Una giusta dieta è importante in ogni fase della vita

Nella nostra rubrica QuiDonna oggi incontriamo Chiara Riva, una giovane quanto appassionata dietista. L’indagine sul cibo e la sfera nutrizionale per lei partono da lontano, negli affetti famigliari e nei giochi di bambina. Ama il cibo sano e di qualità, le ricette della tradizione emiliana, veneta e tirolese corrispondenti alle sue stesse radici. Per fare di questo universo gustoso la sua professione ha affrontato gli studi necessari e i tirocini che l’hanno portata ad approfondire sempre di più le sue conoscenze e le sue esperienze. Oggi è desiderosa di aiutare le giovani ad impostare una corretta alimentazione che le sosterrà negli anni a venire. La sua attenzione per le diverse fasi della vita di una donna ne fanno una importante alleata ad ogni età. 

Qual è il percorso di studi per la sua professione? 

Per poter diventare dietista bisogna conseguire la laurea di primo livello in dietistica. Il corso ha durata triennale e si articola in un percorso teorico e pratico. Nei tre anni di studio vengono svolte 1500 ore di tirocinio in diversi ambiti: presso ospedali, cliniche specializzate, ristorazione collettiva e produzione alimentare, in modo tale da offrire allo studente un’ampia prospettiva lavorativa.La nostra figura rientra tre le professioni sanitarie e ci occupiamo dell’alimentazione nel paziente sano e affetto da patologie, stilando piani alimentari grammati e non, sotto prescrizione medica. Inoltre collaborando con altre figure sanitarie trattiamo in un team multidisciplinare i disturbi del comportamento alimentare.
Molto importante a mio avviso è poi la sfera dell’educazione alimentare che mai dovrebbe mancare in una consulenza, indipendentemente dal motivo dell’invio. Recita infatti la definizione del profilo professionale il dietista è: “Il professionista sanitario competente per tutte le attività finalizzate alla corretta applicazione dell’alimentazione e della nutrizione, ivi compresi gli aspetti educativi e di collaborazione all’attuazione delle politiche alimentari” (DM 744/94, profilo professionale del Dietista).

Com’è nata questa sua passione? 

Fin da piccola ho sempre amato cucinare ma soprattutto mangiare. Ho avuto la fortuna di passare molto tempo con i miei nonni che mi hanno trasmesso la loro grande passione per la cucina bolognese ed altoatesina. Ricordo ancora i sabati pomeriggio passati a impastare  canederli o a preparare tortellini.
Da lì è partito il mio interesse per l’ambito alimentare. Dopo la laurea in lingue ho così deciso di intraprendere questa strada per conciliare la mia passione per la cucina sana e genuina e poterla mettere a disposizione di chi con il cibo ha un rapporto a volte conflittuale. 

Cosa significa dieta sana? 

Questa è una bellissima domanda. Spesso inizio i percorsi chiedendo al paziente cosa significhi per lei/lui il termine dieta, e puntualmente la risposta riporta termini come eliminazione, sofferenza e mero dimagrimento. 
Il concetto di dieta va pensato invece come un percorso a 360 gradi volto ad ottenere salute e benessere. Etimologicamente parlando, infatti, il concetto di dieta deriva dal termine greco daitia che significa alimentazione bilanciata, stile di vita attivo non rinunciando alla  convivialità. Personalmente quando penso al concetto di dieta sana non posso che pensare alla dieta mediterranea, una dieta semplice, prevalentemente vegetale e ricchissima di “nutraceutici”. Questo pattern alimentare permette di mantenersi in forma, prevenire  e migliorare molte patologie cronico degenerative. 
Inoltre uno dei punti cardine della DM è la sua semplicità e sostenibilità, dove per sostenibile non intendiamo solo l’aspetto ambientale, ma la “fattibilità / attuabilità”  con cui  la persona riesce a seguire il piano dietetico. È esperienza comune che molti pazienti che seguono diete particolarmente rigide le abbandonino dopo qualche tempo riprendendo il peso perso con interessi. 

