Il Moderno fra le due guerre

Cosa accadde a Merano fra le due guerre, dal punto di vista culturale? Tanto. Ed è su quest’epoca che l’associazione La Fabbrica del Tempo ha dedicato la sua ultima fatica: “Less is more, Moderno a Merano 1920 – 1940”, un libro che inquadra quella fase storica, con attenzione all’architettura e alla situazione cittadina, presentando edifici pubblici e religiosi, esempi di edilizia sportiva e privata, il caso di Sinigo, pittura e letteratura.

Da sempre La Fabbrica del Tempo ha nel Novecento altoatesino/sudtirolese uno dei principali focus del proprio agire: l’indagine della sua storia, la vicende delle comunità e delle persone, la necessità di costruire e animare luoghi di memoria e di riflessione. Il nuovo volume “Less is more” volge la propria attenzione sulla Merano tra le due guerre mondiali.
Il volume è dedicato alla memoria di Carlo Azzolini, che aveva seguito questo progetto, da lui curato assieme a Rosanna Pruccoli e Alexander Zoeggeler, con il coordinamento del presidente del sodalizio, Tiziano Rosani. L’opera è frutto di numerose ricerche d’archivio e offre al lettore molte informazioni inedite, ponendo in luce che una conoscenza più articolata e completa di quelle vicende e di quelle architetture è fondamentale per una loro corretta valutazione e a misure concrete di salvaguardia, anche e soprattutto nell’interesse delle generazioni che verranno.
Sono queste anche le finalità istituzionali di Atrium (Architecture of Totalitarian Regimes of the 20th Century in Europe’s Urban Memory), nel cui metodo di lavoro si riconosce La Fabbrica del Tempo, e con cui l’associazione ha collaborato nella stesura del libro. Numerosi segnali d’incoraggiamento hanno palesato che larga parte della popolazione è ormai matura per comprendere e fare propria una corretta contestualizzazione dell’architettura sorta anche in questa terra tra le due guerre, ponendo in piena luce ogni aspetto e problematica.
Il libro è un articolato mosaico ricco di testi di esperti che con le loro ricerche e i loro saggi hanno contribuito a costruire un’immagine ampia delle architetture del Moderno sorte in città tra 1920 e 1940. Affinché questa pubblicazione potesse diventare una azione corale della città e del territorio, La Fabbrica del Tempo ha invitato a collaborare molti studiosi, che hanno dato vita a saggi e schede principalmente in italiano e tedesco, con abstract in inglese. Tre i curatori: Alexander Zoeggeler, Rosanna Pruccoli e il prematuramente scomparso Carlo Azzolini. Il libro, di ben 328 pagine, è suddiviso in otto sezioni composte di saggi e schede, con un ampio corredo fotografico.

ARCHITETTURA
Dopo l’introduzione del presidente e dei tre curatori, prende vita la prima sezione intitolata “Architettura tra Italia ed Europa” nella quale trova posto il testo in lingua inglese del professor Patrick Leech che illustra cosa sia la “rotta” che attraversa l’Europa tutta e che, promossa dal Consiglio d’Europa, è conosciuta con l’acronimo Atrium e alla quale appartiene anche Merano: con atto di grande spessore, la città ha infatti deciso di unirsi alcuni anni fa a questo progetto europeo con l’intento di indagare e contestualizzare l’esistente architettura risalente a quel periodo.
Segue il saggio del professor Ulisse Tramonti, docente di architettura all’Università di Firenze, che indaga il tema della “architettura dissonante” e di come essa rappresenti un patrimonio da contestualizzare, salvaguardare, conservare. A seguire il testo dell’architetto bolzanino Alexander Zoeggeler che offre una panoramica su quello che fu lo sviluppo del “Moderno” in Europa. Nel saggio se ne descrivono le origini, all’inizio del XX secolo, narrando lo sviluppo di uno stile architettonico che – durante la crisi economica del dopoguerra e con la scoperta di nuovi materiali come il cemento armato, il vetro e l’acciaio – rivoluzionò la storia dell’architettura dai Paesi Bassi alla Russia.

