Arci Scacchi, da sempre in mezzo alla gente

In questo numero vi proponiamo un focus su una delle più importanti realtà associative che, a livello locale, promuovono la millenaria pratica del gioco degli scacchi. Nello specifico abbiamo intervistato il presidente dell’Arci Scacchi Arnaldo Brandolese.

“Quest’anno l’Arci Scacchi, associazione sportiva dilettantiustica, festeggia i 40 anni di attività. Abbiamo cominciato sulla scia del Campionato del mondo di scacchi che si era tenuto a Merano nel 1981. Eravamo un gruppo di ragazzi a cui l’Arci, nella persona del suo presidente Velio Crepaldi, diede l’opportunità di disporre di scacchiere, figure e libri specialistici e utilizzare una sala nella centralissima piazza Walter, a palazzo Schgraffer. In quel periodo, sempre grazie all’Arci, organizzammo un primo corso di scacchi con un maestro internazionale. A questo sono seguiti corsi per principianti organizzati e tenuti da noi. Per farci conoscere mandavamo lettere – non c’erano i social media – alle persone che conoscevamo che potevano essere potenziali giocatori di scacchi.”

Dove avete oggi la vostra sede?

L’Arci, che ha sede in Via Dolomiti, ci dà delle sale e una di queste è un bar dismesso in via Nazario Sauro, che è stato anche sede del Circolo Angela Nikoletti. Noi in realtà siamo affiliati alla UISP di Bolzano, che ha sede in Via Firenze 37, in quanto in passato c’è stata una scissione tra Arci e UISP. L’Arci da allora si occupa di cultura e la UISP di sport, praticamente di tutto quanto è affiliato al CONI , scacchi compresi. Noi comunque abbiamo deciso di mantenere Arci nel nostro nome e cerchiamo di collaborare con entrambe le realtà.
Al momento ci troviamo a giocare il lunedì e il mercoledì dalle 17.15 alle 18.45, che è l’orario in cui vengono i più giovani. Ma alle 18.45 è raro che si chiuda, in quanto arrivano gli adulti e l’attività prosegue anche fino a molto tardi.

Chi pensa ad Arci Scacchi, pensa al “Torneo internazionale open di Bolzano” a Palazzo Mercantile. Ma a livello agonistico siete presenti su più fronti…

Siamo parte sia della Federazione Scacchistica Italiana del Coni, che della Lega Scacchi Alto Adige,che ha una caratteristica che viene invidiata un po’ in tutta Italia, in quanto organizza un campionato provinciale a squadre. L’anno passato è andato molto bene per noi, in quanto comincia a vedersi qualche frutto dell’attività svolta. Abbiamo ottenuto una promozione dalla Serie C alla B di una squadra molto giovane, abbiamo mantenuto la squadra di B, e la squadra di serie A ha fatto praticamente un record, piazzandosi al quinto posto sulla graduatoria altoatesina.
A livello giovanile invece partecipiamo ad un torneo al mese tra l’autunno e la primavera: i ragazzi giocano in due macro-gruppi, però poi vengono premiati separatamente le categorie fino a dieci anni e dodici anni e a due a due fino alla maggiore età. 

Parliamo delle vostre attività estive.

Ormai si va a settembre: saremo presenti al Festival del Movimento il 2 settembre e alla Bolzano in bici, il tradizionale giro della città con la bicicletta che prevede cinque tappe nei quartieri di Bolzano. In una di queste tappe troverete anche l’Arci Scacchi.
Per rimanere aggiornati, ci trovate al sito www.arciscacchi.it, ma anche su Instagram e Facebook.

Autore: Till Antonio Mola

Meteo variabile? Evviva!

Dal 1978 al 2019 su Rai 2 è andato in onda un programma che si intitolava “Sereno variabile”. Quali migliori parole per descrivere il tempo meteorologico di questo ultimo periodo? 

