I primi 40 anni del club Est ovest

Sono trascorsi già quattro decenni da quel giorno in cui un gruppo di meranesi decise di dare vita a quella che sarebbe diventata una delle realtà culturali più attive dell’intera provincia: l’ost west club est ovest. “Abbiamo grandi progetti in mente per celebrare l’anniversario. Ma tutto dipende da come si evolverà la crisi pandemica”, spiega Giorgia Lazzaretto, una delle anime dell’associazione.

Giorgia Lazzaretto, non è certo il periodo più fortunato per celebrare il traguardo…
Direi proprio di no, purtroppo. Ma non ci perdiamo d’animo: il “compleanno” dell’ est ovest cade il 3 marzo; c’è ancora tempo, e speriamo tutti che la situazione possa cambiare. Ci piacerebbe organizzare diversi concerti di diversi generi musicali in diverse location della città. Le celebrazioni si terranno soprattutto, ma non unicamente, all’insegna della musica in tutto l’arco dell’anno, e come negli ultimi 40 anni il club riserverà un posto speciale ai musicisti sul proprio palco. E poi vorremmo riaprire le porte del country Club già in primavera.

In questo periodo siete aperti al pubblico?
No, non ancora, la sede è ancora chiusa. È troppo piccola, e le regole sono chiare: in questo periodo ci può stare al massimo una ventina di persone. 

Quanti soci contate?
Il numero preciso ancora non lo sappiamo, si aggira intorno ai 7 mila; sono tanti, ma sempre meno rispetto agli scorsi anni. Il Covid ci ha penalizzato parecchio, anche se adesso stiamo portando avanti una campagna per rinnovare le iscrizioni. Abbiamo fatto un’assemblea in presenza, ma stiamo promuovendo anche le iscrizioni online: basta collegarsi al sito www.ostwest.it

Siete in procinto di trasferirvi nella sede nell’edificio dell’ex Bersaglio, giusto? 
Non immediatamente: tutti i progetti sono quasi terminati, ma ci sono ancora dei problemi tecnici e di natura burocratica che non dipendono né dal Comune né dalla Provincia. Noi comunque continuiamo a lavorarci con costanza, e contiamo di inaugurare questo nuovo spazio nel giro di pochi anni. 

Come è andato il 2021?
Non abbiamo voluto demoralizzarci e abbiamo tentato di portare avanti il nostro lavoro nel miglior modo possibile e in alcuni casi anche in modo innovativo. All’inizio del 2021, ad esempio, è andato online il progetto Cow – culture in a box, dotato di una sua propria piattaforma digitale alla pagina www.cow-in-a-box.com
La serie si compone di tre formati (music, talk, town), ciascuno composto di quattro episodi. In una seconda stagione, partita nell’autunno 2021, sono stati realizzati ulteriori sette episodi. L’idea alla base di Cow è stata di mantenere viva l’offerta culturale anche durante la chiusura del locale, e allo stesso tempo fornire ad artisti e creativi culturali una piattaforma su cui avere la possibilità di portare avanti il proprio lavoro. Il progetto ha ricevuto un’eco molto positiva tra soci e spettatori. La prima stagione ha avuto un richiamo di oltre 15.000 visitatori sulla pagina.

Però in estate avete organizzato parecchi eventi in presenza di pubblico…
Sì, con la fine di maggio abbiamo aperto la residenza estiva del country Club: sotto rigide regole di sicurezza e con l’aiuto di numerosi volontari siamo riusciti ad organizzare circa 50 manifestazioni. Tra giugno e ottobre, poi, abbiamo organizzato ben 12 diverse manifestazioni musicali, 19 incontri letterari, 3 serate teatrali 3 Infocafé Femministi, 3 serate di discussione sui temi delle missioni di pace in Darfur, 2 serate di gioco con scacchi e watten e 2 Poetry Slam. 

LA STORIA DEL CLUB EST OVEST
Il 3 marzo del 1982 alcuni giovani meranesi della sinistra alternativa fondano l’Associazione per un centro giovanile e di comunicazione. La prima sede è in un garage di un condominio in via Schiller a Merano.
La realtà in cui nasce il sodalizio è ancora quella di un Alto Adige fortemente diviso tra gruppi etnici, che non condividono quasi nessuno spazio del tempo libero. All’epoca sono quasi assenti i centri giovanili che non siano legati alla vita parrocchiale. I giovani della sinistra langeriana cercano un’alternativa, un luogo dove trovarsi, non legato alle pratiche religiose, né vincolato agli schieramenti etnici. Nasce quindi l’associazione dichiaratamente apartitica, aconfessionale e multietnica.
Nei quarant’anni della sua storia il sodalizio ha cambiato più volte sede, passando dai Portici e altri garage nel quartiere Steinach, prima di approdare all’attuale sede di Vicolo Passiria, dove prima si trovava una Bottega del Mondo. Il sodalizio ha cambiato anche nome, diventando ufficialmente Centro per la Cultura e la Comunicazione ost west club est ovest. Si sono succedute varie gestioni e programmazioni, ma il centro rimane un importante punto di riferimento per la cultura indipendente a Merano e in tutta la provincia. Negli ultimi dieci anni circa l’associazione ha vissuto una crescita sostanziale e costante, frenata solo dalla pandemia.

Autore: Luca Masiello

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