{"id":992,"date":"2021-01-14T08:12:00","date_gmt":"2021-01-14T08:12:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=992"},"modified":"2021-02-10T10:30:59","modified_gmt":"2021-02-10T10:30:59","slug":"una-rockstar-nellottocento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2021\/01\/14\/una-rockstar-nellottocento\/","title":{"rendered":"Una rockstar nell\u2019Ottocento"},"content":{"rendered":"\n<p>Ludwig Van Beethoven: un nome noto a chiunque, anche a chi non capisce niente di musica classica;&nbsp; quel \u201cta da da daaaan\u201d \u00e8 entrato nella coscienza popolare, due note che rappresentano anche nel linguaggio parlato il simbolo della suspance.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Gi\u00e0, la famosa Quinta di Beethoven. La Quinta, non la Nona: la Nona \u00e8 \u2013 per intenderci \u2013 una composizione pi\u00f9 \u201cgentile\u201d: \u00e8 quella scelta (dopo essere stata reinterpretata da Herbert Von Karajan) come Inno Europeo, e si ricorda chiaramente anche come colonna sonora nelle scene in cui Alex DeLarge, capo dei Drughi, viene \u201crieducato\u201d&nbsp; in carcere nell\u2019\u201dArancia Meccanica\u201d di Kubrick.<\/p>\n\n\n\n<p>La Quinta sinfonia \u00e8 quella che venne usata come sigla delle trasmissioni in italiano di Radio Londra durante la Seconda guerra mondiale, in quanto in codice Morse tre punti e una linea formano l\u2019iniziale V di Victory. Ed \u00e8 anche probabilmente lo stesso motivo per cui venne utilizzata per la graphic novel ed il film \u201cV per Vendetta\u201d.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Una composizione che negli anni, in tempi moderni, \u00e8 stata riadattata e modernizzata, operazione che ha aiutato chiunque a memorizzarla: fu riarrangiata anche in versione disco da Walter Murphy per il film \u201cLa febbre del sabato sera\u201d, brano ripreso come cover dagli Elio e le Storie Tese che l\u2019hanno riadattata ne \u201cIl quinto ripensamento\u201d.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Se Bach \u00e8 jazz (basta ascoltarsi le reinterpretazioni di Jacques Loussier o di Glenn Gould per rendersene conto), Beethoven \u00e8 rock: a dare forza a questa teoria ci aveva pensato Steve Vai, guru della chitarra distorta e degli \u201cshredder\u201d, i virtuosi delle sei corde, che verso la fine degli anni 90 l\u2019aveva registrata in chiave neometal. Una versione che fa parte (seppur modificata a suo piacimento) del repertorio del sex symbol del violino, David Garret.<\/p>\n\n\n\n<p>Il nome del grande compositore appare anche altri contesti musicali; nel 1956 Chuck Berry compose \u201cRoll over Beethoven\u201d, grande classico del rock\u2019n\u2019roll. Pare che Berry scrisse la canzone in risposta a sua sorella Lucy che occupava sempre il pianoforte di famiglia per suonare la classica mentre lui voleva scrivere i suoi pezzi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Anche gli Eurythmics nel 1987 pubblicarono un pezzo intitolato \u201cBeethoven (I love to listen to)\u201d, un brano particolare, molto elettronico e parlato, che raccoglie sonorit\u00e0 tutte anni Ottanta, ma decisamente innovativo per l\u2019epoca.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma Beethoven \u00e8 celebre al grande pubblico anche per altre composizioni, come \u201cAl chiaro di luna\u201d, per esempio: romantica, delicata, arpeggiata, colonna sonora di innumerevoli pellicole fra cui \u201cIl pianista\u201d, \u201cMisery non deve morire\u201d, \u201cConfessioni di una mente pericolosa\u201d, \u201cPsycho II\u201d e \u201cL\u2019uomo che non c\u2019era\u201d. Un\u2019opera che dedic\u00f2 alla sua alunna prediletta, la giovane contessa Giulietta Guicciardi, di cui lui era tanto innamorato.<\/p>\n\n\n\n<p>A proposito di amore, come non citare \u201cPer Elisa\u201d, forse il primo spartito vero che incrocia la strada di ogni aspirante pianista? A chi era dedicata? Non si sa, ma esistono diverse affascinanti teorie a riguardo. Quasi quarant\u2019anni dopo la morte del compositore, il musicologo tedesco Ludwig Nohl scopr\u00ec in una collezione privata una copia di un manoscritto del brano, con su scritto \u201cF\u00fcr Therese\u201d; ma Nohl, che lo copi\u00f2 a sua volta, si sbagli\u00f2 a trascrivere il nome e la intitol\u00f2 \u201cF\u00fcr Elise\u201d. La musa in questione sarebbe la baronessa Therese Malfatti, di cui il maestro era profondamente innamorato.<\/p>\n\n\n\n<p>C\u2019\u00e8 chi invece sostiene che questa breve bagatella sia dedicata a una giovane e bella soprano, tale Elisabeth Roeckel, che alla fine spos\u00f2 un amico del compositore tedesco. Anche Theresie Malfatti non ricambi\u00f2 l\u2019amore di Ludwig, n\u00e9 Giulietta Guicciardi n\u00e9 nessun\u2019altra: Ludwig van Beethoven mor\u00ec giovane e single, corroso dalla cirrosi epatica, e al suo funerale venne salutato da un corteo di oltre 20 mila persone: come ogni rockstar che si rispetti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autore: Luca Masiello<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ludwig Van Beethoven: un nome noto a chiunque, anche a chi non capisce niente di musica classica;&nbsp; quel \u201cta da da daaaan\u201d \u00e8 entrato nella coscienza popolare, due note che rappresentano anche nel linguaggio parlato il simbolo della suspance.&nbsp; Gi\u00e0, la famosa Quinta di Beethoven. 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