Insalata di quinoa

INGREDIENTI

200 gr quinoa
300 gr pomodori
1 gambo sedano
1 carota
2 zucchine
150 gr fagiolini lessati
2 cucchiai di olio extravergine di oliva
sale qb

PREPARAZIONE

La cottura della quinoa è una procedura semplice e veloce, innanzitutto dovete tenere i semi in ammollo per circa mezz’ora in acqua fredda, scolarteli e risciacquateli bene per eliminare la saponina che li ricopre, e che dà alla quinoa un sapore amarognolo in bocca se non la lavate bene.
Poi mettete abbondante acqua in una pentola e fatela bollire. Salate solo durante l’ebollizione, e aggiungete poi la quinoa, fatela cuocere per circa 20 minuti.
Controllate comunque la cottura, che è completa quando i semi iniziano a diventare morbidi e trasparenti. A cottura completata, scolate la quinoa, lasciatela raffreddare e sarà pronta per essere semplicemente condita.
Nel frattempo preparate gli altri ingredienti, lavate le verdure. Tagliate i pomodori, la carota e il sedano a cubetti. Tagliate le verdure in pezzi piccoli più o meno delle stesse dimensioni.
A parte tagliate a pezzi regolari le zucchine, fateli saltare in padella con un filo di olio per 5 minuti a fiamma alta.
Eleminate le estremità e sbollentate i fagiolini in acqua salata per 20 minuti. Tagliateli a pezzetti.
Quando la quinoa si sarà raffreddata mettetela in una grande insalatiera, aggiungete la dadolata di verdure, le zucchine saltate, i fagiolini e mescolate.
Condite l’insalata con un filo di olio e un pizzico di sale. La vostra insalata di quinoa è pronta da gustare!

VARIANTE
Fra le ricette più apprezzate, soprattutto in estate quando si cerca un piatto facile e velocissimo da fare, la quinoa fredda con tonno è pronta semplicemente aggiungendo una scatoletta di tonno al naturale da 250 gr alla preparazione indicata sopra. Terminate con una macinata di pepe verde e il succo di un lime.

2ª EDIZIONEYOUTH RESTART

Il 23 settembre ci sarà presso i Prati del Talvera la seconda edizione di Youth Restart, l’evento che farà scendere in campo tutti i centri giovani di Bolzano e vuole creare un’offerta di attività varie e divertenti per le ragazze e i ragazzi della nostra città. Ma quali sono i volti degli animatori e dei ragazzi dei centri di Bolzano? Eccone alcuni attraverso gli scatti di Niccolò Dametto.

Andreas Di Pauli: da Aldino a Vienna

Succede, di tanto in tanto, che bambini cresciuti in ambienti umili riescano, grazie al loro straordinario talento, a scalare i gradini della scala sociale e a imporsi nel cosiddetto mondo che conta. Uno di questi è stato sicuramente Andreas Alois Di Pauli, personaggio storico tra i più noti della Bassa Atesina. 

Nato ad Aldino nel 1761, la sua è la classica famiglia contadina che affronta giornalmente la lotta per la sopravvivenza. Nulla lascia presagire che il bambino sarebbe diventato  un eminente magistrato, diplomatico e storico. I Di Pauli erano originari della Val di Fiemme. Il  padre di Andreas era Anton, i cui nonni erano arrivati mezzo secolo prima da Carano, nei pressi di Cavalese, sua madre era Maria Pitschl. Fu lei a insegnargli a leggere ancora piccolissimo. All’età di 6 anni perse entrambi i genitori e con le due sorelline ereditò il maso Maznell. Secondo il suo tutore doveva essere avviato al mestiere di agricoltore come i genitori.  

Nel 1772 il tutore lo mandò per un periodo in Val di Fiemme a studiare l’italiano ma quando tornò il bambino aveva abbandonato l’idea di dedicarsi all’agricoltura e aveva deciso di mettersi a studiare. Il tutore tentennò fino a quando non comprese che il destino del ragazzo era proprio quello, in quanto era riuscito ad apprendere in breve tempo anche la lingua latina dal sacerdote di Trodena. Frequentò con successo le classi ginnasiali a Bressanone e Innsbruck. 

