“Il Tempo della Gentilezza”: questo il titolo del progetto organizzato durante la pandemia dalla Croce Rossa Italiana su tutto il territorio nazionale. Prendere un medicinale in farmacia, portare la spesa, pagare una bolletta: tutte piccole grandi azioni che in questi anni difficili hanno fatto la differenza per tante persone in difficoltà. Anche il comitato di Bolzano ha fatto la sua parte, grazie all’impegno di tanti volontari e volontarie. A cui, come segno di ringraziamento, è stata conferita, durante una cerimonia a Castel Mareccio lo scorso 17 giugno la benemerenza “Il Tempo della Gentilezza”. Tra i premiati, provenienti da tutto l’Alto Adige, c’è stata una bella componente di volontari di Laives. Ecco i nomi: Alessia Comunello, Bruno Comunello, Monica Paulati, Matteo Baratella, Diego Romanelli, Alessio Luison, Edwin Quinones, Sara Fiquera, Sara Tabarelli, Nicole Merante, Valerie Lombardo, Sara Lubian, Andrea Bontempelli e Sandra Clemente. Medaglia d’oro all’onorevole Giorgio Holzmann. Ringraziamenti anche da parte del presidente Arno Kompascher, del suo vice Giuliano Vettorato e del sindaco di Laives Christian Bianchi. “Durante la pandemia è stato attivato un call center per gestire le richieste. In poco tempo, grazie ad un pool di volontari, è stata creata una struttura parallela alla nostra, con l’istituzione di un quartier generale nella sala di viale Trieste, da cui venivano smistate le domande di aiuto, anche quelle sul territorio, dalla Bassa alla Val Gardena” ci ha raccontato Monika Schivari, presidente del Comitato di Bolzano. Anche se l’emergenza pandemica è finita, le richieste di aiuto non sono, purtroppo, diminuite. “Non siamo più tornati alla situazione pre pandemia, i numeri delle richieste non sono calati come speravamo; abbiamo dovuto ampliare il magazzino e riorganizzarci con le celle frigo perché al momento abbiamo forti richieste di viveri e vestiario per la popolazione Ucraina ospitata sul territorio”, ha concluso Schivari.
Tenere in mano un pennello e dipingere davanti ad un cavalletto, come un vero artista. Grazie ai corsi d’arte del centro Don Bosco i più piccoli hanno potuto lasciare libera la propria creatività, sperimentando con i diversin materiali. Partiti a maggio come un esperimento, dall’autunno i corsi diventeranno parte dell’offerta del Don Bosco.
Si sono conclusi a metà giugno i corsi d’arte per i bambini al Centro Don Bosco di Laives: un esperimento, ma anche un bella prova per i più piccoli, che magari sono abilissimi col cellulare, ma fanno fatica a tenere una penna o un pennello in mano. L’esperimento è riuscito perfettamente, tanto che i corsi verranno riproposti in autunno. Ideatrice e coordinatrice di questa bella – e creativa – iniziativa è Elena Gugshvill, operatrice del Centro Don Bosco laureata in design. “Ho sentito l’esigenza di creare questa offerta. Lavorando con i piccoli del doposcuola ho osservato e capito che avevano bisogno di sperimentare, toccare con mano materiali diversi. Molti a casa non avevano mai colorato con gli acquerelli!” Suona incredibile, ma a quanto pare la questione non è economica, ma motivata dalla paura che i piccoli possano sporcare. Secondo quanto racconta Elena, per i bambini è stata una grande emozione trovarsi di fronte a tele e cavalletti, prendere in mano un pennello e sentirsi un po’ artisti. Nei pomeriggi di maggio e giugno, per una volta alla settimana sono stati presentate ai giovani corsisti diverse correnti artistiche del novecento – dal surrealismo di Salvator Dali alle celebri tele pop di Andy Warhol (chi non conosce la sua Marylin Monroe a colori o la Campbell Soup?), da cui il gruppo dei giovani aspiranti artiste e artisti ha preso ispirazione per le proprie creazioni personali. I partecipanti sono stati suddivisi per gruppi di età, che andava dai 6 agli 11 anni. Uno spazio di libertà e creatività “manuale”, che ha trovato anche momenti all’aperto e di interdisciplinarità, in cui è stata ascoltata la musica classica e i bambini hanno dipinto lasciandosi ispirare dal ritmo e dalle sensazioni sonore. E naturalmente non poteva mancare la mostra di fine corso, per la gioia di occhi grandi e piccini.