Ha la memoria corta chi, negli ultimi giorni è tornato a maledire il “maltempo” che starebbe caratterizzando la situazione meteorologica di questa prima metà di giugno. Ebbene, lasciatemelo dire: non c’è niente di più naturale (e sano) di una moderata “instabilità”.

E di per sé siamo perfettamente nella norma: sull’arco alpino, in estate, è assolutamente tipico alzarsi al mattino con un bel cielo azzurro, terso. E vedere addensarsi intorno all’ora di pranzo delle nuvole attorno ai rilievi, che poi con il passare delle ore possono trasformarsi localmente in cumuli e cumulonembi. Per poi dare spazio in serata a rovesci sparsi e temporali. 

Il verde che caratterizza il nostro territorio, a differenza di altre zone del Bel paese, è proprio figlio di questa alternanza. E viene alimentato, come i funghi, proprio dal sole e dall’acqua.

Perciò niente paura: alziamoci presto e godiamoci le ore del mattino, fresche e preziose per le nostre escursioni, se siamo in ferie o nel fine settimana. Nel tardo pomeriggio e di sera, poi, nel nostro zaino avremo sempre il necessario per ripararci dalla pioggia. Che è una benedizione, ogni volta che cade, ricordiamolo. Specie se arriva poco per volta, fecondando la terra e portando il tepore che caratterizza le nostre notti, favorendo il sonno. E facendo diminuire la frequenza delle faticose “notti tropicali”. 

Il prossimo 21 giugno in ogni caso comincerà un’estate che tutti noi auspichiamo possa essere meno torrida di quella scorsa. 

Com’è noto è su due piani che possiamo agire, per difenderci. 

Quello a breve termine è legato al nostro microcosmo. Nella nostra quotidianità occorre proteggersi dal sole e dal caldo, mangiando e bevendo nel modo giusto. Proteggersi dal sole poi non vuol dire barricarsi in casa, tenendo acceso il condizionatore tutto il giorno. Il movimento fisico, infatti, resta fondamentale per farci stare bene. 

Ma esiste anche uno “stare bene” a lungo termine. Ricordiamoci sempre che, con i nostri comportamenti individuali, possiamo dare un contributo fondamentale per non aggravare ulteriormente il riscaldamento globale. Pensiamoci sempre. E agiamo di conseguenza.

Autore: Luca Sticcotti

Teatro Capovolto: gli appuntamenti tornano da luglio a settembre

Inserzione pubblicitaria – Un ricco calendario di proposte tra prosa, musica, danza, cinema, poesia e letteratura a cura del Centro Santa Chiara nella cornice del Teatro Sociale rivolto su Piazza Cesare Battisti.

Con l’avvicinarsi dell’estate torna il Teatro Capovolto – La città in scena, del Centro Servizi Culturali S. Chiara.
Sabato 1 luglio prenderà il via il nuovo calendario di appuntamenti che, fino al 2 settembre, colorerà Piazza Battisti, riempiendola e ravvivandola con proposte per ogni gusto e per ogni età, tra musica, cinema, spettacoli di prosa, poetry slam, incontri letterari e appuntamenti all’insegna della comicità.

(foto: Monica Condini)