Accanto alla lettura dei classici tedeschi, italiani e latini, si dedicò con particolare passione allo studio della storia, soprattutto quella locale. Divenne, molti anni dopo, il fondatore della Biblioteca Tirolensis, una delle più importanti raccolte di testi e documenti storici del Tirolo. Del resto, appare anche tra i fondatori del Tiroler Landesmuseum di Innsbruck. 

Compì successivamente gli studi di giurisprudenza, storia e scienze naturali presso le Università di Innsbruck e Pavia, prima di dedicarsi all’attività di magistrato a Bolzano. Nel 1786 la città di Bolzano lo nominò suo consulente in materia di legislazione regionale.

Il 15 aprile 1788 sposò a Bolzano Maria Anna Knoll, con la quale convisse fino alla morte della donna nel 1806. Per i suoi meriti acquisiti nella Dieta tirolese svoltasi dopo la morte di Giuseppe II, la città di Bolzano il 16 novembre 1790 gli conferì la cittadinanza di Bolzano. L’anno successivo fece parte della delegazione che si recò a Vienna per sostenere presso la corte imperiale le ragioni del Tirolo. Fu ovviamente coinvolto in prima persona negli eventi bellici a partire dal 1796, in seguito ai quali gli fu conferito il titolo nobiliare con l’aggiunta dell’appellativo von Treuheim. 

Terminato il conflitto con i franco-bavaresi, Di Pauli tornò alla sua occupazione di magistrato e alla sua passione storica, iniziando a collezionare i volumi e documenti che in seguito avrebbero fatto parte della Biblioteca Tirolensis di 1400 volumi. Nel 1809 pubblicò anche una rivista storica e si dedicò alla redazione di molti contributi storici, la maggior parte dei quali pubblicati in forma anonima.

Nel 1810 sposò Maria Anna von Mairl di Bolzano. Tornato il Tirolo agli Asburgo nel 1814, Di Pauli divenne presidente della Corte di Appello di Innsbruck e poi occupò anche ulteriori posti di prestigio presso la corte di Vienna. La sua grande sapienza e abilità diplomatica fu celebrata in varie regioni, dalla Stiria al Trentino. A Rovereto fu nominato membro dell’accademia degli Agiati. Dal 1824 fu nominato presidente della Corte di Appello del Tirolo e Vorarlberg, carica che occupò per 15 anni. 

Nel 1823 era stato fondato il Museo nazionale di Innsbruck e Di Pauli fu subito chiamato a presiederlo. Creò, con la sua dedizione e sapienza, un’istituzione riconosciuta ovunque, arricchì le sue collezioni. Negli ultimi anni della sua vita, trascorsi tra Vienna, Innsbruck e Bolzano, il ragazzino partito in silenzio da Aldino si dedicò con passione alla sua Biblioteca e al Museo di Innsbruck, ottenendo molte onorificenza e riconoscimenti dal mondi culturale, scientifico e accademico. 

Morì il 25 febbraio 1839, dopo aver passato gli ultimi anni di vita piuttosto acciaccato e in particolare quasi cieco.

Autore: Reinhard Christanell

Numeri da record per la Firmenlauf

Oltre 2000 partecipanti per ben 154 aziende: sono solo due dei tanti numeri della 22esima edizione del Firmenlauf, la Corsa Aziendale dell’Alto Adige, svoltasi a Egna venerdì 8 settembre.

Alle 18.30 in punto il segnale di partenza al termine di Via Andreas Hofer, nel centro storico di Egna, ha dato il via alla 22esima edizione del Firmenlauf, la Corsa Aziendale dell’Alto Adige, un evento unico nel suo genere, che ha lo scopo di promuovere il valore del movimento come divertimento e come piacere, prima che come competizione. Ma prima dello start, i rappresentanti delle 154 aziende altoatesine partecipanti si sono ritrovati numerosissimi presso l’Haus Unterland per il ritiro del pettorale, occasione per le foto di rito, le chiacchiere e magari anche un aperitivo per caricare soprattutto il morale, comunque già molto alto.

Da questo momento e fino alle 23, il centro storico di Egna si è animato di spirito sportivo, spirito di squadra e di unione non solo tra colleghi, ma anche tra dipendenti delle diverse aziende. 

