L’arte non dorme mai

La vena artistica nelle persone può mettersi in moto a qualsiasi età, scaturendo nei contesti più diversi. Ne è testimone il bolzanino Sasà, che racconta il suo fresco rapporto con il variegato mondo dell’arte visiva. Una passione appena all’inizio e che si sviluppa in tandem con l’ascolto musicale. Lo abbiamo incontrato per farci raccontare come è nato tutto ciò e come si sviluppa il suo rapporto con la creatività.

Di cosa ti occupi principalmente?

Gestisco il bar del Teatro Cristallo insieme ad un mio amico e socio, da ormai tre anni.

Cosa ti ha portato a fare questo lavoro?

Quando questo mio amico ha preso il bar, andavo lì a bere il caffè, ed era un periodo che stavo cercando lavoro. Lui stava cercando un socio, e mi propose di collaborare. Era un lavoro che non avevo mai fatto; l’amicizia è un conto, lavorare insieme è un altro: ma ormai sono anni che ci divertiamo e portiamo avanti l’attività.  

Oltre al bar di cui ti occupi giornalmente, hai anche un lato artistico. Vuoi raccontarcelo?

Questo mio lato creativo l’ho scoperto esattamente un anno fa. Mio fratello per il Natale precedente mi aveva regalato una valigetta di colori; la notte non dormivo ed era un periodo un po’ complicato per me. Una sera ho provato ad utilizzare i colori, e mentre dipingevo non pensavo. Il giorno dopo ho comprato altri materiali, e da lì è iniziato tutto. Sono arrivato a fare circa duecento quadri.

Quali materiali utilizzi?

Colori acrilici, sia puri che mescolati con la colla vinilica, l’acqua e il silicone. Mi piacciono molto anche i pennarelli. Sono partito con i colori: non avendo tecnica, ho iniziato provando ad usare le mani, spatole, spugne e palloncini gonfiati. Dopodiché, siccome questi quadri li finivo rapidamente, e io avevo bisogno di non pensare, ho iniziato con i pennarelli, che richiedono molte più ore di lavoro. Con il tempo mi sono acquietato di spirito, quindi mi sono affacciato all’uso dell’acrilico fluido. Mi intrigava l’effetto che si poteva avere, usando il phon, le cannucce, o anche solamente le mani. Però mi piace scoprire, provare, sperimentare.

Altri materiali che sei interessato a provare?

Mi piacerebbe provare le resine epossidiche. Non solo a livello di pittura, anche per qualcosa di scultoreo. L’idea c’è, devo un attimo capire come si usano.

Cosa ti ispira per la creazione dei tuoi quadri?

Io non ho nessun tipo di formazione artistica. Vado a istinto. Mi metto su un cd e poi da lì, le mani vanno. Quando prendo la tela non ho nessun’idea di cosa andrò a fare; sono molto guidato dalla musica che ascolto.

Che musica ascolti?

Dipende dal momento. Dal jazz, al rock, alla musica italiana, all’indie, diciamo che sono musicalmente onnivoro e ascolto di tutto. Anche se in realtà, mi sono accorto che dopo un po’ non ascolto più nemmeno la musica. Sono talmente concentrato in quello che sto facendo, che mi isolo. La musica diventa quel sottofondo che poi si trasforma in silenzio. Quindi semplicemente mi dà l’incipit.

Di recente hai allestito una mostra. Com’è andata?

Sono soddisfatto. I miei quadri non essendo figurativi offrono più chiavi di lettura, e quel che mi piace è che ognuno guardandoli percepisce ciò che sente.

Autrice: Ilaria Talamoni COOLtour

Danubio dolce

Ingredienti

Per l’impasto – tortiera 28 cm di diametro
530 g farina Manitoba
230 g latte intero
50 g burro fuso
30 g zucchero
4 g lievito di birra secco
1 uova (medio)
1 scorza di limone (non trattata)
1 baccello di vaniglia
10 g sale fino
50 g acqua

Ripieno
Marmellata (vi consigliamo quella di pesche)

Per spennellare e decorare
1 uova (medio)
1 cucchiaio latte intero
20 g zucchero a velo

