Il coro Plose di Bressanone fa rivivere lo spirito della montagna

Nato nel 1964 il Coro Plose C.A.I. Bressanone ha una lunga storia alle spalle, caratterizzata da un’intensa attività e quest’anno si appresta a festeggiare l’anniversario dei 60 anni dalla sua fondazione. Abbiamo avuto il piacere di parlarne con Maurizio Brocco, presidente del coro. 

Quando e come è nato il coro Plose C.A.I. Bressanone?

Il Coro Plose C.A.I. è nato 60 anni fa proprio sulle panchine dei Giardini Rapp a Bressanone dove alcuni giovani brissinesi hanno mosso i primi passi nell´allora inesplorato mondo del canto corale e, con grande passione e divertimento, hanno dato vita ad un piccolo e inesperto coro. Negli anni il coro è cresciuto ed è diventato un riferimento per l´attività culturale della nostra città. Attraverso concerti ed eventi ha saputo conquistare un numeroso pubblico di appassionati del canto popolare.

Com’è composto il coro?

Attualmente il coro è composto da 26 elementi: 7 nel gruppo dei tenori primi, 8 nei tenori secondi, 7 nei baritoni, 4 nei bassi. Il coro attualmente è diretto dal maestro Stefano Barberio di Bressanone.

Qual è il vostro repertorio?

Ci concentriamo tipicamente canti di montagna e della tradizione popolare.

Negli anni avete partecipato a eventi davvero importanti. Qual è quello che le è rimasto più impresso?

Il Coro Plose ha finora all’attivo circa 900 concerti. Sicuramente una delle nostre partecipazioni più sentite è stata quella del 2010 a Roma dove, in occasione della consegna ufficiale dell’Albero di Natale alla Santa Sede proveniente dal Comune di Luson, il Coro ha accompagnato una delegazione di Bressanone e si è potuto esibire davanti al Santo Padre Benedetto 16.mo all’interno della Sala Clementina in Vaticano e poi ancora in Piazza San Pietro durante la cerimonia ufficiale di accensione dell’albero.

Cosa avete in programma per quest’anno? Avete già dei programmi per il festeggiamento dei sessanta anni del coro?

In questo 2024 il nostro coro ha in programma un´attività particolarmente intensa proprio per festeggiare nel migliore dei modi i 60 anni di attività. L´evento più importante sarà comunque ad ottobre, quando sabato 19 proporremo alla Cusano un concerto con la partecipazione del coro Vós de Mont dalla provincia di Udine, un coro molto conosciuto e guidato dal maestro Marco Maiero, considerato uno dei principali maestri della coralità italiana. Anche noi del Plose abbiamo in repertorio diverse canzoni dal lui stesso scritte e armonizzate.

Qual è il segreto della longevità e dell’entusiasmo di questo coro?

La passione, ma anche il costante impegno e sacrifici di coristi e maestri, hanno permesso 60 anni di ininterrotta attività. Inoltre da sempre il nostro coro è ambasciatore del canto popolare e di montagna. Il coro è fatto di amicizia, di impegno personale, di divertimento e di responsabilità. Tutti stanno insieme legati dalla passione per il canto e dalla stima reciproca e vivono il volontariato nella sua espressione più genuina. Il coro esige però sempre serietà e perseveranza, ma restituisce gioia e allegria, in incontri, conoscenze e soddisfazioni.

Autori: redazione COOLtour

Redditi

Il consiglio provinciale di Bolzano ha pubblicato i dati sui redditi dichiarati dai trentacinque attuali consiglieri eletti lo scorso ottobre. Al primo posto, con un reddito dichiarato che supera il milione di euro, troviamo Renate Holzeisen di “VITA”. Ora si capisce perché, interrogata su un rimedio NO VAX per affrontare un raffreddore imminente, abbia risposto “avvolgersi in coperte di cashmere e fare bagni di champagne!”. All’ultimo posto della classifica, con reddito nullo, troviamo Jürgen Wirth Anderlan: “vivo esclusivamente di uova delle mie galline, la mia vaccinazione personale contro ogni malanno e contro il fisco italiano”. 

Autore: Roberto Tubaro

Sabrina Veronesi, l’artista sognatrice

Sabrina Veronesi, artista bolzanina, considera l’arte non solo come un mezzo per comunicare, ma anche come una forma di espressione personale. 