Due le competizioni previste, il Miglio e la 5 km, cui hanno partecipato rispettivamente 484 e 1528 persone, per un totale di 2012 partecipanti.

Moltissimi i colleghi, ma anche gli abitanti del borgo, presenti a bordo strada, per incitare amici e compagni di lavoro.

 Corridori esperti si sono affiancati a partecipanti che correvano in competizione per la prima volta, portando così avanti il vero spirito dell’evento e cioè la promozione del valore del movimento anche attraverso il posto di lavoro.

Al termine delle due competizioni, si è dato ampio spazio al divertimento, con musica dal vivo e stand gastronomici, in attesa della partecipatissima premiazione. 

Premiazione, che ha visto salire sul podio dei primi tre posti delle aziende con il maggior numero di partecipanti Iveco defence Vehicle con 130 partecipanti, la Würth con 122 e bureau Plattner con 40 dipendenti a rappresentanza dell’azienda.

A conquistare il primo posto del singolo Fit For Business nella corsa del Miglio è stato Manuel Wendt dell’azienda Topcontrol, con un tempo di 0:05:12, mentre il podio del singolo totale della 5 km se lo è aggiudicato Peter Lanziner di Volksbank, con 0:14:50, che ha conquistato naturalmente anche la vetta della classifica maschile. Nel singolo femminile invece, si sono aggiudicate il podio Sara Hutter di Vi.P Gen. Landwirtschaft. Gesellschaft nella 5 km con un tempo di 0:18:57 e Manuela Mathà di Raiffeisen Landesbank il podio del miglio con 0:06:24. Bureau Plattner si è aggiudicata anche la coppa per la maglietta con il miglior slogan e per l’utilizzo di materiali ecosostenibili.

Conclusa la premiazione, c’è stato ancora spazio per il divertimento e – per chi si sentiva ancora in forma nonostante lo sforzo – per uno scatenato ballo sotto il palco con la musica di DJ Klama. 

Alle 23 si è abbassato il sipario sull’edizione 2023 di questa competizione, che ogni anno vede decine di aziende interessate a partecipare e che è tornata in particolare da quest’anno a registrare numeri pre-covid. 

Il pensiero alla base dell’evento è che ogni azienda, ogni capo e ogni singolo lavoratore dovrebbero essere consapevoli del valore ideale della Corsa Aziendale, che dovrebbe divenire un appuntamento fisso nel calendario di ogni azienda e di ogni lavoratore dell’Alto Adige, in attesa dell’edizione 2024.

Autrice: Raffaella Trimarchi

Insieme per la festa delle Associazioni

Ha avuto luogo sabato 9 settembre la seconda edizione della festa delle associazioni di San Giacomo “San Giacomo insieme”, tra stand gastronomici, musica, giochi e spettacoli per grandi e piccoli e il mercatino dei bambini.

Da ormai 10 anni – che verranno compiiuti precisamente il 21 novembre prossimo – l’associazione di promozione sociale Oratorio/Oratorium Santiago è punto di riferimento e promotrice di eventi e iniziative per tutta la popolazione della frazione di San Giacomo, in special modo dopo l’inaugurazione avvenuta l’anno successivo (maggio 2014) del complesso del nuovo oratorio adiacente la parrocchia del paese.

E – come dietro ogni associazione – sono i volontari il vero cuore e motore delle attività del Santiago che anche quest’anno, dopo la prima edizione targata 2022, hanno dato vita a una vera e propria festa che omaggiasse il grande lavoro di queste persone di buona volontà che si celano dietro a ognuna delle associazioni paesane. Ecco allora che sabato 9 settembre, nel piazzale della parrocchia, si è svolta la seconda edizione della festa “San Giacomo insieme”. Si tratta di una sinergia nata dalla rete con associazioni come gli Alpini, il gruppo dei vigili del fuoco volontari, la Heimatbühne, la Strapaes, la Suedtiroler Bäuerinnenorganisation, la Ortsgruppe Leifers-St.Jakob-Pfatten, il Volley Team San Giacomo Agruzzo, il circolo degli scacchi “J. Richter-Lask” e la Biblioteca Don Bosco. Tutti insieme, hanno dato un assaggio di quella che è l’intera vita culturale, sportiva, e associativa di quello che ormai è sempre di più un grande paese – grazie anche al progressivo popolamento del nuovo quartiere ex-Amonn. Si andava dagli Alpini, come sempre attivissimi ai fornelli, ai Vigili del Fuoco volontari che hanno dato vita a una emozionante dimostrazione sui pericoli del fuoco e sulla loro preparazione ed intervento, fino ai bambini e ragazzi del paese che – in completa autonomia – hanno messo in piedi un ricco mercatino delle pulci per rimettere in circolo ciò che a casa non utilizzano più.

