Leonardo e la sua collezione di vinili rock

La cultura della musica rock nasce in America, ma negli anni ‘50 ha influenzato tutta Italia compreso il quartiere Sciangai di Don Bosco. Leonardo Reale ha vissuto la sua adolescenza proprio lì e in quegli anni ha sviluppa una vera e propria passione per questo genere musicale.

Come sei arrivato ad abitare alle Semirurali?
I miei genitori si sono trasferiti a Don Bosco nel ’46, mio padre lavorava nelle fabbriche della Lancia, quindi hanno assegnato alla mia famiglia una delle baracche di fianco alla fabbrica, costruite apposta per i lavoratori. Io avevo appena due mesi di vita e lì ho vissuto sei anni.
Nel ’52 mio padre ha ottenuto una casa, sempre data dalla fabbrica della Lancia, in via Resia, vicino al famigerato campo di transito. In questa casa ho vissuto con la mia famiglia per vent’anni, poi mi sono sposato e sono andato ad abitare in via Palermo, tornando quindi nel quartiere Don Bosco.

Com’è nata la tua passione per il rock?
Quando sono arrivato in via Resia non c’erano tante possibilità di ascoltare musica. L’unico mezzo di comunicazione era la radio, che però trasmetteva principalmente musica melodica e classica, mio padre era un appassionato di questo genere, quindi lo ascoltavamo spesso. Io però ero un ragazzo di quattordici anni a cui la musica classica stava iniziando ad andare un po’ stretta.
Un giorno alla televisione ho visto “il Musichiere”, un programma televisivo in cui si esibivano diversi cantanti. Quella è stata la prima volta che ho ascoltato musica rock e me ne innamorai all’istante. Solo dopo ho scoperto che negli Stati Uniti questo genere esisteva già da cinque anni.
Un altro contatto con il rock erano i Luna Park itineranti, che arrivavano nel quartiere e, per attirare il pubblico, trasmettevano questa musica con dei giradischi e dei grandi altoparlanti.
Negli anni ’60 ho iniziato a lavorare. La mia passione per il rock era così bruciante che ho iniziato a mettere da parte i soldi dello stipendio per potermi permettere un giradischi. Ci ho messo ben sei mesi di paga, ma alla fine sono riuscito a comprarne uno.

Come si è sviluppata poi questa passione?
Dopo il giradischi i soldi che mettevo da parte li usavo per comprare i vinili. Negli anni sono arrivato a collezionare un migliaio di dischi. Ascoltavo moltissimi cantanti sia americani che italiani: Elvis Presley, Little Richard, ma anche Celentano, Mina, Little Tony. Nel ’64 poi alcuni amici formarono una band rock di Sciangai, i Dedy Cemm. Il loro primo disco si chiamava “Gli angeli ci guardano” e fu prodotto dalla casa discografica Jaguar nel 1967. Io spesso li accompagnavo quando suonavano nei locali e, quando volevano fare una pausa, mi chiedevano di cantare. Amavo imitare Elvis Presley, infatti uno dei dischi a cui sono più affezionato è un quarantacinque giri di Elvis contente le canzoni “Don’t be cruel” e “Hound dog”: è il primo disco che ho comprato. Di tutti i cantanti il re del rock era quello che ammiravo di più.
Ancora oggi faccio qualche mostra dei miei dischi nel quartiere e li custodisco tutti gelosamente.

Autrice: Sarah Sartoretto COOLtour

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