Pensando alle diverse fasi della vita di una donna come dovrebbe cambiare la dieta? 

La donna nell’arco della sua vita va incontro a modificazioni ormonali che comportano molti cambiamenti a livello fisico-biologico, emozionale, di composizione corporea e di condotta alimentare.Far fronte in ognuna di queste fasi alle diverse esigenze nutrizionali risulta pertanto essenziale. 

Alcuni esempi in linea generale? 

Durante la gravidanza è consigliato ridurre l’apporto di zuccheri semplici per contrastare l’effetto diabetogeno insito in questo particolare periodo. Durante la menopausa è essenziale invece l’apporto di proteine, di calcio e di vitamina D per prevenire le problematiche legate al metabolismo osseo. 

Quali nutrienti sono indispensabili e quando? 

In una dieta bilanciata dovrebbero sempre essere presenti tutti i macro e micronutrienti. 
Per macronutrienti intendiamo i carboidrati (pasta, pane, riso, patate), le proteine (legumi, pesce, formaggio, uova e carne) e i lipidi/grassi (olio, frutta secca, burro).
Nei micronutrienti rientrano invece le vitamine e i minerali particolarmente presenti in frutta e verdura.  
Tali componenti dovrebbero essere presenti ad ogni pasto della giornata cercando di variare il più possibile tra gli alimenti delle diverse classi. 

Un ultimo consiglio dedicato alle adolescenti. 

Oggi giorno veniamo bombardati quotidianamente dalle cosiddette Fad Diets, diete estremamente restrittive che promettono risultati strabilianti in poco tempo. La verità?..Sono diete pericolose, perché non sono bilanciate e purtroppo spesso demonizzano singoli alimenti o ancor peggio interi gruppi alimentari (molto spesso carboidrati) che vengono esclusi dalla dieta senza alcun fondamento scientifico. 
Ai giovani inoltre darei questo messaggio: non seguite diete fai da te o consigliate da personale non qualificato. Se volete migliorare la vostra alimentazione o intraprendere un percorso di dimagrimento affidatevi ad un professionista.  
Sarebbe inoltre particolarmente importante investire maggiormente in progetti di educazione alimentare fin dalle scuole primarie. 

Autrice: Rosanna Pruccoli

Dj Giangee: la musica come espressione dell’anima 

Gianluca Comploj, in arte dj Giangee, è un noto artista brissinese che ci ha raccontato il suo amore per la musica in tutte le sue sfumature.  

Quando è nata la tua passione per la musica? 

La mia passione non ha una data di nascita precisa, ho davvero un’infinità di ricordi legati a diverse canzoni, devo tantissimo ai miei genitori che mi hanno sempre cresciuto a pane e audio cassette. Dai primi album di Luca Carboni che ascoltavo da bambino alle sessioni di Slayer/ Slipknot in solitaria da adolescente. Per darti una linea temporale mi piace pensare che la mia passione sia nata da quando sono riuscito a registrare le prime frequenze in testa!

Come si sono evoluti i tuoi gusti musicali nel tempo? Da quali fattori, persone o gruppi musicali sei stato maggiormente influenzato?

Sono sempre stato una persona con gusti musicali variegati, sono cresciuto a suon di rock, blues, jazz e musica etnica per poi conoscere, con l’evoluzione parallela del mondo della musica, la musica elettronica ed è stato amore a prima vista! Le sonorità che mi hanno influenzato principalmente sono state sicuramente le percussioni, i fiati, la musica blues e jazz. I personaggi e i gruppi che mi hanno influenzato di più sono stati Jimi Hendrix, i Dire Straits, i Police , Enya, Zucchero e Pino Daniele per poi ampliare la mia visione sul mondo dell’elettronica con artisti come Joe T Vannelli, Ralf e la vecchia scuola dell’hip hop Italiano da Bassi Maestro a Frankie hi NRG.

Qual è il singolo a cui sei più legato e perché?