storia e letteratura

STORIA E LETTERATURA
La seconda sezione va sotto il titolo “Storia e letteratura” e intende creare l’ambientazione storico-culturale nella quale furono erette le architetture pubbliche e private. La sezione esordisce con un saggio dello storico Josef Prackwieser che conduce nella Merano del turismo e del periodo fascista, mentre in parallelo l’ampio saggio di Francesco Rosani apre variegate e spesso inedite prospettive sulla storia cittadina di quel periodo. Grazie al saggio di Patrick Rina è possibile addentrarsi nella mentalità del tempo, sfogliare i libri di letteratura che in quegli anni videro la luce e comprendere il clima culturale dell’epoca. Tra gli anni Venti e Trenta si sviluppò un’idealizzazione della Heimat e del passato anche quale reazione alle politiche di italianizzazione.

TRA LE DUE GUERRE
La terza sezione, intitolata “Merano 1920 -1940”, presenta due saggi dei due architetti bolzanini da svariati decenni hanno indagato questa tematica: Carlo Azzolini illustra gli edifici costruiti in riva al Passirio fra le due guerre passando in rassegna quelli pubblici, di lavoro e industria e gli impianti sportivi. Il suo “Architettura a Merano tra le due guerre” è un contributo determinante per comprendere la storia dell’architettura di Merano nel periodo considerato. Il saggio di Oswald Zoeggeler “Quanto è fascista l’architettura moderna di Merano?” indaga il linguaggio dell’architettura come strumento di espressione, di rappresentazione del potere nell’architettura e della affinità spirituale di tre importanti attori nel campo dell’architettura: Friedrich Ohmann, Clemens Holzmeister ed Ettore Sottsass.

LA PITTURA
Accanto all’architettura, alla storia e alla letteratura non può mancare la pittura. Un’intera sezione indaga questo affascinante aspetto grazie ai testi di tre storiche dell’arte. Albert Stolz e la sua opera ad affresco nella cappella cimiteriale sono il soggetto del saggio di Eva Gratl. Gli affreschi interni e gli stiacciati esterni del Municipio di Merano sono il tema trattato da Rosanna Pruccoli. Rudolf Stolz nella parrocchiale di Maia Bassa e il suo affresco di Villa Diessbacher vengono approfonditi quindi da Paola Bassetti.

L’EDILIZIA
Nella quinta sezione, nell’ambito della edilizia pubblica e religiosa, Alexander Zoeggeler interviene sul Municipio di Merano e sulla parrocchiale di San Vigilio a Maia Bassa, mentre Carlo Azzolini descrive la Casa del Balilla, il Padiglione dei concerti, la Casa del Fascio e Villa Acqui. Nella successiva sezione quattro ulteriori trattazioni di quest’ultimo sono dedicate agli edifici per lo sport, fiore all’occhiello del regime, dando vita alla sesta sezione.

VILLE E HOTEL
Ampio spazio nella sezione successiva al tema delle ville e dell’edilizia privata. Di Villa Panfili, dell’Hotel Nido, dell’Atelier Klöckner, di Villa Campenhausen, delle case Cainelli, Gritsch e Delugan, del complesso di via Alfieri con Villa Rina, Casa A-polonio-Segalla. scrive Wanda Birke ponendo in luce informazioni significative e ponendo attenzione su questi ambiti edilizia spesso trascurati. La storia di villa Maranatha e della sua proprietaria viene narrata da Veronika Rieder. La biografia dell’impresario di Eleonora Duse e del medico Diessbacher spiccano nelle schede dedicate alle loro ville nelle due trattazioni di Rosanna Pruccoli. L’indagine proposta da La Fabbrica del Tempo prosegue con il contributo di Carlo Azzolini sullo Stabilimento Ammoniaca e Derivati – Montecatini e il Borgo Vittoria a Sinigo, mentre, per spiegare chi furono gli architetti che, provenienti soprattutto dalle altre città italiane, giunsero in provincia con i loro progetti e planimetrie, Sara Alberti ha infine creato brevi ed interessanti biografie di contestualizzazione.