“Ho sempre scarabocchiato, disegnato e dipinto perché questo è il modo più naturale per me di comunicare con il mondo ed esprimere me stessa” afferma. La sua vita è caratterizzata da una dualità tra il disegno tecnico, che contraddistingue il suo lavoro da geometra, e le pennellate di acrilico su tela. “Per svariati motivi, purtroppo, l’arte è rimasta un hobby. Non ho mai avuto l’opportunità di frequentare una scuola d’arte e la vita mi ha portato verso una professione da tecnico…” dichiara , aggiungendo. “…devo ammettere, però, che mi piacciono entrambi gli aspetti della mia vita, anche se il mio cuore è totalmente artistico”. 

Sabrina Veronesi descrive la sua arte come sperimentazione, evoluzione, liberazione, espressione di eé e forma di comunicazione. In ambito artistico, lei si trova spesso a riflettere sul significato e sull’intento delle sue opere. Ciò che vuole comunicare si basa sullo stato d’animo e sulle esperienze che vive nel momento preciso di fronte alla tela. Ogni pennellata è una manifestazione dei suoi sentimenti, pensieri e della sua visione del mondo. Nonostante alcuni personaggi possano comparire più volte all’interno delle sue opere, ogni opera è unica e racconta una storia autoconclusiva. 

La natura è una protagonista ricorrente nei quadri di Veronesi. “Nulla mi ispira più della natura”, afferma, “Siamo parte della natura, è la nostra essenza e c’è una connessione evidente con essa. Amo tutto quello che di naturale mi circonda e quindi non può mancare nei miei quadri”. 

Le influenze e le fonti da cui trae ispirazione l’artista sono molteplici e sono spesso legate all’ambiente circostante, agli amici, alla famiglia o a immagini che catturano la sua attenzione. Sabrina Veronesi esprime una grande ammirazione per Klimt, fonte di ispirazione per la scelta dei colori e per le forme a spirale presenti nelle sue opere. 

Tra i suoi lavori, l’artista identifica “Controcorrente” come il suo preferito. L’opera raffigura tre farfalle rosse in fila indiana ed una blu che si distingue dalle altre per la direzione opposta. La farfalla blu simboleggia l’unicità di ognuno di noi e invita a seguire il proprio percorso, non costringendosi a seguire i canoni imposti dalla società. 

Veronesi ha avuto la possibilità di esporre le sue tele presso Cooltour, dove ha tenuto una mostra della durata di due mesi. “Sono stata felice di aver avuto l’opportunità di condividere la mia passione con gli altri. Mi ha emozionato il consenso generale”, dichiara. 

Al momento, l’artista non ha in programma altre esposizioni, ma continuerà a sperimentare nuove tecniche e ad esprimersi attraverso l’arte.

Autrice: Sanaa El Abid COOLtour

Corodoro: canto per il benessere femminile

Corodoro è un percorso di canto e teatro per il benessere femminile nato nell’ambito dei progetti di Officine Vispa- LISCIÀ. Ideato da Lorena La Rocca si inserisce nei percorsi di promozione della salute attraverso l’attività culturale che porta avanti dal 2011, grazie ai molti anni di studio e lavoro nell’area del welfare culturale tra Torino, Bologna e Vienna. 

Si tratta di scegliere e proporre un linguaggio artistico finalizzato a coltivare competenze sociali in persone con particolari bisogni. Nel caso di Corodoro il canto da principio è stato proposto per l’alfabetizzazione di donne migranti. Nato nel 2021 con l’obiettivo di potenziare le competenze linguistiche attraverso il canto, il coro è diventato un veicolo creativo e inclusivo, volto a promuovere legami e integrazione attraverso la musica. Oltre a favorire l’apprendimento, il coro offre alle donne un’opportunità di benessere, permettendo loro di riunirsi, cantare e prendersi cura di sé stesse. Con circa 15 partecipanti, il coro è aperto a tutte le donne della città riflettendo la varietà e la diversità delle partecipanti. 

Com’è nato Corodoro?

Corodoro è nato da un’idea maturata all’interno del progetto FSE “District Innovation Lab” in cui Officine Vispa ha accolto lo strumento artistico come leva di innovazione sociale per l’’alfabetizzazione e la professionalizzazione di donne con esperienze migratorie. In particolare, il coro è stato creato come strumento per sostenere l’apprendimento della lingua italiana attraverso il canto. L’uso del canto è stato considerato un metodo efficace per aumentare le competenze linguistiche delle donne coinvolte nel progetto. Pertanto, il Corodoro ha avuto origine come risposta creativa e inclusiva per promuovere l’alfabetizzazione e l’integrazione attraverso l’apprendimento di canti della tradizione popolare italiana.

