Nuova piazza per Laives: è arrivato l’ok

Il tre maggio scorso il Consiglio comunale ha approvato il progetto per la nuova piazza ed il nuovo nucleo centrale di Laives. L’intervento, firmato dallo studio dell’architetto Cecchetto di Venezia, prevede un grande edificio ad “L” che raccoglierà in sé diverse funzioni. Grandi facciate trasparenti andranno ad abbracciare la piazza, che mira a diventare un nuovo punto di ritrovo per la comunità. Costo totale: circa 23 milioni di Euro, di cui 5 coperti dai fondi del PNRR. Tra la generale approvazione, non sono mancate le puntualizzazioni da parte dell’opposizione.

Una nuova piazza e molto di più: un nuovo cuore per Laives, centro pulsante di incontro e ritrovo in cui sentire forte e chiaro il senso di un “noi”. Un luogo di identità per la collettività insomma. Queste le aspettative e aspirazioni del progetto per la nuova piazza e il nucleo centrale di Laives approvato il 3 maggio scorso dal Consiglio Comunale della città.
Secondo il progetto, ideato dall’architetto Cecchetto di Venezia, la nuova piazza sarà “abbracciata” da un grande edificio a forma di “L”, con facciate in vetro trasparenti e che accoglierà un bar, uffici della Polizia municipale, la scuola di musica, la biblioteca ed un info point dell’Associazione turistica. Per quanto riguarda la circolazione, una parte di via Pietralba rimarrà pedonale, mentre le macchine troveranno posto in un parcheggio interrato a tre piani, con oltre 100 posti auto. Sulla piazza è prevista anche una grande vasca con acqua, mentre rimarrano gli alberi vicino alla chiesa.
L’architetto Cecchetto ha illustrato il suo concetto durante la seduta del consiglio “Un progetto non è un disegno, ma va vissuto. Il futuro delle città è pedonale ed è importante che la piazza raccolga in sè più funzioni, per offrire diverse occasioni di incontro.
L’edificio è concepito come uno spazio fluido, in modo tale che lo spazio al piano terra si possa aprire con facilità sulla piazza, facendola “entrare” nell’edificio e viceversa. Considero l’intervento come punto di partenza per un ragionamento più ampio, in cui al centro c’è la collettività”. Il progetto ha riscontrato un generale consenso e apprezzamento, ma con alcune puntualizzazioni dall’opposizione, tra cui quella della consigliera Raveane, che ha fatto notare come la biblioteca sia prevista al secondo piano e non al piano terra: se così rimanesse, sarebbe un’occasione persa, perchè per la biblioteca verrebbe a mancare la visibilità e la possibilità di interagire in maniera spontanea con il pubblico e i passanti, come parrebbe essere nella “filosofia” del concetto di Cecchetto.
Parlando invece di costi, siamo sui 23 milioni ca di Euro, di cui 5 verranno coperti dal contributo statale del PNRR. I prossimi passi per la realizzazione sono la consegna del progetto esecutivo entro la fine dell’anno e l’inizio della gara di appalto nel 2023, per una conclusione dei lavori entro giugno 2026.

Autrice: Caterina Longo

Spirito libero e aperto

QuiIntervista a Enrico Bissardella. Educatore ambientale, ma anche pilota di moto a livello nazionale e maestro diplomato di Tai Chi in Italia e in Cina: Enrico Bissardella ha tante passioni, in felice contraddizione, come ammette lui stesso. Nato a Bolzano, ora ha trovato a Vadena il suo rifugio nel verde. Tre figli, nipoti e una compagna con cui condivide i suoi tanti interessi, Bissardella è nel direttivo, tra l’altro, del gruppo di lavoro per l’avifauna locale (AVK) e collabora con la biblioteca per cui organizza escursioni naturalistiche.

La cosa che mi piace di più di me.
La curiosità che mi spinge a conoscere e provare nuove esperienze.

Il mio principale difetto.
Nello sport, nello studio, nel sociale, mi sono lasciato coinvolgere spesso tardi.

La volta in cui sono stato più felice. 
Quando ho assistito attivamente al parto del mio figlio terzogenito.

