A Bolzano il fumetto non è solo di casa da ormai 15 anni per la presenza del festival di fumetto e musica ArtMaySound, ma anche perché da circa un anno e mezzo è nato il nuovo collettivo di fumetti Infusi. Il collettivo si autodefinisce “di fumetti, scrittura e arti applicate”: fa autoproduzioni (albi e spillati a fumetti stampati e diffusi in autonomia) che si possono riconoscere dal logo di una tazza con una bustina in – appunto – infusione. Tra i fondatori del gruppo ci sono anche Armin Barducci, principale promotore del collettivo e autore di libri a fumetti altoatesino, ed Eleonora “Suri” Bovo, illustratrice e autrice di fumetti che ha anche disegnato il logo di Infusi. Del collettivo, tra gli altri, fanno parte anche Davide Tomazzoni, Daniele Unterfrauner e Joana Preza. Tra le cose prodotte con il marchio del gruppo ci sono già alcune pubblicazioni all’attivo, come “Heimat”, fumetto a puntate scritto e disegnato da Barducci (e di cui sono già usciti i primi due numeri) o come – sempre di Barducci – il fumetto per bambini “Pollicino opponibile” e infine la miniserie non-sense in formato tascabile “L’isola di bacon”. Anche Valentina Stecchi, disegnatrice e vignettista di Bolzano, fa parte di Infusi e ha pubblicato di recente il suo “La metà della mia mela è marcia”: storie d’amore riuscite male, a fumetti, si legge sul retro della copertina del libro. Prossimamente uscirà anche la rivista “Blend”, ‘miscela’ in inglese (a proposito di infusi), che farà da collettore delle storie prodotte dalle varie componenti del gruppo a tema ‘nostalgia’.
Giulia De Barba lavora in una struttura residenziale per persone disabili nel quartiere Don Bosco. L’abbiamo incontrata per conoscere meglio il suo lavoro e la sua quotidianità all’interno dell’appartamento.
Buongiorno Giulia, di cosa ti occupi all’interno della struttura? All’interno dell’appartamento in cui lavoro vivono alcuni signori, per la maggior parte over 50. In questa struttura i ragazzi hanno diverse abilità, infatti aiutano me e gli altri operatori nelle faccende di casa, ci aiutano a cucinare, a stendere a lavare, tutte le cose insomma che appartengono alla vita di tutti i giorni. Oltre alle faccende domestiche noi li seguiamo e li accompagniamo nei vari laboratori che frequentano o sul lavoro. Ora con l’emergenza Covid-19 siamo parecchio penalizzati perché non è possibile per gli utenti delle residenze frequentare i laboratori.
Quali sono le sfide che voi operatori dovete affrontare ogni giorno e come è vivere il quotidiano all’interno dell’alloggio? Questo gruppo è stato creato cercando di mettere insieme delle persone e dei signori che potessero stare assieme e convivere. Sicuramente una sfida è gestire gli screzi che a volte ci sono tra conviventi e poi ci impegniamo per far seguire i programmi della settimana, ad esempio chi fa da mangiare con l’operatore o altre attività tipiche del quotidiano, come qualche gita fuori porta in macchina. Sicuramente essere organizzati e scandire le giornate aiuta molto tutti quanti. In questi anni abbiamo notato che fanno fatica ad accettare i cambiamenti, infatti nel mio gruppo, quando ci sono degli imprevisti, non sempre è facile mantenere la calma o il buonumore, ma sicuramente ci impegniamo ogni giorno affinché le cose vadano al meglio.
