{"id":9960,"date":"2023-11-02T02:20:00","date_gmt":"2023-11-02T01:20:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=9960"},"modified":"2023-10-31T09:59:46","modified_gmt":"2023-10-31T08:59:46","slug":"uno-scenario-nuovo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2023\/11\/02\/uno-scenario-nuovo\/","title":{"rendered":"Uno scenario nuovo"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Le recenti elezioni provinciali del 22 ottobre hanno aperto prospetive inedite per la politica altoatesina. Per la prima volta la giunta provinciale dovr\u00e0 essere basata su una vera coalizione, composta da almeno tre partiti. Ne abbiamo parlato con il politologo nativo di Bronzolo G\u00fcnther Pallaver.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>A grandi linee i risultati del voto del 22 ottobre erano stati ampiamente previsti dai sondaggi ma,&nbsp; lo sappiamo, una cosa \u00e8 paventare nuovi scenari anche per forzare gli elettori nelle loro scelte dell\u2019ultima ora, e un\u2019altra \u00e8 invece confrontarsi con il nuovo panorama&nbsp; degli eletti in consiglio, prossimamente impegnati a dare un nuovo governo alla nostra provincia,&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Le novit\u00e0 sono molte, naturalmente tutte volute dagli elettori direttamente attraverso le loro scelte di voto oppure indirettamente attraverso la decisione di disertare le urne. Su tutte spicca un passaggio epocale, ovvero la necessit\u00e0 per la SVP di allearsi per la prima volta anche con un partito \u201cdi lingua tedesca\u201d. \u00e8 la fine di un\u2019epoca, quella della rappresentanza esclusiva del gruppo linguistico (etnico) tedesco. Un vero e proprio cambio di paradigma per l\u2019autonomia altoatesina.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>L&#8217;INTERVISTA<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Davvero \u00e8 cambiato tutto, ora?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Direi di s\u00ec. Non c\u2019\u00e8 stata infatti solo la discesa della SVP pi\u00f9 o meno al 35% dei consensi complessivi. La grande novit\u00e0 \u00e8 che la Volskpartei non ha pi\u00f9 l\u2019esclusiva della rappresentanza dei gruppi linguistici tedesco e ladino. Oggi rappresenta infatti solo il 45% della \u201cminoranza\u201d; il restante 55% di elettori di madrelingua tedesca ha votato altri partiti. Ora la Stella Alpina a Roma, Vienna e Bruxelles non pu\u00f2 pi\u00f9 dire \u201cnoi rappresentiamo le minoranze linguistiche\u201d. In secondo luogo, diretta conseguenza di questo, la SVP ha ora bisogno di un partito partner di giunta anche di lingua tedesca. \u00e8 la prima volta questo accade dal 1948, si tratta davvero di un momento storico. In sostanza: la SVP non \u00e8 pi\u00f9 un \u201cpartito di raccolta\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Si ragiona molto sull\u2019emorragia di voti della SVP. Cos\u2019\u00e8 davvero successo al suo tradizionale elettorato?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Ha pesato molto la rissosit\u00e0 all\u2019interno del partito tra le varie fazioni, che evidentemente all\u2019elettorato non sono piaciute. Non sono riusciti a trovare un consenso tra le varie anime interne. La SVP era diventata il partito delle lobby dei contadini e degli albergatori. Ci sono poi tutta una serie di questioni politiche che sono rimaste irrisolte. Basti pensare alla questione del limite dei posti letto da mettere a disposizione per il turismo, oppure ai problemi legati all\u2019urbanistica o alla gestione delle risorse energetiche. Si \u00e8 poi verificata anche una certa discrepanza tra l\u2019obiettivo della sostenibilit\u00e0 ambientale per il territorio indicata dal presidente Kompatscher come importante obiettivo da raggiungere, e quello che si \u00e8 riusciti concretamente a realizzare. Il freno, com\u2019\u00e8 noto, \u00e8 giunto appunto dalle lobby interne. C\u2019\u00e8 poi anche un altro aspetto, particolarmente interessante che va considerato.