{"id":937,"date":"2020-10-15T13:23:00","date_gmt":"2020-10-15T13:23:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=937"},"modified":"2021-02-05T13:23:42","modified_gmt":"2021-02-05T13:23:42","slug":"mario-capecchi-il-ragazzo-di-strada-della-bassa-che-vinse-il-nobel","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2020\/10\/15\/mario-capecchi-il-ragazzo-di-strada-della-bassa-che-vinse-il-nobel\/","title":{"rendered":"Mario Capecchi: il ragazzo di strada della &#8220;Bassa&#8221; che vinse il Nobel"},"content":{"rendered":"\n<p>\u00c8 Egna il set del nuovo film di Roberto Faenza, \u201cResilient\u201d, biopic sulla storia di Mario Renato Capecchi, vincitore nel 2007 del Premio Nobel per la Medicina, la cui incredibile storia ha inizio proprio in Bassa Atesina. Da bambino, infatti, dopo la deportazione della madre, Mario Capecchi si era ritrovato a vivere la strada in diverse citt\u00e0 del Nord Italia. Una storia che va, come lui stesso disse, &#8220;dagli stracci alla ricerca&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Chi era Mario Capecchi?<\/strong><br>Capecchi nacque a Verona nel 1937 e la sua vita fu complicata fin dai primi anni: perse infatti il padre, Luciano Capecchi, chiamato alle armi in Libia durante il periodo del colonialismo fascista in quanto pilota dell\u2019Aeronautica militare, e fu allontanato dalla madre, Lucy Ramberg, che dopo la morte del marito si era trasferita in Alto Adige (a Costalovara, sull&#8217;altipiano del Renon) ed era una poetessa e attivista del gruppo Bohemiens, arrestata dalle SS come prigioniera politica nel 1941 e in seguito deportata nel campo di prigionia nazista di Dachau. Prima dell\u2019arresto, ha raccontato Capecchi in un\u2019intervista rilasciata alla giornalista Carina Dennis, la madre aveva venduto tutti i propri averi per assicurare al figlio le cure di una famiglia di contadini sudtirolesi; ma i soldi inspiegabilmente finirono e pochi mesi dopo, a soli quattro anni, il piccolo si ritrov\u00f2 a vagabondare senza una casa in Bassa Atesina. Questa intervista \u00e8 uscita nel 2004 su \u201cNature\u201d, ed \u00e8 intitolata \u201cFrom rags to research\u201d (\u201cDagli stracci alla ricerca\u201d): \u201cIl mio messaggio \u00e8 che chiunque, in qualunque circostanza, pu\u00f2 farcela\u201d, spiega Capecchi, raccontando anche di come si ritrov\u00f2 a dover mendicare e rubare assieme ad altri piccoli gruppi di bambini. Fu allora che nella sua storia accadde qualcosa di incredibile: alla fine della guerra la madre venne liberata e, dopo un anno, riusc\u00ec a ritrovarlo. Nel 1946 si imbarcarono e attraversarono l\u2019Oceano alla volta degli Stati Uniti. Ad aspettarli, lo zio di Capecchi, Edward Ramberg, professore di fisica.&nbsp;<br>Trovata la pace, Capecchi crebbe e a nove anni inizi\u00f2 le scuole elementari, senza sapere l\u2019inglese, n\u00e9 leggere, scrivere o fare di conto. Nonostante i suoi insegnanti sostenessero che non sarebbe mai potuto andare al college, intraprese un percorso di studi universitari, prima al MIT di Boston e poi a Harvard. Nel 1967 consegu\u00ec il Dottorato di Ricerca all\u2019Universit\u00e0 di Harvard, studiando sotto la supervisione di James D. Watson, il biologo che \u2013 con Francis Crick, Maurice Wilkins e Rosalind Franklin \u2013 scopr\u00ec la struttura della molecola di DNA. L\u2019Enciclopedia Britannica riporta che Capecchi inizi\u00f2 a lavorare alla ricerca sul \u2018gene targeting\u2019, che nel 2007 l\u2019avrebbe portato a vincere il Nobel, nel 1980.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>L&#8217;incontro<\/strong> <strong>con la sorella<\/strong><br>Ma la storia di Capecchi, e il suo legame con l&#8217;Alto Adige, non finisce qui. Due anni dopo la nascita di Capecchi, la madre aveva dato alla luce la figlia, nata da una seconda relazione: Marlene Boneli, la sorellastra di Mario. E quando, nel 2007, Capecchi vinse il premio Nobel, la sorella (che a lungo aveva lavorato come casellante nel nord Tirolo) lo riconobbe in televisione e sui giornali. Fu il preciso lavoro di Isabelle Hansen, giornalista del Dolomiten, quotidiano locale in lingua tedesca, che permise a Marlene e Mario di incontrarsi di nuovo. Marlene sapeva di avere un fratellastro, e sapeva che la madre era stata deportata, ma era convinta fossero morti. Entrambi \u2013 Capecchi e la sorella \u2013 avevano cercato informazioni sulle proprie origini e sulle sorti dell&#8217;altro, ma senza fortuna. Dopo molti anni, finalmente, si sono potuti rincontrare, proprio qui, in Alto Adige.