In attesa dei prossimi appuntamenti e del Festival “Identity in motion” di settembre, si chiude con tre mostre tutte al femminile la prima stagione espositiva dell’associazione “Lasecondaluna” di Laives, che in questa primavera ha ampliato il suo raggio d’azione presentando diverse mostre a Merano, Vadena, Bolzano e perfino a Trento.
Uno scatto di Anna Cerrato foto: the artist
Qui al Cafè de la Paix sono in mostra i suggestivi ed enigmatici dipinti di Sara Lautizi, in arte Anam. La mostra “La Via delle Formiche” ha invece portato a Bolzano le opere dell’artista Sara Di Nasso in un luogo espositivo insolito, ovvero lo spazio Okgo Vision Optik di Bolzano, in via dei Vanga 12/B (fino al 2.07, ingresso libero). Le opere selezionate, a olio e ad acrilico, nascono da immagini e fotografie d’infanzia dell’artista. “Ciò che dipingo non serve a decorare interni. Non deve essere bello e gradevole. I miei lavori hanno l’obiettivo di suscitare emozioni, non importa quali. Devono portare l’osservatore all’interno del quadro” ha affermato l’artista sul suo lavoro. “Escape. Fuga dall’ordinario attraverso un viaggio” è invece il titolo della personale della fotografa bolzanina Anna Cerrato presso la Mediateca Multilingue di Merano (fino al 01.07, ingresso libero). L’esposizione raccoglie le fotografie realizzate da Cerrato durante un viaggio a Vienna, scattate in analogico su pellicola 35mm con una piccola macchina fotografica rotta, che rende imprevedibili i risultati.
Nelle immagini compaiono così effetti di luce casuali che contribuiscono a creare una dimensione estraniante, quasi di sogno. “Ho trovato questa macchina perfetta per le fotografie di viaggio, non volevo un racconto di viaggio didascalico, ma interpretabile, a cui ognuno può ispirarsi per lasciar andare la propria fantasia.
Mi affascina la dimensione dell’imprevedibile” ci ha raccontato Cerrato. Un processo che porta a immagini capaci di dare stimoli a chi guarda, l’opposto di tante immagini digitale costruite e smaccatamente finte, quindi piatte.
Tanti teneri micetti inondano ogni giorno i social, suscitando reazioni di tenerezza. La questione però si fa diversa quando i felini non sono solo delle belle immagini da guardare sullo smartphone, ma diventano reali, tanti e magari malmessi. Parliamo dei gatti randagi e delle colonie feline, protette da un’apposita legge nazionale. Nel Comune di Appiano le colonie hanno dato qualche problema di convivenza, che si sta cercando di risolvere con l’Associazione Protezione Animali.
