Le fatiche del Bike Sharing a Bolzano #2

Nello scorso numero vi abbiamo parlato della sensazione di trascuratezza del tanto osannato servizio di Bike Sharing cittadino. Dopo i problemi riscontrati due settimane fa, abbiamo riprovato, questa volta con successo, a registrarci al servizio tramite la Web App – segno che la nostra segnalazione alla ditta Ecospazio, appaltatrice del servizio, qualcosa deve aver smosso.

Per poter prendere in prestito una delle 24 biciclette normali e a pedalata assistita (dovevano essere molte di più) ancorate in 10 delle 16 ciclostazioni (dati verificati sulla app, che ci informa pure che diverse sono offline e quindi non funzionanti), è necessario caricare il proprio portafoglio digitale, cosa possibile solo inserendo i dati di una carta di credito, non ad esempio con sistemi tipo Paypal, da molti ritenuti, oltre che immediati, più rassicuranti.
Dalle infografiche alle ciclostazioni apprendiamo che si può accedere al servizio anche tramite card RFiD. Si ma quale? Solo consultando il sito del Comune veniamo a sapere che si tratta della carta Alto Adige Pass per i mezzi pubblici – ma perché quindi non scriverlo sulle infografiche?). Proviamo pertanto ad accedere così, ma sul display compare il messaggio “Utente non riconosciuto”.
Una volta rientrati, torniamo sul sito internet del Comune (che non è quello della Web App, che è di Ecospazio) e scopriamo che, una volta che il display della ciclostazione riconosce l’Alto Adige Pass, compare un codice che dobbiamo inserire nella schermata di registrazione della Web App. E viene il dubbio che il codice di cui parla il sito sia il numero lunghissimo che abbiamo visto sulla schermata “utente non riconosciuto”. Anche ammesso che sia così (ma non è detto), questa informazione dovrebbe essere indicata nelle infografiche, che invece parlano di accesso tramite Web App oppure tramite card Rfid (non meglio specificata). Invece questa, almeno in fase di attivazione, ha bisogno della Web App.

Non c’è da sorprendersi quindi se a molti il sistema di Bike-Sharing risulta talmente macchinoso da scoraggiarne l’utilizzo – e in tutto questo, le poche biciclette disponibili e l’evidente stato di trascuratezza di alcune ciclostazioni non aiuta.
Una impressione che ci viene confermata da una nostra lettrice. Scrive la signora Elisa: “abito in Piazza Gries e sarebbe molto comodo poter prendere la bici per andare in stazione e poi prendere il treno. Mi sono regolarmente iscritta nel sito. Non ho caricato il conto, perché non mi fidavo del sistema. E ho fatto bene. Ho provato ad attivare l’Alto Adige Pass per prendere la bici, ma il totem di Piazza Gries non dà alcun segno di vita. Ho così contattato Ecospazio facendo presente che il totem di Piazza Gries non reagisce all’Alto Adige Pass e non mi hanno mai più risposto. Ma io mi chiedo: il Comune non poteva fare come in tutta Italia una convenzione con Ridemovi: una VERA app (attiva p.es. a Padova e a Bologna, ndr), attivabile in pochi minuti, funzionante perfettamente in tutto il paese?”.

Autore: Till Antonio Mola

La situazione dei cantieri nel Centro Storico

I lavori che ruotano intorno al mega cantiere del Waltherpark, ora hanno cominciato a lambire la sede stradale di Piazza Walther sul lato Nord del Duomo. Per capire se ci saranno nuovi disagi per i bolzanini abbiamo contattato Stefano Rebecchi, il responsabile delle grandi opere del Comune di Bolzano.

Per meglio inquadrare la situazione conviene spiegare quali sono i cinque cantieri, tra quelli attivi e quelli previsti che interessano il progetto del Waltherpark.
Il primo cantiere è la costruzione del tunnel interrato di accesso veicolare a tutti i parcheggi lungo via Alto Adige, quindi quelli del nuovo centro polifunzionale Waltherpark, quelli sotto Piazza Walther e molto probabilmente anche quelli della curia e della Camera di commercio sotto il Citycenter (a sinistra del bar El cafetero, ndr). Questo primo cantiere di costruzione del tunnel sta andando avanti nonostante abbia delle problematiche relative alle bonifiche in quanto stanno trovando molto amianto sotto alla sede stradale – che verosimilmente deriva dai riempimenti fatti negli anni ’60.
Questa è la prima tranche del cantiere: alla fine dell’anno si libererà la parte in superficie di via Alto Adige verso Piazza Verdi, e si chiuderà la restante parte, dal Citycenter fino a Piazza Walther.

Architetto Rebecchi, parliamo degli scavi di questi giorni in Piazza Walther?
Quello è il secondo cantiere e riguarda l’uscita provvisoria del parcheggio sotto Piazza Walther: per permettere i lavori su via Alto Adige, a partire da fine giugno verrà inaugurata una rampa d’uscita provvisoria, all’altezza dell’area Taxi di Piazza Walther, con viabilità delle macchine che escono dal parcheggio verso Piazza Domenicani e Largo Kolping. Le auto potranno poi scendere in Via Dante o imboccare via Cassa di Risparmio.