I love fragole

PREPARAZIONE

Sbattere le uova con lo zucchero per circa 8 minuti finché il composto non risulti chiaro e spumoso. Con l’aiuto di una spatola in silicone unire farina, amido, zucchero vanigliato e lievito alla montata di uova e zucchero, avendo cura di mescolare delicatamente dal basso verso l’alto. Versare il composto così ottenuto nello stampo a cerniera foderato con carta forno lisciando la superficie. Cuocere la torta nella parte bassa del forno preriscaldato e, subito dopo averla sfornata, liberarla dallo stampo facendo scorrere la lama di un coltello lungo l’interno del bordo e lasciarla raffreddare.
Montare la panna con lo zucchero finché diventa solida e compatta, aggiungere la ricotta e lo zucchero vanigliato mescolando velocemente. Tagliare la torta a metà tenendo la lama del coltello parallela al piano di lavoro in modo da creare due dischi.
Stendere in maniera omogenea metà della crema di panna e ricotta sul primo disco e coprire con il secondo. Distribuire il resto della crema uniformemente e lasciar raffreddare bene in frigorifero.
Lavare le fragole ed asciugarle accuratamente, tagliarle a metà e disporle sulla torta in maniera decorativa. Seguire le istruzioni poste sulla bustina per la preparazione della gelatina. Spennellare la frutta generosamente con un pennello da pasticceria intriso di gelatina.

INGREDIENTI

PER IL PAN DI SPAGNA

4 uova

150 g di zucchero

100 g di farina

50 g di amido di mais

1 C di zucchero vanigliato

1 C di lievito per dolci

PER LA CREMA

300 ml di panna

80 g di zucchero

250 g di ricotta d’affioramento magra [quark magro]

1 C di zucchero vanigliato

PER LA GUARNIZIONE

200 g di fragole fresche

1 b. di gelatina in polvere

Stampo a cerniera: 

24/26 cm diametro

Temperatura: 180 gradi

Cottura: circa 45 minuti

Raffreddamento: circa 2 ore

Proteggiamoci dalle truffe del trading online

20 milioni di euro di danno e 358 vittime: questi i dati riportati dalla Polizia Postale solamente per quanto riguarda il 2021. E la situazione purtroppo non sembra migliorare, anzi. Al Centro Europeo Consumatori (CEC) Italia – ufficio di Bolzano, le segnalazioni in merito a tale fenomeno sono in aumento.