è difficile da credere per chi vive in una città o in un paese altotesino eppure il problema esiste: parliamo dei gatti randagi nella zona dell’Oltradige, in particolare a Piganò e Ganda. In una comunicazione, il comune di Appiano ha infatti segnalato diverse difficoltà di “convivenza” tra colonie di feline e la popolazione, problema che, grazie all’Associazione Protezione Animali Oltradige Bassa Atesina si sta cercando di risolvere. “Cani e gatti sono gli animali domestici più amati. Molti dei nostri gatti vivono solamente in casa o nel nostro giardino, ma esistono anche molti gatti randagi, la cui vita è difficile, sono trascurati ed emaciati, talvolta sono anche feriti o malati. Essi si moltiplicano in modo incontrollato e si raccolgono nelle cosiddette colonie feline. Anche nel nostro Comune ne abbiamo alcune. L’Associazione Protezione Animali Oltradige Bassa Atesina si adopera per sfamare i gatti e cerca di impedirne la moltiplicazione. I volontari portano i gatti randagi dal veterinario per le visite, le cure e la castrazione, che è assolutamente innocua, e li proteggono così dal crudele destino sulla strada”, ha raccontato il Sindaco di Appiano, Wilfried Trettl. Il sindaco non ha mancato di esprimere parole di ringranziamento per l’Associazione Protezione Animali, tracciando anche una possibile soluzione alla problematica delle colonie feline: “L’Associazione, una delle prime in Alto Adige, è stata fondata nel 1989 e si impegna affinché gli animali possano vivere in modo appropriato; l’ambito principale delle attività dei tanti volontari nel nostro territorio è l’assistenza ai gatti randagi. Da anni il Comune e l’Associazione per la protezione degli animali provano instancabilmente ad ottenere il permesso per recintare le colonie feline, cosa che porterebbe maggiore struttura nelle colonie e minore disturbo al vicinato. L’Associazione Protezione Animali Oltradige Bassa Atesina potrebbe così svolgere la propria attività in modo più semplice e mirato; colgo quindi l’occasione per ringraziarla per il suo lavoro ed il suo sostegno”, ha concluso Trettel.
Venerdì 27 e sabato 28 maggio al Piazzale delle Feste del Talvera è tornato in presenza Art may Sound, il festival giovanile che ragruppa musica, fumetto, creatività e intrattenimento. Moltissimi sono stati coloro che hanno partecipato ai vari momenti della kermesse. E la fotografa di COOLtour Shakira Casin ha realizzato per noi questi scatti.
Sara e Anna, staff e conduttrici AMS 2022Costantino dei “Bandito’s”Gabriele dei “Bandito’s”Samuele dei “Bandito’s”Felicia e Davide ShortyMattoni a fumettiDomenico e AsiaPatrizia e ClaudioThomas e JacopoAna, Arianna e ErnestoAlejandro in arte Scadenza CoboltFelicia e Martina
È stata una giornata baciata dal sole e tanta allegria quella di sabato 14 maggio scorso a Laives, quando si è svolta la “Festa del sociale”. Questo momento speciale è stato organizzato dall’assessorato di Claudia Furlani per ringraziare e incontrare le tante associazioni di volontariato che offrono servizi importanti per la comunità. Foto: Comune di Laives.
Gruppo Missionario di LaivesCentro Elki LaivesIl Sindaco di Laives Christian Bianchi e l’assessora Claudia Furlani insieme alle simpatiche “SOS Smile” di LaivesAssociazione “Davide sempre con noi ODV Laives”Agesci gruppo scout Laives 3Centro Don BoscoAss. Nazionale Alpini LaivesLe volontarie dell’Avulss di LaivesAss. promozione sociale YoUnited Laives
Erano oltre cinquecento i centauri che hanno colto l’occasione di trovarsi in piazzale Prader per la ormai tradizionale benedizione dei mezzi organizzata dal Moto Club meranese. Un evento che dà il via alla stagione delle due ruote. Ecco alcune immagini scattate dal fotografo Claudio Spinel.
Presso il Piazzale delle Festa al Talvera, in occasione della festa della Liberazione, si è svolta una manifestazione con musica, spunti di riflessione e testimonianze che hanno riportato le persone insieme in piazza per celebrare questa importante ricorrenza. Gli scatti sono di Valentina Gentili COOLtour.