Quali sono gli altri cantieri?
Il terzo cantiere, che è iniziato da poco, si trova in prossimità di Ponte Loreto e riguarda la pista pedociclabile: chi arriva da Sud percorrendo la ciclabile lungo Isarco, passerà da sotto il ponte e dall’altra parte, grazie ad una nuova curva, verrà portato dove c’è, in Piazza Verdi, l’ex distributore.
Il quarto cantiere è il Waltherpark. In previsione del 2023 ci sarà sicuramente l’appalto della sistemazione del parco, sia lato Hotel Laurin che lato cantiere, tenendo presente la chiusura di Viale Stazione, che non sarà più una via come oggi, ma diventa una parte del parco. Questi lavori saranno ultimati nel 2024, l’anno in cui è prevista l’ultimazione anche del Waltherpark.
C’è poi un quinto cantiere, che partirà questa estate, e riguarda la sistemazione del marciapiede che da Piazza Stazione porta alla rotonda dove c’è la nuova stazione degli autobus in via Renon. Lì attualmente è molto disagevole il passaggio pedonale per chi esce dalla stazione dei treni e va verso la stazione delle corriere, in quanto il marciapiede è veramente sconnesso e anche le fermate degli autobus urbani devono essere messe a norma. Quindi vengono messi a posto sia la sede stradale che il marciapiede.

Come vi regolate con il nuovo palazzo provinciale che sta sorgendo in Via Renon?
Lì ci siamo messi d’accordo: la Provincia mantiene la recinzione intorno al cantiere fino alla fine di quest’anno, e noi comunque riusciamo a fare tutti i lavori. La parte che rimane, cioè il tratto  del marciapiede di fronte al palazzo provinciale, sarà terminata dalla Provincia una volta che il palazzo sarà terminato.

Autore: Till Antonio Mola

Una vita “green”

Qui Intervista Elisa Nicoli (@eco.narratrice), una green influencer e green content creator per i social. Ha finora pubblicato 10 libri a tematica ambientale e realizzato numerosi documentari, sia come videomaker che come regista. È anche una docente di realizzazione video con lo smartphone. E’ nata a Bolzano e – dopo diversi anni trascorsi fuori regione (e fuori Italia) – recentemente è tornata a vivere nel capoluogo altoatesino.

La cosa di me che mi piace di più.
La determinazione. Il non mollare mai.

Il mio principale difetto.
La testardaggine di volere esattamente quello che voglio quando lo voglio.

La mia occupazione preferita.
Camminare nella natura selvaggia.

Il luogo dove vorrei vivere.
Bolzano, se solo i prezzi delle case non fossero inarrivabili per i locali. Questo enorme problema mi costringerà ad andarmene.

Per un giorno vorrei essere…
Leggera e spensierata.

Nel mio frigorifero non mancano mai…
Tonnellate di verdure biologiche sfuse e di stagione.

Sono stata orgogliosa di me stessa quella volta che…
Ho finalmente cambiato nome al mio profilo sui social (da @autoproduco a @eco.narratrice)

Dove mi vedo fra dieci anni.
In una casa passiva di legno.

L’ultima volta che ho perso la calma.
Quando una sconosciuta su Vinted (piattaforma per vendere e comprare online) mi ha rifilato un paio di jeans coi buchi, sostenendo che erano partiti “come nuovi” (e me li sono dovuti tenere bucati).

La prima cosa che faccio al mattino.
Mi lamento perché ho sonno.

Il superpotere che vorrei avere.
Salvare l’umanità (e molte specie animali e vegetali) dall’imminente sesta estinzione di massa.

Cosa apprezzo di più del luogo in cui vivo?
La possibilità di acquistare senza alcuno sforzo tutto sfuso e bio.

Amo il mio lavoro perché…
Posso fare esattamente quello che voglio, quando voglio. Il mio lavoro è strettamente legato alla mia vita. In modo produttivo e positivo!

La persona che ammiro di più.
Chi riesce a non soffrire della sindrome dell’impostore.

La mia maggiore paura.
Stare male in un luogo pubblico, in mezzo a sconosciuti.

Il mio colore preferito.
Verde céladon (più che colore preferito, credo sia proprio una malattia…)

Il mio primo ricordo.
Io che corro con una Sprite in mano al mare. Era la mia bevanda preferita di quando ero piccola… adesso non riesco più a bere bevande gasate e dolci!

Laives, la festa del sociale

È stata una giornata baciata dal sole e tanta allegria quella di sabato 14 maggio scorso a Laives, quando si è svolta la “Festa del sociale”. Questo momento speciale è stato organizzato dall’assessorato di Claudia Furlani per ringraziare e incontrare le tante associazioni di volontariato che offrono servizi importanti per la comunità. Foto: Comune di Laives.