Dalla parte dei giovani

Dagi Fuchsberger ha a cuore il futuro dei bambini e dei ragazzi e, per questo, dal 2014 è attiva nell’ambito giovanile, prevalentemente nei centri giovani. È parte del consiglio pastorale parrocchiale di Maia Bassa, balla nel gruppo di danza popolare di Scena ed è volontaria da molti anni nel gruppo Jungschar di Maia Alta, dove ricopre il ruolo di tesoriera. Mamma di due bambini, ama viaggiare in camper, andare al lago, sciare e giocare a pallavolo. Appassionata di carnevale e di travestimenti, è una persona vivace, sincera e sempre pronta a dare una mano. Non riesce a stare ferma a casa: è facile vederla spedita in giro con la sua bicicletta e il piccolo carretto per i suoi bambini.

La cosa di me che mi piace di più.
La mia spontaneità.Il mio principale difetto.

A volte sono un po’ smemorata.Il mio momento più felice.
L’uscita dall’ospedale dopo la nascita dei miei due figli.

Da bambina sognavo di…
Vivere in un maneggio.

La mia occupazione preferita.
Fare colazione, nuotare e stare sdraiata al sole.

Il luogo dove vorrei vivere.
Al mare.

Il mio piatto preferito.
Marillenknödel, pizza e pasta.

Non sopporto…
I saputelli.

Per un giorno vorresti essere…
Un’astronauta.

Nel mio frigorifero non mancano mai…
Latte, burro e speck.

Dove mi vedo fra dieci anni.
Molto in giro come mamma di due adolescenti.

Tre aggettivi per definirmi.
Flessibile, positiva, spontanea.

Il mio film preferito.
Il Re Leone.

La mia attrice preferita.
Emma Watson.

Il superpotere che vorrei avere.
Raddoppiare il numero di ore in un giorno.


Cosa apprezzo di più del luogo in cui vivo?
Il cibo e il paesaggio.

La persona che ammiro di più.
Sono alcune persone della mia famiglia…

Il mio motto.
“Non esiste che non si possa fare.”

L’oggetto a cui sono più legata.
Album fotografici.

La mia maggiore paura.
Ragni e serpenti.

Autore: Marco Valente

Rispetto per i diritti

Sandra Durnwalder, originaria di Merano, è educatrice sociale e sessuale. Lavora da quasi 12 anni come streetworker e, da due anni, coordina anche l’area di riferimento. È attiva nel volontariato presso il canile di Naturno, dove si prende cura degli animali con la stessa dedizione che riserva alle persone. Si impegna inoltre per i diritti per le donne e per le persone queer, promuovendo l’uguaglianza e il rispetto per tutte le identità.

La cosa di me che mi piace di più.
La mia empatia.

Il mio principale difetto.
La mia impuntualità.

Il mio momento più felice.
Lo sono ogni volta che torno a casa e la mia gatta mi viene incontro.

Da bambina sognavo di diventare…
Una cantante.

Il capriccio che non mi sono mai tolta.
Un viaggio in Egitto.

Il luogo dove vorrei vivere.
Al mare.

Il mio piatto preferito.
Patate in ogni variante.

Non sopporto…
Le bugie e la disonestà.

Per un giorno vorrei essere…
Un uomo.

Nel mio frigorifero non mancano mai…
I pomodorini.

Se fossi un animale sarei…
Una tigre.

Sono stata orgogliosa di me stessa quella volta che…
Lo sono stata quando ho conseguito la mia seconda laurea.

Tre aggettivi per definirmi.
Socievole, spiritosa, testarda.

La prima cosa che faccio al mattino.
Mi oriento…

Il mio film preferito
Hachiko e la mummia (parte 1).

Il mio attore preferito.
Johnny Depp.

Il superpotere che vorrei avere.
Poter leggere nel pensiero.

Il mio ultimo acquisto.
Un regalo per qualcun altro.

Cosa apprezzo di più del luogo in cui vivo?
La natura a due passi da casa.

Amo il mio lavoro perché…
Mi dà la possibilità di aiutare i giovani a cui gli altri hanno smesso di credere.

L’errore che non rifarei.
Dare troppa confidenza alle persone sbagliate.

Autore: Marco Valente

L’educatrice ottimista


Qui Intervista a Adele Aderenti, educatrice appassionata e coordinatrice del centro giovani Tilt di Sinigo, ama il contatto con le persone, ride spesso e ritrova nella natura il suo equilibrio. Crede nel valore del volontariato e nel potere di ciascuno di noi di fare del bene, con uno sguardo fiducioso verso il futuro.