Francesco GhersiniLaura Bronzini con Enzo PisoniStefania Ventura, Enrico Marchi con EmmaFrancesca Vadori e Jasmin ZilleTeam Arci Bolzano BozenSabine Ruedl, Thomas Brancaglion e TheoGiorgio Guzzi e Monica BaraldiElda con MariaEdmond, Enkelejda, Emily e ElioChiara Gambalonga e Mattia ColaHarald Kofler con ClaraIl palcoFrancesca Di Michele e Carlotta MarastoniBruna Antonini
Maschere, crostoli e Krapfen: un giovedì grasso all’insegna della leggerezza e dell’allegria per gli “over” del Soggiorno per Anziani Pitsch e il Centro di Degenza S. Antonio. Un gruppo di residenti si è impegnato con le collaboratrici e i volontari alla preparazione delle decorazioni. A colorare l’iniziativa si sono aggiunti i bimbi della scuola materna Regina Elena di Sinigo.
Il “ventennio” trasformò radicalmente il paesino uscito dalla secolare appartenenza all’impero asburgico. In breve tempo la popolazione aumentò di un terzo sfiorando le 5000 unità. In campo economico, la nuova zona industriale divenne il principale polo occupazionale della “grande Bolzano” fascista. Perfino nel settore agricolo il regime volle svolgere un ruolo da protagonista: sempre un po’ sopra le righe come suo costume. A tal proposito leggiamo sulla “Alpenzeitung” del 16 giugno 1934 un corposo articolo riguardante la bonifica di terreni agricoli a Laives. La “Alpenzeitung” era, detto per inciso, il giornale ufficiale in lingua tedesca delle camice nere e ovviamente celebrava le gloriose imprese della nuova era. “S.E. Marescalchi a Laives” titolò nella rubrica “Aus Bolzano (sic!) Stadt und Land”. Ancora più esplicito il sottotitolo: “La premiazione di benemeriti agricoltori – Visita alle nuove opere di Bolzano.” Quella delle “opere” era evidentemente una vera e propria fissazione dei gerarchi. Non si perdeva occasione di celebrarne la realizzazione. Scrive ancora il giornale: “La distribuzione dei premi agli agricoltori che con duro lavoro sono riusciti a bonificare alcune centinaia di ettari di terreno paludoso non è importante solo per i premiati stessi ma per l’intera popolazione di Laives.” Non dubitiamo di quest’ultima considerazione. Piuttosto, ci chiediamo dove esattamente si trovassero queste “centinaia di ettari” di palude. L’articolista, purtroppo, non ce lo rivela. È comunque evidente che non poteva trattarsi di “centinaia” di ettari di palude dato che tutta la vecchia “Leiferer Au” a suo tempo assegnata al comune di Laives, dal Vurza alla stazione, copriva un’area di circa 100 ettari. A quell’epoca, in cui già il tram attraversava le Part, è noto che lavori di risanamento sono stati eseguiti presso le cosiddette “buse del tram” in zona Galizia e in alcuni terreni adiacenti. Qui c’è stato un riempimento di parecchii metri con fascine e altro materiale per consolidare il terreno. Ma non poteva trattarsi che di alcuni ettari, ai quali sicuramento si aggiunsero altri terreni paludosi sparsi sul territorio. Probabilmente anche dei campi in zona “Costa” sono stati interessati alla bonifica, ma complessivamente la “grande opera” magnificata, se pur meritevole di plauso, doveva riguardare un’area meno estesa di quella annunciata. A meno che l’ettaro fascista non fosse diverso da quello a noi noto. A fine articolo, dopo aver descritto dettagliatamente le altre visite di S. E. Marescalchi in quel di Bolzano, ci viene fornito l’elenco dei premiati: Hafner Carlo, Zanotti Luigi, Pfeifer Giovanni, Villotti Guido, Prezzi Arturo, Ferrari Alberto, Moser Carlo, Heisl Antonio, Hafner Engilberto, Detassis Maria, Prezzi Giuseppe, Bologna Lino, Visintainer Daniele, Erstbaumer Federico, Hafner Ervino, Salvadore Ambrogio, Gruber Carlo, Frasnelli Angelo, Sartori Davide.