“I miei ricordi della zona industriale”

In questo numero del nostro giornale pubblichiamo la seconda tappa delle “memorie” del nostro anziano lettore Bruno Lazzarini. Questa volta oggetto del passo indietro nel tempo è nella zona industriale, un luogo dove molti bolzanini trascorsero per anni le loro giornate al lavoro potendo “assicurare pane sicuro” alle loro famiglie. Si tratta di ricordi personali, in alcuni casi sfumati, e potrà anche esserci più di una imprecisione dal punto di vista storico. Ma dalle parole del signor Lazzarini traspaiono in maniera chiara quelli che lui chiama “piacevoli momenti di passione”, condivisa insieme a tanti altri bolzanini.

“Si parla sempre dello sviluppo e della crescita della nostra città e della nostra provincia. Lo trovo giusto e credo che questo sentimento sia condiviso da tutti i cittadini, perché è segno di orgoglio. Non trovo giusto però che siano dimenticati i ricordi della vecchia zona industriale, nata e cresciuta insieme alla città. Anche la zona industriale ha contribuito alla crescita e allo sviluppo di Bolzano. Ed ha subito, negli ultimi tempi, un cambiamento totale diventando anche commerciale ed artigianale.
In realtà la “zona” custodisce ancora in sé il ricordo di diverse vittime del lavoro e anche del nazifascismo. E i ricordi – come sappiano – aiutano a vivere e considerare il vero valore della vita.
Partiamo da Ponte Resia. Dove c’era il complesso Lama Bolzano, filiale delle Acciaierie, in origine vi era una fabbrica di calzature. Vi lavoravano parecchie ragazze e donne e sopra questo complesso vennero ricavati degli alloggi, destinati ai dipendenti delle Acciaierie. Sul lato destro si trovava invece un’azienda che fabbricava fiammiferi, divenuta poi costruttrice di serramenti.
Si tratta della stessa ditta che, all’epoca, fornì i serramenti delle casette Semirurali. Successivamente l’azienda cambiò ancora produzione e il nome (Cellsa), fornendo pannelli truciolari per le ditte di mobili.
Presso lo stabilimento Magnesio veniva quindi realizzata la lega usata dalle industrie che producevano aerei. Si trattava di un materiale leggero e resistente agli attriti dell’aria. Anche alla Magnesio lavoravano diverse donne.
L’industria Viberti, che invece fabbricava la carrozzeria e i cassoni per i camion, ad un certo punto chiuse i battenti e si trasferì a Torino.
C’era poi la Montecatini, parte del gruppo Montedison; ad essa faceva capo anche la piccola centrale elettrica adiacente al cimitero, ora passata ad Alperia.
Lo stabilimento “Montecatini” era basato tutto sui forni di colata della produzione dell’alluminio, considerato uno dei migliori prodotti a livello nazionale e internazionale. Con l’alluminio si producevano anche gavette e borracce, perché come sappiamo si tratta di un materiale che ha la qualità di mantenere fresche le vivande.
Lo stabilimento Lancia fabbricava camion e praticava il collaudo di detti mezzi su strada. Ad occuparsene erano operai specializzati, uno dei quali – abitante alle Semirurali – ad un certo punto perse la vita. Ora lo stabilimento Lancia occupa meno operai rispetto ad una volta e produce mezzi militari.
Lo stabilimento Acciaierie apparteneva al gruppo Falk e quindi è stato ridenominato Valbruna. Produce il miglior acciaio a livello nazionale e internazionale, ma per ragioni ambientali è stato costretto a calare la produzione e di conseguenza è diminuito anche il personale.
La ditta Schiavoni, adiacente al sottopassaggio che congiunge la zona con Oltrisarco, eseguiva dal canto suo lavori di carpenteria metallica e forgia. Ad un certo punto sperimentò anche la costruzione di carrelli sollevatori.
La ditta Augusto Delaiti iniziò la sua attività in un piccolo fabbricato adiacente il retro dello stabilimento Lancia, divenuto ora deposito della ditta Thaler. La ditta Delaiti – acquisito un nuovo terreno – si sviluppò come ampiezza in due capannoni. Anch’essa eseguiva lavorazioni in alluminio. La direzione della ditta era affidata al figlio Franco, mentre la figlia Franca si occupava dell’ambito amministrativo. Guido, fratello di Augusto, si occupava poi del controllo degli operai, mentre l’altro fratello Mario faceva l’autista e con un camion trasportava i lavori eseguiti.
La ditta Delaiti realizzò anche un monumento dedicato a Pietro Badoglio. La stessa ditta si occupava anche della manutenzione e della funzionalità dei forni dello stabilimento Montecatini.
Sul suolo che all’epoca ospitava la ditta Delaiti e la Cellsa oggi si trova la Metro, supermercato all’ingrosso.
Nella mente è ancora vivo il ricordo dei binari e dei carri merci ferroviari trainati dalle motrici che entravano e uscivano carichi da Montecatini e Acciaierie, con il personale addetto contrassegnato da bandierine rosse. Nella zona industriale ancora oggi sono visibili spezzoni di binari, tra essi anche alcuni da cui partirono i carri merci che trasportarono i deportati a Dachau e Auschwitz.
Per concludere – non so in quale anno perché ero ragazzino – mi ricordo che lo stabilimento Montecatini a carnevale organizzava spaghettate con musica e balli per i propri dipendenti, all’aperto.
In zona industriale – anche qui non mi ricordo più in quale anno – ci fu anche una visita del presidente Gronchi o del ministro Scelba. Si trattò di un grande evento.
Merita di essere ricordato anche il grande sindaco Giorgio Pasquali. Egli aveva a cuore il progredire e lo sviluppo della nostra città. Pasquali aveva il suo studio di ingegneria in Via Stazione, a pochi passi dallo scalo ferroviario. Voglio ringraziare anche l’attuale sindaco Renzo Caramaschi che ci tiene a far grande la nostra città con opere di pregio, dimostrando la stessa passione e amore che ebbe l’ing. Pasquali.”

