Pasta e fagioli

Ingredienti

800 g fagioli borlotti freschi (peso comprensivo di baccello, altrimenti 400 g sgranati)
150 g pomodori (3-4 pomodori rossi piccoli)
150 g pasta corta
35 g olio extravergine d’oliva
7 g aglio (circa 3 spicchi)
q.b. rosmarino
q.b. sale
q.b. pepe
q.b. peperoncino

Ingredienti per lessare i fagioli:
1 costa sedano
1 carota
1 cipolla
1 rametto rosmarino
q.b. salvia (un paio di foglie)
2 spicchi aglio

Preparazione

Una volta Lessati i fagioli potete procedere subito a fare la minestra, oppure prepararla in un secondo tempo. In quest’ultimo caso conservate in frigorifero in un contenitore chiuso i fagioli con tutto il loro brodo, verdure incluse.

Come lessare i fagioli freschi
Sgranare e lavare i fagioli. Pulire la costa di sedano, la carota e la cipolla. Sbucciare gli spicchi di aglio. Mettere l’acqua fredda nella pentola: circa 1,2 l se usate la pentola a pressione, 1,5 l altrimenti. Unire i fagioli e le verdure preparate. Aggiungere il rametto di rosmarino e la salvia (non aggiungere il sale). Mettere sul fuoco, inizialmente a fiamma alta.
Appena inizia a bollire, abbassate subito il fuoco e lasciate cuocere: se usate la pentola a pressione chiudete e dal momento in cui inizierà il fischio forte abbassate la fiamma al minimo e lasciate cuocere per 15 min. Al termine spegnete e scaricate il vapore e salate leggermente. Se usate una pentola normale: Abbassate la fiamma al minimo e lasciate cuocere i fagioli coperti per 40 min. Al termine dovranno risultare molto teneri. Assaggiate e, se necessario, prolungate la cottura ancora di qualche minuto. Alla fine salate leggermente.
Come preparare la pasta e fagioli
Il brodo con i fagioli dovrà sobbollire mentre preparate la base della minestra.
Pulite gli spicchi d’aglio. Dividete a metà i pomodorini. Ponete la padella sul fuoco molto basso con l’olio, l’aglio ed eventualmente il peperoncino. Non appena l’aglio comincerà ad imbiondire unite i pomodori con la parte tagliata rivolta verso il basso. Cuoceteli per 3 o 4 min a fuoco vivace schiacciandoli in modo da fare insaporire bene la polpa.
Unite qualche ciuffo di rosmarino fresco. Aggiungete tutte le verdure del brodo ed un paio di mestoli di fagioli con il loro brodo. Schiacciate tutto con una forchetta e lasciate cuocere a fuoco vivace, girando spesso.
Lasciate cuocere fino a che il composto non si sarà addensato ed insaporito.
Passate il composto addensato con il passaverdure, direttamente dentro la pentola contenente la zuppa di fagioli in ebollizione. Lasciate cuocere senza coperchio a fuoco vivace per 5 min, girando spesso.
Aggiungete la pasta e cuocetela al dente, sempre girando spesso.
Infine assaggiate e regolate il sale.
Servite la pasta con i fagioli freschi tiepida, eventualmente con una spolverata di pepe e un filo di olio.

Conservazione
Si conserva bene in frigorifero in un contenitore coperto, possibilmente di vetro. Si riscalda sul fornello o nel microonde. Nel riscaldarla aggiungete eventualmente un poco di acqua se risultasse troppo densa. Se desiderate surgelarla, vi consiglio di farlo possibilmente partendo dalla zuppa di fagioli, cioè prima di aggiungere la pasta.