La volta in cui sono stato più infelice. 
Alla morte di mia nonna, che ho amato moltissimo.

Da bambino sognavo di diventare… 
Acrobata spericolato.

La persona che invidio di più. 
Valentino Rossi.

La persona che ammiro di più.
Giacomo Agostini.

Un libro da portare sull’isola deserta.
Il profeta, di Kahlil Gibram.

Il capriccio che non mi sono mai tolto.
Un viaggio negli USA nelle riserve indiane dei nativi.

La mia occupazione preferita.
Essere sulle tracce degli animali selvatici, soprattutto uccelli, nella Natura.

Il mio musicista preferito.
Neil Young.

Il mio pittore preferito.
Gustav Klimt, ma anche il popolare Ligabue.

Del mio aspetto non mi piace.
Mi sforzo a trovare qualcosa: forse  i polpacci massicci?

Non sopporto…
Chi maltratta le donne, i bambini, gli animali.

Il giocattolo che ho amato di più.
I soldatini in plastica.

La massima stravaganza della mia vita. 
Vestito da “ghostbuster” al Carnevale di Venezia.

Il mio primo ricordo.
L’incendio di un maso vicino a casa, ai Piani di Bolzano.

Il mio più grande rimpianto.
Aver svenduto una mia moto da corsa.

Per un giorno vorrei essere…
Alle mie prossime nozze.

Se fossi un animale, sarei…
Un orso.

Il mio motto.
In bocca lupo!- risposta: evviva il lupo!

Autrice: Caterina Longo

Un weekend di medaglie per le ginnaste

Per la sezione ginnastica artistica dello Sportclub Merano gli scorsi due fine settimana sono stati ricchi di successi.
Ad iniziare la raccolta di trionfi sono state le veterane della squadra agonista il 24 aprile a Padova nella prova individuale Le. Nelle rispettive categorie Alessia Paggetti si è posizionata seconda, mentre Anna Höllrigl e Greta Urru, scalando la classifica, hanno conquistato la medaglia d’oro. Grande orgoglio così per la loro coach Clio Rossetto, che ancora una volta si conferma vincente. Non a caso, proprio l’anno scorso, è stata nominata dal Consiglio di Amministrazione del Vss la migliore allenatrice del 2021.
Sabato 30 aprile invece, è stata la volta delle altre categorie al Palazzetto dello Sport di Bolzano.
Dopo due anni di preparazione costante, le nuove piccole ginnaste hanno partecipato alla loro prima gara del campionato regionale “Gymgiocando” e tra entusiasmo ed emozioni hanno raccolto ottimi risultati. Nella categoria 2015 primo posto per Asia Berbenni, terzo posto per Gioia Ravanelli e sesto per Marie Gruber; nella categoria 2014 (8 anni non ancora compiuti) 1° posto per Frejya De Vitti; 2° posto per Stella da Ronco e 4° posto per Clara Hell. Nell’annata 2014 (8 anni compiuti) primo posto per Melanie Maini, terzo per Isabella Dorigatti. Gioie e soddisfazioni quindi per le “mini” ginnaste allenate da Lisa Ladurner e Natalie Giraldin, che continueranno il loro lavoro in prospettiva dell’anno prossimo per arrivare ancora più preparate alle gare della federazione.

Nel pomeriggio invece si sono sfidate le categorie Lb, Lc e Ld in una competizione a squadre. Il team composto da Katharina Schnitzer, Sara Giugno e Alessia Murtas ha conquistato un sesto posto, mentre l’altra squadra costituita da Emma Covi, Mia Götsch, Melissa Geier e Carolina Walder, allenata da Alessandra Molinari,è salita meritatamente sul secondo gradino del podio.
L’altra medaglia d’argento l’hanno conquistata le allieve Sara Zanetti, Giada Filippi, Sophie Arduini, Maximilian e Nestl e Noemi Masin, che nonostante qualche imprecisione e alcune cadute alla trave, hanno composto un punteggio più che soddisfacente.
Infine, a concludere la raccolta di brillanti risultati, ci ha pensato la squadra junior guidata da Sandra Marabese e composta da Magdalena Fliri, Hannah Reiner, Giorgia Moretto e Emma Kleon, che si è guadagnata l’ultima medaglia d’argento. Le ginnaste hanno dedicato il risultato alla loro compagna di squadra Marie Kaufmann, che pochi giorni prima della gara ha subito un infortunio al piede.
I prossimi appuntamenti per le atlete meranesi saranno i campionati nazionali a Rimini, previsti per la fine di giugno, e il collegiale a Fano in agosto. Insomma, per le giovane agoniste la stagione è ancora lunga e ricca di impegni che affronteranno come sempre con passione, grinta ed entusiasmo.