Un modo festoso per invitare tutta la popolazione a interessarsi sempre più della vita associativa del paese e per promuovere le tantissime iniziative proposte a partire da questo mese di settembre proprio dall’Associazione Santiago presso le belle sale dell’oratorio – dai laboratori crativi per bambini e adulti allo spazio compiti, dal pilates allo Yoga, solo per citarne alcune. Iniziative e proposte sempre molto apprezzate ormai da anni, ma che necessitano come sempre del supporto e della partecipazione di volontari disposti a mettersi in gioco in questo importantissimo ruolo delle associazioni, come motore della vita sociale, culturale e civile della comunità. Appuntamento quindi all’edizione 2024 della festa delle associazioni ”San Giacomo insieme”.

Autrice: Raffaella Trimarchi

Un’estate di successi e generosità

L’estate della ginnastica Sportclub Merano è giunta al termine lasciando dietro a sé un sentiero di vittorie e iniziative che hanno reso la stagione estiva un’oasi di successi e soddisfazioni per l’intera società.

Per concludere in bellezza la stagione sportiva, la ginnastica meranese si è presentata al saggio di fine anno con uno spettacolo unico: 450 gli atleti che si sono esibiti in un’atmosfera di gioia, emozione e orgoglio coinvolgendo un pubblico numerosissimo. 19 corsi e 5 squadre di gara hanno illuminato la palestra di Lagundo con esibizioni accurate e scenografiche incantando familiari, amici e appassionati. Quella giornata non è stata solo la celebrazione dell’impegno e del talento di giovani atleti e atlete, ma anche una festa che ha riunito più di 3.000 persone con musica, giochi per bambini, buon cibo e lotteria, il tutto grazie al grande sostegno e aiuto di istruttori e famiglie: un risultato di un’eccezionale comunità sportiva che condivide la grande passione per la ginnastica. 

Questa festa è stata anche l’occasione di raccogliere delle offerte per l’Associazione Apito Paolo Tonucci, un’associazione che promuove progetti socio educativi per bambini e adolescenti in Brasile sostenendo e migliorando le condizioni di vita delle famiglie nella città di Camaçari in Bahia. La sezione di ginnastica di Merano con una donazione ha voluto compiere un gesto di generosità e di impegno sociale per un’associazione che riflette i valori che sono anche alla base dello Sportclub: l’impegno per il benessere sociale, la condivisione e l’importanza di estendere il potenziale dello sport al di là del mero aspetto competitivo. 

Le celebrazioni non si sono fermate al saggio di fine anno. La società di ginnastica artistica ha recentemente lasciato il proprio segno ai campionati nazionali di Rimini. Le gare sono state una vetrina per il talento e l’impegno delle atlete che hanno trionfato con una serie di straordinarie performance. Numerosi ori, argenti e bronzi hanno aggiunto ulteriore prestigio al già brillante palmarès dello Sportclub Merano.

La ginnastica meranese ha sfruttato l’estate anche per diverse collaborazioni, come quella con la sezione nuoto dello Sportclub, organizzando la terza edizione della “settimana estiva ginnastica-nuoto”. Si è trattata di un’esperienza all’insegna del movimento tra giochi e svago in palestra e in piscina, incentivando l’esercizio fisico abbinato al divertimento, il tutto in un contesto bilingue in cui i bambini hanno potuto approcciarsi alle lingue italiano e tedesco. Ma non solo, la settimana dal 23 al 29 luglio lo Sportclub ha accolto nella palestra Savoy la società di ginnastica Artisticamente 2010 di Rovigo in cui collabora l’allenatrice meranese Elena Rossi. Una settimana in cui 9 ginnaste hanno partecipato agli allenamenti usufruendo dell’attrezzatura e in cui ci sono stati interessanti scambi tecnici tra gli allenatori.  