Autore: Bruno Lazzarini

Dove riempire le borracce? Ecco la guida

Si chiama Refill (riempire, in inglese), il progetto ideato e realizzato dalla Federazione Ambientalisti Alto Adige, che si pone l’obiettivo di mappare, attraverso una piattaforma consultabile gratuitamente online, tutte le fontane e i punti di prelievo di acqua potabile dell’intera Provincia.

Quando l’impegno giovanile si sposa con progetti utili all’intera comunità e dal forte impatto ambientale, il risultato non può che essere vincente. Da qualche anno a questa parte le nuove generazioni sono diventate portatrici di buon esempio per quanto concerne le tematiche della sostenibilità e del cambiamento climatico. E anche a Bolzano – e in Alto Adige in generale – le iniziative in questa direzione sono diverse. Come Refill (riempire, in inglese), progetto ideato e realizzato dalla Federazione Ambientalisti Alto Adige, e che si pone l’obiettivo di mappare, attraverso una piattaforma consultabile gratuitamente online, tutte le fontane e i punti di prelievo di acqua potabile dell’intera Provincia. Un progetto avviato già da qualche mese sulla falsariga dei modelli nati in altre grandi città europee come Bristol e Amburgo, e che oggi riceve nuovo slancio grazie al supporto dei ragazzi di YouDo!BZ, un progetto costola del Jugenddienst Bozen, che aiuteranno d’ora in poi nell’aggiornamento della banca dati.
In Alto Adige, d’altronde, abbiamo la grande fortuna di poter bere fuori casa acqua buonissima senza doverla comprare al supermercato. Basta prendere la propria borraccia e riempirla in una delle numerose fontane dislocate sul territorio da cui zampilla acqua pura e freschissima. È questo il senso di Refill: far accedere facilmente le persone ad un bene primario come l’acqua senza inquinare. Appoggiandosi alle fontane pubbliche sarà possibile evitare la produzione di rifiuti in plastica, riducendo al tempo stesso le spese personali e della collettività. Parallelamente si ridurranno anche i trasporti del materiale e le emissioni di CO2.
Ad oggi la piattaforma Refill conta già 1.700 punti di prelievo d’acqua, di cui circa un centinaio a Bolzano. E con l’aiuto dei ragazzi di YouDo!BZ si punta a incrementare velocemente questo numero. A inserire i nuovi hotspot di acqua potabile saranno Igor Danzi e Ripudaman Singh, due giovanissimi che si sono sin da subito interessati al progetto. “Non posso nascondere che siamo molto contenti di poter contare sul loro aiuto. Avere delle forze fresche così rappresenta per noi un’autentica boccata d’aria fresca”, spiega Josef Oberhofer, presidente della Federazione. E anche il funzionamento della piattaforma, che ricordiamo essere aperta e accessibile a tutti i cittadini, è semplice e intuibile: “Per fare una segnalazione è necessario registrarsi. Così facendo si potrà scegliere tra due opzioni: aggiornare i punti preesistenti con informazioni rilevanti, offrendo così un valore aggiunto per tutti, oppure inserire dati completamente nuovi, registrando nuove fonti e fornire le informazioni correlate”, continua Oberhofer. La piattaforma Refill (www.refill.bz.it/it) è quindi alimentata dalla conoscenza e dall’impegno di molte persone che vogliono contribuire alla riduzione dei rifiuti in plastica. Una volta entrati sul sito ci si imbatte nella mappa della Provincia di Bolzano. Basterà scegliere la zona di nostro interesse e zoommare selezionando la fontana più vicina a noi. Con un semplice click sarà possibile ottenere molte informazioni tra cui la via in cui è localizzata, le fotografie, la qualità dell’acqua e i dettagli sull’accesso alla fontana.