Autrice: Chiara Caobelli

Aiutateci a salvare il parco di Maia Bassa

Salvare il parco di Maia Bassa è l’obiettivo che si è proposta l’associazione di volontariato ambientalista AmUmMeranOOdV. Creato da poco ma da subito attivo, il direttivo dell’associazione – che si occupa di sviluppo sostenibile, ambiente e salute pubblica – fa sentire la sua voce e, attraverso una petizione, quella degli abitanti di Maia Bassa.

La raccolta firme si è rivelata subito un successo: nel giro della prima settimana ne sono state contate oltre 700, e mostra quanto il parco di Santa Maria del Conforto, al posto del quale dovrebbe sorgere il nuovo polo scolastico, stia a cuore ai meranesi. Della situazione parla Carla Molinari, presidentessa di AmUmMeranO.

Presidentessa Molinari, come siete venuti a conoscenza del progetto per il nuovo polo scolastico?
Tra le informazioni pubblicate dal Comune abbiamo trovato questo documento con cui si confermava il progetto risalente al 2016. Siamo tornati un po’ indietro nel tempo e abbiamo notato che una commissione ha approvato, nel luglio 2021, il progetto che riguarda il polo scolastico di Maia Bassa. Su cinque membri della commissione, i due contrari hanno notato come il progetto secondo classificato abbia delle caratteristiche che permetterebbero di salvare il verde esistente. Del progetto si è parlato, è stato presentato anche in pubblico, forse è passato in secondo piano il fatto che il parco giochi verrebbe cancellato. 

Quale è stata la vostra reazione? 
Come associazione ambientalista ci siamo molto spaventati per tutte le conseguenze che può avere la costruzione in un’area che adesso è verde. L’area – complessivamente sono 2.330 metri quadrati – sostanzialmente verrebbe in gran parte sigillata, verrebbero abbattuti gli alberi e ambientalmente avrebbe un impatto molto pesante dal punto di vista del suolo, del clima, del ruolo degli alberi ad alto fusto e per la loro funzione all’interno dell’ecosistema. 

Quindi è nata la petizione?
Ci siamo confrontati e abbiamo deciso di cominciare informando, pensando alla petizione come al sistema più diretto per riuscire a raggiungere le persone, informarle e soprattutto permettere loro di esprimere un parere. Lì soprattutto è mancato, direi, il coinvolgimento delle persone in questo importante progetto. Il fatto che ci sia bisogno di scuole è innegabile: la scuola italiana e quella tedesca sono ormai compresse all’interno di vecchi edifici e non vanno bene, però realizzare un nuovo polo scolastico lì, ci sembra davvero una forzatura. 

Come sta reagendo la cittadinanza? 
Il comitato di Maia Bassa ha subito raccolto questo nostro appello e si è dimostrato interessato. Durante la riunione annuale dei membri del comitato è stato anche detto che il polo scolastico, così come è stato progettato ora, è piccolo; le aule saranno sottodimensionate e troppo poche. Poi, per quello che riguarda l’ambiente, non è stato previsto un parco giochi alternativo. Maia Bassa è un quartiere molto popoloso, sono tante le persone che frequentano il parco, in qualsiasi momento della giornata si vede un’utenza molto alta: la mattina ci vanno i bambini dei due asili lì vicino, le tagesmutter, e poi il pomeriggio ci sono tutti, dai piccolissimi ai ragazzini che vanno a giocare al campo da calcetto lì vicino. Insomma, l’idea che sparisca qualcosa di valore e senza un’alternativa è proprio un peccato. 