Beato Arrigo

A collegare via Weggenstein con via Sant’Antonio vi è via Beato Arrigo; si tratta del beato Enrico da Bolzano. Nato a Bolzano nel 1250 da genitori poveri, Enrico dovette ben presto guadagnarsi da vivere come operaio a giornata, ma, pur essendo analfabeta, partecipò con devozione alle funzioni religiose. Sposato e con un figlio di nome Lorenzo, a circa 30 anni, di ritorno da un pellegrinaggio a Roma con la moglie e il figlio, si trasferì a Biancade (Treviso);  morta la moglie si stabilì a Treviso dove continuò a condurre una vita di umile lavoro, come bracciante,  e a partecipare a varie celebrazioni liturgiche. Quando a causa dell’età avanzata non poté più lavorare, condusse una vita di penitenza, chiedendo l’elemosina, mendicando non tanto per sé quanto per i poveri della città. Recitava il Rosario in qualche angolo della chiesa e se la chiesa era chiusa pregava in ginocchio davanti al portale. Morto in fama di santità il 10 giugno 1315, grande fu la partecipazione di popolo alle sue esequie, durante le quali, si narra, un paralitico improvvisamente guarì. Fu sepolto nel Duomo di Treviso e da allora ci fu un grande afflusso di pellegrini. Beatificato il 29 luglio 1750, nel 1759 sue reliquie (due costole) furono solennemente traslate, con grande partecipazione di fedeli, nella chiesa parrocchiale di Bolzano, da allora conservate nella cappella di Loreto in un prezioso scrigno ed esposte alla pubblica venerazione. Arrigo divenne presto popolare in tutta l’Italia del Nord. Il beato Enrico da Bolzano, patrono di Bolzano, la cui ricorrenza si celebra il 10 giugno, è considerato protettore dei boscaioli. Al beato Enrico di Bolzano è intitolata una parrocchia della diocesi di Bolzano-Bressanone; si tratta della parrocchia Beato Enrico da Bolzano di La Costa/Seit (frazione di Laives); divenuta parrocchia nel 1986, dopo esser stata espositura dal 1859, curazia dal 1948, fa parte del Decanato di Laives, istituito nel 1993.

Autore: Leone Sticcotti

“Intimità sociale”: la stagione 2024/25 del Teatro Stabile di Bolzano

Inserzione pubblicitaria – Amanda Sandrelli, Paolo Fresu, Gigio Alberti, Toni Servillo, Caterina Guzzanti, Serena Sinigaglia, Stefano Massini. Sono solo alcuni tra i protagonisti della nuova Stagione del Teatro Stabile (TSB) per il pubblico meranese e della Val Venosta.