Al CEC Italia non trascorre una settimana senza che vi sia un consumatore che segnali di avere difficoltà a contattare il broker delle piattaforme di trading online. Presso l’ufficio di Bolzano erano state molteplici le richieste di aiuto già negli anni passati ed ora le segnalazioni si susseguono nuovamente, senza sosta, da inizio gennaio.
I consumatori e risparmiatori italiani sembrano essere presi di mira da apparenti società di intermediazione non autorizzate, che offrono la possibilità di commerciare in valuta estera (forex), contratti per differenza (CFD), materie prime o, più recentemente, criptovalute. Per evitare di incappare nelle varie forme di frode, è fondamentale mantenere alta la guardia.
I falsi broker hanno una serie di elementi in comune: promettono, generalmente nel corso di una chiamata (o più probablimente più chiamate) con il consumatore, alti (per meglio dire, irrealistici) rendimenti e profitti garantiti. Possono offrire un servizio di trading o un servizio di gestione di scambi per conto dell’investitore. Spesso fanno pressione sulla vittima sbandierando offerte a tempo limitato ed esclusive per la persona chiamata (magari viene anche detto di non condividerla con altri).
I clienti così adescati sono poi incoraggiati a investire sempre di più, grazie a dei veri e propri raggiri. In particolare, all’inizio viene loro falsamente mostrato che i presunti investimenti starebbero portando ad alte rendite, in realtà inesistenti. “All’inizio avevo investito 250 euro per provare e – nel giro di qualche giorno grazie al ‘robot’ che sceglie per me degli investimenti sicuri – ho guadagnato 500 euro. Per questo motivo ho bonificato altre somme di denaro: vedevo che funzionava. Ma quando chiesto di riavere il capitale, però il trader online non mi ha risposto o mi ha comunicato che dovevo effettuare ulteriori bonifici per pagare delle tasse”, così riferiva ad esempio un risparmiatore truffato alla consulente del CEC Italia.
Un altro risparmiatore del Trentino-Alto Adige riferisce di aver versato oltre mezzo milione di euro, perché gli era stato fatto credere che, attraverso degli investimenti sicuri, avrebbe ottenuto un ritorno economico di 4 milioni di euro entro pochi mesi. Naturalmente ciò non è accaduto ed il sedicente trader online non è più reperibile.
Ma come è possibile tutelarsi da tali presunti “maghi” del trading online, che sanno essere molto persuasivi e convincenti? Senz’altro è possibile seguire le seguenti cautele.
1) Se non siete voi ad aver contattato il presunto consulente, chiedetevi come egli sia entrato in possesso del vostro numero di telefono. Diffidate da contatti telefonici a sorpresa e da voi non richiesti in nessun modo.
2) Se il presunto consulente possiede qualche vostra informazione personale, non dovete concludere che si tratti di una persona di fiducia: probabilmente ha sfruttato informazioni facilmente reperibili su internet, come sul vostro profilo social.
3) Particolare attenzione devono fare le persone anziane che risultano ancora nell’elenco telefonico: sono tra le vittime preferite dei truffatori, individuate magari anche solo per il nome di battesimo. Se si tratta di un nome poco diffuso fra i giovani, questo può rilevare l’età della vittima scelta. Per esempio, il nome Gertrude potrebbe essere indicativo di una signora matura, la quale molto probabilmente ha qualche risparmio a disposizione. Spesso i sedicenti trader online fanno poi leva sul desiderio di voler aiutare finanziariamente figli o nipoti.
4) Controllate l’archivio degli avvisi ai risparmiatori della Consob, per verificare se la piattaforma di trading online che vi ha contattato o che avete trovato sia già stata segnalata. È possibile farlo visitando il sito: www.consob.it/web/area-pubblica/occhio-alle-truffe.
5) In caso anche di un minimo dubbio, contattate direttamente la Consob, i cui recapiti sono disponibili sul relativo sito internet, per richiedere ulteriori informazioni.
Informazioni sono disponibili gratuitamente contattando il Centro Europeo Consumatori Italia (sede di Bolzano) tel. 0471 980939 email: info@euroconsumatori.org

ON Lovera: un nuovo spazio concepito per riattivare la comunità

L’Associazione La Strada-Der Weg ha preso in gestione da qualche mese il Centro Ermete Lovera, che si trova nel cuore del quartiere Europa-Novacella, ad oggi la zona più popolosa e demograficamente variegata della città.
Il centro è anche il luogo in cui nasce il progetto ON Lovera, che ha come obiettivo quello di animare una comunità che ha bisogno di sentirsi tale e di far rivivere un luogo urbano con enormi potenzialità. L’idea promotrice del progetto è dunque quella di riattivare la voglia di stare insieme in maniera propositiva.
Il Centro Ermete Lovera è per molti un punto di riferimento sia per eventi culturali che per momenti di aggregazione privata e non. è questo che il progetto vuole valorizzare: rimettere il Lovera al centro delle vite dei cittadini e del quartiere. Nella fattispecie verrà creato un calendario condiviso di eventi e di iniziative adatte a tutti i gusti e a tutte le età: musica, teatro, presentazioni di libri per grandi e piccini, feste danzanti, giochi e sagre di quartiere.
ON Lovera è un progetto che ha già avuto qualche data in maggio, ma che avrà il suo culmine col partire della stagione estiva più inoltrata e andrà a finire con il mese di settembre.
Tutto questo è possibile grazie all’aiuto di diversi partners, tra i quali MusicaBlu, BeYoung, Teatro Cristallo Young, Club della Visitazione, VKE, Unicef, Cooperativa19 e tanti altri. La speranza è quella che anche grazie a ON Lovera il quartiere si senta coinvolto nelle diverse attività organizzate e si adoperi per permettere ai residenti di conoscersi e condividere momenti insieme, rendendo vivo e vivace il rione.