Una ricca offerta di appuntamenti distribuiti su quarantasei serate, che per il quarto anno consecutivo andranno in scena all’interno della meravigliosa cornice offerta dal Teatro Sociale di Trento, con il palco eccezionalmente rivolto verso Piazza Cesare Battisti.
Sul palco del Teatro Capovolto ci sarà spazio per alcuni grandi nomi del panorama musicale internazionale come la voce jazz-soul di Lady Blackbird o le sonorità black di Seun Kuti – figlio di Fela Kuti -, oltre allo ska jazz dei veneziani Ska-J, alla magia di Luca Bono, al Beat Festival, alla musica trap con giovani artisti del territorio, e alla presenza dell’Orchestra L’Aventure Musicale dei Paesi Bassi. Non mancherà inoltre il “Teatro Antropocene”, il ciclo di spettacoli dedicati all’uomo e al pianeta realizzati in collaborazione con il MUSE-Museo delle Scienze.
Ma non finisce qui, perché tornerà la Danza Capovolta in collaborazione con la Federazione Trentino Danza, e non poteva di certo mancare un’attenzione particolare alle realtà artistiche territoriali, con volti noti e amati dal pubblico trentino come Loredana Cont e Lucio Gardin, oltre agli spettacoli proposti dalla Compagnia TeatroE di Villazzano, da AriaTeatro di Pergine e da TrentoSpettacoli, al concerto con l’Orchestra Haydn di Bolzano e Trento e il Corpo Musicale Città di Trento, fino agli appuntamenti cinematografici realizzati in collaborazione con Cineworld Trento, che quest’anno copriranno gran parte dei mesi estivi.
Infine, verrà dato ampio spazio anche alla poesia con il poetry slam e il ritorno del premio intitolato a David Wilkinson, e al mondo della letteratura con il festival letterario “Prometeo Capovolto”.

SEUN KUTI (foto: Alexis Mayron)

Musica
Si comincia l’1 luglio con la finale della IV edizione del Music 4 the Next Generation 2023, il concorso musicale per le band under 35, per proseguire con il Corpo Musicale Città di Trento in Un viaggio nel mondo e nella fantasia.
A seguire, il Capovolto ospiterà L’Orchestra L’Aventure Musicale di Tilburg (Paesi Bassi) per una delle tre tappe trentine di un tour internazionale, mentre il 28 luglio sarà la volta dell’Orchestra Haydn di Bolzano e Trento con Quando il rock mette il frac. Spazio poi alla musica dei veneziani Ska-J con il progetto Venice goes ska.
Alla grande musica black è dedicato il fine settimana del 4 e 5 agosto, con due concerti di grande impatto che vedranno protagonisti Lady Blackbird, voce jazz-soul di grande intensità e Seun Kuti & Egypt 80.
Tra le novità c’è senz’altro il Beat Festival, il primo festival a Trento dedicato alla musica sixties, mod, garage, beat e rock’n’roll, che vedrà esibirsi storiche band del genere come Statuto, Deaf Players, Sick Rose e Rock’n’roll Kamikazes.
A chiudere la programmazione estiva musicale un’altra due giorni, questa volta dedicata alla musica trap, con giovani artisti del territori.

Sulla sinistra Lady Blackbird (foto: Christine Solomon) e sulla destra Lorenzo Maragoni in “Grandi numeri”

Teatro
Il 7 luglio Lucio Gardin porterà il suo Si slancia nel cielo, uno show tutto dedicato alla montagna in compagnia del Coro Torre Franca di Mattarello, mentre l’8 luglio toccherà a Luca Bono. Mirko Corradini e Compagnia TeatroE porteranno successivamente sul palco Puttana, uno spettacolo di narrazione musicale sperimentale. A seguire, spazio a Open Mic Farm, spettacolo tratto da “La fattoria degli animali” di Orwell, mentre AriaTeatro sarà in scena con l’esilarante Una mano mozzata a Spokane. Sabato 29 ci sarà infine il campione del mondo di poetry slam Lorenzo Maragoni con Grandi numeri. Non potrà infine mancare la travolgente comicità di Loredana Cont con il suo Meio tardi che mai.
All’interno del calendario ci sarà inoltre spazio anche quest’anno per “Teatro Antropocene”, l’interessante rassegna proposta in collaborazione con il MUSE-Museo delle Scienze e con la direzione artistica di Andrea Brunello (Arditodesìo). Si tratta di un ciclo di quattro spettacoli che cercano di indagare e riflettere sulle attuali condizioni dell’uomo e del pianeta.