TSB dedica al pubblico meranese e della Val Venosta un cartellone composto da 11 spettacoli, nonostante l’indisponibilità del Teatro Puccini fino ai primi mesi del 2025 a causa dei lavori di rinnovo. “Intimità Sociale” è lo slogan di questa nuova stagione che ribadisce il ruolo fondamentale svolto dal teatro nella società e conferma come Merano sia uno snodo rilevante nella programmazione teatrale regionale.
Toni Servillo, Caterina Guzzanti, Gigio Alberti, Serena Sinigaglia e Paolo Fresu sono solo alcuni dei protagonisti del cartellone. La prima parte, da ottobre a dicembre 2024, è composta 4 spettacoli in visione al Comunale di Bolzano mentre la seconda, a partire da fine gennaio 2025, da 7 pièce ospitate nel nuovo Puccini. Qualora a fine gennaio i lavori al Teatro Puccini non fossero terminati, il TSB si impegna a far allestire gli spettacoli previsti in un’altra sede meranese. Solo uno spettacolo, tra quelli in visione a Bolzano, è a data fissa con servizio pullman riservato agli abbonati, mentre gli altri appuntamenti bolzanini sono liberamente prenotabili nei turni e nei giorni preferiti (giovedì h. 20.30; ven. e sab. h. 19; dom. h. 16) via telefono 0471 053800 o whatsapp 366 6311044.
Ad aprire la stagione dal 2 al 6 ottobre è l’anteprima di “Mein Kampf”, il nuovo spettacolo di Stefano Massini. A 100 anni dall’uscita del testo maledetto Massini, guarda in faccia, senza remore, il delirio hitleriano perché la conoscenza impedisca il ripetersi della Storia.
Agli abbonati di Merano è dedicata l’anteprima di “kind of Miles”, il nuovo spettacolo di e con Paolo Fresu, mercoledì 23 ottobre alle ore 19 al Comunale di Bolzano raggiungibile con il servizio pullman gratuito. Si tratta di un omaggio a Miles Davis, artista mitico per antonomasia, che nasce dalle musiche composte dal fuoriclasse del jazz ed eseguite dal vivo assieme a musicisti di altissimo profilo: Bebo Ferra (chitarra elettrica), Dino Rubino (pianoforte e Fender Rhodes Eletric Piano), Marco Bardoscia (contrabbasso), Stefano Bagnoli (batteria), Filippo Vignato (trombone, multi-effetti elettronici, keyboard), Federico Malaman (basso elettrico) e Christian Meyer (batteria). La regia è curata da Andrea Bernard, bolzanino dalla carriera internazionale.
Dal 5 all’8 dicembre al Comunale di Bolzano Toni Servillo accompagna il pubblico nel reading “Tre modi per non morire” di Giuseppe Montesano, un viaggio teatrale attraverso tre momenti culminanti in cui alcuni poeti hanno messo in pratica l’arte di non morire e ci hanno insegnato a cercare la vita: Baudelaire, Dante e i Greci.
Dal 19 al 22 dicembre Filippo Dini dirige e interpreta “I parenti terribili” di Jean Cocteau, uno spaccato crudele della società e della famiglia. Al suo fianco Milvia Marigliano, Mariangela Granelli, Giulia Briata e Cosimo Grilli.
è poi Caterina Guzzanti a salire sul palco del nuovo Puccini di Merano 22 gennaio (h. 20.30) come protagonista di “Secondo lei”. Con il suo primo testo di prosa e la sua prima regia, Guzzanti affronta un tema universale in un lungo, intimo, delicato flusso di pensiero sulla fragilità e sulle dinamiche nascoste che regolano i rapporti di coppia. Ad affiancarla in scena, Federico Vigorito.
Il 18 febbraio (h. 20.30) Serena Sinigaglia porta in scena “L’Empireo” della drammaturga britannica Lucy Kirkwood. Monumentale e ambizioso, “L’Empireo” è ambientato a metà del Settecento nell’Inghilterra rurale e racconta la storia di una giuria di dodici donne convocate da un giudice che non può giustiziare per omicidio una ragazza perché si dichiara incinta. Capitanata da Arianna Scommegna una compagnia d’eccezione dà vita a questa prima versione italiana del testo.
Il 4 marzo (h. 20.30) Amanda Sandrelli e Gigio Alberti sono i mattatori della commedia “Vicini di casa” dello spagnolo Cesc Gay. Una piéce, libera e provocatoria, che indaga con divertita leggerezza inibizioni e ipocrisie del nostro tempo. La regia è curata da Antonio Zavatteri.
Il 24 marzo (h. 20.30) Merano ospita “Sissi l’imperatrice”, spettacolo scritto e diretto dal meranese Roberto Cavosi che racconta l’inquieta e tormentata vita dell’Imperatrice Elisabetta d’Austria, comunemente nota come Sissi. Il ritratto che man mano si compone è interpretato da Federica Luna Vincenti, Ira Nohemi Fronten, Claudia A. Marsicano, Miana Merisi e Milutin Dapcevic.
Il 14 maggio (h. 20.30) Alessandra Limetti, Giovanna Rossi e Marta Marchi danno voce e corpo alla protagonista di “Un gioco senza amore”, spettacolo scritto da Limetti e Francesco Niccolini che ne cura anche la regia. Una narrazione in prima persona della storia di una coppia di una famiglia, distrutta dal gioco d’azzardo patologico. Un percorso di annientamento, ma anche di rinascita.

Nella stagione di Merano non possono mancare due appuntamenti con la danza affidati al Balletto di Siena e a MM Contemporary Dance Company. Se il 4 marzo (h. 20.30) la Compagnia senese interpreterà i passi a due più famosi tratti dal grande repertorio in “The Great Pas de deux”, il 3 febbraio (h. 20.30) MM Contemporary Dance Company porterà in scena “Ballade” che vive delle coreografie di Enrico Morelli e di Mauro Bigonzetti.

ABBONAMENTI
Gli spettacoli in visione a Bolzano in data a scelta sono prenotabili nei turni e nei giorni preferiti (giovedì ore 20.30; ven. e sab. ore 19; dom. ore 16), via telefono 0471 301566 o whatsapp 366 6311044 a partire dalle seguenti date. “Mein Kampf” da martedì 24 settembre; tutti gli altri spettacoli a partire da martedì 22 ottobre.
Dal 22 ottobre I biglietti singoli per i 7 spettacoli in visione a Merano sono acquistabili on-line sul sito www.teatro-bolzano.it e a Merano la sera dello spettacolo a partire dalle ore 19.30.

