Creatività e sensibilità nell’arte di Elisabeth Hölzl

Meranese di nascita, Elisabeth Hölzl, ha conseguito la Maturità Classica e ha studiato all’Accademia di Belle Arti di Bologna, concludendo la sua formazione artistica col diploma in Scultura. Ha approfondito la propria esperienza artistica in numerose città europee ma nel 2003 si è recata a New York con una borsa di studio e l’anno dopo all’Avana. In entrambe queste città ha trascorso un lungo periodo di osservazione e sperimentazione artistica. Sono assai numerose le mostre personali e collettive in Italia e all’estero cui ha partecipato. La carriera artistica di Elisabeth Hölzl, iniziata nei primi anni Novanta, e proseguita senza battute d’arresto in un interessante crescendo che non accenna ad interrompersi, anzi. Dotata di grande sensibilità, riesce a sorprendere il fruitore con una scelta inusuale di soluzioni creative, tecniche e materiali, lavori e idee che ne sottolineano la vivacità intellettuale. Ma a stupire è soprattutto quel tocco poetico che riesce a infondere ai suoi progetti, siano essi realizzati con fotografie, tessuti, ricami, oggetti o istallazioni, dove lo spazio e i materiali diversi dialogano tra loro. Sempre al passo coi tempi, curiosa e empatica, Elisabeth Hölzl sa vivere le complessità del suo tempo e attraversare le molteplicità degli ambienti sociali e culturali. Non di rado sono le realtà meno scontate ad attrarre la sua attenzione, il suo sguardo. 

Autrice: Rosanna Pruccoli

La pandemia come rinascita artistica: Louis Celia Zippo

“Era da qualche tempo che non mi dedicavo seriamente allo sviluppo di un progetto fotografico, quando improvvisamente la pandemia catapultò il mondo in una nuova inedita quotidianità costellata di situazioni irreali, che sentii il forte impulso di documentare. Le misure di contenimento della pandemia da Covid 19 tuttavia non consentivano che rare uscite motivate da esigenze eccezionali o urgenti”.
Così scrive Louis Celia Zippo nell’introduzione all’invito alla sua nuova mostra “De zona rubra” che prenderà il via il 20 marzo presso Im Kult a Marlengo. 

Le immagini in mostra sono depositarie della memoria delle emozioni vissute dal fotografo in quei lunghi mesi di sospensione dalla vita così come la conoscevamo e della difficoltà a relazionarsi con le persone. Si tratta di inquadrature dal taglio particolare, di istantanee di ciò che era possibile osservare come i fiori del proprio giardino, i giochi di luci e ombre sulle strade deserte, lo sbocciare in una notte del “tulipano queen of the night” che avrebbe vissuto quella unica notte e parte del giorno successivo come è nella sua natura e il suo destino. Speciale è anche la realizzazione della stampa di queste fotografie. Sono infatti in bianco e nero tranne che per alcuni piccoli elementi che sono stati dipinti a mano ad acquerello dall’artista Monika Hartl proprio come si usava un tempo quando ancora non esistevano le fotografie a colori. Le immagini sono stampate su cartoncino di cotone FineArt con bordi irregolari della ditta Hahnemühle. Quindi scatti d’artista che diventano oggetti ricercati e preziosi.

