{"id":9550,"date":"2023-09-21T02:00:00","date_gmt":"2023-09-21T01:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=9550"},"modified":"2023-09-20T09:52:27","modified_gmt":"2023-09-20T08:52:27","slug":"andreas-di-pauli-da-aldino-a-vienna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2023\/09\/21\/andreas-di-pauli-da-aldino-a-vienna\/","title":{"rendered":"Andreas Di Pauli: da Aldino a Vienna"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Succede, di tanto in tanto, che bambini cresciuti in ambienti umili riescano, grazie al loro straordinario talento, a scalare i gradini della scala sociale e a imporsi nel cosiddetto mondo che conta. Uno di questi \u00e8 stato sicuramente Andreas Alois Di Pauli, personaggio storico tra i pi\u00f9 noti della Bassa Atesina.\u00a0<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Nato ad Aldino nel 1761, la sua \u00e8 la classica famiglia contadina che affronta giornalmente la lotta per la sopravvivenza. Nulla lascia presagire che il bambino sarebbe diventato&nbsp; un eminente magistrato, diplomatico e storico. I Di Pauli erano originari della Val di Fiemme. Il&nbsp; padre di Andreas era Anton, i cui nonni erano arrivati mezzo secolo prima da Carano, nei pressi di Cavalese, sua madre era Maria Pitschl. Fu lei a insegnargli a leggere ancora piccolissimo. All\u2019et\u00e0 di 6 anni perse entrambi i genitori e con le due sorelline eredit\u00f2 il maso Maznell. Secondo il suo tutore doveva essere avviato al mestiere di agricoltore come i genitori. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Nel 1772 il tutore lo mand\u00f2 per un periodo in Val di Fiemme a studiare l\u2019italiano ma quando torn\u00f2 il bambino aveva abbandonato l\u2019idea di dedicarsi all\u2019agricoltura e aveva deciso di mettersi a studiare. Il tutore tentenn\u00f2 fino a quando non comprese che il destino del ragazzo era proprio quello, in quanto era riuscito ad apprendere in breve tempo anche la lingua latina dal sacerdote di Trodena. Frequent\u00f2 con successo le classi ginnasiali a Bressanone e Innsbruck.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Accanto alla lettura dei classici tedeschi, italiani e latini, si dedic\u00f2 con particolare passione allo studio della storia, soprattutto quella locale. Divenne, molti anni dopo, il fondatore della Biblioteca Tirolensis, una delle pi\u00f9 importanti raccolte di testi e documenti storici del Tirolo. Del resto, appare anche tra i fondatori del Tiroler Landesmuseum di Innsbruck.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Comp\u00ec successivamente gli studi di giurisprudenza, storia e scienze naturali presso le Universit\u00e0 di Innsbruck e Pavia, prima di dedicarsi all\u2019attivit\u00e0 di magistrato a Bolzano. Nel 1786 la citt\u00e0 di Bolzano lo nomin\u00f2 suo consulente in materia di legislazione regionale.<\/p>\n\n\n\n<p>Il 15 aprile 1788 spos\u00f2 a Bolzano Maria Anna Knoll, con la quale convisse fino alla morte della donna nel 1806. Per i suoi meriti acquisiti nella Dieta tirolese svoltasi dopo la morte di Giuseppe II, la citt\u00e0 di Bolzano il 16 novembre 1790 gli confer\u00ec la cittadinanza di Bolzano. L\u2019anno successivo fece parte della delegazione che si rec\u00f2 a Vienna per sostenere presso la corte imperiale le ragioni del Tirolo. Fu ovviamente coinvolto in prima persona negli eventi bellici a partire dal 1796, in seguito ai quali gli fu conferito il titolo nobiliare con l\u2019aggiunta dell\u2019appellativo von Treuheim.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Terminato il conflitto con i franco-bavaresi, Di Pauli torn\u00f2 alla sua occupazione di magistrato e alla sua passione storica, iniziando a collezionare i volumi e documenti che in seguito avrebbero fatto parte della Biblioteca Tirolensis di 1400 volumi. Nel 1809 pubblic\u00f2 anche una rivista storica e si dedic\u00f2 alla redazione di molti contributi storici, la maggior parte dei quali pubblicati in forma anonima.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel 1810 spos\u00f2 Maria Anna von Mairl di Bolzano. Tornato il Tirolo agli Asburgo nel 1814, Di Pauli divenne presidente della Corte di Appello di Innsbruck e poi occup\u00f2 anche ulteriori posti di prestigio presso la corte di Vienna. La sua grande sapienza e abilit\u00e0 diplomatica fu celebrata in varie regioni, dalla Stiria al Trentino. A Rovereto fu nominato membro dell\u2019accademia degli Agiati. Dal 1824 fu nominato presidente della Corte di Appello del Tirolo e Vorarlberg, carica che occup\u00f2 per 15 anni.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Nel 1823 era stato fondato il Museo nazionale di Innsbruck e Di Pauli fu subito chiamato a presiederlo. Cre\u00f2, con la sua dedizione e sapienza, un\u2019istituzione riconosciuta ovunque, arricch\u00ec le sue collezioni. Negli ultimi anni della sua vita, trascorsi tra Vienna, Innsbruck e Bolzano, il ragazzino partito in silenzio da Aldino si dedic\u00f2 con passione alla sua Biblioteca e al Museo di Innsbruck, ottenendo molte onorificenza e riconoscimenti dal mondi culturale, scientifico e accademico.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Mor\u00ec il 25 febbraio 1839, dopo aver passato gli ultimi anni di vita piuttosto acciaccato e in particolare quasi cieco.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autore: Reinhard Christanell<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Succede, di tanto in tanto, che bambini cresciuti in ambienti umili riescano, grazie al loro straordinario talento, a scalare i gradini della scala sociale e a imporsi nel cosiddetto mondo che conta. 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