Teatro Stabile di Bolzano
Tel. 0471 301566
Whatsapp 366 6311044
www.teatro-bolzano.it

Revisione scaduta

Un vecchio detto sostiene, giustamente, che la talpa della storia continua a scavare per poi riemergere quando vuole lei. è un modo per dire che il tempo passa, non c’è nulla di immutabile. Anche se ci sembra che le cose rimangano tali, in realtà il cambiamento è sempre dentro di noi e intorno a noi. E prima o poi ci troviamo a doverci fare i conti. Più rimandiamo e peggio è.
è una prospettiva che vale anche per la nostra autonomia, un sistema normativo faticosamente conseguito 52 anni fa, dopo un percorso durato decenni per sanare una serie di problematiche manifestatesi nella prima parte del secolo scorso e culminate con gli anni tragici della seconda guerra mondiale. Da allora lo statuto di autonomia è rimasto tale, a parte una serie di correttivi giunti più a regolamentare più che a modificare le regole del gioco, nonostante il fatto che negli ultimi 15 anni ci si sia posti a più riprese la questione di una necessaria revisione, legata alle grandi trasformazioni sociali e politiche sopraggiunte.
I primi tentativi di operare dei cambiamenti significativi nello statuto si sono incagliati, com’è noto. I delicati equilibri e le motivazioni legate al consenso dei partiti, sempre più difficile conquistare e conservare, hanno spinto a prendere tempo. Ma – a giudicare dalle cronache – tale revisione del quadro normativo è tornata nei giorni scorsi a manifestare la sua grande urgenza.
I cambiamenti demografici, il mercato del lavoro in sofferenza, l’inesistenza di un’efficace politica per la casa, il sovraffollamento turistico, impongono ora come mai l’individuazione di un nuovo paradigma. E le contraddizioni emerse nelle ultime settimane riguardanti i più giovani, la loro formazione, e più in generale il loro futuro indicano un’urgenza rispetto alla quale non possiamo più tergiversare. I temi dello ius scholae per i ragazzi con background straniero ma nati in Italia, la proposta di “classi speciali” nelle scuole pubbliche composte da soli “stranieri”, l’abbandono scolastico record a livello nazionale, i costi spropositati a cui sono sottoposte le famiglie degli studenti universitari a Bolzano, e – non ultima – la fuga dei giovani più in gamba non più in grado di costruirsi il destino in Alto Adige, impongono a mio avviso la convocazione di una sorta di “stati generali” del… nostro futuro, che coinvolgano tutte le articolazioni del nostro finora tanto decantato modello altoatesino. La talpa sta già scavando da un bel pezzo…

Autore: Luca Sticcotti

Tra paesaggio e mitologia

Paesaggi marini, orizzonti liberi e sconfinati e paesaggi di montagna, così come confini del nostro presente e confini mitologici sono alcuni dei temi delle opere di Karin Schmuck. Il suo approccio artistico prevede di studiare per lunghi periodi un luogo e la possibilità di conoscerlo da vicino attraverso il cammino, attraverso una conoscenza e una esperienza fisica. I suoi sono spesso paesaggi che scaturiscono da aree di transizione umane e metafisiche. Nell’idea di confine a Karin interessa la scomposizione della parola e l’ispirazione trae dal frammento “fine” e poi da “con”, ossia una separazione ma al tempo stesso una condivisione un insieme. La dicotomia e l’ambiguità sono elementi ricorrenti nel lavoro di Schmuck e ben si adatta al mezzo fotografico.

L’artista è interessata alla natura incontaminata, ai “non” luoghi a cui spesso viene data poca importanza.

Una particolare attitudine dell’artista è quella di esplorare i miti dei luoghi che visita muovendosi così fra il dato naturalistico e quello leggendario. In questi giorni le sue fotografie ma anche i suoi dipinti e oggetti d’arte sono esposti nella mostra personale intitolata INFINITY ospite della piattaforma per artisti Carte Blanche dell’Hotel Europa. Karin Schmuck è nata a Bolzano nel 1981 a Bolzano e vive e lavora a Siusi, in Alto Adige. Prima del Master in Fotografia all’Accademia di Belle Arti di Bologna, aveva studiato Pittura all’Accademia di Belle Arti di Urbino. Dal 2009 ha esposto le sue opere in diverse mostre personali e collettive e ha vinto diversi premi come il premio COMBAT e il PREMIO CARLO GAJANI. 

Autrice: Rosanna Pruccoli

Boom di abbonamenti per la stagione 2024/25 del Teatro Stabile di Bolzano


Inserzione pubblicitaria – Giuliana De Sio, Paolo Fresu, Toni Servillo, Sergio Rubini, Valeria Solarino, Paolo Calabresi, Valerio Binasco, Marco Paolini, Filippo Dini, Pippo Delbono, Stefano Massini e Manuel Agnelli tra i protagonisti della nuova Stagione del Teatro Stabile Di Bolzano (Tsb).