Autrice: Sarah Sartoretto COOLtour

Un’estate con tanti eventi nel quartiere

Musica dal vivo, cinema sotto le stelle, storia e cultura. In una sola parola: aggregazione. Con l’arrivo del caldo estivo tornano gli eventi serali nei quartieri bolzanini. A Gries è stata pensata una stagione di offerte ricreative composta da sei appuntamenti che a partire da fine giugno coinvolgeranno residenti e cittadini e culmineranno in una grande festa dedicata a tutto il rione, prevista per inizio settembre.

Il programma è stato approvato all’unanimità durante l’ultima seduta del Consiglio di Circoscrizione e per cui è stata stanziata una corposa somma totale di 30 mila euro. “Siamo molto felici di poter tornare a riempire le nostre strade e piazze con eventi e spettacoli – spiega Diego Laratta, presidente di circoscrizione -. È un ritorno alla normalità che aspettavamo da tempo e che fa tanto bene alla vitalità del quartiere. Gli appuntamenti si svolgeranno durante l’orario serale, tra le 18 e le 22, e speriamo di poter coinvolgere il maggior numero di persone grazie ad una variegata selezione di eventi”.
I primi appuntamenti in programma sono quelli dedicati al cinema. La sera di lunedì 27 giugno, nel cortile esterno delle scuole elementari Longon, in via Roen, verrà proiettato un film in lingua tedesca, mentre lunedì 4 luglio, si replicherà in lingua italiana. è un’occasione per far riscoprire il piacere del cinema all’aperto a grandi e piccini. I titoli dei film che verranno proiettati saranno divulgati prossimamente. Le serate musicali prenderanno invece il via sabato 2 luglio, con via Virgilio (una laterale di via Cesare Battisti) che verrà animata grazie ad un furgoncino che si trasformerà in un palco-mobile e sulla quale si esibirà la Supermarket Crew, collettivo formato da giovani bolzanini. All’insegna della buona musica sarà anche la serata di venerdì 29 luglio all’Anfiteatro arcobaleno dello spazio Pippo, sui prati del Talvera. La serata sarà a sfondo rock e sul palco saliranno band e artisti locali.
Altra data da segnare in rosso sul calendario è quella di giovedì 14 luglio: in piazza Mazzini si svolgerà una serata bilingue dedicata alla storia del quartiere di Gries, che verrà approfondita anche dal punto di vista economico e sociale. I relatori saranno il giornalista e docente Marco Pugliese e lo scrittore Helmut Rizzolli. Subito dopo la conferenza si esibiranno al microfono gli Atop The Hill, brillante band bolzanina che recentemente ha avuto l’onore di aprire il concerto di Vasco Rossi a Trento. Durante la serata saranno distribuiti cibo e bevande grazie all’aiuto degli Alpini di Bolzano. Il gran finale di questa rassegna di eventi estivi si svolgerà su due date, sabato 3 e domenica 4 settembre, in piazza Tribunale. A partire dal mattino andrà in scena la grande festa di tutto il quartiere aperta a ragazzi e famiglie, al fine anche di vivacizzare e valorizzare la piazza come luogo di incontro e socializzazione. Per i più piccoli verrà allestito uno spazio d’animazione e laboratori dove poter sfogare la propria creatività, mentre dall’altra parte della piazza saranno presenti stand dove poter mangiare e bere. Immancabile, anche in questo caso, la buona musica. Andando verso sera si passerà dal genere soft al funk e alla dance.

Autore: Alexander Ginestous

La Vittoria di Ötzi

È stato presentato ieri dall’archistar Norman Mies van der Skyline un nuovo progetto per la “casa di Ötzi”, commissionato da Karl Picconcini, il famoso influencer miliardario di via Amba Alagi, spinto dalla volontà di poter dare un contributo anche lui come cittadino allo sviluppo della sua città. “Dalle polemiche al progetto del collega Renzo Piano” ha dichiarato l’architetto, “ho capito che non esistono solo i vincoli e che gli edifici hanno un’anima e vanno rivalutati. Per questo l’uomo del Similaun verrà spostato nel monumento di piazza Vittoria, che diventerà il monumento alla Vittoria di Ötzi”.