Cosa vuole trasmettere e cosa rappresenta il vostro coro?

Questo coro rappresenta un’opportunità per le donne di riunirsi, stare bene cantando e prendersi cura di sé. Nel tempo abbiamo stretti una partnership con i consultori AIED (che ha sede in Corso Italia) e ARCA per informare anche donne in particolari condizioni di vita (post parto, menopausa…) che c’è uno spazio libero in cui è possibile vivere un’esperienza di sollievo. Cantare allena la lingua, la memoria, la corretta respirazione.  È divertente e aumenta molto il senso di appartenenza a un gruppo. Il coro rappresenta un luogo sicuro e un’occasione creativa, generativa di legami di supporto, oltre che uno spazio di lavoro artistico in costante crescita, grazie anche al supporto di Sandra Passarello che ne cura la parte tecnico vocale. 

Da quante donne è formato il Coro? 

Il coro è aperto gratuitamente a tutte le donne della città, il che significa che il numero di partecipanti varia; a volte siamo di più, altre volte di meno, a seconda del periodo. Attualmente siamo circa 15 partecipanti. 

Quando è nato Corodoro?

Dopo l’esperienza Fse il coro ha assunto una sua identità stabile all’interno dei percorsi di Officine Vispa e dal 2022 abbiamo iniziato a identificarci più precisamente come Corodoro, un coro aperto alle donne per promuovere la partecipazione culturale e il benessere femminile. Si inserisce in una prospettiva più ampia di canto e teatro, l’idea di un gruppo artistico che coinvolge donne di ogni età e provenienza per lavorare insieme raccontando piccole e grandi storie femminili attraverso canto e performance teatrale.

Avete partecipato a qualche evento in particolare? 

Partecipiamo regolarmente a diversi eventi, direi che la città sa che ci siamo. A maggio scorso abbiamo partecipato all’evento Tutta tua la città- Teatro Cristallo, a novembre abbiamo preso parte, cantando, alla corsa contro la violenza sulle donne promossa da UISP,  il 16 marzo saremo alla libreria Cappelli per accompagnare un progetto di chiusura dei percorsi LISCIÀ. Abbiamo inoltre preso parte a vari eventi organizzati da Officine Vispa nel rione Ortles-Casanova per sostenere, attraverso canto e teatro, il più ampio progetto di sviluppo di comunità della cooperativa.

Info:
lorena.larocca@officinevispa.com 

Philip Gaida, di professione artista: mente e spirito libero

Philip Gaida è un artista visivo di origine francese che da oltre 25 anni vive a Laives. Oggi di anni Gaida ne ha 66. Il papà avrebbe voluto farlo frequentare la scuola piloti di Air France, ma il giovane Philip a 18 anni non aveva né la voglia, né l’energia di affrontare due anni di studi di matematica, il presupposto per fare la scuola piloti. Scelse allora altre vie: prima frequentò la scuola d’arte e poi la vita lo portò a lavorare in giro per il mondo, seguendo la sua innata natura creativa e la sua curiosità. Oggi è un artista quotato negli albi ufficiali e questo vuol dire che le sue opere possono essere anche vendute nelle aste d’arte. Philip Gaida oggi è attivo anche come pittore in tempo reale durante spettacoli soprattutto musicali. Lo abbiamo incontrato nel suo atelier a Laives.

Come ti descriveresti?

In vita mia ho sempre cercato di seguire le mie passioni, che sono parte di me sin da piccolo, quando scoprii quella per il disegno e la pittura. Sono passioni che non mi hanno mai abbandonato, considerato che in pratica sono diventate il mio mestiere. Altre mie passioni sono l’aeronautica e lo sport: tra le altre cose sono istruttore di windsurf e di snowboard. Queste passioni sono anche una fonte di ispirazione per la mia arte.

Sei cresciuto in Francia ma hai girato il mondo. Tra le altre cose hai vissuto per un periodo negli Stati Uniti per conseguire il brevetto da pilota di aereo. Sei stato poi in Sud America, in Africa, in Asia, e comunque hai sempre portato avanti le tue passioni. 

Non si tratta di attività che si fanno in pochi giorni. Praticamente negli ultimi 50 anni ho cercato di combinare le mie passioni, partendo da una formazione base in arte. Nella mia vita ho avuto la fortuna di incontrare durante i miei viaggi sia artisti che autentici esperti in determinate discipline, come la scenografia, attività per la quale ho avuto la possibilità di acquisire competenze sul campo; ora sono capace di dipingere in qualsiasi tema o formato. Lavoravo per i grandi tour operator, come per esempio Club Med e mi occupavo anche di allestimenti scenici.