“Intimità sociale”: la stagione 2024/2025 del TSB afferma l’importanza vitale del teatro come punto di riferimento della comunità. Il cartellone disegnato per il Teatro Comunale di Bolzano si compone di 13 appuntamenti con l’eccellenza del teatro che nascono dall’incontro tra testi e artisti/e di altissima caratura. Al pubblico bolzanino TSB offre l’occasione di assistere a spettacoli dal respiro internazionale che avranno per protagonisti Giuliana De Sio, Paolo Fresu, Toni Servillo, Sergio Rubini, Valeria Solarino, Paolo Calabresi, Valerio Binasco, Marco Paolini, Filippo Dini, Christian Meyer, Pippo Delbono, Stefano Massini, Marco Bernardi, Andrea Bernard e Manuel Agnelli. 

Ad aprire la stagione bolzanina dal 2 al 6 ottobre sarà l’anteprima di “Mein Kampf”, il nuovo spettacolo di Stefano Massini. A 100 anni dall’uscita del testo maledetto Massini guarda in faccia, senza remore, il delirio hitleriano, perché la conoscenza impedisca il ripetersi della Storia.

Dal 24 al 27 ottobre, Paolo Fresu è autore e interprete di “kind of Miles”, un omaggio a Miles Davis, artista mitico per antonomasia, che nasce dalle musiche composte dal fuoriclasse del jazz ed eseguite dal vivo assieme a musicisti di altissimo profilo: Bebo Ferra (chitarra elettrica), Dino Rubino (pianoforte e Fender Rhodes Eletric Piano), Marco Bardoscia (contrabbasso), Stefano Bagnoli (batteria), Filippo Vignato (trombone, multi-effetti elettronici, keyboard), Federico Malaman (basso elettrico) e Christian Meyer (batteria). La regia è curata da Andrea Bernard, bolzanino dalla carriera internazionale.

Dal 14 al 17 novembre Valerio Binasco porta in scena “Cose che so essere vere” di Andrew Bovell. La commedia – interpretata dallo stesso Binasco affiancato da Giuliana De Sio e da Fabrizio Costella, Giovanni Drago, Giordana Faggiano e Stefania Medri – racconta con coraggio i meccanismi familiari. 

Un altro spaccato crudele della famiglia e della società è “I parenti terribili”, l’opera teatrale più riuscita di Jean Cocteau. Dal 19 al 22 dicembre Filippo Dini dirige e interpreta questa commedia, confrontandosi con il grande drammaturgo francese assieme a Milvia Marigliano, Mariangela Granelli, Filippo Dini, Giulia Briata e Cosimo Grilli. 

Dal 5 all’8 dicembre Toni Servillo accompagna il pubblico nel reading “Tre modi per non morire” di Giuseppe Montesano, un viaggio teatrale attraverso tre momenti culminanti in cui alcuni poeti hanno messo in pratica l’arte di non morire e ci hanno insegnato a cercare la vita: Baudelaire, Dante e i Greci.

Dal 12 al 15 dicembre TSB ospiterà “Il Risveglio” nuovo spettacolo di e con Pippo Delbono, il talento più folle del teatro, apprezzato in tutto il mondo per i suoi spettacoli poetici e visionari, capaci di mescolare autobiografia e storia.

Sergio Rubini apre quindi il nuovo anno di teatro dal 9 al 12 gennaio come autore, regista e interprete de “Il caso Jekyll”. Assieme a Daniele Russo, Rubini dà vita a una lettura psicoanalitica del celebre romanzo “Lo strano caso del Dr. Jekyll e di Mr. Hyde” con cui Robert Louis Stevenson porta alla luce il doppio che alberga in ognuno di noi. 

Dal 30 gennaio al 2 febbraio Paolo Genovese firma la sua prima regia teatrale con l’adattamento di “Perfetti Sconosciuti” suo clamoroso successo cinematografico. Una commedia brillante sull’amicizia, interpretata da Dino Abbrescia, Marco Bonini, Paolo Calabresi, Massimo De Lorenzo, Lorenza Indovina e Valeria Solarino, nella quale quattro coppie di amici scopriranno di non conoscersi per nulla. 

Marco Paolini è poi il protagonista di “Darwin, Nevada” spettacolo scritto con Francesco Niccolini e Telmo Pievani, dedicato al Charles R. Darwin più segreto, scoperto nei taccuini della trasmutazione scritti tra il 1838 e il 1842. Lo spettacolo diretto dallo scozzese Matthew Lenton, è presentato dal 27 febbraio al 2 marzo. 