La cosa di me che mi piace di più.

Il mio sorriso.

Il mio principale difetto.

Prendere troppo impegni.

Il mio momento più felice.

L’esperienza di volontariato che ho svolto in Ecuador.

Da bambina sognavo di diventare…

Infermiera.

Il luogo dove vorrei vivere.

Su un’isola, dove ci sono il mare e la natura.

Il mio piatto preferito.

Il tiramisù.

Non sopporto…

L’arroganza, la prepotenza e i disonesti.

Per un giorno vorrei essere…

Una mosca.

Nel mio frigorifero non manca mai…

La birra.

Se fossi un animale sarei…

Un gatto. 

Sono stata orgogliosa di me stessa quando…

Mi sono finalmente laureata.

Tre aggettivi per definirmi.

Precisa, sorridente e volenterosa.

La prima cosa che faccio al mattino.

Mi lavo la faccia.

Il mio film preferito.

Notting Hill.

Il superpotere che vorrei avere.

Il teletrasporto.

Il mio sogno ricorrente.

Io sdraiata su un prato in una giornata di sole.

Il mio ultimo acquisto.

Un vassoio di brioches. 

Cosa apprezzo di più del luogo in cui vivo?

Il verde e le montagne.

Amo il mio lavoro perché…

Perché mi relaziono con i ragazzi.

L’ultima volta che ho pianto.

Una settimana fa.

Il mio motto.

Lasciare il mondo un po’ migliore di come l’ho trovato. 

L’oggetto a cui sono più legata.

Il mio zaino.

La mia maggiore paura.

Il buio.

Il mio colore preferito.

Il rosso.

Autore: Marco Valente

Una “pensionata attiva”

Qui Intervista a Sissi (Sigrid) Prader che si auto-definisce “pensionata attiva” con un lungo percorso nell’insegnamento e nell’impegno culturale e sociale. È stata direttrice del Museo delle Donne/Frauenmuseum di Merano fino al 2022 e tuttora ne fa parte come membro del consiglio direttivo. Dal 1984 è presidente dello Jugenddienst Meran.o, un ruolo che riflette il suo profondo interesse per i giovani e il loro futuro. Crede in un Alto Adige accogliente e solidale, ma il suo sguardo si spinge spesso oltre confine, coinvolgendola in entusiasmanti progetti di cooperazione internazionale.

La cosa di me che mi piace di più.

La mia flessibilità e il mio ottimismo.

Il mio momento più felice.

Sono felice ogni volta che faccio un’escursione nella natura.

Da bambina sognavo di diventare…

Un’artista di teatro.

La mia occupazione preferita.

Dare spazio alla mia vena artistica e creativa.

Il luogo dove vorrei vivere.

In Alto Adige.

Il mio piatto preferito.

Schlutzkrapfen.

Non sopporto…

Il chiacchiericcio e la disonestà.

Per un giorno vorresti essere…

La Sindaca.

Nel mio frigorifero non mancanon mai… 

Verdura e uova.

Se fossi un animale sarei…

Una gatta.

Sono stata orgogliosa di me stessa quella volta che…

Ho deciso di impegnarmi attivamente in progetti di aiuto allo sviluppo e cooperazione.

Dove mi vedo fra dieci anni.

Un mix tra lavoro sensato e tempo libero, visto che sono in pensione.

Tre aggettivi per definirmi.

Positiva, flessibile, tollerante.

La mia attrice preferita.

Barbra Streisand.

Il superpotere che vorrei avere.

La capacità di prendere decisioni nelle trattative di pace.

La disgrazia più grande.

Perdere la mia intera famiglia.

Il mio ultimo acquisto.

Un’automobile.

Cosa apprezzo di più del luogo in cui vivo?

La bellezza e la varietà della natura, oltre alla ricchezza culturale.

La persona che ammiro di più.

Ammiro chi si batte per qualcosa di buono senza lasciarsi influenzare.

Il mio motto.

Essere utile agli altri, cercare di comprendere e, se possibile, agire.

Autore: Marco Valente

Passione per la giustizia

E’ ricercatrice universitaria, presidente dell’Ordine degli Psicologi della Provincia di Bolzano, musicista e cantante. Ha avuto tante esperienze diverse, tutte accomunate dalla grande passione per la politica, per la giustizia, per i diritti di tutte e tutti, per il Bene Comune. Nonostante tutto crede ancora che migliorare il mondo sia possibile, facendo del proprio meglio, facendo comunità, migliorando sé stessi, uscendo dal proprio individualismo ed egoismo che altro non fanno se non renderci ancora più soli.