Vera interlocutrice vostra in realtà è l’Amministrazione…
Sì. Da un lato c’è il Comune che si presenta all’avanguardia dal punto di vista ambientale con documenti come il piano di azione ambientale e climatico e il piano del verde; dall’altro, però, nei fatti si continua a cementificare. Vorremmo cercare di coinvolgere l’amministrazione e gli abitanti in modo propositivo, anche attivo; ci sembra che ci siano anche delle basi sensate su cui ragionare. Ci auguriamo che vengano davvero cambiati i criteri con cui vengono approvati questi bandi perché i criteri ambientali devono essere fondamentali. La questione ambientale è stata considerata solo un accessorio, si è parlato solo di criteri ambientali minimi di compensazione, mentre il rispetto del verde preesistente fino adesso non è stato un criterio. Noi invece vorremmo che lo diventasse. 

Autrice: Ana Andros

Pasta e ceci

Ingredienti

250 g ceci secchi
300 g pasta
1 scalogno o mezza cipolla dorata
1 rametto di rosmarino
2 o 3 pomodori pelati
Olio extravergine di oliva q.b.
Sale q.b.
Pepe q.b.

Preparazione

Mettete i ceci secchi in una ciotola con l’acqua e teneteli in ammollo per 8/12 ore, dopo questo lasso di tempo saranno pronti per essere sciacquati. Cuoceteli in acqua non salata per 45 minuti circa.
Scolate metà dei ceci e frullateli in una ciotola, ponete da parte.
In una pentola mettete un filo di olio, cipolla tritata, del rosmarino tritato e 2 o 3 pomodori pelati.
Dopo aver fatto andare per qualche minuto a fuoco medio, aggiungete i ceci ancora interi con un po’ della loro acqua di cottura.
Fate cuocere per qualche minuto il tutto e poi aggiungete i ceci frullati. Assaggiate il composto e regolate di sale, io metto di solito 2 cucchiaini.
Portate a bollore e poi aggiungete la pasta che preferite, io consiglio una pasta corta come per esempio sedanini o gnocchetti sardi.
Cuocete la pasta per la metà del tempo indicato sulla confezione.
Spegnete il fuoco e, con la pentola chiusa con il coperchio, lasciate che la pasta assorba il condimento per l’altra metà del tempo.
Ora potete impiattare. Io vi consiglio un filo di olio a crudo da aggiungere direttamente nel piatto sopra alla pasta e una macinata di pepe.

Il rosmarino

Richiede una posizione soleggiata al riparo dai venti freddi.
Si può coltivare in vaso sui terrazzi, avendo cura di porre dei cocci sul fondo per un drenaggio ottimale, rinvasando ogni 2-3 anni, usando terriccio universale miscelato a sabbia, con concimazioni mensili e fertilizzante liquido miscelato all’acqua delle annaffiature.
Può essere usato anche come pianta ornamentale nei giardini, per bordure, aiuole e macchie arbustive.

Baby Social Housing

“Grazie a questa soluzione anche Bolzano potrà offrire abitazioni a prezzi accessibili” ha dichiarato l’assessore all’emergenza casa. “Quelli che tutti chiamano loculi in realtà sono il futuro della nostra civiltà, un inno alla socializzazione!” L’affitto mensile sarà in media sugli 800€ mentre per l’acquisto si andrà dai 250.000 euro del piano “terra” ai 600.000 euro per la matrimoniale al “secondo piano”. Sempre che non si vogliano optional di lusso, come il bagno privato. A chi ritiene che i prezzi siano troppo alti l’assessore risponde che “il prezzo lo fa il mercato, non possiamo farci niente se tutti vogliono venire a vivere in Alto Adige!”

