{"id":9620,"date":"2023-10-05T02:00:00","date_gmt":"2023-10-05T01:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=9620"},"modified":"2023-10-04T17:55:23","modified_gmt":"2023-10-04T16:55:23","slug":"tre-giornate-alla-scoperta-della-storia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2023\/10\/05\/tre-giornate-alla-scoperta-della-storia\/","title":{"rendered":"Tre giornate alla scoperta della storia"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-text-align-left\"><strong>\u201cAtrium\u201d \u00e8 l\u2019acronimo di\u00a0Architecture of Totalitarian Regimes of the 20th century In Europe\u2019s Urban Memory. L\u2019associazione e la rotta sono state fortemente volute e patrocinate dal consiglio d\u2019Europa con lo scopo di indagare, contestualizzare, spiegare gli edifici\u00a0costruiti a scopo di propaganda, ma non solo, durante i regimi totalitari del XX secolo, di stampo fascista, nazista e comunista.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Nel maggio scorso, La Fabbrica del Tempo, in collaborazione con \u201cAtrium\u201d ha pubblicato il libro \u201cLess is more\u201d, un libro che, basato su ricerche d\u2019archivio, spiega questo difficile periodo storico attraverso le architetture pubbliche, di propaganda, sportive, religiose e private e si pone come guida per tutti quei fruitori interessati a percorrere la rotta europea e comprenderne gli edifici nelle singole tappe.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Quest\u2019anno in collaborazione con il Comune di Merano e \u201cAtrium\u201d, La Fabbrica del Tempo ha organizzato tre giornate \u201cAtrium\u201d con le quali si intende invitare la cittadinanza a scoprire con noi la ex Montecatini, Il Borgo Vittoria, la Centrale idroelettrica di Marlengo, mentre la serata \u00e8 dedicata all\u2019arte modernista e a conoscere meglio \u201cAtrium\u201d.<br>Il borgo di Sinigo nacque a coronamento degli sforzi fatti per la bonifica del fondovalle compiuta a partire dal 1924, fu&nbsp;costruito&nbsp;tra i ruscelli Neifer e Rio Sinigo, fu chiamato \u201cBorgo Vittoria\u201d e fu inaugurato nel 1928. Nei progetti iniziali del governo fascista qui contadini e operai di varie zone d\u2019Italia si sarebbero dovuti trasferire in massa ma non accade in maniera compiuta.<\/p>\n\n\n\n<p>La complessa opera di drenaggio dell\u2019ampio areale paludoso attorno al fiume Adige, precedette&nbsp;quelle compiute nell\u2019Agro Pontino e nel resto della Penisola, servendo da modello alle altre regioni. Fu realizzato come insediamento industriale e abitativo dello stabilimento della Montecatini.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Oltre alla fabbrica l\u2019area fu dotata di un proprio spaccio e di un centro di assistenza medica, un quartiere prevalentemente autonomo dove impiegati ed operai -inizialmente 650 ma alla fine degli anni Trenta gi\u00e0 intorno a 1000 \u2013 vivevano con le loro famiglie.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La dirigenza della fabbrica \u2013 in linea con lo spirito del tempo \u2013 provvedeva anche all\u2019offerta di attivit\u00e0 per il tempo libero dei propri occupati attraverso l\u2019Opera Nazionale Dopolavoro con intrattenimenti sportivi e culturali: oltre a praticare attivit\u00e0 sportive si poteva trascorrere il tempo nelle sale comuni ascoltando la radio o assistendo alla proiezione settimanale di un film; venivano organizzate gite e partecipazioni a molteplici celebrazioni e manifestazioni. Erano presenti inoltre una piccola compagnia teatrale e una banda musicale della fabbrica, che fungeva altres\u00ec da veicolo pubblicitario della Montecatini.<br>La centrale idroelettrica di Marlengo, nelle raffinate forma architettoniche, ricche di particolari art d\u00e9co, che vediamo oggi, nasce a met\u00e0 degli anni \u201920 ad opera della societ\u00e0 Montecatini con il preciso scopo di alimentare il nuovo stabilimento industriale che in quegli stessi anni andava costruendo a Sinigo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La nuova centrale doveva fornire alla nuova fabbrica la potenza elettrica necessaria ai processi industriali di sintesi dei composti azotati ma anche l\u2019idrogeno necessario. Originariamente entrambe \u2013 centrale e fabbrica \u2013 avrebbero dovuto sorgere a Marlengo, ma alla fine si decise per l\u2019attuale ubicazione.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La facciata squadrata sembra quasi voler gelosamente custodire l\u2019apparato decorativo dell\u2019interno, dove ampie pitture inneggiano alla forza dell\u2019allora ancora nuova energia, quella elettrica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autrice: Rosanna Pruccoli<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cAtrium\u201d \u00e8 l\u2019acronimo di\u00a0Architecture of Totalitarian Regimes of the 20th century In Europe\u2019s Urban Memory. 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