{"id":9348,"date":"2023-09-07T02:00:00","date_gmt":"2023-09-07T01:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=9348"},"modified":"2023-09-06T10:59:39","modified_gmt":"2023-09-06T09:59:39","slug":"laianus-il-primo-signore-di-laimburg","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2023\/09\/07\/laianus-il-primo-signore-di-laimburg\/","title":{"rendered":"Laianus, il primo signore di Laimburg"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Il nome Laimburg \u00e8 abbastanza conosciuto ma spesso viene associato all\u2019area di servizio autostradale all\u2019altezza di Vadena o, tuttalpi\u00f9, al centro sperimentale della Provincia di Bolzano. Raramente viene collegato ad un castello e alla sua storia, ancora meno ad una importante famiglia medievale.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Inoltre, di frequente il castello di Laimburg viene confuso con quello di Leuchtenburg o, per usare i nomi italiani, Castel Varco con Castel Chiaro. I ruderi che si vedono dal fondovalle appartengono a Laimburg, Leuchtenburg si trova pi\u00f9 in alto, sulla vetta del Monte di Mezzo che guarda verso il Lago di Caldaro. Entrambi i castelli sono legati al controllo dei transiti lungo la valle dell\u2019Adige in epoca medievale, sorti quasi contemporaneamente alla contea che oggi chiamiamo Tirolo meridionale o S\u00fcdtirol. Il castello sul Monte di Mezzo ha avuto vita un po\u2019 pi\u00f9 lunga, Laimburg tutto sommato \u00e8 stata una meteora nel panorama dei castelli basso-atesini.<\/p>\n\n\n\n<p>Bisogna premettere che il luogo dove \u00e8 sorto Laimburg, una collina che sovrasta la localit\u00e0 Stadio (o maso Stadlhof), in realt\u00e0 \u00e8 stato occupato fin dai tempi pi\u00f9 antichi dalle popolazioni che allora abitavano la zona. Qui si trovava, tra il VII e il I secolo avanti Cristo, il centro commerciale \u2013 e non solo \u2013 del mondo retico della Bassa Atesina, testimoniato soprattutto da una grande necropoli. Il castello di cui oggi vediamo le rovine parzialmente ristrutturate, che peraltro offre una vista spettacolare sulla Bassa Atesina, risale dunque, per quanto ne sappiamo, al XIII secolo, in quanto Heinrich von Laimburg lo ottenne dai conti del Tirolo nel 1269 dopo averlo gi\u00e0 posseduto qualche tempo prima. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Che in realt\u00e0 il castello fosse antecedente a quella data lo si desume da un documento contenuto nell\u2019urbario di Enrico IV di Rottemburgo che cita il vescovo di Trento Federico Vanga quale costruttore del castello. Il vescovo, in carica dal 1207 al 1218, apparteneva alla nobile famiglia bolzanina dei Vanga, che possedeva anche i castelli di Bellermont, Runkelstein (Roncolo), Ried \/ Novale e Rafenstein. Federico istitu\u00ec una rendita a favore del castello di Laimburg, per cui ovviamente il castello all\u2019epoca esisteva gi\u00e0.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ma perch\u00e9 il vescovo fece costruire questo castello? In primo luogo per affermare il potere dei vescovi trentini su questa importante fetta di territorio. Il porto fluviale da cui transitavano tutte le merci dirette verso il Veneto e la Lombardia si trovava a poca distanza dal castello, che probabilmente aveva il compito di proteggerlo e nello stesso tempo di offrire agli abitanti dei villaggi un rifugio in caso di attacchi nemici. Inoltre, si trattava di limitare le pretese di alcuni casati in ascesa, come quello degli ambiziosi&nbsp; Signori di Enn (Egna) che controllavano gran parte della riva sinistra dell\u2019Adige. Bisogna anche ricordare che all\u2019epoca il commercio sull\u2019Adige aument\u00f2 considerevolmente e proprio a Bronzolo e Egna l\u2019attivit\u00e0 dei due porti era in grande espansione.<\/p>\n\n\n\n<p>Pare dunque che questo castello fosse stato costruito su indicazione di Federico Vanga da tale Raimprecht von Boimont, capitano dei conti ai Appiano, che avevano gi\u00e0 imboccato la via del tramonto. La notoriet\u00e0 del castello inizia nel citato anno 1269, quando gli spregiudicati&nbsp; conti del Tirolo affidarono a tale Enrico Laianus (o Heinrich Laian) il castello. Fu lui il primo proprietario noto del castello, al quale diede anche il suo nome. Hainricus Laianus era un personaggio alquanto ambiguo. Bolzanino, proprietario di molte case in citt\u00e0, era probabilmente un commerciante o intermediario di affari. Era strettamente legato ai conti di Tirolo, in particolare ad Alberto III e a Mainardo II, per conto del quale si occupava dei lavori meno nobili in campo immobiliare. Insomma, si pu\u00f2 dire che ne era il prestanome. \u00c8 nota la disinvoltura di Mainardo che in poco tempo riusc\u00ec a impadronirsi di gran parte del territorio tirolese fondando, forse senza neppure rendersene conto, il Tirolo moderno.&nbsp; Dopo aver ottenuto il feudo di Laimburg, prese anche il suo nome e si fece chiamare Hainricus Laianus de Leienburch.<\/p>\n\n\n\n<p>La fine del castello e della carriera di Laian \u00e8 sempre da ascrivere alle dispute decennali di Mainardo con i vari vescovi trentini.&nbsp; Mainardo occup\u00f2 pi\u00f9 volte Trento, assedi\u00f2 la citt\u00e0 vescovile di Bolzano e ne distrusse le mura. Il vescovo Enrico di Trento distrusse il castello ma pare che Laian, fatto prigioniero, lo avesse fatto ricostruire dopo la sua liberazione. Il vescovo invece pretese la demolizione di questo e altri castelli che evidentemente venivano interpretati come roccaforti tirolesi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il nome di Laian appare per l\u2019ultima volta nel 1280. Dopo di lui, i Laimburg non rivestirono pi\u00f9 alcuna importanza e si estinsero con Kaspar nel 1488. Il castello, o quel che ne rimase, era gi\u00e0 passato da tempo nelle mani dei conti di Rottenburg di Caldaro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autore: Reinhard Christanell<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il nome Laimburg \u00e8 abbastanza conosciuto ma spesso viene associato all\u2019area di servizio autostradale all\u2019altezza di Vadena o, tuttalpi\u00f9, al centro sperimentale della Provincia di Bolzano. Raramente viene collegato ad un castello e alla sua storia, ancora meno ad una importante famiglia medievale. 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