Dal 4 al 16 marzo Marco Bernardi torna alla regia con “Risveglio di primavera” testo di Franz Wedekind, emblema delle condizioni giovanili di ogni tempo. Questa nuova rilettura, è ispirata al pittore di Ostenda James Ensor con le sue maschere misteriose e grottesche, grande artista contemporaneo di Wedekind. A interpretare lo spettacolo sarà una compagnia capitanata da Patrizia Milani e composta da Giovanni Battaglia, Fabrizio Contri, Giovanna Rossi affiancati da Giacomo Albites Coen, Giovanni Cannata, Bianca Castanini, Pietro Landini, Sebastian Luque Herrera, Sara Manzoni, Max Meraner, Edoardo Rossi, Emma Francesca Savoldi e Giacomo Toccaceli. 

Dal 9 al 13 aprile giunge nella Stagione del TSB “Lazarus”, l’opera rock di David Bowie, il testamento creativo del musicista che, secondo la rivista Rolling Stone, è stata la più grande rock star di sempre. Un evento speciale, presentato per cinque recite che vede Valter Malosti firmare la regia e la versione italiana del testo e il rocker Manuel Agnelli nei panni del tormentato protagonista di quest’opera, ricca di numerosi brani storici di Bowie e altri scritti appositamente per l’occasione.

Anche quest’anno la stagione in abbonamento si impreziosisce di due appuntamenti con la danza contemporanea internazionale. Dal 28 novembre all’1 dicembre Opus Ballet presenta “Sogno di una notte di mezza estate” di William Shakespeare con le coreografie di Davide Bombana, mentre dal 27 al 30 marzo Kidd Pivot, compagnia canadese, punto di riferimento del teatro-danza, firma il suggestivo spettacolo “Assembly Hall”.

Parallela alla stagione in abbonamento, si snoda la terza edizione della Stagione Regionale Contemporanea realizzata in collaborazione con CSC. Il 19 novembre Bolzano ospita “Santa Giovanna dei Macelli” di Bertolt Brecht riletto dalla compagnia ravennate ErosAntEros confrontandosi con la band cult slovena LAIBACH e con un cast internazionale, composto da attori del teatro Sloveno e del Teatro Nazionale del Lussemburgo, nonché dagli interpreti italiani Danilo Nigrelli e da Agata Tomšič. 

Il 24 novembre la compagnia Abbonadanza/Bertoni porta poi in scena “Viro”, mentre il 16 aprile Jacopo Squizzato dirige e interpreta “Scandisk”, primo testo della trilogia teatrale Wordstar(s), composta da Vitaliano Trevisan. Questa tragicommedia di contemporanea umanità ha per protagonisti alcuni operai ed è interpretata, oltre che da Squizzato anche da Mauro Bernardi e Beppe Casales. 

ABBONAMENTI

Gli abbonamenti alla stagione sono in vendita fino al 26 ottobre presso le Casse del Teatro Comunale di Bolzano. 

I prezzi degli abbonamenti rimangono invariati rispetto alle passate stagioni e si confermano tra i più vantaggiosi del panorama italiano. I turni degli abbonamenti alla Stagione di Bolzano sono quattro. 

Turno A giovedì  ore 20.30; 

TURNO B venerdì ore 19; 

TURNO C sabato ore 19; 

TURNO D domenica ore 16. 

Vendita biglietti singoli per 

“Mein Kampf: dal 24 settembre.

Vendita biglietti per tutti gli spettacoli dal 22 ottobre.

(inserzione pubblicitaria)

L’articolo 19, il mondo che non c’è e la lingua che rende liberi


Il sistema scolastico di un Paese democratico è specchio della realtà, espressione di storia, cultura e tradizione. D’altro lato è il luogo dove si seminano parole, valori e visioni che domani – ma in parte già oggi – producono i cambiamenti necessari in una società dinamica, attenta ai bisogni e ai sogni delle persone.

Da quando, alla fine del ‘700, nel Tirolo fu introdotto l’obbligo scolastico, nei territori dell’Austria multietnica si pose il tema della lingua d’insegnamento. Soprattutto nelle zone di confine sorsero conflitti che portarono, nel secolo successivo, allo sviluppo dei nazionalismi. Il fascismo agì, come sappiamo, nell’alveo di quel paradigma politico-culturale. Solo per dire che scuola e nazionalismi/etnocentrismi hanno qualche conto in sospeso.