Autore: Roberto Tubaro

ArtMaySound 2022

È arrivato maggio e anche quest’anno con lui arriva il festival di fumetto e musica di ArtMaySound organizzato da COOLtour, servizio dell’Associazione La Strada – Der Weg.
Il 27 e il 28 maggio il Piazzale delle Feste del parco Talvera si animerà con stand e attività di fumetto e musica per bambini, ragazzi e adulti, oltre al buon cibo degli alpini che prepareranno un menù per il pubblico presente. Il tema 2022 su cui si baseranno le attività è quello di Eureka: l’idea geniale, l’innovazione, il pensare fuori dagli schemi. Il festival comincerà venerdì 27 maggio nelle scuole cittadine per poi continuare al parco con l’apertura degli stand al parco alle 12 e le prime attività con ospiti come Bandito e Oakmood, Andrea Cagol, Claudio Calia – l’illustratore del manifesto di questo ArtMaySound 2022 – e tanti altri. La sera, alle 20.30, si terrà l’esclusivo Contest musicale in cui artisti locali si esibiranno e verranno valutati da una giuria d’eccezione: chi conquisterà lo scalino più alto del podio avrà l’occasione di aprire il concertone della sera del 28 maggio. Il sabato le attività cominceranno alle 9 e continueranno tutto il giorno, anche questa volta alternandosi tra musica e fumetto con altrettanti ospiti. Alle 20.30 il vincitore del Contest musicale aprirà il concerto dei super ospiti musicali di quest’anno: Caterina Cropelli, Folcast e Davide Shorty. Saranno presenti moltissime realtà locali e nazionali – da ADMO agli Alpini, da Oblò al CNR – che riempiranno il parco e le giornate con i loro stand e le loro idee. ArtMaySound è un evento sostenuto dalla Provincia e dal Comune di Bolzano che dal 2021 è entrato a far parte del Riff – la Rete italiana dei festival del fumetto.
Saranno due giornate intense all’insegna della novità e dello stare insieme, finalmente si potrà tornare far vivere i luoghi bolzanini con cultura, arte e divertimento senza paura e (troppa) distanza.

Autrice: Anna Michelazzi COOLtour

Per cresce come artisti (e non solo)

JUNGLE MUSIC INCUBATOR si pone come intermediario tra il mondo dell’arte e della cultura e quello sociale attraverso modalità differenti di insegnamento soprattutto nel campo musicale. Dai workshop per DJ LGBTQ+A friendly dove si discute anche del ruolo della donna nel mondo della produzione musicale, al mentoring per collettivi di giovani che vogliono ampliare le proprie competenze professionali, ogni corso è pensato a 360° per permettere ai giovani di scoprire uno spazio libero dove esprimersi, imparare e mettersi a confronto con gli altri e il mondo. la partecipazione è gratuita.

L’incubatore musicale e sociale deve la propria nascita proprio per l’esigenza e l’interesse per la musica espresso da parte di un gruppo di ragazzi del centro giovani Jungle. Da lì è stato quasi naturale passare ad un approccio più strutturato in cui sempre più persone hanno preso parte alla realizzazione del progetto stesso. Nello scorso anno, infatti si è sviluppato, parallelamente a vari workshop con professionisti del mestiere, l’identità principale del JUNGLE MUSIC INCUBATOR, ossia un percorso formativo ed educativo per giovani artisti locali denominato “le quattro fasi dell’artista”. Questo programma si pone l’obiettivo di formare i giovani artisti in campo musicale, ma lavorando soprattutto sulle tematiche sociali che li accomunano e/o caratterizzano, dando loro la possibilità di prendere atto e coscienza del proprio ruolo innanzitutto all’interno della propria comunità. La mescolanza continua e mai distinta tra lavoro sociale e artistico, permette ai giovani di impegnarsi contemporaneamente sui propri obiettivi personali e professionali. La musica diviene quindi risposta attiva e chiara alle difficoltà che, soprattutto in questo periodo, si possono incontrare nel voler coinvolgere gli stessi artisti in maniera meno passiva possibile. Essi stessi sono i primi a voler dare sfogo alle proprie frustrazioni e disagi attraverso la musica e quindi l’impegno diviene un meccanismo naturale e ricercato da parte di tutti. Ogni giovane è inoltre costantemente seguito, in maniere differenti e trasversali, da ogni persona del team, in quanto supportato professionalmente nelle varie fasi di realizzazione di un proprio pezzo artistico. Il percorso, quindi, non è percepito solo come momento educativo e di riflessione, ma e soprattutto come ricerca interiore per permettere loro di potersi esprimere al meglio come artisti e individui. Si può seguire il progetto sui social e ogni giovane interessato può ancora aderirvi contattando gli operatori direttamente sui social.