Autore: Roberto Tubaro

Lisa e Lara: giovani campionesse

Quest’oggi incontriamo ed intervistiamo le ballerine dell’ASD, evento Danza Bolzano diretto da Barbara Ante, Lisa Baratieri, 17 anni, e Lara Germani, da poco maggiorenne, vincitrici ai Campionati Mondiali di Danza Classica IDO di Varsavia, in Polonia, lo scorso dicembre nella categoria duo adulti. Il passo a due presentato si chiama Le perle.

Com’è stata l’esperienza in Polonia?
Lara – è stata una bellissima esperienza inaspettata. Già quando abbiamo scoperto di essere state convocate, siamo rimaste stupite. Abbiamo dovuto organizzare tutto in fretta, non sapevamo nemmeno per certo se saremmo andate. È stato proprio un momento bello ed improvviso.
Lisa – Sono d’accordo con ciò che ha detto Lara, è stata una bellissima esperienza piena di momenti che ci porteremo sempre dietro.

Quali sono state le vostre reazioni, quelle di familiari e conoscenti quando siete state proclamate vincitrici?
Lisa – Subito dopo la vittoria abbiamo chiamato la nostra scuola che ci ha supportato e ha fatto il tifo per noi. È stata una gioia generale per tutti, per le nostre compagne, per il nostro staff, per i genitori.
Lara – Condivido pienamente. è stato bellissimo, soprattutto perché ripensando al momento della vittoria, abbiamo dovuto cantare l’inno italiano. È stato abbastanza strano, non mi sarei mai aspettata di doverlo fare per una competizione di danza. È stato emozionante quando ci hanno chiamato le nostre compagne e la nostra maestra Barbara Ante. Vedere le reazioni di parenti e amici quando li abbiamo chiamati è stato un momento di felicità condivisa. Inizialmente abbiamo anche fatto uno scherzo: non abbiamo detto subito che eravamo campionesse mondiali.

Com’è stato il rientro a Bolzano?
Lisa – Appena rientrate a Bolzano abbiamo ricominciato ad allenarci, anche perché le nostre compagne si stavano preparando per uno spettacolo. Siamo ripartite in full mode.

C’è qualcuno da cui prendete ispirazione (ad esempio da una famosa ballerina o da qualsiasi altra persona)?
Lisa – Penso che la nostra insegnante di danza Barbara Ante sia un modello d’ispirazione per tutte noi, sia nel mondo della danza, ma anche al di fuori. Ci aiuta sempre dal punto di vista artistico, ma è anche un’insegnante di vita. Nella nostra scuola non impariamo solo tecniche e passi, siamo una grande famiglia. Le ragazze sono parte importantissima di ogni esperienza, poiché ogni cosa viene condivisa. Siamo un gruppo formidabile e molto unito.
Lara – Concordo appieno con quello che ha detto Lisa. Poi ovviamente ci sono delle grandi ballerine da cui prendiamo ispirazione. Una di queste è per esempio Marianela Nunez, la prima ballerina della compagnia Royal Ballet di Londra.

Autori: Pietro Bonadio e Laura Vecchiato COOLtour

Le fatiche del Bike Sharing a Bolzano #2

Nello scorso numero vi abbiamo parlato della sensazione di trascuratezza del tanto osannato servizio di Bike Sharing cittadino. Dopo i problemi riscontrati due settimane fa, abbiamo riprovato, questa volta con successo, a registrarci al servizio tramite la Web App – segno che la nostra segnalazione alla ditta Ecospazio, appaltatrice del servizio, qualcosa deve aver smosso.

Per poter prendere in prestito una delle 24 biciclette normali e a pedalata assistita (dovevano essere molte di più) ancorate in 10 delle 16 ciclostazioni (dati verificati sulla app, che ci informa pure che diverse sono offline e quindi non funzionanti), è necessario caricare il proprio portafoglio digitale, cosa possibile solo inserendo i dati di una carta di credito, non ad esempio con sistemi tipo Paypal, da molti ritenuti, oltre che immediati, più rassicuranti.
Dalle infografiche alle ciclostazioni apprendiamo che si può accedere al servizio anche tramite card RFiD. Si ma quale? Solo consultando il sito del Comune veniamo a sapere che si tratta della carta Alto Adige Pass per i mezzi pubblici – ma perché quindi non scriverlo sulle infografiche?). Proviamo pertanto ad accedere così, ma sul display compare il messaggio “Utente non riconosciuto”.
Una volta rientrati, torniamo sul sito internet del Comune (che non è quello della Web App, che è di Ecospazio) e scopriamo che, una volta che il display della ciclostazione riconosce l’Alto Adige Pass, compare un codice che dobbiamo inserire nella schermata di registrazione della Web App. E viene il dubbio che il codice di cui parla il sito sia il numero lunghissimo che abbiamo visto sulla schermata “utente non riconosciuto”. Anche ammesso che sia così (ma non è detto), questa informazione dovrebbe essere indicata nelle infografiche, che invece parlano di accesso tramite Web App oppure tramite card Rfid (non meglio specificata). Invece questa, almeno in fase di attivazione, ha bisogno della Web App.