La cosa di me che mi piace di più.

La curiosità e l’entusiasmo per la vita.

Il mio principale difetto.

La pigrizia, fisica.

Il mio momento più felice.

A Firenze, in un piccolo locale, due amici carissimi mi hanno chiesto di suonare e cantare una canzone. Ho continuato fino alle prime luci del mattino.

Da bambina sognavo…

Di diventare veterinaria.

Il capriccio che non mi sono tolta.

Una crociera fluviale su una house-boat, sul Danubio o nei paesi della Loira.

La mia occupazione preferita.

Leggere, cantare, suonare, scrivere e camminare, con i cani.

Il mio piatto preferito.

Strangolapreti alla trentina (quelli che faceva mia mamma).

Non sopporto…

L’arroganza del potere, della sicurezza dell’impunità e la manipolazione.

Nel mio frigorifero non manca mai… 

La birra (da condividere con gli amici che passano da casa).

L’ultima volta che ho perso la calma.

La perdo tutte le volte che mi scontro con un’ingiustizia.

Il mio film preferito.

Il principe delle maree e Dogman (di Luc Besson).

I superpoteri che vorrei avere. 

Tornare indietro nel tempo e il teletrasporto.

Il mio ultimo acquisto.

Scarpe da ginnastica, per i miei prossimi cammini.

Cosa apprezzo di più del luogo in cui vivo?

La natura e la possibilità di passeggiare e di incontrare sempre persone che conosco.

Amo il mio lavoro perché…

Mi consente di imparare e imparare ancora.

L’oggetto a cui sono più legata.

Le fotografie della mia mamma e del mio papà.

Del mio aspetto non mi piace…

Pur amando il mio corpo forte e resistente, non sempre mi piaccio allo specchio.

Le mie maggiori paure.

Il dolore fisico, la solitudine e la privazione della libertà.

Autore: Marco Valente

Verso un mondo migliore


Qui Intervista a Silvia Gretter, nata a Merano 51 anni fa. Si rimbocca le maniche fin da piccola convinta dell’importanza di spendersi per il prossimo. Lavora nel settore sociale, prima nell’accoglienza dei rifugiati e ora nell’ambito della disabilità, mondo che le ha aperto nuove prospettive ricche di emozioni. Crede nei valori dello scoutismo, nell’amicizia e nella possibilità di costruire un mondo migliore attraverso piccoli passi costanti.

La cosa di me che mi piace di più.

La mia positività.

Il mio principale difetto.

Parlo un sacco!

Il mio momento più felice.

Quando sono nati i miei figli.

Da bambina sognavo di diventare…

Una maestra.

Il capriccio che non mi sono mai tolta.

Un viaggio in Australia.

La mia occupazione preferita.

Leggere.

Il luogo dove vorrei vivere.

In una casa in montagna, in mezzo alla natura, immersa nel silenzio.

Il mio piatto preferito.

Milchreis.

Non sopporto…

La prepotenza.

Nel mio frigorifero non manca mai…

Una verdura.

Se fossi un animale sarei…

Un colibrì.

Tre aggettivi per definirmi.

Tollerante, affidabile, impegnata.

La prima cosa che faccio al mattino.

Mi preparo il caffè quando ancora tutti dormono in casa.

Il superpotere che vorrei avere.

Eliminare la sofferenza dei bambini.

La disgrazia più grande.

Perdere la speranza.

La mia occupazione preferita.

Raccontare le favole.

Il mio ultimo acquisto.

Una borsa.

Amo il mio lavoro perché…

Mi emoziona profondamente.

L’errore che non rifarei.

Andare sulle montagne russe… pensavo di morire!

Il mio motto.

Accetto la sfida!

L’oggetto a cui sono più legata.

Il Gesù Bambino del nostro presepe.

Il mio colore preferito.

Giallo.

Il mio primo ricordo.

Io in braccio a mia sorella e con accanto mio fratello.

Autore: Marco Valente

L’arte e la buona cucina

Paolo “Toldo” Quaresima, meranese fino al midollo dal 1962, scout, maturità classica al liceo “Giosuè Carducci” di Merano nel 1981, servizio civile presso l’associazione “La strada – der Weg”, diploma all’accademia di Belle Arti a Venezia nel 1986. Da allora dipinge e poi cucina.