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"576\" src=\"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Qui_Mario_Capecchi1-1024x576.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-938\" srcset=\"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Qui_Mario_Capecchi1-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Qui_Mario_Capecchi1-300x169.jpg 300w, https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Qui_Mario_Capecchi1-768x432.jpg 768w, https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Qui_Mario_Capecchi1-1536x864.jpg 1536w, https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Qui_Mario_Capecchi1.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p><strong>Il regista e il film&nbsp;<\/strong><br>Roberto Faenza aveva gi\u00e0 lavorato in Trentino-Alto Adige. \u00c8 del 2014 il suo \u201cAnita B.\u201d, con Eline Powell e Robert Sheehan, girato per lo pi\u00f9 tra Fortezza, Egna, Bolzano e Merano. Il regista ha all\u2019attivo oltre venti pellicole. Meritano senz\u2019altro di essere ricordate, oltre a \u201cSostiene Pereira\u201d, tratto dall\u2019omonimo romanzo di Antonio Tabucchi e con Marcello Mastroianni, anche \u201cJona che visse nella balena\u201d, \u201cPrendimi l\u2019anima\u201d e \u201cUn giorno questo dolore ti sar\u00e0 utile\u201d. Nel cast del nuovo film, tra gli altri, anche Francesco Montanari e Tonino Tosto.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"576\" src=\"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Qui_Mario_Capecchi3-1024x576.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-940\" srcset=\"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Qui_Mario_Capecchi3-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Qui_Mario_Capecchi3-300x169.jpg 300w, https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Qui_Mario_Capecchi3-768x432.jpg 768w, https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Qui_Mario_Capecchi3-1536x864.jpg 1536w, https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Qui_Mario_Capecchi3.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p><strong>LA VITA E IL FILM, IN BREVE<\/strong><br>Mario Capecchi nacque a Verona nel 1937. Suo padre fu un pilota e sua madre una poetessa e un&#8217;attivista del movimento Bohemiens. Quando Capecchi era piccolo, la madre, Lucy Ramberg, venne deportata a Dachau. Trovatosi solo e in povert\u00e0, nonostante fosse ancora bambino Capecchi fu costretto a vagabondare e trovare modi per sopravvivere tra le strade di Bolzano e della Bassa Atesina, proseguendo fino all&#8217;Emilia-Romagna. Dopo la fine della guerra la madre lo ritrov\u00f2 e insieme raggiunsero l&#8217;America, dove Capecchi pot\u00e9 studiare, conseguendo un dottorato di ricerca sotto la supervisione di James Watson. Nel 2007, vinse il Premio Nobel per la Medicina e, dopo molti anni, rincontr\u00f2 la sorellastra, Marlene Bonelli, in Alto Adige.<br>A Egna, il regista Roberto Faenza sta girando il suo nuovo film, &#8220;Resilient&#8221;, basato sulla biografia di Mario Capecchi. Roberto Faenza ha gi\u00e0 lavorato in Alto Adige. &#8220;Anita B.&#8221;, un suo film del 2014, venne girato prevalentemente tra Bolzano, Fortezza, Egna e Merano. L&#8217;uscita del film \u00e8 prevista per il 2021.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"576\" src=\"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Qui_Mario_Capecchi4-1024x576.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-941\" srcset=\"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Qui_Mario_Capecchi4-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Qui_Mario_Capecchi4-300x169.jpg 300w, https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Qui_Mario_Capecchi4-768x432.jpg 768w, https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Qui_Mario_Capecchi4-1536x864.jpg 1536w, https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Qui_Mario_Capecchi4.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autore: Alex Piovan<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 Egna il set del nuovo film di Roberto Faenza, \u201cResilient\u201d, biopic sulla storia di Mario Renato Capecchi, vincitore nel 2007 del Premio Nobel per la Medicina, la cui incredibile storia ha inizio proprio in Bassa Atesina. 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