Come è invece vivere il quartiere Don Bosco? Il quartiere Don Bosco lo viviamo molto perché abbiamo dei posti dove ci conoscono e dove andiamo spesso (quando si poteva) anche con i nostri signori. Uno dei nostri bar preferiti è il bar di Stefano in via Resia, poi facciamo sempre compere di scarpe in via Sassari oppure nel negozio in via Parma di Daniele. La pizza, ad esempio, la prendiamo sempre alla pizzeria in via Resia. Frequentiamo anche spesso le chiese sia di Don Bosco che la San Pio X, quindi direi che ci sentiamo proprio parte di questo quartiere. Il quartiere è molto accogliente e i nostri signori, che ormai lo vivono da tempo, qui stanno proprio bene.
Parlando di te, quali altre passioni coltivi fuori da lavoro? La mia grande passione è il calcio, ho giocato per 14 anni a calcio a 11 in varie squadre bolzanine e per tre anni ho giocato in serie B all’Azzurra San Bartolomeo di Trento. Negli ultimi due anni ho giocato invece a calcio a 5 nella Polisportiva Pineta, anche se non abbiamo ancora potuto completare un campionato a causa della pandemia.
E come sei arrivata invece a fare questo lavoro? Appena finito il liceo non sapevo bene cosa fare, avevo tante passioni e tante idee diverse ma ciò che mi ha convinta è stato vedere una pubblicità di un corso per diventare Osa, ovvero operatrice socio assistenziale. Ho deciso di iscrivermi senza saper bene a cosa andavo incontro, ma sicuramente non me ne pento. Il corso è durato due anni e mi ha aiutato a trovare la mia strada.
Sicuramente il tuo è un lavoro che dà tanto alla comunità e alle persone che segui, ma io volevo chiederti invece che cosa è che dà il tuo lavoro a te. Questo è un lavoro che da un punto emotivo e sentimentale ti dà tantissimo. I miei signori ad esempio apprezzano tanto le piccole cose e questo permette di rendere ogni giornata piacevole. Ma è sicuramente stancante, soprattutto perché abitando con loro ventiquattro ore su ventiquattro, è difficile dire “ora stacco”, però loro sicuramente apprezzano questo nostro impegno e riescono sempre a farcelo capire. Le soddisfazioni dunque sono molte e sono quelle che mi spingono ad andare volentieri al lavoro.
La redazione di COOLtour, in questo periodo strano e alle porte delle vacanze estive, vuole dare a tutti voi dei consigli di lettura tramite questi scatti, realizzati da Daniel Von Johnston, che ritraggono alcuni volti del quartiere Don Bosco. Romanzi d’amore, gialli, thriller, saghe familiari, libri illustrati… ce n’è per tutti i gusti! Buona lettura!
Walter Vezzù, “C’era una volta una bottiglia di plastica” di C. Madia
Gabriel Nones, “L’ombra dello scorpione” di S. King
Andrea Morello, “A che punto è la notte” di Fruttero Lucentini
Giulia Schembri, “Non vi lascierò orfani” di D. Bignradi
Ernesto Cimino, “La stoffa del diavolo” di M. Pastoureau
Rodriguez Mesmaide, “Storie di ordinaria follia” di C. Bukowski
Martina Conforti, “Il giardino dell’Eden” di E. Hemingway
Hussain Anuar, “Gandhi” di G. Borsa
Lina Andreozzi, “Sulla collina nera” di B. Chatwin
Gabriele Galvan, “Numero unidici” di J. Coe
Angelina Torcasio, “Lazzaro come tu mi vuoi” di L. Pirandello
Rosmarie Lageder, “Tutti i nostri ieri” di N. Ginzburg
Fabrizio Lonardi, “Niente di nuovo sul fronteoccidentale” di E.M. Remarque
Volontarie di altro mercato, “La storia di Lam Tahn” di Ines Belski Lagazzi