è il primo singolo che ho scritto: SEA WOLF. Quando ho registrato il brano per me era tutto nuovo e per la prima volta ho avuto la possibilità di andare a registrare in uno “studio”. Mi ricordo come se fosse ieri come e quando l’ho prodotta, registravo un mio amico che accordava una chitarra, altri amici con il sax e un paio di microfoni arrangiati. È stato tutto davvero magico.

Qual è il tuo rapporto con i vinili? Quanto sono importanti per la tua musica? 

I vinili per me hanno sempre avuto un ruolo importantissimo. Fin da bambino ammiravo chi sapeva mixare e scratchare e grazie a questo ho iniziato a voler imparare e migliorare la tecnica del mixare con i dischi, oltre a voler accumularne sempre più. Non dimenticherò mai la mia prima lezione con lo storico DJ Dino, che mi ha fatto mixare talmente tante volte il brano “In the music – deepswing” che ormai il disco avrà un solco al posto della traccia. Per me i dischi sono fondamentali non solo per suonare, ma anche per campionarli e usare qualche sample ritagliato da qualche brano che mi fa impazzire, per iniziare a produrre una bella traccia in studio.

Cosa vuoi trasmettere con la tua musica?

Lo scopo è far immedesimare l’ascoltatore, vorrei riuscire condividere tutte le emozioni, compresa l’energia che ho provato nel comporre il brano. Mi piace l’idea che l’ascoltatore possa entrare in sincronia con il brano. Vorrei che la mia musica riuscisse a far staccare dalla vita quotidiana e far vivere un momento pieno ed emozionante, sollevando l’ascoltatore per qualche istante da qualsiasi tipo di dovere o responsabilità. Ho sempre considerato la musica come un mezzo. Dove ti porta però, lo decide solo l’ascoltatore!

Qual è stata la tua più grande soddisfazione in questo percorso?  

Sicuramente una delle più grandi soddisfazioni è stata la prima console da dj che ho comprato con i miei primi soldini. Poi sono arrivati i primi passi fatti su un giradischi con risultati decenti e la firma del mio primo contratto musicale con un’etichetta. Sicuramente un grande orgoglio è essere riconosciuto non solo come dj, ma anche come artista.

Quali sono i tuoi progetti futuri?

Mi piacerebbe trasformare questa passione nel mio lavoro, continuare a produrre e suonare, crescere artisticamente, conoscere sempre più gente del settore, comporre più brani possibili e collaborare con i migliori per poter prendere spunto dalle loro tecniche. Insomma il mio progetto è di continuare a imparare e conoscere per riuscire a fare di ciò che amo il mio antidoto alla quotidianità.

Autori: Redazione COOLtour

B.O.M.: le giovani menti aperte si ritrovano in biblioteca

Jacopo Schiesaro, da tempo attivo nella realtà culturale bolzanina, è un operatore determinato a promuovere la salute mentale nella comunità. Sin dalle superiori ha iniziato un percorso fuori dalle aule scolastiche per avvicinarsi alla cultura, partecipando a diversi progetti culturali e sociali. Il suo bisogno di affrontare il tema della salute mentale è sorto da esperienze personali che lo hanno spinto a voler abbatterne il tabù. Il Collettivo Open Mind è nato con l’obiettivo di creare un gruppo libero da pregiudizi dove le persone, soprattutto quelle di età compresa tra i 18 ed i 35 anni, possano confrontarsi apertamente su diversi temi, incluso quello della salute mentale.