Un momento di unione e crescita è stato anche il collegiale a Fano, una settimana di allenamenti intensivi presso la palestra della società Alma Juventus con allenatori altamente specializzati. Un’esperienza che oltre a perfezionare le abilità tecniche delle ginnaste, promuove ogni anno valori come la collaborazione di squadra, la determinazione, la passione e soprattutto l’amicizia, rafforzando sempre più i legami tra le atlete e le allenatrici: gli ingredienti vincenti per raggiungere vette sempre più alte.

Si conclude così una ricca estate per la ginnastica meranese che tra iniziative coinvolgenti, collaborazioni proficue e vittorie si può ritenere più che soddisfatta. Un successo ancora maggiore considerando di essere l’unica realtà sul territorio altoatesino ad aver raggiunto questi risultati senza disporre di una struttura dedicata. Nonostante le difficoltà, la sezione, con oltre 700 soci, si prepara per una nuova stagione, conscia delle sfide che la aspettano. Le palestre scolastiche diventeranno ancora una volta il luogo degli allenamenti per gli atleti, ma anche il palcoscenico per il montaggio e smontaggio degli attrezzi ogni giorno. Questo sacrificio di tempo ed energie, necessario per sopperire alla mancanza di una struttura fissa, sottolinea la dedizione e la passione che guidano ogni passo la ginnastica meranese. In questo contesto, la sezione Sportclub guarda avanti con speranza di ricevere una maggiore attenzione e supporto nel panorama politico. I numeri e i risultati finora ottenuti dimostrano che questa realtà è meritevole di ulteriori risorse e considerazione.
I successi ottenuti, le sfide superate e il desiderio di una palestra tutta propria creano un quadro di passione e determinazione che non può passare inosservato, ma che soprattutto spinge la ginnastica meranese a guardare il futuro con ancora più grinta e tenacia.

Autrice: Chiara Caobelli

Un tiro, da Pola a Bolzano

Con più di 2000 reti segnate Dean Turkovic è uno dei giocatori più forti che abbiano mai giocato a Bolzano. Di origine croata, nel 2011 approda a Bolzano e acquisisce in seguito la cittadinanza italiana. Dopo dodici anni a Bolzano, Dean gioca ancora nella prima squadra con il ruolo di capitano. Oggi andremo a scoprire il perché del suo arrivo a Bolzano e cosa ci fa ancora qui.

Ciao Dean, dicci qualcosa in più di te…

Sono Dean Turkovic, ho 36 anni e sono nato a Pola, una città situata all’estremo sud della penisola istriana, in Croazia. Da dodici anni gioco per l’SSV Bozen, squadra di cui sono capitano da quattro anni. Gioco per la nazionale dal 2011 e ho una settantina di presenze con la maglia azzurra.

Come ti sei avvicinato alla pallamano?

La mia strada era già segnata. Mio padre è stato un pallamanista ed un allenatore e mio fratello ci giocava. Anche se, a dire il vero, avrei sempre voluto giocare a calcio con i miei amici, ma siccome abitavamo a cinque chilometri dalla città mio padre mi disse “Se vuoi posso accompagnarti a pallamano in macchina, se vuoi giocare a calcio devi andare a piedi”. Abbandonai così l’idea di giocare a calcio… (ride, ndr).

Come sei arrivato a Bolzano?

A 23 anni decisi che era tempo di cambiare e di provare nuove esperienze. Avendo il nonno con la cittadinanza italiana (che dopo presi anch’io), sapevo che la strada più facile era quella di andare in Italia. Bolzano all’epoca era stata appena promossa in serie A e la società aveva un progetto serio con l’ambizione di puntare al titolo italiano. Così quando l’allenatore Ljubo Flego mi ha chiamato ho colto subito l’occasione, ed eccomi qua…

Dopo 12 anni sei ancora a Bolzano, cosa ti ha spinto a rimanere?