In questo numero di Qui Bolzano abbiamo voluto tracciare la storia del quartiere di Rencio. Ci siamo rivolti al Prof. Ferruccio Cumer, conosciutissimo per essere stato professore di scuola secondaria per generazioni di studenti bolzanini, che da sempre vive a Rencio, il quale all’appuntamento ci ha presentato il signor Luciano Tiso, lui sì, a detta di Cumer, autentico conoscitore della storia del quartiere e dei suoi aneddoti. Dalla conversazione sono emersi aspetti di Bolzano che non tutti conoscono. Innanzitutto che Rencio era una delle dodici Malgreien, potremmo dire uno dei borghi, del comune di Dodiciville. Dalla targa esposta a lato del Passaggio Julius Perathoner, l’arco che collega Piazza Municipio a Via Piave, sappiamo che il 30 dicembre del 1910 ci fu la fusione dei comuni di Bolzano e Dodiciville. Dodiciville che per noi, bolzanini del XXI secolo, non è che il quartiere che da Ca’ de Bezzi, Piazza Municipio e la stazione Ferroviaria si estende verso Est, verso Piazza Dogana e la funivia del Renon e oltre fino quasi a Cardano. Luciano Tiso: “In realtà il Comune di Dodiciville in passato era molto esteso, era più vasto di Bolzano e di Gries, e in un certo senso circondava Bolzano, estendendosi da San Pietro, il quartiere storico presso il Ponte di Sant’Antonio, fino al Colle e dall’imbocco della Val d’Isarco e quasi alla confluenza tra Isarco e Adige. Oggi rimane solo un comune catastale del capoluogo”.
Secondo Lei ci sono delle date simbolo che hanno caratterizzato la storia “moderna” di Rencio? “Se andiamo in ordine cronologico, penso al 1867 per via della costruzione della linea ferroviaria che collegava Bolzano ad Innsbruck, e gli indennizzi per gli i terreni su cui è stata costruita la ferrovia sono stati una manna per la popolazione; nel 1897 venne fondata la Cassa Rurale di Rencio e Dodiciville e l’anno successivo il Consorzio Elettrico Dodiciville, che costruì la centrale elettrica a Cardano, quella piccolina all’imbocco della Val d’Ega. Contestualmente fu anche realizzato l’acquedotto che portava l’acqua del Rio Ega nelle case”.
Per la Rencio come la conosciamo oggi, riveste una particolare importanza il 1916, che è l’anno in cui fu messo mano alla strada, alla “hoher Weg”, per consentire l’ingresso in città delle truppe in caso di necessità. 1916 è anche la data incisa all’interno di un pentagono, quasi una casa, su uno dei pietroni che ancora oggi costeggiano la strada. Da parte dei prigionieri di guerra serbi e russi impiegati per costruire la strada, i quali evidentemente quell’anno avrebbero fatto ritorno a casa. Di giorno lavoravano alla strada e la sera venivano rinchiusi in una zona recintata all’altezza dell’odierno supermercato Amort. Significativa anche la data del 10 novembre 1918, in cui transitò per Rencio il primo gruppo di Alpini, in direzione Brennero. Certo che, ai fini dello sviluppo economico di Rencio, furono importanti gli anni della costruzione della centrale elettrica di Cardano, i cui lavori iniziarono nel 1924 e diedero lavoro a 5000 operai, molti dei quali nei cinque anni di lavori, soggiornavano presso alloggi di Rencio. La centrale, all’epoca la più grande del suo genere in Europa, fu inaugurata nel 1929 e gestita dalla Società Idroelettrica dell’Isarco (SIDI). Oltre alla costruzione di tunnel che portano l’acqua dalla diga all’altezza di Colma fino alle condotte forzate della centrale, era stato realizzato un bacino idrico a monte, che permise di gestire l’irrigazione dei campi a Rencio e Santa Maddalena, contribuendo in maniera determinante al miglioramento qualitativo delle coltivazioni.