Autrice: Shakira Casin COOLtour

Bike sharing incompiuto?

Il nuovo servizio di noleggio biciclette, inaugurato nel 2019 a Bolzano, non funziona ancora a pieno regime. I bolzanini che lo utilizzano sono pochi e inoltre anche l’utilizzo del servizio non sembra semplice e fluido, paragonandolo con quanto avviene in altre città italiane.

Bolzano da diversi anni ormai si propone come “città della bicicletta”, in quanto usare la bici per gli spostamenti quotidiani fa da anni parte della normalità di molti bolzanini, i quali apprezzano le due ruote quale mezzo di trasporto ecologico, salutare, veloce ed economico.
Ben vengano quindi le decine di chilometri di percorsi riservati alle biciclette nel circuito urbano.
Per tenere il passo di altre città, nel 2019 il Comune di Bolzano annunciava con entusiasmo il nuovo servizio di Bike Sharing, descritto sulle pagine internet del Comune (aggiornate a febbraio 2021) come “un’opportunità per spostarsi in modo veloce, autonomo e sostenibile.
Una rete di collegamenti pensata per chi vuole vivere la città su due ruote, per chi preferisce sentirsi libero dal traffico cittadino e accedere ai servizi di trasporto pubblico con un unico titolo di viaggio. (…) Pensato per gli spostamenti brevi, il bike-sharing oggi rappresenta la forma di spostamento urbano più conveniente, sia in termini di tempo sia in termini economici.”
Chi si muove in città può vedere le ciclostazioni posizionate nei punti strategici: delle strutture a tubo ancorate al terreno, provviste di una serie di ganci cui fissare con un meccanismo a scatto i manubri delle biciclette; alcune appaiono trascurate, altre, tipo quella in viale Europa in prossimità delle scuole Schweitzer, sembrano in attesa di inaugurazione, senza alcuna bici agganciata (almeno da settimane).
Ma tutte le stazioni presentano delle grafiche esplicative che spiegano come usufruire del servizio.
Quindi non ci è rimasto altro da fare se non provare: lo abbiamo fatto alle ciclostazioni di viale Stazione e di Piazza Matteotti, ognuna delle quali presentava due biciclette agganciate.
Come neofiti, abbiamo cercato innanzitutto di iscriverci al servizio e scansionando con lo smartphone il QR-code presente all’interno delle grafiche esplicative, siamo arrivati alla web app, la quale chiede la registrazione per i nuovi utenti.
Con sorpresa abbiamo notato che questa registrazione per tutta la settimana prima della chiusura del giornale non è stata possibile (abbiamo pure provato a contattare – come privati cittadini, non come redazione) la ditta roveretana Ecospazio, referente in Italia per la progettazione, produzione e installazione di questi sistemi di bike-sharing, segnalando l’inconveniente (sia tramite web-form, che a seguito di telefonata), ma senza ricevere risposta (al 13.05.2022).
Non essendo riusciti ad attivare una nostra utenza, non abbiamo potuto provare il servizio. Abbiamo quindi cercato persone che abbiano utilizzato il bike-sharing.
Siamo solo riusciti a parlare con una persona, la quale affermava di aver provato a fare un giro con una bici circa un anno fa, ma di averla riportata dopo poco alla ciclostazione in quanto sgangherata.
Potrebbe trattarsi di un caso isolato, che comunque avalla l’impressione generale di trascuratezza delle ciclostazioni.
Esortiamo tuttavia i nostri lettori a segnalarci le loro esperienze con il servizio, impegnandoci a tenerne conto per un futuro approfondimento.

Autore: Till Antonio Mola