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Quale?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La SVP \u00e8 stata sempre il partito di grande successo, in grado di portare sicurezza alla minoranza grazie all\u2019autonomia che tutti ci invidiano. L\u2019autonomia \u00e8 quindi diventata quasi\u2026 ovvia ed \u00e8 venuto meno il collante etnico che alimentava il consenso del partito di raccolta. Il tradizionale appello all\u2019unit\u00e0 perch\u00e9 la minoranza sarebbe sempre sotto attacco, in sostanza \u00e8 stato superato dalla normalizzazione. E quindi ora gli elettori di lingua tedesca si sentono nelle condizioni di uscire dall\u2019alveo della difesa rappresentato dalla SVP. Possiamo dire che la Volkspartei in qualche modo \u00e8 vittima del successo da lei ottenuto.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>A questo proposito si parla molto degli \u201citaliani\u201d in consiglio provinciale e degli \u201citaliani\u201d in giunta. Le categorie etniche della politica quanto sono ancora attuali dopo questo voto?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>S\u00ec e no. Durante il voto sono meno attuali, ma poi quando si va alla formazione del governo ovviamente i gruppi esistono eccome. Lo vediamo dalle lacrime del gruppo italiano che \u00e8 rappresentato da soli cinque consiglieri. In realt\u00e0 \u00e8 la seconda volta che questo succede, erano stati cinque gi\u00e0 nelle elezioni del 2013. Ma in una democrazia consociativa, come quella di cui facciamo parte (* cfr box a fondo pagina) una delle logiche \u00e8 l\u2019inclusione massima di tutti i gruppi sociali e nel nostro specifico i gruppi linguistici. Dal punto di vista formale oggi puoi senz\u2019altro dire che se in consiglio provinciale gli italiani sono cinque, poi in giunta ce ne sar\u00e0 uno. Ma quell\u2019uno andr\u00e0 quindi a rappresenta solo una minima parte della popolazione di lingua italiana. E questo dal punto di vista politico diventa un problema. Questo meccanismo \u00e8 uno dei motivi di quello che abbiamo chiamato disagio di italiani: mano a mano si sono sentiti sempre pi\u00f9 estromessi. Certo che chi non va a votare\u2026 Basti vedere che nella maggior parte dei 116 comuni la percentuale di voto \u00e8 stata pi\u00f9 o meno dell\u201980%. A Bolzano, Merano e Laives, invece siamo andati sotto il 60%. La differenza \u00e8 notevole.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>I prossimi passi sono l\u2019insediamento del consiglio, l\u2019elezione dell\u2019ufficio di presidenza e poi le trattative per la giunta per le quali ci sono a disposizione 90 giorni. Cosa succeder\u00e0? Quanto peseranno Roma e i risultati delle elezioni in Trentino?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La SVP \u00e8 combattuta al suo interno. Ma per capire cosa succeder\u00e0 \u00e8 utile partire da una serie di precondizioni. Innanzitutto per avere una maggioranza solida ci vogliono 19 consiglieri su 35, 18 sono pochi. 19 erano anche all\u2019inizio della scorsa legislatura. Vanno rispettati poi la proporzionale etnica e la quota riservata alle donne. C\u2019\u00e8 poi anche la questione della vicinanza o distanza politica rispetto alla SVP. Nell\u2019ultimo periodo Fratelli d\u2019Italia ha assunto una posizione molto moderata su autonomia e proporzionale, con lo scopo di accreditarsi per entrare in giunta. Ma dal punto di vista ideologico sappiamo che a Roma nel partito ci sono ancora molti rappresentanti nostalgici del fascismo. Sta di fatto che nella SVP c\u2019\u00e8 un\u2019ala conservatrice