In queste ultime settimane è uscito per Curcu Genovese l’ultimo volume della fortunata serie di cronache della città di Bolzano, compilate con grande dedizione dal giornalista, disegnatore e – appunto – divulgatore storico Ettore Frangipane. Il grande merito di questi volumi – tutti facilmente reperibili nelle biblioteche del capoluogo e della provincia – è quello di basarsi su quanto è apparso sulla stampa locale dal 1850 al 1950. Con tutti i suoi limiti i giornali altoatesini, in lingua italiana, ma soprattutto tedesca fino al primo dopoguerra, hanno riverberato i fatti più importanti della vita politica, sociale, culturale e della cronaca. E appunto il recupero di tali cronache – altrimenti sepolte sotto la polvere del tempo, specie per quando riguarda gli “eventi minori” – è il primo pregio del grande lavoro svolto da Frangipane. Il secondo aspetto di tale riscoperta attiene all’interpretazione e alla contestualizzazione di tali cronache, un prezioso processo tutt’altro che desueto anche nei giorni nostri caratterizzati dalla persistente difficoltà di distinguere le notizie vere da quelle false e – non ultimo – i fatti dalle opinioni.
Il dodicesimo volume delle cronache di una Bolzano – lo possiamo oggi dire con certezza – davvero un po’ meno “scomparsa” rispetto a prima – prende le mosse da un tema di stretta attualità come quello della pandemia, ricordando l’impatto che ebbe la febbre spagnola quando arrivò a Bolzano nel corso della “grande guerra”. Nel volume non manca l’eterno tema etnico, con un capitolo dedicato al nome “Alto Adige” che – viene ricordato – venne coniato niente meno che da Napoleone. Molte poi sono le sorprese inaspettate, come sempre è accaduto nei diversi volumi della collana. Come la presenza a Bolzano nel ‘600 di una famiglia di liutai davvero importanti, come gli Albani. Non mancano le tristi storie di guerra, così come le notizie di “colore” che non guastano e furono onnipresenti nelle cronache. Anche Bolzano Scomparsa è un volume davvero gustoso per chi ha a cuore la storia del capoluogo, tutt’altro che noiosa e scontata. Provare per credere.
Philip Gaida è nato a Parigi. Appassionato di arte e aeronautica, si laurea in arte all’Ecole des Beaux Arts di Parigi e come pilota all’Accademia Aeronatica di Daytona in Florida (USA). Appassionato anche di sport, insegna vela, windsurf, kayak e sci dall’età di 17 anni. Dopo gli studi ha viaggiato per 15 anni in giro per il mondo lavorando come artista, pilota o istruttore sportivo a seconda delle opportunità. In Italia da 25 anni lavora come pittore e decoratore. Risiede a Bolzano.
La cosa che più mi piace di me. Provo a non essere mai indulgente con me stesso.
Il mio principale difetto. Accettare i miei difetti.
La volta in cui sono stato più felice. Quando ho dipinto in diretta davanti a tanti bambini.
Da bambino sognavo di diventare… Artista o pilota di aereo.
La persona che ammiro di più. Antoine de St. Exupéry, pilota, scrittore, artista.
Un libro da portare sull’isola deserta. Venerdì o il limbo del Pacifico, di Michel Tournier.
Un capriccio che non mi sono mai tolto. Sognare cose impossibili.
La mia occupazione preferita Scoprire cose nuove.
Il mio musicista preferito. Jimi Hendrix.
Il mio pittore preferito. Edward Hopper.
La qualità che preferisco in un uomo e in una donna. La positività.
Dico bugie solo… Quando la vita mi sembra triste e noiosa.
La mia paura maggiore. Lasciare che i ricordi prendano il posto dei sogni.
Mi sono sentito orgoglioso di me… Quando mi è stato detto che avevo sviluppato un stile personale in pittura.
Il mio motto. Mai dire “non fa per me” o rinunciare senza avere provato…
Il mio primo ricordo. La città di Parigi, da piccolo…
Dove a vedo tra dieci anni. A girare il mondo.