All’inizio non conoscevo la città e non pensavo sicuramente di rimanerci per 12 anni. La squadra si è dimostrata fin da subito molto buona: il primo anno abbiamo vinto la Coppa Italia e il Campionato Italiano, l’anno dopo abbiamo fatto il bis e negli ultimi dodici anni abbiamo vinto altri dieci titoli. Gli anni passavano e la squadra ha sempre lottato nei vertici della pallamano, così io sono rimasto. 
Questa è stata la mia motivazione sotto un punto di vista sportivo, dall’altra parte Bolzano e in generale l’Alto Adige sono un posto bellissimo e affascinante. Viaggiando molto ho avuto la possibilità di vedere tantissimi posti belli, ma mi ritengo fortunato di poter vivere qui. 

Ti manca la Croazia?

Dopo 12 anni qui, Bolzano la sento come una seconda casa ed essendo abbastanza vicino alla Croazia (meno di 5 ore in macchina) ci torno spesso. In questi anni tantissimi amici e famigliari sono venuti a trovarmi.
Ma una cosa che proprio mi manca tanto è il mare, soprattutto quando qui le giornate iniziano a farsi calde.

Finita la tua carriera sportiva hai intenzione di rimanere?

Mi mancano ancora due anni di contratto, finiti questi valuterò se continuare oppure andare in pensione dalla pallamano. Ma attualmente sono del pensiero che prima o poi tornerò in Croazia.

In cosa può migliorare Bolzano? 

Dal punto di vista sportivo penso che si potrebbe migliorare tanto, soprattutto per quanto riguarda le infrastrutture, che da quando sono a Bolzano sono cambiate poco. Poi mi piacerebbe che si proponessero sport meno conosciuti ai ragazzini già alle elementari così che poi crescendo hanno più possibilità di scegliere quale sport praticare.
All’infuori dello sport la città la vedo molto ordinata, però per quello che offre ai giovani la vedo molto cara.

Autore: Niccolò Dametto

Don Bosco: ricordi di quartiere

Gabriele Antinarella e Beppe Grandinetti ci parlano dell’Associazione “Amarcord Sciangai”: un sogno fatto di ricordi e incontri, un modo per tenere viva la storia.

Come nasce questa associazione?

Antinarella: Il mio sogno era quello di realizzare un “Club delle Semirurali”. Già negli anni 60 avevo iniziato a fare delle riprese del luogo e delle persone, che si possono trovare ancora nell’archivio storico. In quel quartiere ci abbiamo vissuto l’infanzia, la gioventù, siamo legati ad ogni vicolo. Abbiamo abbandonato le Semirurali, ma le Semirurali sono dentro di noi.

Grandinetti: Con questa associazione si vogliono avvicinare tutte le persone che ancora ricordano e possono venire a raccontare la loro storia. Vogliamo unirle in modo da dare vita ai ricordi attraverso racconti, chiacchere, filmati e foto. 

Come funziona, che cosa fate?

Grandinetti: È un punto di ritrovo dove si può portare e raccontare la propria storia. Siamo tutti volontari, tutti vogliosi di ricordare questo periodo di storia, che va dal 1935 fino ad arrivare all’abbattimento delle casette. Le persone che hanno vissuto questa fase della storia del quartiere possono tramandarlo alle nuove generazioni, in modo che ci sia un ricordo visivo a livello di immagini, e anche raccontato. È per tutti quelli che hanno vissuto in quelle casette e per chi le ha viste nascere, ma non è escluso a nessuno.

Antinarella: Ogni sabato dalle ore 10 alle 12 siamo all’Auser, in piazza Don Bosco. È una rimpatriata dove “la gente di ieri” si ritrova. Si tratta di passare dei momenti piacevoli, commoventi, dai quali vengono fuori anche degli aneddoti. Da questo incontrarsi ritornano a galla ricordi bellissimi che erano stati dimenticati.

A cosa ambite?

Grandinetti: Il nostro scopo al momento è di raggruppare il maggior numero di persone possibili interessate, persone che sono attratte dal vedersi e magari incontrarsi di nuovo 40 anni dopo. Vogliamo far aumentare la consapevolezza dell’esistenza di questa associazione e ciò permetterà di avere a disposizione più materiale per possibili progetti futuri. Lo scopo è coinvolgere chi l’ha vissuto per dare ai posteri.

Avete in programma qualche evento?