Preparazione

Per preparare il danubio dolce, cominciate facendo fondere il burro (al microonde o a bagnomaria).
Poi iniziate a preparare l’impasto: versate nella planetaria munita di foglia la farina setacciata, grattugiate la scorza di 1 limone non trattato; unite lo zucchero, i semini di una bacca di vaniglia e il lievito di birra disidratato. Potete usare anche il lievito di birra fresco: in questo caso la dose è 12 grammi. Azionate la planetaria per miscelare gli ingredienti.
Ora versate il latte a temperatura ambiente e l’uovo medio.
Proseguite con il burro fuso e quando gli ingredienti si saranno raccolti attorno alla foglia, arrestate la planetaria e sostituite la foglia con il gancio.
Aggiungete il sale e l’acqua; continuate ad impastare fino a quando l’impasto non si sarà incordato e sarà diventato morbido e omogeneo.
Trasferitelo su un piano di lavoro leggermente unto, lavoratelo un po’ e formate una palla.
Ponetelo in una ciotola e coprite con pellicola trasparente lasciando lievitare per 2 ore in forno spento con luce accesa.
Quando l’impasto avrà raddoppiato il suo volume, prendetelo e stendetelo formando un filoncino su un piano di lavoro leggermente infarinato (o oleato). Con un coltello dalla lama ben affilata ricavate 30 pezzetti da 30 g l’uno.
Allargate ciascun pezzetto con le mani, o stendetelo con un mattarello.
Farcitelo con un cucchiaio di marmellata.
Richiudete ciascun dischetto pizzicando e sigillando bene i lembi perché il ripieno non fuoriesca e proseguite per tutte le palline.
Mano a mano che realizzate il danubio potete adagiare le palline su una tortiera di 28 cm di diametro foderata con carta da forno, disponendole a raggiera a partire dal perimetro più esterno, fino ad arrivare al centro.
Coprite con pellicola trasparente e fate lievitare ancora per 1 ora in forno spento con luce accesa.
Dopodiché spennellate la superficie con l’uovo sbattuto insieme a un cucchiaio di latte, quindi cuocete in forno statico preriscaldato a 180° per 30 minuti (se forno ventilato a 160° per circa 20 minuti).
Una volta cotto, sfornatelo e lasciatelo intiepidire; spolverizzate con lo zucchero a velo e servite il danubio dolce direttamente nella teglia, invitando gli ospiti a staccare ciascuna pallina con le mani!

Il divertimento in maschera

Musica, carri, coriandoli, mascherine e tanta voglia di trascorrere una giornata assieme: la 44esima edizione del Carnevale di Laives ha trasportato migliaia di persone nel mondo del divertimento, coinvolgendo chiunque. Ecco alcune immagini della kermesse negli scatti realizzati da Marika Geronazzo, Adriano Zecchinato, Marco Milioni e Giampietro Zaccaria.

Grande festa in maschera

Tantissimi i ragazzi e le famiglie che si sono trovati giovedì 18 febbraio al parco delle Semirurali per festeggiare il carnevale in compagnia. Non solo sfilata: ma anche un hip-hop dance contest, balli di gruppo, il truccabimbi e tanti giochi assieme! Niccolò Dametto di COOLtour ha immortalato alcuni dei costumi più belli per noi.

Lui. Uno di loro

Il 27 gennaio al Teatro di Gries è andata in scena la prima dello spettacolo teatrale “Lui. Uno di loro”, messinscena degli atti del processo tenutosi nel novembre del 2000 presso la Procura militare di Verona contro Micheal Seifert, uno degli aguzzini del Lager di Bolzano. Gli scatti dedicati a registe e giovani attori sono di Niccolò Dametto COOLtour.

Se i bulli siamo noi

Su iniziativa del Ministero dell’Istruzione e del Merito il 7 febbraio si è celebrata la giornata nazionale contro il bullismo e il cyberbullismo, con lo scopo di capire, intervenire e prevenire questi attuali quanto tristi fenomeni sociali.

Per coloro che non hanno le idee chiare in merito, forse è il caso di spiegare di cosa stiamo parlando. 

Il cyberbullismo in pratica è la manifestazione, in internet, di un fenomeno più ampio e meglio conosciuto come bullismo. Quest’ultimo – com’è noto – è caratterizzato da azioni violente e intimidatorie esercitate da un bullo, o un gruppo di bulli, su una vittima incapace di difendersi. Le azioni possono riguardare molestie verbali, aggressioni fisiche, persecuzioni, generalmente attuate in ambiente scolastico. 