La cosa che mi piace di me.

Al momento, i miei baffi.

Il mio principale difetto.

Sono un gran chiacchierone.

Il mio momento più felice.

Il mio matrimonio e la nascita di mio figlio.

Un libro sull’isola deserta.

Orgoglio e pregiudizio.

L’occupazione preferita.

Dipingere.

Il paese dove vorrei vivere.

Un’isola piuttosto piccola.

Il piatto preferito.

ParmigianaPolpetteZuppaIngleseTrippaFritturaDiPesce.

Non sopporto…

Le pubblicità dei materassi.

Per un giorno vorrei essere.

L’incredibile Hulk.

La mia paura maggiore.

Il dolore delle persone a cui voglio bene.

Nel mio frigo non manca.

… quasi niente, è sempre zeppo.

Se fossi un animale sarei.

Kung Fu Panda, Po!

Mi sono sentito orgoglioso quando…

Mio figlio si è laureato.

Il capriccio che non mi sono mai tolto.

Un vecchio Land Rover Defender.

Il giocattolo che ho amato di più.

Soldatini, Meccano, Lego.

I miei poeti preferiti.

Ungaretti, Turoldo, Rilke, Cardenal.

I miei pittori preferiti.

Tantissimi… Mancini, Bonnard, Piazzetta, Vrubel, Caravaggio, Afro, Veronese, Casorati, Velasquez, Chagall.

Il dono di natura che vorrei avere.

Gli occhi di Monet.

Dico bugie solo…

Mi beccano subito.

Dove mi vedo fra dieci anni.

A dipingere.

Il colore che preferisco.

Il blu.

L’ultima volta che ho perso la calma.

La perdo sempre alla lettura delle notizie.

Autore: Marco Valente

Vivere, ridere e amare

Qui Intervista a Johanna Brunner, pusterese DOC, che ha studiato Lavoro Sociale, Filosofia e Teologia a Benediktbeuern, in Baviera. Per nove anni ha diretto il collegio femminile delle Orsoline di Brunico e dal 2017 è direttrice dell’Ufficio Famiglia della Diocesi di Bolzano-Bressanone. È impegnata nella promozione di un linguaggio inclusivo e ha contribuito all’istituzione del gruppo di lavoro “Fede e omosessualità”, volto a favorire l’inclusione e il dialogo all’interno della diocesi.

La cosa di me che mi piace di più.

La mia voglia di vivere.

Il mio principale difetto.

L’autocritica.

Il mio momento più felice.

La nascita dei miei figli.

La mia occupazione preferita.

Far “niente”.

Il luogo dove vorrei vivere.

Su un maso di montagna.

Il mio piatto preferito.

Parmigiana, panzanella.

Non sopporto…

Scortesia e grettezza.

Per un giorno vorrei essere…

Il papa (come donna, ovviamente!).

Se fossi un animale sarei…

Un gatto, semplicemente perché loro possono essere così meravigliosamente pigri e rilassati.

Sono stata orgogliosa di me stessa quella volta che… 

Sono andata in bici da casa mia fino a Vienna.

Tre aggettivi per definirmi.

Testarda, empatica, a volte imprevedibile.

La prima cosa che faccio al mattino.

Orientarmi… 

Il mio film preferito

“I ponti di Madison County” con Meryl Streep e Clint Eastwood.

Il mio ultimo acquisto.

Un maglione di lana coccoloso.

Cosa apprezzo di più del luogo in cui vivo?

La natura proprio davanti alla porta di casa e il fatto che il sole, d’inverno, mi raggiunge sul divano.  

Amo il mio lavoro perché…

Perché lavoro con le persone.

L’errore che non rifarei.

Rinunciare alla buona musica, in occasione del mio matrimonio. 

La persona che ammiro di più.

Ammiro le persone disposte a mettere in gioco la propria vita per altri o per le proprie convinzioni.

L’ultima volta che ho pianto.

Oggi, quando una conoscente mi ha raccontato dell’improvvisa morte di sua mamma.

Il mio motto.

Vivere, ridere, amare. 

Il mio primo ricordo.

“Cucinare” canederli di fango (Matschknödel) da bambina.

Autore: Marco Valente

Sognare

Qui Intervista Ciro a Saetti in arte Chiro, nato a Bolzano 51 anni fa. E’ Pittore figurativo e insegnante di pittura a olio all’Associazione degli Artisti, dopo aver studiato presso l’Accademia delle Belle Arti “Carrara” di Bergamo. Ha realizzato esposizioni personali in Germania, Austria, Lussemburgo, Atene, Tokyo. Nel 2024 ha pubblicato il romanzo “Io sono Egoismo”, primo Urban Fantasy ambientato a Bolzano.