Il collettivo si compone di 28 volontari e comprende anche diverse figure professionali quali psicologi, assistenti sociali, bibliotecari e un’assistente alla maternità. La forza trainante di questo progetto è l’empatia e il desiderio di creare una comunità accogliente e solidale. Il progetto BOM, Biblioteca Open Mind, nasce per rivedere il concetto di biblioteca e promuovere la narrazione come strumento per comprendere la salute mentale. “La biblioteca è uno spazio che può essere vissuto e il nostro obiettivo è che BOM diventi un luogo in cui una persona possa sentirsi accolta e raccontarsi liberamente” afferma Jacopo Schiesaro. La Biblioteca è sostenuta dall’associazione Be Young, all’interno del quale si svolgono gli incontri mensili. Inoltre all’interno dello spazio Drin si possono prendere in prestito i libri dedicati al tema della salute mentale. Lo scopo non è quello di creare un gruppo di assistenza o di autoaiuto, ma quello di normalizzare la necessità di cercare sostegno e supporto nei momenti difficili. “Siamo spesso abituati a stare male senza fare rumore” afferma Schiesaro. Tra le attività proposte vengono organizzate delle trasferte per visitare diverse realtà culturali e sociali nazionali come, ad esempio, la biblioteca sociale UAU di Brescia, la Biblioteca degli Oggetti Leila di Bologna e l’Accademia di Comunità “La Foresta” di Rovereto. Ogni mese vengono organizzati inoltre incontri aperti alla cittadinanza e talk con esponenti della cultura con cui i ragazzi possono confrontarsi e creare un dialogo costruttivo. Un’iniziativa particolarmente interessante è quella di creare un “finto farmaco” all’interno del quale ci sono due foglietti illustrativi contenenti informazioni sulla salute mentale e una mappa dei servizi disponibili a Bolzano. Inoltre BOM sta lavorando a un libro che raccoglie 30 interviste relative alle storie di giovani adulti, con l’obiettivo di colmare il vuoto informativo sulla salute mentale. BOM Biblioteca Open Mind si trova in Viale Trieste 30 a Bolzano. 

Autore: Martin Bonaccio COOLtour

Politica, bocce e scacchi

Qui Intervista a Alessandro Bertinazzo. E’ nato nel dicembre 1958 e si è sposato nel 1983. Il suo unico figlio è nato nel 1988. Ha iniziato a lavorare a 17 anni e dall’età di 60 si sta godendo la pensione. Ha lavorato 10 anni da operaio e quindi altri 33 da funzionario pubblico, prima nello Stato e poi in Provincia. Appassionato dalla politica, è da 22 anni segretario provinciale del Partito Socialista. Ha candidato più volte a Sindaco nel comune di Bronzolo, dove è nato. Nel 2005 è stato eletto per la prima volta, nel 2015 la seconda. In tutto è stato 25 anni in consiglio comunale. Da quattro anni presiede la società Bocciofila e la società USD Bronzolo, che quest’anno organizza la 50a edizione della corsa in montagna Bronzolo Aldino.

Le mie occupazioni preferite.

Politica, bocce, scacchi. 

Il luogo dove vorrei vivere.

Toscana, Elba.

Il mio piatto preferito.

I risotti.

Non sopporto…

I voltafaccia.

Nel mio frigorifero non manca mai…

Il formaggio.

Se fossi un animale sarei…

Un lupo.

Sono stato orgoglioso di me stesso quella volta che…

Non ho ceduto alle lusinghe economiche, quando avevo potere decisionale.

L’errore che non rifarei.

Fidarmi dei partner in politica.

Dove mi vedo fra dieci anni

Tra il volonterosi (volontari) e altruisti.

L’ultima volta che ho perso la calma.

è difficile che la perda, ma quando sono arrabbiato può succedere, come avvenuto recentemente  fra bocciofili. Poi mi pento.

La prima cosa che faccio al mattino.

Stacco l’allarme di casa.

Il mio sogno ricorrente

Vedere meno odio e più consapevolezza della fortuna che abbiamo.

La cosa che apprezzo di più nel luogo in cui vivo.

Il saluto delle persone che incontro.

Il mio motto.

Nulla è impossibile e nulla è irrisolvibile; fra alcuni giorni saprò come ho risolto il tutto.

Del mio aspetto non mi piace…

Il peso.

I miei colori preferiti.

Rosso e giallo.

Il mio primo ricordo. 

Un trenino in legno con cui giocavo.