Oggi ti occupi anche di pittura in tempo reale, ad esempio durante i concerti… 

Durante il “live painting”, la pittura dal vivo, improvviso e seguo la mia ispirazione. Quella dell’improvvisazione durante la musica dal vivo è una cosa abbastanza recente, l’ho fatto ad esempio durante i concerti di Agostino Accarino o Francesco Zanardo. Ci sono persone che dipingono sempre gli stessi soggetti. Io invece mi faccio ispirare nel tempo di una canzone e abbozzo un quadro. Può capitare che lo venda la stessa sera o che lo rielabori e lo integri in atelier in un momento successivo.
Mi è anche capitato di dipingere durante le fiere d’arte. Mi piace il contatto con il pubblico che può assistere al “making of”, alla creazione dell’opera d’arte. Spesso commentano e sono liberi di fare tutte le domande che vogliono.

Chi vuole vedere le tue opere cosa deve fare? 

Ho un sito internet, philipgaida.com; su appuntamento apro anche il mio atelier dove si ha la possibilità di vedere al momento circa 150 quadri e 200 disegni.

Autore: Till Antonio Mola

Ogni giorno qualcosa di diverso

Qui Intervista a Fausto Pantano. Nato nel ‘56, dopo vari lavori e un’esperienza decennale come operatore nell’handicap, dal ‘94 al ‘22 si è occupato d’inserimento lavorativo di persone con invalidità. Per dieci anni, dal 2010 al ‘20, è stato referente per la sezione della nostra provincia dell’Associazione Italiana Dislessia – AID. Laureato in Storia Contemporanea a Bologna, è in pensione da due anni. Collabora con la cooperativa sociale Independent, l’Associazione Scioglilingua e il progetto della squadra di calcio G.S. Excelsior. Sposato con un figlio, ama viaggiare, fare giri in bici e in montagna e ha iniziato a percorrere i suoi primi  cammini. La sua musica del cuore è il progressive.

La cosa di me che mi piace di più.

La capacità di stabilire relazioni.

Il mio principale difetto.

Perdere il controllo.

Il mio momento più felice.

Quando è nato mio figlio Michele.

Da bambino sognao di diventare…

Ogni giorno qualcosa di diverso.

Il capriccio che non mi sono mai tolto.

Un viaggio di sei mesi.

Il mio piatto preferito.

Pasta al pomodoro con peperoncino.

Non sopporto…

L’ottusità.

Per un giorno vorrei essere…

Eric Clapton e suonare l’intera giornata.

Nel mio frigorifero non manca mai…

Il Parmigiano Reggiano.

Se fossi un animale sarei…

Un gatto.

Sono stato orgoglioso di me stesso quella volta che…

Mi sono laureato.

Dove mi vedo fra dieci anni.

Dove non lo so ma spero ancora attivo.

Il mio film preferito.

Blade Runner.

Il mio attore preferito.

Stan Laurel.

Il superpotere che vorrei avere.

Parlare tutte le lingue e tutti i dialetti.

Il mio ultimo acquisto.

Scarpe da trekking.

Cosa apprezzo di più del luogo in cui vivo?

La natura e le piste ciclabili.

Amo il mio lavoro perché…

Mi ha consentito di crescere. 

L’errore che non rifarei.

Distrarmi dalla vita.

La persona che ammiro di più.

Mia moglie Vera.

KICKBOXING E MUAY THAI

In una cornice di grande attesa, il palcoscenico della kickboxing a Bolzano si è animato sabato sera con l’atteso Galà per il titolo nazionale nella categoria -73 kg. Gli 11 match disputati hanno offerto uno spettacolo di alto livello, mettendo in luce la preparazione e la dedizione degli atleti coinvolti. Riviviamo l’evento attraverso gli scatti del nostro Niccolò Dametto.

Plastic Free ripulisce Vadena

C’erano oltre trenta volontari, famiglie, vigili del fuoco e tutta la giunta comunale a Vadena per l’azione di pulizia organizzata da Plastic Free nella zona del lungo Adige dal ponte in poi, e poi a Piccolongo, ridotta a discarica. In poco più di due ore sono stati raccolti 2800 chili di rifiuti abbandonati. Grande la soddisfazione per le referenti locali Ornella Libardoni e Martina Puentes.