Cinema, danza e letteratura
Il Teatro Capovolto avrà un occhio di riguardo anche per tutti gli appassionati della settima arte con il “Cinema Capovolto” e ben 17 appuntamenti in calendario in collaborazione con Cineworld Trento.
La ricca proposta prosegue con La Danza Capovolta, una serata realizzata con la Federazione Trentino Danza dedicata ai migliori talenti provenienti dalle scuole di danza della Provincia, ma troveranno collocazione anche alcuni appuntamenti dedicati alla poesia e alla letteratura: la II edizione del David Wilkinson poetry slam e il “Prometeo Capovolto – La letteratura a teatro”, piccolo festival letterario realizzato in collaborazione con la Libreria Arcadia di Rovereto.

Il Latemar.ium di Obereggen

Inserzione pubblicitaria – Le due grandi novità estive del famoso comprensorio vi aspettano tutti i giorni fino all’8 ottobre.

(foto: Guenther Pichler)

Aria pura, Natura incantata. In un vocabolo: montagna. In due: montagna estiva. Dove: ad Obereggen, ad appena 20 minuti da Bolzano, nel cuore delle Dolomiti all’ombra del Latemar, massiccio dichiarato Patrimonio Mondiale dall’Unesco. Con le consorelle trentine Pampeago e Predazzo, costituisce quel magico mondo chiamato Latemar.ium (www.latemarium.com), fitta rete di sentieri tematici, ideali per escursioni a piedi in famiglia ed in bicicletta. Aperto da sabato 10 giugno a domenica 8 ottobre. Due le grandi novità dell’estate 2023: tre nuove escursioni con audio giochi interattivi lungo i percorsi avventura del Latemar.ium, dedicati ai bambini tra i 6 e i 14 anni ed un inedito percorso per la salute della propria mente.

(foto: StorytellerLabs)

Latemar.Adventure
Nuove escursioni con audio giochi interattivi nel regno dell’avventura Latemar.ium.
I magici racconti delle Dolomiti, la tempesta Vaia, le leggende di cacciatori e bracconieri sono tra gli ingredienti dei nuovi percorsi avventura per bambini tra i 6 e i 14 anni. Obiettivo: la conoscenza della montagna e della sua storia. Rappresentata su tre sentieri da installazioni, gioco-libri, mappe, audio-giochi ed una app. I ragazzi si diletteranno e risolveranno enigmi analogici e digitali. Tutta la famiglia si unirà in questa avventura per raccogliere attivamente punti preziosi che contribuiranno alla riforestazione dei magici boschi montani.

RIFUGIO OBERHOLZ

(foto: Mads Mogensen)

Sempre in quota, a quota 2096 metri, raggiungibile con la storica seggiovia Oberholz, si erge una perla della collana Latemarium: il rifugio Oberholz di Obereggen, conosciuto a livello internazionale fin dal 2016, quando venne inaugurato, grazie ad una struttura architettonica sorprendente nel rapporto esterno-interno. Ideale per una sosta, degustando specialità come il risotto al pino mugo, gnocchi di patate fatti in casa, pasta al pane croccante di segale con ragù di selvaggina e mirtilli rossi, sella di cervo grigliata; strisce di speck rosolate, ed ovviamente il Kaiserschmarrn, la dolce frittata dell’Imperatore con marmellata di mirtilli rossi.

(foto: Guenther Pichler)