Autrice: Rosanna Pruccoli

Eva Thaler Pixner: essenza della materia e fascino delle strutture

Nata in una famiglia creativa Eva inizia presto a muoversi fra carta, matite e pennelli. Per molti anni si dedica a dipingere ad olio, a tempera e acquerello. Inizia presto ad osservare gli oggetti che la circondano restando affascinata dall’essenza materica di molto di ciò che le capitava fra le mani. E cerca di rappresentarlo. Ben presto scopre che l’incisione la tecnica che più di altre può offrirle la possibilità di esprimersi e soprattutto le consente di approfondire la sua ricerca sulla materia delle cose. Sceglie quindi con sicurezza la sua strada: l’incisione e in essa tutto quanto possa essere innovativo e sperimentale. La sua indagine iconografica si attesta su quel mondo intrigante delle strutture, delle sovrapposizioni, delle differenti materie ora lisce ore gretolose che la terra, la natura fatta di cortecce, radici, zolle, pietre le offrono. Tutto questo intreccio fatto dei soggetti di sua scelta e delle tecniche grafiche che le consentono di restituirle artisticamente la catturano, la affascinano e la tengono attiva in una ricerca inesausta.  Dalle sue opere però non sono totalmente escluse le figure umane o gli animali che di quando in quando fanno capolino nelle sue opere. I suoi occhi catturano immagini, le sue mani le trasformano in sensazioni ed emozioni da condividere col fruitore. Il mondo dell’arte la accompagna da sempre senza mai abbandonarla nel vissuto quotidiano anche se il lavoro che ha scelto è altro e altrove. Il suo è un lavoro importante nel quale trova soddisfazione e che svolge con passione. Anche la famiglia ha un ruolo assai importante nella vita di Eva ma è nell’arte che si compie il completamento della sua  interessante personalità. All’arte incisoria ha dedicato e dedica anni di formazione e approfondimento. Il suo impegno è premiato dall’apprezzamento e dal riscontro che ha ottenuto e ottiene nelle numerose mostre cui ha preso parte. 

Autrice: Rosanna Pruccoli

Le pietre d’inciampo di Gunter Demnig

Il ruolo dell’arte oggi è spesso dibattuto insieme al quesito se essa debba esprimere bellezza o piuttosto irritazione e portare il fruitore a indignarsi, discutere, riflettere. Ebbene: lo scultore Gunter Demnig ha saputo trovare la propria risposta a questi quesiti amletici, facendo della Memoria la sua opera più importante e riconosciuta. 

Nato a Berlino nel 1947 ha fatto suo il concetto del Talmud secondo cui una persona viene dimenticata solo quando si scorda il suo nome. Nel 1992 creò e posizionò la prima delle sue pietre d’inciampo nella sua città natale e a tutt’oggi sono più di settanta mila le pietre che ricordano in tutta Europa altrettante vittime della Shoah. Si tratta di pietre cubiche molto simili a sanpietrini sulla cui sfaccettatura superiore viene fissata una lamina di ottone di 10 x 10 cm, con incisi il nome, l’anno di nascita, la data e il luogo della deportazione, il luogo e la data della morte della vittima.

Il 28 marzo 2014 anche a Merano furono collocate le pietre d’inciampo. L’idea di questo importante progetto fu della scuola alberghiera Savoy che contattò e tenne i contatti con l’artista; il lavoro di ricerca così come la lista dei nomi e degli edifici che furono l’ultimo domicilio degli ebrei meranesi dove sarebbero state posizionare le pietre, fu effettuata dagli studenti di due classi del Gymme e del Gandhi che lavorarono insieme per due anni scolastici, prima presso l’Archivio storico e poi a scuola per realizzare le biografie inedite e il libro che ne scaturì. Il progetto ha avuto come obiettivo il non lasciar cadere nell’oblio tutte quelle donne, quegli uomini e quei bambini che vissero e operarono in città e la mattina del 16 settembre 1943 furono strappati dalle loro case, deportati e uccisi nei campi di sterminio del Reich.