Per un giorno vorrei essere In volo con le Frecce Tricolori.
due velieri del 1600 uno spagnolo, il SAN PHILIPE e l‘altro francese, LA COURONNE costruiti da me in circa due anni, con materiali di primissima qualità al migliore offerente a partire da 1750 euro. La somma comprende le due unità. Per Bolzano e paesi limitrofi, consegna gratuita. Tel. 371 1652399
Anna Foglietta, Rocco Papaleo, Silvio Orlando, Paola Gassman, Stefano Massini, Paola Minaccioni, la compagnia Stivalaccio Teatro, Michela Cescon, Ugo Pagliai, Alessandro Haber, Caterina Simonelli, Marco Brinzi, Davide Lorenzo Palla, Irene Timpanaro, Ugo Dighero e Paolo Rossi sono solo alcuni dei protagonisti della stagione estiva del TSB.
Rocco Papaleo in “COAST TO COAST”
Una grande arena ai Prati del Talvera è l’epicentro della riapertura dello spettacolo dal vivo in Alto Adige. “FUORI! Il teatro fuori dal teatro” è un’iniziativa del Teatro Stabile di Bolzano che prevede 180 spettacoli in 10 stagioni differenti a Bolzano e Provincia. Un festival completamente gratuito e all’aperto, che prende avvio il 6 maggio. FUORI! è la nuova stagione che racchiude i percorsi artistici e produttivi intrapresi nel corso delle stagioni più recenti e presenta nuove produzioni realizzate ad hoc per interagire in piena sicurezza con il pubblico. La partecipazione a tutti gli eventi è gratuita, previa prenotazione nel rispetto delle disposizioni sanitarie anti-Covid. FUORI! è un’iniziativa ideata per riallacciare il rapporto con i cittadini, per riconquistare le piazze e le strade e che vede il TSB collaborare con Teatro Cristallo, Fondazione Orchestra Haydn, Vereinigte Bühnen Bozen, associazione L’Obiettivo, Teatro la Ribalta – Kunst der Vielfalt, Scuola di Musica Vivaldi e Fondazione Teatro Comunale e Auditorium.
Alessandro Haber interpreta Bukowski
Cuore pulsante dell’attività dal vivo sarà il capoluogo che ospiterà oltre 140 spettacoli su palchi differenti (Arena TSB-Prati del Talvera, Parco dei Cappuccini, Parco delle Semirurali, Piazza Teatro Cristallo). La Commedia dell’Arte e l’improvvisazione sono gli ingredienti del progetto “Arlecchino da Marciapiede”, ideato da Marco Brinzi e dal TSB e interpretato assieme a Caterina Simonelli che dall’8 al 16 maggio porta i “lazzi” di due figure archetipiche come il Dottor Balanzone e Arlecchino sui palchi disseminati per la città. La Compagnia Stivalaccio Teatro presenterà due suoi cavalli di battaglia: “L’Arlecchino Furioso” in scena all’Arena TSB – Prati del Talvera (7/6 h. 21) “Don Chisciotte, tragicommedia dell’arte”.
Nell’ambito di FUORI! un format amatissimo come quello di Tournée da Bar viene rivisitato da Davide Lorenzo Palla e dal regista Riccardo Mallus in collaborazione con Roberto Cavosi per focalizzarsi su Dante e la sua opera. L’essenza del progetto “Dante da Bar” che vede in scana Davide Lorenzo Palla e Irene Timpanaro, sarà protagonista di numerosi interventi sui palchi bolzanini, dal parco delle Semirurali all’Arena TSB –Prati del Talvera, dal Parco dei Cappuccini e quello antistante al Teatro Cristallo. Tre le tipologie di spettacoli proposti: Inferno, Purgatorio e Paradiso. Ugo Dighero rilegge e reinterpreta il “Mistero Buffo” del Premio Nobel per la letteratura Dario Fo per proporlo, all’Arena TSB – Prati del Talvera, (27/6, h. 21). Sul palco dell’Arena TSB ai Prati del Talvera (Piazzale delle Feste) che si propone come una vera e propria cittadella del teatro, salirà Stefano Massini, autore tra i più apprezzati in ambito internazionale, con il suo monologo “L’alfabeto delle emozioni” (05/06, h. 21); Fabrizio Falco e la compagnia dello Stabile di Palermo saranno protagonisti de “Il Misantropo” di Molière (2/6, h. 21), mentre Silvio Orlando condurrà il pubblico dentro le pagine di “La vita davanti a sé” di Romain Gary (15/6, h. 21). Il teatro canzone avrà il volto e le voci di Rocco Papaleo e della sua band, protagonisti di “Coast to Coast” (11/6 e 12/6, h. 21) e di Alessandro Haber interprete di “Bukowski” (19/6, h. 21).