che vuole allearsi con Fratelli d\u2019Italia per avere un collegamento con Roma, e un\u2019altra met\u00e0 che invece non lo vuole. Si parla anche dell\u2019intenzione della Volkspartei di fare un sondaggio tra i suoi iscritti, prima di fare eventualmente questo passo. A mio avviso la Volkspartei non pu\u00f2 poi fare una coalizione con un partito che vuole l\u2019autodeterminazione al posto dell\u2019autonomia, come S\u00fcdtiroler Freiheit. Un\u2019altra questione \u00e8 la posizione o meno a favore dell\u2019Europa sovranazionale oppure il sovranismo. Sappiamo che la Lega \u00e8 un partito antieuropeo e che a questo proposito la Meloni \u00e8 meno rigida. Poi: pu\u00f2 la SVP fare un\u2019alleanza con un partito come la Lega che ha appena aperto un contenzioso a livello europeo contro le limitazioni al traffico commerciale introdotte dall\u2019Austria che, lo ricordiamo, \u00e8 la potenza tutrice dei sudtirolesi?\u00a0<br>In definitiva: fare una coalizione con Fratelli d\u2019Italia \u00e8 difficile. Ma avere un contatto con Roma \u00e8 importante e la SVP con le sue coalizioni ha sempre rispecchiato il governo nazionale, a parte il periodo di Berlusconi. Secondo me allora la Stella Alpina cercher\u00e0 comunque di fare una coalizione con la Lega. Con questo partito ha gi\u00e0 governato negli ultimi cinque anni e gi\u00e0 allora nel programma di coalizione insieme avevano sottoscritto un preambolo a favore anche dell\u2019Europa. Va poi detto che\u00a0 Christian Bianchi \u00e8 stato eletto nella lista della Lega, ma in realt\u00e0 \u00e8 un indipendente candidato in rappresentanza della sua lista civica Uniti per Laives. Bianchi \u00e8 quindi autonomo e ha governato per anni in grande sintonia con la SVP a Laives. Poi la SVP ha bisogno di un partito tedesco e qui in pole position a mio avviso c\u2019\u00e8 il Team K. Il diciannovesimo consigliere potrebbe quindi essere Gennaccaro.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Da queste elezioni Kompatscher come ne esce? C\u2019\u00e8 chi lo indica come corresponsabile della \u201csconfitta\u201d e chi invece lo ritiene colui che \u00e8 riuscito a contenere la perdita di consenso della SVP.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La SVP ha diminuito i consensi ma all\u2019interno del suo partito Kompascher ne \u00e8 uscito rafforzato. Nel 2018 il 57% dell\u2019elettorato della SVP aveva dato la preferenza a Kompatscher, nel 2023 la percentuale \u00e8 stata invece del 60%. Molti hanno detto di aver votato SVP, questa volta, \u201cper dare man forte a Kompatscher\u201d. E senza la ricandidatura di Kompatscher a Landeshauptmann probabilmente il partito avrebbe perso ancora di pi\u00f9. Inoltre ora in consiglio provinciale Kompatscher ha con s\u00e9 la maggioranza del gruppo consigliare, cosa che prima non c\u2019era. Invece molto&nbsp; indebolita \u00e8 la figura di Achammer, che secondo me prima o poi durante la legislatura verr\u00e0 sostituito nel ruolo di Obmann del partito. Trovarne uno nuovo non sar\u00e0 facile, a causa del compito davvero ingrato. Quindi forse potr\u00e0 anche rimanere&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>S\u00ec, ma non pi\u00f9 con le percentuali bulgare di consenso degli scorsi anni&#8230;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Eh gi\u00e0. E anche questo \u00e8 un grande cambiamento.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Autore: Luca Sticcotti<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le recenti elezioni provinciali del 22 ottobre hanno aperto prospetive inedite per la politica altoatesina. Per la prima volta la giunta provinciale dovr\u00e0 essere basata su una vera coalizione, composta da almeno tre partiti. 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