Non c’è da sorprendersi quindi se a molti il sistema di Bike-Sharing risulta talmente macchinoso da scoraggiarne l’utilizzo – e in tutto questo, le poche biciclette disponibili e l’evidente stato di trascuratezza di alcune ciclostazioni non aiuta.
Una impressione che ci viene confermata da una nostra lettrice. Scrive la signora Elisa: “abito in Piazza Gries e sarebbe molto comodo poter prendere la bici per andare in stazione e poi prendere il treno. Mi sono regolarmente iscritta nel sito. Non ho caricato il conto, perché non mi fidavo del sistema. E ho fatto bene. Ho provato ad attivare l’Alto Adige Pass per prendere la bici, ma il totem di Piazza Gries non dà alcun segno di vita. Ho così contattato Ecospazio facendo presente che il totem di Piazza Gries non reagisce all’Alto Adige Pass e non mi hanno mai più risposto. Ma io mi chiedo: il Comune non poteva fare come in tutta Italia una convenzione con Ridemovi: una VERA app (attiva p.es. a Padova e a Bologna, ndr), attivabile in pochi minuti, funzionante perfettamente in tutto il paese?”.

Autore: Till Antonio Mola

La situazione dei cantieri nel Centro Storico

I lavori che ruotano intorno al mega cantiere del Waltherpark, ora hanno cominciato a lambire la sede stradale di Piazza Walther sul lato Nord del Duomo. Per capire se ci saranno nuovi disagi per i bolzanini abbiamo contattato Stefano Rebecchi, il responsabile delle grandi opere del Comune di Bolzano.

Per meglio inquadrare la situazione conviene spiegare quali sono i cinque cantieri, tra quelli attivi e quelli previsti che interessano il progetto del Waltherpark.
Il primo cantiere è la costruzione del tunnel interrato di accesso veicolare a tutti i parcheggi lungo via Alto Adige, quindi quelli del nuovo centro polifunzionale Waltherpark, quelli sotto Piazza Walther e molto probabilmente anche quelli della curia e della Camera di commercio sotto il Citycenter (a sinistra del bar El cafetero, ndr). Questo primo cantiere di costruzione del tunnel sta andando avanti nonostante abbia delle problematiche relative alle bonifiche in quanto stanno trovando molto amianto sotto alla sede stradale – che verosimilmente deriva dai riempimenti fatti negli anni ’60.
Questa è la prima tranche del cantiere: alla fine dell’anno si libererà la parte in superficie di via Alto Adige verso Piazza Verdi, e si chiuderà la restante parte, dal Citycenter fino a Piazza Walther.

Architetto Rebecchi, parliamo degli scavi di questi giorni in Piazza Walther?
Quello è il secondo cantiere e riguarda l’uscita provvisoria del parcheggio sotto Piazza Walther: per permettere i lavori su via Alto Adige, a partire da fine giugno verrà inaugurata una rampa d’uscita provvisoria, all’altezza dell’area Taxi di Piazza Walther, con viabilità delle macchine che escono dal parcheggio verso Piazza Domenicani e Largo Kolping. Le auto potranno poi scendere in Via Dante o imboccare via Cassa di Risparmio.