Anna Foglietta protagonista de “L’Attesa”
Ugo Pagliai e Paola Gassman saranno gli interpreti di “Romeo e Giulietta. Una Canzone d’amore” spettacolo di Babilonia Teatri, coproduzione del TSB (22/6 e 23/6, h. 21). Sempre Shakespeare è la fonte di ispirazione dell’anteprima del nuovo spettacolo che Paolo Rossi ha scritto per lo Stabile di Bolzano. “L’Amleto” vede Rossi affiancato da una compagnia di otto attori e musicisti (29/6 e 30/6, h 21). L’Arena TSB sarà lo scenario di alcune anticipazioni della prossima stagione, come i reading dello spettacolo “L’Attesa” di Remo Binosi da parte di Michela Cescon, Anna Foglietta e Paola Minaccioni (22/5, h. 21) e quello di Giuseppe Cederna, interprete di “Storia di un corpo” di Daniel Pennac (6/6, h. 21). Entrambi gli spettacoli saranno presentati nella stagione InScena del Teatro Cristallo.
Stefano Massini
Nella programmazione di FUORI! verrà dato inoltre grande rilievo agli Spettacoli Tascabili. Concepiti per essere agili, diretti e immediati, gli Spettacoli Tascabili per ragazze e ragazzi e gli spettacoli Tascabili Verso Dante, sono produzioni del Teatro Stabile di Bolzano che vedono i più significativi artisti locali rileggere i grandi classici della letteratura.
Silvio Orlando in “La vita davanti a sé”
L’Arena TSB inoltre, ospiterà quattro concerti cameristici con i fiati dell’Orchestra Haydn, due spettacoli e un workshop delle Vereinigte Bühnen Bozen, i concerti proposti dall’Associazione L’Obiettivo e un doppio appuntamento con il teatromusical proposto dalla Scuola di Musica Vivaldi. All’interno di FUORI! si collocano gli spettacoli e le iniziative del Teatro La Ribalta – Kunst der Vielfalt che si snoderanno dal 7 maggio al 4 luglio. Nella programmazione di FUORI! trovano spazio due appuntamenti organizzati in collaborazione con l’Azienda di Soggiorno in occasione della Festa dei fiori: lo spettacolo “Teatro fra parentesi” di e con Marco Paolini accompagnato musicalmente dal vivo da Saba Anglana e Lorenzo Monguzzi. (Parco dei Cappuccini, 31/5 h. 20).
Ugo Dighero in “Mistero Buffo”
Tutti gli spettacoli sono gratuiti previa prenotazione sull’App del Teatro Stabile di Bolzano (iOS e Android), sul portale tickets.fondazioneteatro.bolzano.it e alle Casse del Teatro Comunale di Bolzano (piazza Verdi 40; mart-ven. 11-14 e 17-19, sab 11-14). Le prenotazioni si possono effettuare presso il luogo di svolgimento dello spettacolo a partire da un’ora prima dell’evento.
Numerosi gli appuntamenti dedicati alla Bassa Atesina: Ugo Dighero, Rocco Papaleo, Anna Foglietta, la compagnia Tournèe da Bar, Stefano Massini, Silvio Orlando, Paola Gassman, Paola Minaccioni, Ugo Pagliai, Alessandro Haber, la compagnia Stivalaccio Teatro, Marco Brinzi e Paolo Rossi, sono solo alcuni dei protagonisti della stagione estiva del TSB.