L’accordo di Parigi del 1946 (art. 1) prevede per i “cittadini di lingua tedesca”, “l’insegnamento primario e secondario nella loro lingua materna”. La Costituzione repubblicana dichiara (art. 6) di voler tutelare “con apposite norme le minoranze linguistiche”. Lo Statuto di autonomia recita all’art. 19: “Nella provincia di Bolzano l’insegnamento nelle scuole materne, elementari e secondarie è impartito nella lingua materna italiana o tedesca degli alunni da docenti per i quali tale lingua sia ugualmente quella materna”. L’articolo 19 è molto chiaro, ma parla di un mondo che non c’è. Già nel 1972 si dava il caso di alunni figli di famiglie miste. Oggi sono molti di più. Nel 2024 (e da decenni) le nostre scuole sono frequentate da bambini, bambine e giovani la cui lingua materna non è il tedesco né l’italiano (prescindiamo qui dalla questione ladina). L’articolo 19 nella sua formulazione non è dunque applicabile se non mettendo alla porta gli alunni di altra madrelingua. Il che, purtroppo, non è “fantascuola”.

Come mai dopo decenni, con tutta l’esperienza disponibile, l’Alto Adige non ha ancora sviluppato un sistema capace di rafforzare i ragazzi nella propria lingua e di dare loro una conoscenza effettiva della seconda lingua? È come se una certa politica avesse paura di un bilinguismo effettivo, perché la lingua rende liberi e abilita alla partecipazione. “È solo la lingua che ci fa eguali. Eguale è chi sa esprimersi e intende l’espressione altrui” (don Lorenzo Milani).

L’Alto Adige (con l’Eurac, l’Università e altre istituzioni) ha tutti i numeri e dunque il dovere di elaborare sistemi e metodi che diano ai futuri cittadini un plurilinguismo effettivo da spendere in provincia, in Europa e nel mondo. A tutti, senza anacronistiche riserve e pericolose discriminazioni.

Autore: Paolo Bill Valente

La strada dedicata a Toni Ebner


In zona produttiva nel quartere di Oltrisarco a collegare via Bruno Buozzi a via Luigi Galvani vi è la strada dedicata a Toni Ebner, politico, editore, giornalista. Nato il 22 dicembre 1918 ad Aldino, frequentò il Ginnasio Liceo del Seminario arcivescovile di Tirolo. Conseguita la maturità nell’estate 1938, il 29 novembre si immatricolò all’Università di Bologna, facoltà di Giurisprudenza; morto il padre il 9 giugno 1940, dovette recarsi  spesso a casa per gestire il maso dei genitori. Tra studi e gestione del maso, lavorò anche nello studio legale bolzanino Pichler/Silbernagl; laureatosi  il 30 marzo 1943, in  tale studio lavorò fino alla chiamata al servizio militare, che svolse come interprete nel IV Corpo d’Armata. Il 10 aprile 1944 si sposò con Martha Flies, nipote del canonico Michael Gamper; ebbero quattro figli, uno dei quali, Michael, più noto come Michl, seguì le orme del padre. Terminata la guerra, Toni Ebner aprì ad Egna uno studio legale, ma si dedicò anche alla politica: l’8 maggio 1945 fu uno dei cofondatori della Südtiroler Volkspartei; ne fu il primo segretario;  nei bienni 1951/1952 e 1956/1957 fu presidente. Dal 1961 al 1964 fu consigliere comunale a Bolzano. Importante incarico fu quello affidatogli dal canonico Gamper, direttore dell’editrice “Athesia”, di gestirne l’amministrazione; della casa editrice Toni Ebner  divenne direttore il 1° aprile 1951. Morto il canonico Gamper nell’aprile 1956, Toni Ebner fu chiamato a dirigere il quotidiano “Dolomiten”. Fu eletto (SVP) alla Camera dei deputati nel 1948, 1953, 1958. Fu attivo anche nel campo giuridico; nel 1977 fu chiamato a Roma come giudice aggregato della Corte Costituzionale; dal 2 ottobre 1981 fece parte del Consiglio di Stato. Non mancarono i riconoscimenti pubblici. La mole di lavoro editoriale e giornalistico, svolto con grande zelo, non mancò di influire sulla sua salute. Eletto presidente dell’Athesia nell’ottobre 1981, tra il 12 e il 13 dicembre fu ricoverato all’ospedale di  Bolzano, dove morì il 13 dicembre.

