019ha mai rispettata.\u00a0<br>E noi? Ci ritroveremo come estranei con ben pi\u00f9 di una lacrima sul viso, guardando ci\u00f2 che rimarr\u00e0 del bosco e di quella marea di aghi color del rame.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autore: Donatello Vallotta<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Vi propongo le parole di Alberto Luca Recchi, esploratore, scrittore e fotografo documentarista del mare italiano. \u201cIl granchio blu non \u00e8 arrivato dalle coste degli Stati Uniti passeggiando, ce lo abbiamo portato noi, dandogli un passaggio involontario nelle acque di zavorra delle navi. 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