Rispetto a una volta però oggi con il cyberbullismo, questo triste e diffuso fenomeno, è stato in qualche modo rilanciato e per di più su vastissima scala. Le moderne tecnologie consentono infatti oggi ai bulli di infiltrarsi negli smartphone delle vittime e quindi di materializzarsi in ogni momento della loro vita, perseguitandole con messaggi, immagini, e video offensivi. 

è importante sottolineare che se questi fenomeni riguardano soprattutto la sfera dei giovanissimi, in realtà si tratta di comportamenti che non sono confinati in quella fascia d’età, essendo oggi popolata la rete di tantissimi adulti che passano il loro tempo sfogando la propria aggressività verbale nei social network. Si tratta dei cosiddetti leoni da tastiera, persone che spesso sotto forma anonima ma non solo, si “esprimono” attraverso vessazioni che in taluni casi si posso trasformare in vere e proprie persecuzioni. 

La giornata contro il bullismo e il cyberbullismo si configura oggi dunque non solo come un momento fondamentale per responsabilizzare (e difendere) i giovanissimi nel contesto scolastico, ma anche per richiamare gli adulti a un atteggiamento più maturo in merito agli usi e abusi che sono connessi alle tecnologie che essi sviluppano per sé stessi  e non solo, come abbiamo visto. 

Non si tratta dunque solo di “educare” i più giovani, ma anche di regolamentare lo sviluppo delle tecnologie attraverso una maggiore presa di responsabilità a proposito delle insidie connesse al loro uso. Poi occorre dare naturalmente il buon esempio… come su tanti altri aspetti della vita.

Autore: Luca Sticcotti

Con il naso all’insù in un paesaggio marziano

Gli ultimi giorni per gli abitanti del Burgraviato sono stati contraddistinti dai nasi all’insù e da sguardi di curiosità mista a preoccupazione, per l’incendio divampato alle spalle del paese di Marlengo, appena sopra la metà del versante est del Monte San Vigilio. Il favonio, che per quasi due settimane ha maramaldeggiato indisturbato, ha sradicato alcuni alberi che si sono abbattuti sui cavi dell’alta tensione, che, strappatisi, hanno poi cagionato il resto; almeno, questa, sembra la scintilla ufficiale da cui è partito il tutto. Le fiamme, alte e meschine, visibili ad occhio nudo nell’oscurità, in una delle notti più ventose e secche dell’anno, hanno inghiottito ettari di bosco misto; uno scenario atipico e decisamente poco frequente in inverno in Alto Adige, ma che ci ha tenuti in apprensione. Un ringraziamento enorme e sentito  – credo davvero da parte di tutti – spetta, come sempre, agli impavidi vigili del fuoco, di ruolo e volontari, che per tutta la notte e per tutto il giorno seguente con oltre duecento unità si sono prodigati prima via terra sui pendii scoscesi ed irti di pietre e radici, poi anche per via aerea con l’ausilio di elicotteri muniti di benna o bucket (appositi secchi per il trasporto d’acqua e liquidi ritardanti) per domare definitivamente il mostro. I pochi sfollati dalla furia delle fiamme hanno poi fatto ritorno alle loro case. E non dimentichiamoci anche dei simpatici animali selvatici, che del bosco sono gli abitanti.

Il fatto che i cavi dell’alta tensione siano ancora sospesi e non sotterrati apre la strada a questi rischi; l’elevata siccità di un ennesimo inverno mite e avaro di precipitazioni, che rimarca le anomalie climatologiche oramai irreversibili in atto, spalanca la porta degli “inferi” nell’incertezza di cosa aspettarci dal punto di vista meteorologico per la primavera e l’estate prossime venture. Tutti i fenomeni atmosferici, favonio compreso, si sono incattiviti. Le alte pressioni sempre ferme sulle Francia bloccano di fatto ogni perturbazione Atlantica diretta nel Mediterraneo. Ricordiamo che, senza disdegnare l’Ostro e il Ponente, per noi in Alto Adige l’unico vento veramente ricco di precipitazioni è il Libeccio teso. L’occhio attento non può restare indifferente alle pareti boschive delle conche altoatesine dal tipico colore del Pianeta Rosso; e, forse, alberi sradicati, lampioni divelti, rami spezzati, balconi in disordine mettono a nudo le nostre città e ci scoprono fragili “marziani” su di un pianeta che sta cambiando rapidamente. I semenzai sui davanzali ci ricordano che, a breve, i nostri BalconiORTI pulluleranno di nuova vita.  

Autore: Donatello Vallotta