Autore: Leone Sticcotti

Singoli e intingoli nella stagione dei tormentoni


L’estate, si sa, è per definizione la stagione dei tormentoni. Una volta, d’estate, la politica andava in vacanza come le fabbriche, ora invece è in fase di campagna elettorale continua, ogni scusa è buona per tediarci con la politica, con buona pace dei tormentoni estivi, che comunque negli ultimi anni non sono più quelli di una volta neppure loro. Anche la scena musicale locale ha avuto una flessione a riguardo, poche novità, anche poca voglia di novità forse, anche se qualcosa che si eleva sul poco indubbiamente c’è, per fortuna. Vediamo insieme di cosa si tratta.

Innanzitutto c’è il nuovo singolo degli Shanti Powa, la band solare (e quindi estiva) per definizione. La musica di questi ragazzi è talmente contagiosa e radiosa che riesce ad essere solare anche nell’affrontare temi magari non proprio qualunque. Opportunity, il brano uscito lo scorso 26 luglio, è figlio della trasferta americana del dicembre 2022, quando il gruppo si è esibito a Washington insieme ad altri artisti internazionali, stringendo in particolare amicizia con il musicista del Malawi Faith Mussa. Il risultato è una canzone di presa sicura, ma definirla tormentone sarebbe offensivo, con una base musicale in puro stile Shanti Powa, con la sezione fiati quantomai in forma e col testo cantato a tre voci da Berise, Peter Burchia (finalmente tornato a pieno ritmo in seno al gruppo) e l’ospite Mussa. Quasi quindicimila visualizzazioni per il video (montato e filmato ad arte per sembrare dal vivo) in poco più di due settimane, sono indice dell’alta credibilità e professionalità raggiunta da questa formazione che, tutto lo fa supporre, l’anno prossimo dovrebbe tornare in studio per un nuovo disco.

Buone notizie anche sul fronte rock più puro: William T & The Black Fifties il 12 luglio hanno pubblicato un ottimo video intitolato I Cut My Hair: il brano è di quelli che conquistano subito, ci sono echi di Bob Seger, dello Springsteen di fine anni settanta, il tutto filtrato attraverso l’esperienza del gruppo con la musica degli anni cinquanta e in particolare con il repertorio di Elvis, a cui il cantato di Willy Telser si rifà. Ma il brano riesce a brillare di luce propria per il fatto di non essere sfacciatamente mainstream, o elvisiano; onore alla musica opera del chitarrista Roland Novak e all’esecuzione che conta sul basso del veterano rockabilly Mike Bottiglieri e del batterista Marco Vicentini che costituiscono un veicolo solido per la voce di Telser, qui totalmente a proprio agio con un testo di cui oltre che interprete è autore.

Nuovo brano, estivo ma con moderazione, anche per i Fratelli Stonati che, dopo aver fatto un’ottima impressione con Rakete (che sì aveva le potenzialità del tormentone estivo), tornano alla carica con un brano più in stile schlager intitolato Ich nehm dich mit. La sensazione è che da Aaron Timpone e soci possiamo attenderci qualcosa di più, diamo tempo al tempo.

Sfacciatamente sfacciato invece il singolo dei pusteresi Oh Rose guidati da Markus Seeber che ad inizio agosto se ne sono usciti con Feel Like A Rolling Stone: oltre a citare nel testo i musicisti della greatest rock’n’roll band di sempre, gli Oh Rose ne citano lo stile, i riff, i suoni, lo spirito, con tanto di armonica che fa proprio Rolling Stones anni sessanta e assolo di chitarra da copione. Non saranno originali, ma sembra si divertano molto, a partire dalla copertina del singolo che in stile cartoon propone un divertente Mick Jagger da spiaggia.

E chiudiamo questa breve rassegna di singoli con una new entry al femminile che si merita davvero applausi a scena aperta: Tessa Kai, un’artista che si è fatta le ossa nei Supraphonic e che fa parte di quel magnifico collettivo/fucina di talenti che va sotto il nome di Supermarket (Marco Di Stasio e Thomas Traversa sono i produttori e punti di riferimento di questa realtà locale che da un paio d’anni continua a destare interesse e ad entusiasmare). Tessa (all’anagrafe Lisa Pivetta), cantautrice fresca e piacevole, non è che la più recente uscita solista del consolidato team e con la sua canzone Panda si candida ad essere una delle artiste bolzanine da tener d’occhio in futuro. Rimanete sintonizzati!

Autore: Paolo Crazy Carnevale