Autore: Alexander Ginestous

Mummie

Più di mille mummie, provenienti da ogni angolo del pianeta e richiamate dal 10° congresso mondiale a loro dedicato, hanno sfilato per le vie del capoluogo altoatesino al grido di “We love Bolzano/Bozen”, provocando qualche disagio alla circolazione. “Quando Ötzi ci ha invitate eravamo tutte un po’ scettiche perché fa troppo caldo d’estate e troppo freddo d’inverno e non è il massimo per la nostra conservazione” ha affermato Tutankhamon “ma una volta arrivate in città abbiamo capito subito il potenziale e siamo sicure che Bolzano possa meritarsi il titolo di capitale mondiale delle mummie”.

Autore: Roberto Tubaro

Manutenzione degli alberi: come funziona?

Nei giorni scorsi in pieno giorno un grande albero è caduto a Bolzano in Via Laurino e per fortuna non ci sono stati feriti gravi. Tutti ci siamo chiesti a chi spetta la manutenzione delle migliaia di arbusti che rendono il capoluogo una città verde. Ecco cosa ci ha detto la direttrice della Giardineria Comunale Ulrike Buratti.

Ha fatto decisamente notizia il crollo, il 31 agosto scorso, dell’albero all’interno del Laurin Parking nel centro di Bolzano. È stata una di quelle situazioni in cui sarebbe potuta accadere una tragedia. Il video delle telecamere di sicurezza che mostrano, da varie angolazioni, la caduta dell’albero, un Aliantus, e come questo vada letteralmente in pezzi con l’impatto, fanno presumere che il dramma sia stato davvero sfiorato.

Il fatto che l’albero sia caduto non durante la tempesta della sera prima, ma in un frangente di una mattina soleggiata, ci porta a porci la domanda: potrebbe succedere di nuovo? E, come si prevengono certe situazioni? Come ci si tutela?

Abbiamo posto queste domande a Ulrike Buratti, la responsabile del Servizio Giardineria del comune di Bolzano.

“Come giardineria abbiamo un catasto dove sono segnati tutti gli alberi sulle nostre proprietà, ad ognuno abbiamo assegnato un codice. Ci sono dei colleghi che periodicamente fanno dei controlli visivi dei nostri alberi a seconda della grandezza della pianta; quando abbiamo a che fare con piante grandi, anche tutelate, in posizioni delicate, le facciamo controllare da esperti esterni con determinate cadenze.”

Quindi non vi occupate di tutti gli alberi in città?

“Ogni proprietario, così come deve tutelare la sua casa, ecc. deve aver cura delle altre cose di sua competenza. Noi da anni siamo in contatto con gli amministratori, quelli che sono coinvolti con la ANACI (l’associazione degli amministratori immobiliari italiani) e questi hanno anche sviluppato un libretto su come si mantengono le piante. Perciò, sono cose di cui gli amministratori sono a conoscenza, e sono loro che devono fare i controlli. Noi non abbiamo una visione su questi controlli.
Il nostro contatto con ANACI, l’associazione che raggruppa tanti amministratori condominiali, risale a qualche anno fa, quando dopo un forte temporale si erano spezzati tanti rami di cedri privati. In quella occasione abbiamo ricordato, tramite l’ANACI, che le piante, così come tutte le altre cose all’interno di una proprietà, hanno bisogno di controllo. E da lì in poi, certi amministratori si sono attivati, si sono dati da fare.”

Ne approfittiamo per un’altra domanda che riguarda i lavori fatti recentemente dal comune in via Renon, nel tratto di marciapiede che collega la stazione FS alla stazione dei bus. Abbiamo notato che nel perimetro intorno agli alberi, sul marciapiede, è stato inserito uno strato di materiale insolito.  

“È un materiale che stiamo utilizzando da qualche anno, adatto a far passare sia l’acqua che l’aria permettendo alla radice di respirare; viene steso a freddo, perciò non causa alcun danno alla pianta, e questo ci permette di recuperare un po’ di spazio per i pedoni.
Abbiamo fatto interventi analoghi in piazza Domenicani e anche in Piazza Gries, in prossimità delle fermate dell’autobus, anche per evitare che la gente possa inciampare in prossimità delle piante.”