Ugo Dighero in “Mistero Buffo”
Bolzano, ma anche Laives, San Giacomo, Vadena, Egna, Laghetti, Ora e Salorno saranno i centri nevralgici della stagione estiva “FUORI! Il Teatro Fuori dal Teatro” proposta dal Teatro Stabile di Bolzano. 180 eventi all’aperto in tutto l’Alto Adige che propongono molteplici forme teatrali. “FUORI!” mette in rete le principali realtà del territorio nel segno della condivisione e della valorizzazione delle risorse e del potenziale artistico con la cittadinanza. FUORI! è la nuova stagione che racchiude i percorsi artistici e produttivi intrapresi nel corso delle stagioni più recenti e presenta nuove produzioni realizzate ad hoc per interagire in piena sicurezza con il pubblico. La partecipazione a tutti gli eventi è gratuita, previa prenotazione nel rispetto delle disposizioni sanitarie anti-Covid. FUORI! è un’iniziativa ideata per riallacciare il rapporto con i cittadini, per riconquistare le piazze e le strade e che vede il TSB collaborare con Teatro Cristallo, Fondazione Orchestra Haydn, Vereinigte Bühnen Bozen, associazione L’Obiettivo, Teatro la Ribalta – Kunst der Vielfalt, Scuola di Musica Vivaldi e Fondazione Teatro Comunale e Auditorium.
Marco Brinzi in “Arlecchino da Marciapiede”
La Commedia dell’Arte e dell’improvvisazione sono gli ingredienti del progetto “Arlecchino da Marciapiede”, ideato da Marco Brinzi e interpretato assieme a Caterina Simonelli che porta i “lazzi” di due figure archetipiche come il Dottor Balanzone e Arlecchino in giro per gli spazi condivisi della provincia. “Arlecchino da Marciapiede”, spettacolo itinerante nato dalla sinergia tra TSB e compagnia If-Prana, giungerà a Salorno il 17 maggio (Piazza Municipio, h. 18.30), per poi passare a Vadena il 17 (Centro Vadena, h. 16), a Laghetti di Egna il 19 maggio (Piazza Dürer, h. 16) e la sera a Ora (h. 18, Piazza Principale). Pochi giorni dopo, “Arlecchino da Marciapiede” farà incursione a Laives il 26 maggio (piazza antistante al Comune, h. 15).
Rocco Papaleo in “COAST TO COAST”
Nell’ambito di FUORI! un format amatissimo come quello di Tournée da Bar viene rivisitato da Davide Lorenzo Palla e dal regista Riccardo Mallus in collaborazione con Roberto Cavosi per focalizzarsi su Dante e la sua opera.” L’essenza del progetto “Dante da bar” rimane la stessa: portare il teatro, e in questo caso la letteratura, in posti non convenzionali, rievocare i gironi danteschi in maniera poetica e popolare. Lo spettacolo verrà presentato a Salorno il 24 maggio (Piazza Municipio, h. 18.30), a Vadena il 25 maggio (Centro Vadena, h. 18), ad Egna il 26 maggio (Piazza Centrale, h. 18) e a Laives il 30 maggio (Tendone delle Feste, via Pietralba, h. 18). La Commedia dell’Arte torna ad essere protagonista assoluta anche dello spettacolo “Don Chisciotte, tragicommedia dell’arte” che la giovane compagnia Stivalaccio Teatro presenterà a Laives al 5 giugno (Tendone delle Feste di via Pietralba, h. 18). Sempre a Laives il 24 giugno Ugo Dighero, narratore e attore eclettico e versatile, rivisiterà in chiave personale il “Mistero Buffo” del Premio Nobel per la letteratura Dario Fo (Tendone delle Feste di via Pietralba, h. 21).