Quali sono gli altri cantieri?
Il terzo cantiere, che è iniziato da poco, si trova in prossimità di Ponte Loreto e riguarda la pista pedociclabile: chi arriva da Sud percorrendo la ciclabile lungo Isarco, passerà da sotto il ponte e dall’altra parte, grazie ad una nuova curva, verrà portato dove c’è, in Piazza Verdi, l’ex distributore.
Il quarto cantiere è il Waltherpark. In previsione del 2023 ci sarà sicuramente l’appalto della sistemazione del parco, sia lato Hotel Laurin che lato cantiere, tenendo presente la chiusura di Viale Stazione, che non sarà più una via come oggi, ma diventa una parte del parco. Questi lavori saranno ultimati nel 2024, l’anno in cui è prevista l’ultimazione anche del Waltherpark.
C’è poi un quinto cantiere, che partirà questa estate, e riguarda la sistemazione del marciapiede che da Piazza Stazione porta alla rotonda dove c’è la nuova stazione degli autobus in via Renon. Lì attualmente è molto disagevole il passaggio pedonale per chi esce dalla stazione dei treni e va verso la stazione delle corriere, in quanto il marciapiede è veramente sconnesso e anche le fermate degli autobus urbani devono essere messe a norma. Quindi vengono messi a posto sia la sede stradale che il marciapiede.

Come vi regolate con il nuovo palazzo provinciale che sta sorgendo in Via Renon?
Lì ci siamo messi d’accordo: la Provincia mantiene la recinzione intorno al cantiere fino alla fine di quest’anno, e noi comunque riusciamo a fare tutti i lavori. La parte che rimane, cioè il tratto  del marciapiede di fronte al palazzo provinciale, sarà terminata dalla Provincia una volta che il palazzo sarà terminato.

Autore: Till Antonio Mola

Una vita “green”

Qui Intervista Elisa Nicoli (@eco.narratrice), una green influencer e green content creator per i social. Ha finora pubblicato 10 libri a tematica ambientale e realizzato numerosi documentari, sia come videomaker che come regista. È anche una docente di realizzazione video con lo smartphone. E’ nata a Bolzano e – dopo diversi anni trascorsi fuori regione (e fuori Italia) – recentemente è tornata a vivere nel capoluogo altoatesino.

La cosa di me che mi piace di più.
La determinazione. Il non mollare mai.

Il mio principale difetto.
La testardaggine di volere esattamente quello che voglio quando lo voglio.

La mia occupazione preferita.
Camminare nella natura selvaggia.

Il luogo dove vorrei vivere.
Bolzano, se solo i prezzi delle case non fossero inarrivabili per i locali. Questo enorme problema mi costringerà ad andarmene.

Per un giorno vorrei essere…
Leggera e spensierata.

Nel mio frigorifero non mancano mai…
Tonnellate di verdure biologiche sfuse e di stagione.

Sono stata orgogliosa di me stessa quella volta che…
Ho finalmente cambiato nome al mio profilo sui social (da @autoproduco a @eco.narratrice)

Dove mi vedo fra dieci anni.
In una casa passiva di legno.

L’ultima volta che ho perso la calma.
Quando una sconosciuta su Vinted (piattaforma per vendere e comprare online) mi ha rifilato un paio di jeans coi buchi, sostenendo che erano partiti “come nuovi” (e me li sono dovuti tenere bucati).

La prima cosa che faccio al mattino.
Mi lamento perché ho sonno.

Il superpotere che vorrei avere.
Salvare l’umanità (e molte specie animali e vegetali) dall’imminente sesta estinzione di massa.

Cosa apprezzo di più del luogo in cui vivo?
La possibilità di acquistare senza alcuno sforzo tutto sfuso e bio.

Amo il mio lavoro perché…
Posso fare esattamente quello che voglio, quando voglio. Il mio lavoro è strettamente legato alla mia vita. In modo produttivo e positivo!

La persona che ammiro di più.
Chi riesce a non soffrire della sindrome dell’impostore.

La mia maggiore paura.
Stare male in un luogo pubblico, in mezzo a sconosciuti.

Il mio colore preferito.
Verde céladon (più che colore preferito, credo sia proprio una malattia…)

Il mio primo ricordo.
Io che corro con una Sprite in mano al mare. Era la mia bevanda preferita di quando ero piccola… adesso non riesco più a bere bevande gasate e dolci!