Mindful.Latemar
Rimettiti in cammino, rallenta, respira, ricentrati.
Rigenerarsi in un immacolato ambiente naturale, avendo consapevolezza del proprio benessere psicologico anche alla luce di un nuovo stress nella società. Obiettivo: riduzione del “Techno-Stress” ossia l’uso prolungato ed eccessivo di strumenti informatici, primi fra tutti i social media, da parte dei ragazzi ma anche di persone adulte. In questo contesto l’immersione con la Natura si rivela essenziale. Ciò è possibile anche a 1872 metri di altitudine attraverso il percorso Mindful.Latemar. Si tratta del primo percorso di questo tipo realizzato sulle Alpi: creato nella località altoatesina Obereggen (a 20 minuti da Bolzano), cuore delle Dolomiti nel comprensorio del Latemar. La novità dell’estate 2023 di Obereggen, ideata e realizzata dalla società impianti Obereggen Latemar SpA, si trova lassù sull’altipiano Golfrion (1872 ml), in prossimità della stazione a monte della cabinovia Ochsenweide. Il Mindfulness Obereggen Park vuole rappresentare un esempio di rinascita e resilienza di un luogo colpito dalla tempesta Vaia nel novembre 2018. Lungo il percorso si hanno a disposizione 18 pratiche immersive, essenza della scienza Mindfulness, attivabili autonomamente attraverso un app gratuita col proprio dispositivo smartphone. Non solo. Si può anche essere accompagnati dal psicologo Thomas Bernagozzi che ha ideato le stazioni. Obiettivo: ritornare alle pure sensazioni fisiche, esplorando i cinque sensi. Mindful.Latemar si trova direttamente partendo da Obereggen con la cabinovia Ochsenweide. In alternativa è raggiungibile partendo da Predazzo servendosi della cabinovia e della seggiovia fino al Passo Feudo e da Pampeago con la seggiovia Latemar, proseguendo a piedi per circa un’ora lungo i sentieri del Latemar.ium.

INFORMAZIONI UTILI
Il Latemar.ium di Obereggen è raggiungibile attraverso la tradizionale seggiovia panoramica Obereggen-Oberholz (aperta dal 10 giugno all’8 ottobre) e dalla cabinovia Obereggen-Ochsenweide (aperta dal 10 giugno al 17 settembre) con orario continuato dalle ore 8,30 alle ore 18. Alla stazione a valle di Obereggen, presso il noleggio Siegfried è possibile affittare le e-bikes, www.skisiegfried.it

(foto principale: Guenther Pichler)

Per informazioni:
www.obereggen.com
www.latemarium.com
www.mindful.latemar.it

Intelligenza artificiale superstar #2

Ne avevamo parlato già su queste pagine, ma il tema delle frontiere e soprattutto dei pericoli dell’intelligenza artificiale nelle ultime settimane è diventato ancor più di strettissima attualità. Torniamo allora ad occuparcene, sempre con il supporto del prof. Marco Montali al quale chiediamo quali sono i principali quesiti che gli vengono posti a questo proposito nell’ambito degli incontri pubblici sul tema, che vedono sempre più protagonista il grande pubblico, al di là degli addetti ai lavori.

C’è molta curiosità sul funzionamento di queste tecnologie. La prima cosa che noi accademici cerchiamo di spiegare è che non esiste una sola intelligenza artificiale. Esistono infatti in particolare due grandi famiglie. La prima è quella del ragionamento automatico in cui siamo noi a dare la conoscenza alla macchina e poi lei ragiona sulle regole ricevute. La seconda è quella dell’apprendimento automatico, in cui io non fornisco le regole, ma solo degli esempi e dei dati che vengono automaticamente digeriti dall’algoritmo, che dunque in qualche modo impara le regole in modo implicito. Sembra solo una questione tecnica ma in realtà tra l’uno e l’altro concetto cambia davvero tutto. Se io per esempio ho un chatbot (software progettato per simulare una conversazione con un essere umano) che funziona con delle regole prestabilite, quando io gli chiedo una cosa lui mi risponde sulla base di quelle regole. Se invece io ho Chatgpt che ha appreso delle regole implicite su come generare il testo – “digerendosi” tutta la biblioteca di Babilonia che abbiamo sul web – come risultato mi ritrovo senz’altro con delle risposte molto sofisticate, però di fatto non so quali regole il sistema sta utilizzando, perché restano “nascoste”. 

Il quesito è allora: l’intelligenza artificiale in questo caso sta generando delle informazioni “plausibili” secondo dei parametri statistici oppure va a prendere queste informazioni da un’altra parte? 