“Don Chisciotte, tragicommedia dell’Arte” foto: Sonia De Boni
Il format degli Spettacoli Tascabili ha grande rilievo nella programmazione di “FUORI!”. Concepiti per essere agili, diretti e immediati, gli Spettacoli Tascabili per bambine/i verranno presentati nelle fasce orarie pomeridiane e sono pensati per un pubblico dai 6 anni in su. Scritto da Andrea Bernard e Salvatore Cutrì che è anche l’interprete dello spettacolo, “La battaglia dei topi e della Rane” verrà presentato a Salorno il 28 maggio (Piazza Municipio, h. 17); a Vadena, il 30 maggio andrà in scena “I saltimbanchi” che vede protagonisti Thomas Rizzoli e Max Meraner (Centro Vadena, h. 17). Meraner e Chiara Sartori sono autori e interpreti della pièce: “Gli animali di Leonardo da Vinci”, in scena a Egna l’1 giugno (Piazza della Chiesa, h. 17). In Bassa Atesina il progetto Spettacoli Tascabili Verso Dante, presenterà due appuntamenti: il 23 maggio a San Giacomo (Piazza della Chiesa, h. 17) andrà in scena “Verso Casa. Aldilà” di e con Diletta La Rosa, Giacomo Santi e Tommaso Zamboni, destinato a spettatrici e spettatori dagli 8 anni in su; a Laives verrà presentato “Prossima fermata Campaldino”, spettacolo nato dalla creatività di Thomas Rizzoli, Max Meraner e Chiara Sartori (Tendone delle Feste di via Pietralba, h. 21).
Irene Timpanaro e Davide Palla in “Dante da Bar” foto: Anna Cerrato
A Bolzano, l’epicentro di FUORI! Il teatro fuori dal teatro sarà una grande arena ai Prati del Talvera, che si propone come una vera e propria piazza del teatro. Sui palchi dell’Arena TSB nel Piazzale delle Feste saliranno Stefano Massini con il suo monologo “L’alfabeto delle emozioni” (5/6, h. 21), Fabrizio Falco e la compagnia dello Stabile di Palermo per dare vita a “Il Misantropo” di Molière (2/6, h. 21). Silvio Orlando, condurrà il pubblico dentro le pagine di “La vita davanti a sé” di Romain Gary (15/6, h. 21). Il teatro canzone avrà il volto e le voci di Rocco Papaleo e della sua band, protagonisti di “Coast to Coast” (11/6 e 12/6, h. 21) e di Alessandro Haber interprete di “Bukowski” (19/6, h. 21).
Anna Foglietta in “L’Attesa”
Ugo Pagliai e Paola Gassman saranno gli interpreti di “Romeo e Giulietta. Una Canzone d’amore” spettacolo di Babilonia Teatri, coproduzione del TSB (22/6 e 23/6, h. 21). Paolo Rossi con “L’Amleto” spettacolo in cui è affiancato da una compagnia di otto attori e musicisti (29/6 e 30/6, h 21). L’Arena TSB sarà lo scenario di alcune anticipazioni della prossima stagione, come i reading dello spettacolo “L’Attesa” di Remo Binosi da parte di Michela Cescon, Anna Foglietta e Paola Minaccioni (22/5, h. 21) e quello di Giuseppe Cederna, interprete di “Storia di un corpo” di Daniel Pennac (6/6, h. 21). Tutti gli spettacoli sono gratuiti previa prenotazione sull’App del Teatro Stabile di Bolzano (iOS e Android), sul portale tickets.fondazioneteatro.bolzano.it e alle Casse del Teatro Comunale di Bolzano (piazza Verdi 40; mart-ven 11-14 e 17-19, sab 11-14). Le prenotazioni si possono effettuare presso il luogo di svolgimento dello spettacolo a partire da un’ora prima dell’evento.