Autrice: Rosanna Pruccoli

Bianco e oro: Le sculture di Irma Hölzl   

Bronzo e bianco, lucido e opaco, liscio e scabro, linee pure e pur sinuose, forme eleganti, altere, preziose. Queste potrebbero essere alcune delle parole chiave di una possibile lettura delle opere di Irma Hölzl. Ma le sue sculture sono molto di più, raccontano e rappresentano molto altro. Scaturite da un intenso lavoro creativo, intellettuale prima e fisico poi, esse racchiudono la passione del creare, la necessità irrinunciabile di dar vita ad una determinata entità, raffigurazione, allusione, sia essa naturalistica o solo antropomorfa, zoomorfa o completamente astratta. L’intuizione sopraggiunge insistente, fa breccia nei pensieri e va studiata, approfondita, modificata. È poi il tempo della messa in opera con i “partner” – più o meno duttili – di sempre: ferro, rete, corde, gesso, cera. E qui, come in una fucina affollata, affiorano nuove idee e si escogitano nuove soluzioni. Ed è ancora ricerca. Infine la scultura assume la sua fisionomia definitiva e come tale viene affidata al fonditore e alla sua maestria. L’attesa, coi suoi timori e la sua carica di suspense per il risultato finale, è l’ultimo atto della lunga vicenda creativa.
Le variegate sculture di Irma Hölzl rappresentano un cammino di crescita artistica e di trasformazione, sottolineano lo sviluppo di un linguaggio capace di rinnovarsi in termini di freschezza e di adattabilità al nuovo, all’oggi.

Autrice: Rosanna Pruccoli

Anna Ferigo: il particolare e l’incanto

Quella di Anna è una storia di passioni brucianti che si sviluppano inanellate l’una nell’altra, dipendenti e capaci di sostanziarsi reciprocamente. Il design, la grafica, la fotografia, l’arte, l’architettura. Da fruitrice e da fotografa ella si misura costantemente con la creatività di cui si circonda tanto nei rapporti amicali che negli oggetti che arredano la sua casa o che indossa. Anna Ferigo è nata a Merano, dove vive e lavora. 

Il suo luogo di lavoro si trasforma spesso in un salotto d’incontro per artisti, fotografi e creativi. 

Adora viaggiare e fotografare, ama visitare i musei e trarne ispirazione.

 Le sue fotografie parlano di ciò che vede, di ciò che in un battito di palpebre ha colto e cercato di fermare. Sono scatti che narrano i suoi gusti, la sua sensibilità, ciò che le riempie gli occhi e i pensieri. 

Le fotografie non sono per lei certo un mezzo per mettersi in scena, anzi:  sono semplicemente un suo bisogno personale. 

Parigi, Berlino, Amsterdam, Marrakech, città dal fascino differente, non sovrapponibile, non confondibile, ma da assaporare fino in fondo, carpendone l’essenza, l’atmosfera, gli afrori, le tonalità. Palazzi, vicoli, mercati, volti, piedi: sono le piccole tessere di un puzzle minuzioso. 

A Merano sono gli artisti di strada ad ammaliarla: i volti truccati, i travestimenti, le movenze, i balzi, le danze, la fatica, il sudore, la stanchezza. 

Autrice: Rosanna Pruccoli

Il sogno di Elisabeth Oberrauch: un atelier nel bosco per gli artisti

Meranese, pittrice, illustratrice di libri per case editrici nazionali e internazionali, creatrice di libri d’artista e di preziosi oggetti di carta, nel corso degli anni Elisabeth Oberrauch è diventata una artista assai nota ed apprezzata a livello internazionale. Ora ha scelto di condividere l’esperienza creativa con altri artisti ma anche con dei musicisti, e così a partire dall’estate 2006 ha messo al servizio dell’arte “l’atelier nel bosco” a San Costantino dove ospita settimane di lavoro interdisciplinari. Sono già più di 100 gli artisti e musicisti che hanno potuto godere di questi soggiorni creativi. Mentre l’idilliaco bosco adiacente è andato arricchendosi delle istallazioni che scaturiscono dal dialogo artistico e che spesso nascono dalla sostanza stessa della foresta fatta di alberi, pietre, terra e che con la natura di questo ambiente sono in dialogo. Land art dunque di ampio respiro e di grande spessore. L’edizione appena conclusasi ha dato vita ad un nuovo percorso nel bosco.

Autrice: Rosanna Pruccoli