Risponderei in due fasi. Per prima cosa: focalizziamoci su ChatGPT nella versione nuda e cruda che si può utilizzare sul sito di openai. In questo contesto, ricordiamo che GPT è un acronimo. “G” sta per “generativo” (a indicare che genera del testo mai prodotto), “P” sta per “pretrained” ovvero che la fase in cui lui ha digerito i testi è fatta e finita e non vengono più aggiunti altri testi. “T” invece sta per “trasformer”, che è l’architettura di rete neurale che il programma utilizza per l’apprendimento. La “P” qui indica proprio che il chatbot non va a recuperare informazioni in tempo reale da nessuna fonte, ma utilizza in modo statistico i testi che si è “predigerito”, senza quindi nessuna garanzia di correttezza. Se sappiamo questo allora non ci può stupire il fatto che il sistema possa generare informazioni false. O, meglio, plausibili ma non necessariamente vere, come detto. 

C’è però una “seconda fase”: ChatGPT viene sempre più spesso mescolato con altre tecnologie, rendendo sempre più difficile capire cosa stia davvero succedendo dietro le quinte. Un esempio per tutti: la versione di ChatGPT (o, meglio, l’ulteriore evoluzione chiamata GPT-4) che è integrata in Bing, integra in un unico software le capacità conversazionali di GPT-4 con quelle di recupero di informazioni dal web fornite da Bing. La correttezza fattuale di quello che viene prodotto cambia qui, e di molto.

Art of freedom in carcere

Quando pensiamo al penitenziario di Bolzano la prima cosa che ci viene in mente è il degrado della struttura,  vera e propria vergogna per una provincia che da sempre si trova ai primi posti nelle classifiche della qualità della vita. Sta di fatto che, però, la casa circondariale del capoluogo si distingue per essere in Italia una delle strutture in cui ai detenuti viene riservata la maggiore attenzione, nell’ottica del reinserimento sociale. Lo dimostra il progetto innovativo Art of Freedom che coinvolge numerose realtà culturali del territorio e diversi volontari.

Il progetto Art of Freedom parte dalla difficoltà di fondo che vivono gli ex detenuti nel tentativo di abituarsi alla vita oltre le sbarre, poiché spesso durante la detenzione perdono ogni tipo di contatto con il mondo esterno, oltre che la propria capacità di interazione sociale e lavorativa. 
Chi vuole provare a ricostruirsi un futuro deve inoltre fare i conti con uno stigma sociale difficilmente cancellabile.
Mauro di Vieste della Biblioteca Culture del Mondo spiega: “Il partner principale con il quale condividiamo  questo percorso è Alpha Beta, che lavora principalmente con il carcere. La nostra biblioteca invece lavora soprattutto con Odós, il progetto per il reinserimento sociale di detenuti ed ex-detenuti della Caritas. Odós dà sicurezza a molti ragazzi che escono dal carcere, evita loro di finire per strada, dà loro un tetto e dei pasti, la possibilità di lavarsi, di formarsi, di mandare curriculum, e per loro piano piano riparte la vita.”

Che tipo di supporto date attraverso Art of Freedom?

L’idea di fondo è stata quella di avere un approccio prevalentemente culturale per il reinserimento di queste persone che presentano una fragilità sociale oggettiva. È così che, oltre alle esperienze su come si coltiva un orto o come si lavora in una ciclo officina, noi li accompagniamo in questo percorso, favorendo la loro partecipazione a spettacoli teatrali o a concerti  di musica classica, ma anche a workshop che fanno loro capire le professioni tecniche che stanno dietro allo spettacolo dal vivo.” 

Per loro non deve essere facile farsi accettare..

Molta della nostra attività si basa sulla mediazione culturale ultra decennale svolta sia in carcere che fuori. Grazie a questo lavoro – svolto in parte da Erjon Zeqo, in parte da altri colleghi – siamo riusciti ad abbattere questo muro iniziale di diffidenza, non ultimo attraverso la musica popolare suonata, che spesso è in grado di aprire porte e creare dialogo.  Non va dimenticato infatti che ci presentiamo a persone che non ci conoscono e che vivono una situazione pesante.”