Grandinetti: Organizzeremo diversi incontri di vario genere in modo che si compia questo percorso di Amarcord Sciangai. Poi le iniziative saranno una conseguenza, come coinvolgere le scuole. Il museo da ampliare o da gestire sarà una cosa in divenire. 

Antinarella: Il sogno che mi è rimasto è quello di parlare nelle scuole di questo quartiere, parlare della vita e di cosa si faceva all’epoca.

Autrice: Ilaria Talamoni COOLtour

Re Laurino

Nonostante fosse stata comunicata un’ipotetica limitazione dei generi musicali, Laurino, re dei nani, è riuscito ad esibirsi all’ultima Altstadtfest con il suo classico progetto di cover rock/pop/folk davanti ad un buon boccale di birra e circondato dalle sue amate rose. La magia del concerto però è svanita nel momento in cui il sovrano ha tentato di rapire Similda con le sue arti magiche, ovvero mettendo nel suo bicchiere una potente droga sintetica acquistata da poco in piazza Stazione. È stato prontamente fermato dalla sicurezza della festa e rimandato tra le montagne. 

Autore: Roberto Tubaro

Una vita da… Eco Narratrice

Elisa Nicoli, da cos’è nata l’idea dell’Eco Narratrice?

Nel 2013 era nato il sito e i vari profili social de Il Laboratorio dell’autoproduzione (“autoproduco”), che nel 2017 è sbarcato anche su Instagram. All’epoca era solo un gioco, condividevo le foto delle cose che mi facevo in casa. Pian piano il profilo cresceva, fino al 2020, quando ho presto più seriamente questo gioco e ho cominciato a pensare in maniera più strategica ai post e a  pubblicare in modo più regolare. Ho cominciato a parlare di tanti argomenti legati alla sostenibilità in generale e quindi quel nome, “autoproduco” mi stava sempre più stretto. A maggio 2022 il mio compagno stava sistemando le teglie nel forno e mi ha detto “perché non ti chiami “Eco Narratrice”. E così è stato!

Ci sono state delle influenze particolari che ti hanno portata a intraprendere questo progetto?

Chiarisco subito che mi occupo di comunicazione ambientale dal 2007 e che dall’epoca sono anche una documentarista. Quindi quello che faccio sui social non è nulla di nuovo e di inventato, ma ho delle solide basi di competenze sia teoriche / contenutistiche, sia tecniche. In ogni caso non avrei mai pensato di fare di Instagram il mio lavoro principale. È stato il primo lockdown a darmi la vera spinta, visto che avevo perso tutti i lavori che stavo facendo.

Come descriveresti il tuo account Instagram e i relativi contenuti in poche parole?

Sul mio profilo @eco.narratrice narro in 60 secondi tante diverse tematiche ambientali, tutte legate alla nostra vita quotidiana e alle nostre scelte d’acquisto. Detersivi, cosmetici, vestiti, cibo, fare la spesa…

Dove hanno origine le idee per un nuovo video/short?

Alcune idee partono da argomenti che conosco da anni, di cui ho scritto nei miei libri. Altri arrivano da letture. Altri ancora da ricerche interessanti che trovo online (sempre da fonti attendibili). Altri ancora da richieste esplicite dei/delle follower.

Il 5 gennaio 2022 è stato pubblicato su YouTube il video della tua collaborazione con Tedtalk. Questa conferenza è stata un’opportunità per divulgare maggiormente le idee di cui parli sui tuoi profili social?

Partecipare ad un TEDx è stato emotivamente molto faticoso… ma mi ha dato una grandissima soddisfazione. È un onore poter parlare all’interno di un contesto che aumenta la propria credibilità.

Pensi che Bolzano sia una città eco-sostenibile?

Diciamo che ho scelto di restare a vivere a Bolzano perché mi permette di vivere a basso impatto. Sto in affitto in una casa nella quale non ho mai dovuto accendere il riscaldamento (CasaClima B), mi muovo solo in bici, posso fare la spesa sfusa e di qualità senza sforzo alcuno… In altri luoghi sarebbe molto più complesso, in altri ancora impensabile.

Hai progetti futuri?

Uscirà un nuovo libro…state pronti!

Autore: Pietro Bonadio COOLtour