La cosa di me che mi piace di più.

La fantasia.

Il mio principale difetto.

Credere che tutti siano in grado di fare quello che faccio io.

Il mio momento più felice.

La nascita dei miei figli.

Da bambino sognavo di diventare…

Un artista.

La mia occupazione preferita.

Sognare

Il luogo dove vorrei vivere.

A Bora Bora su un catamarano.

Il mio piatto preferito.

Il gelato.

Non sopporto…

L’ignoranza accompagnata da ignoranza.

Per un giorno vorrei essere…

Donna.

Nel mio frigorifero non manca mai…

La frutta.

Se fossi un animale sarei…

Un ornitorinco, l’animale creato con i pezzi che rimanevano di tutti gli altri.

Dove mi vedo fra dieci anni.

Su un altro pianeta se arrivano gli alieni.

Tre aggettivi per definirmi.

Coerente, attivo, 

Il mio fllm preferito.

Alba rossa (prima versione).

Il mio attore preferito.

Robin Williams.

Il superpotere che vorrei avere.

L’onniscienza.

Il mio ultimo acquisto.

Caffè in grani.

Amo il mio lavoro perché…

Mi permette di comunicare con le altre persone. 

La persona che ammiro di più.

Leonardo da Vinci.

L’ultima volta  che ho pianto.

Quando ho pubblicato il mio primo romanzo.

Il mio motto.

Carpe diem.

La mia maggiore paura.

Perdere la memoria.

Il mio colore preferito.

Turchese.

Il mio colore preferito.

Turchese.

Dipingere sulla rete

Eleonora Mazzaferro, artista eclettica, ceramista, presepista, poeta e molto altro, è definita “L’artista che dipinge su rete”. Ha partecipato a diverse mostre di pittura e fa parte di molte associazioni. Scrive poesie e racconti, diversi pubblicati negli annuali dell’Associazione “Il carro delle Muse” (Premio Letterario Internazionale) ed alcuni dell’Associazione “Rosso Veneziano”.

La cosa che mi piace di me. 

La mia creatività perché quando creo riesco ad isolarmi. Posso dimenticarmi di tutto, lasciare da parte i problemi e le preoccupazioni.

Il mio principale difetto. 

L’impulsività.

Il mio momento più felice. 

Quando è nata mia figlia.

Chi ammiro. 

Ammiro le persone che sanno rimanere se stesse nonostante la società odierna.

Un libro sull’isola deserta. 

Se è un buon libro, è sufficiente.

La mia occupazione preferita. 

L’arte in tutte le sue sfumature.

Il paese dove vorrei vivere. 

Non esiste un paese che rispecchi i miei canoni di paese civile.

Non sopporto… 

L’ipocrisia, l’arroganza, la falsità, la delinquenza, i cosiddetti furbi e la maschera che la gente porta.

Per un giorno vorrei essere… 

Invisibile, sai quante risate?

La mia paura maggiore. 

Inizia farmi paura il futuro per tutti i giovani che non riescono ad avere una vita equilibrata, troppe le incertezze. E mi fa paura la situazione politica attuale, il mondo è impazzito.

Mi sono sentita orgogliosa…

Ogni volta che mi sono trovata in difficoltà e sono riuscita a superarla senza l’aiuto di nessuno.

Il mio motto. 

Chi fa da se fa per tre.

Il giocattolo che ho amato di più. 

Nessuno, erano talmente pochi che nemmeno li ricordo.

I miei pittori preferiti. 

Dalì, Kandinsky.

Il dono di natura che vorrei avere. 

Saper disegnare a mano libera come quelli che io reputo “veri artisti”, che anche chiudendo gli occhi mettono insieme dei capolavori.

Dico bugie solo… 

Se strettamente necessario, magari per non ferire una persona. Purtroppo sono anche troppo sincera e, questo, alla gente non piace.

Dove mi vedo fra dieci anni. 

Spero di riuscire ancora a vedermi.

L’ultima volta che ho perso la calma.

Quando una persona che si credeva superiore voleva farmi passare per stupida. Ma ha sbagliato indirizzo.

Da bambina sognavo… 

Non sognavo, ero troppo occupata a reggere la realtà.

Autore: Daniele Bebber