Come vede il ruolo della biblioteca in questo progetto?

Mi piace l’idea della biblioteca come luogo con più funzioni, in cui si realizzano relazioni che altrove non sarebbero possibili. L’idea che sta dietro ad Art of Freedom è quella di una biblioteca che collabora sia con il mondo della cultura che con il sistema della giustizia… Non è una cosa banale.

Per capire come funzionano i progetti teatrali dentro al carcere, abbiamo intervistato anche l’attrice Chiara Visca.
Qual è il suo ruolo all’interno di Art of Freedom?

Da gennaio tengo un laboratorio teatrale all’interno della casa circondariale di Bolzano. Ma ho anche avuto la fortuna di accompagnare i detenuti che si sono iscritti ai vari corsi offerti in collaborazione con il Teatro Stabile di Bolzano e quindi anche al laboratorio teatrale tenuto da Babilonia Teatri e a un corso di illuminotecnica tenuto da Denis Frisanco. Ero anche presente agli incontri significativi e importanti che i detenuti hanno avuto con attori famosi quali Stefano Accorsi e Rocco Papaleo.

Quali sono i vantaggi che ha un detenuto se partecipa a dei laboratori teatrali?

Il teatro aiuta sempre a esprimersi meglio, a conoscersi, a capire quali sono i propri punti di forza e le proprie debolezze e quindi a migliorare in termini di comunicazione. Può e deve anche divenire una sfida a lavorare in gruppo ascoltando gli altri, che è una cosa che forse in carcere non è così facile da provare tutti i giorni, nonostante la “pesante vicinanza” con altre persone. Grazie al teatro ognuno può scoprire un proprio talento a cui non ha mai dato peso, perché la vita di tutti i giorni non ci fa vedere queste piccole luci che abbiamo dentro, e invece il palcoscenico è un luogo giusto per farle brillare.

Che cosa si prova a lavorare nella casa circondariale?

Di recente sono state aperte delle aule in cui si può lavorare e in cui chi fa parte del corso viene accompagnato e poi la porta si chiude. Nel periodo precedente abbiamo invece lavorato nella chiesa, che si trova nella sezione delle celle, per cui succedeva che anche altri detenuti venivano a buttare un occhio, a salutare e anche a osservare quello che facevano i compagni.
Quando tu entri, accedi un po’ nell’intimità dei detenuti, perché quando percorri il corridoio, passi davanti alle celle che spesso sono aperte, ed è lì dove tutti trascorrono gran parte del loro tempo. Per cui secondo me ci vuole attenzione, rispetto, forse il sorriso e comunque la voglia di portar dentro qualcosa di diverso, di pulito e di bello. C’è anche la possibilità di stare ad ascoltare, ma chiaramente è un ambiente chiuso in cui i problemi pesano moltissimo sull’umore di tutti ed è facilissimo… contagiarsi. A volte si cambia l’energia, proponendo qualcosa di totalmente diverso che può essere una canzone o una lettura. Insomma: uno spunto ad andare per un momento, chiudendo gli occhi, da… un’altra parte.

Se la sente di tracciare un bilancio di quella che è stata la sua esperienza? Pensa che il progetto proseguirà?

Lo spero caldamente. Anzi spero che oltre a un seguito ci sia anche una crescita in questa direzione, perché per me è stato molto arricchente e ho visto veramente alcune cose cambiare. Ho ricevuto tanto nell’ascoltare solo alcune frasi o nel leggere quello che è stato scritto nei corsi di scrittura creativa come commento ad alcune cose che sono successe. Quello che è entrato in carcere quest’anno è stato un seme che potrebbe portare veramente a una grande crescita o un grande cambiamento nella vita delle persone.

Autore: Till Antonio Mola