{"id":9626,"date":"2023-10-05T02:00:00","date_gmt":"2023-10-05T01:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=9626"},"modified":"2023-10-04T17:59:23","modified_gmt":"2023-10-04T16:59:23","slug":"il-processo-del-fieno-di-anterivo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2023\/10\/05\/il-processo-del-fieno-di-anterivo\/","title":{"rendered":"\u201cIl processo del fieno\u201d di Anterivo"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Guardando la cartina geografica, Anterivo appare come una minuta appendice sudtirolese in territorio trentino. In effetti, pi\u00f9 volte nel corso della storia il piccolo comune di confine \u00e8 passato da una provincia all\u2019altra, l\u2019ultima nel 1948 grazie all\u2019accordo De Gasperi &#8211; Gruber. La prima citazione del paese risale al 24 luglio 1321, quando il re Enrico di Boemia concedette, \u201cper particolari meriti\u201d, al suo vassallo Gottschalk di Bolzano, all\u2019epoca titolare del giudizio di Egna, di realizzare \u201cin loco dicto Antereu inter Cauerion et Castel\u201d in Val di Fiemme dieci masi e di affidarli \u201cesentasse per sempre\u201d a coloni tirolesi.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Ci\u00f2 fu possibile in quanto era il periodo storico in cui la Val di Fiemme era governata dai conti del Tirolo, che per qualche decennio l\u2019avevano sottratta al principe-vescovo di Trento. Alcuni&nbsp; secoli dopo, nel 1779, l\u2019imperatrice Maria Teresa d\u2019Asburgo scambi\u00f2 il piccolo comune della Val di Fiemme con quello di Termeno, fino ad allora appartenuto dal vescovo di Trento.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Nell\u2019agosto dell\u2019anno 1532 avvennero i fatti che portarono al processo entrato negli annali della storia come \u201cHeuprozess\u201d, processo del fieno. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Da tempo, i contadini di Anterivo avevano problemi di confine con quelli di Trodena. Diversi pascoli e prati erano contesi tra i due comuni che ovviamente avevano bisogno del fieno per i loro animali. In misura minore, anche tra Anterivo e i vicini della Val di Fiemme non di rado scoppiavano controversie sui terreni appartenenti all\u2019uno o all\u2019altro comune. In localit\u00e0&nbsp; \u201cSchwabenmoos\u201d (oggi chiamato Tonci-Moos) e \u201cLangen Moos\u201d gli abitanti di Anterivo, che ritenevano i terreni e quanto vi cresceva di loro pertinenza, raccolsero e asportarono il fieno che quelli di Trodena avevano falciato. Lo scandalo fu grande e volarono parole grosse. Per poco non si arriv\u00f2 allo scontro armato.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il comune di Trodena sporse denuncia nei confronti dei vicini e ne consegu\u00ec un processo con due tumultuose udienze tenute presso la \u201cstuba superiori palatij\u201d, ossia&nbsp; nel palazzo vescovile di Cavalese: la prima alla fine del 1534, la seconda nel 1535. Secondo l\u2019accusa, \u201cillis de trudena\u201d erano stati derubati di una certa quantit\u00e0 di fieno dai vicini. L\u2019interrogatorio degli imputati (Antonius Indereben, Georgius Ludbich, Simon Perdatij, Christanus Texor et Petrus de Chuchal) fu condotto dal capitano della Val di Fiemme Simon Botsch di Ora. I cinque confermarono di essere \u201cvicini de antarudo\u201d e di aver partecipato alla raccolta fraudolenta del fieno. Ammisero che i prati da cui avevano prelevato il fieno venivano lavorati da quelli di Trodena ma asserirono anche con convinzione che i prati si trovavano in territorio di Anterivo. Il fieno era stato prelevato da un prato denominato \u201cdas schwoben mos\u201d, da uno chiamato \u201czonlongamos\u201d e perfino da uno appartenente \u201cillorum de sancto Lugano\u201d.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ma con questi ultimi non erano sorti problemi in quanto quelli di San Lugano erano \u201cconsanguinei\u201d di quelli di Anterivo. Spesso i buoi di Anterivo pascolavano in territorio di San Lugano ma nessuno aveva nulla da ridire.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Gli imputati confermarono di aver partecipato, con il consenso del consiglio comunale, alla raccolta del fieno e di essere stati sempre presenti con eccezione di Anton in der Eben e Peter von Guggal. Il motivo per cui avevano raccolto il fieno era da ricercarsi nel fatto che gli abitanti di Anterivo pagavano da sempre tributi al \u201cgraziosissimo Domino suo\u201d per questi prati, che dunque dovevano per forza ricadere nella loro giurisdizione. Per tale motivo, il \u201cfurto\u201d era stato addirittura preannunciato con largo anticipo a quelli di Trodena. Venne chiesto se i contadini di Anterivo si fossero presentati con armi da fuoco (sclopos cum igne) alla raccolta del fieno ma risult\u00f2 che solo una persona fosse armata di un fucile da caccia.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Al termine dell\u2019interrogatorio, il giudice rimand\u00f2 a casa gli imputati, che con una stretta di mano gli promisero di ricomparire in udienza dopo 30 giorni. Nel frattempo potevano cercare testimoni e prove dei diritti vantati sui prati oggetto della contesa.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Non \u00e8 noto l\u2019esito del processo ma si suppone che quelli di Anterivo avessero ottenuto ragione in quanto anche negli anni successivi continuarono a versare al loro signore i tributi per i parti in oggetto.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>I confini con Trodena furono poi definitivamente regolati da un decreto di Blasy Khuen von Belasy nel 1560.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autore: Reinhard Christanell<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Guardando la cartina geografica, Anterivo appare come una minuta appendice sudtirolese in territorio trentino. In effetti, pi\u00f9 volte nel corso della storia il piccolo comune di confine \u00e8 passato da una provincia all\u2019altra, l\u2019ultima nel 1948 grazie all\u2019accordo De Gasperi &#8211; Gruber. 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