La nuova stupefacente stagione del Teatro Stabile di Bolzano

Silvio Orlando, Victoria Thierrée Chaplin e Aurélia Thierrée, Rocco Papaleo, Anna Bonaiuto, Paolo Pierobon, Leo Muscato, Maria Paiato, Filippo Dini, Anna Della Rosa, Massimo Popolizio, Manuela Mandracchia, Alessandro Serra, Neri Marcorè, Valter Malosti e Alessandro Haber, sono solo alcuni dei protagonisti della nuova stagione del Teatro Stabile di Bolzano (TSB).

Il cartellone 2023/2024 disegnato dal TSB per il pubblico di Bolzano si compone di 13 appuntamenti con l’eccellenza del teatro che nascono dall’incontro tra testi e artisti/e di altissima caratura. 

In scena quattro coproduzioni TSB: spettacoli ideati, progettati e allestiti assieme ai principali teatri italiani, interpretati dalle personalità più carismatiche del panorama teatrale e non solo. Rocco Papaleo consolida la sua collaborazione con il TSB interpretando “L’ispettore generale”, commedia satirica estremamente divertente di Nikolaj Gogol che rivive ora grazie alla regia e all’adattamento di Leo Muscato, punto di riferimento a livello internazionale per gli allestimenti di prosa e lirica. Lo spettacolo inaugura la stagione il 26 ottobre 2023 al Comunale di Bolzano. Paolo Pierobon, fuoriclasse del teatro e del cinema, interpreta invece “De Gasperi: l’Europa brucia” un testo nuovo, scritto da Angela Dematté e diretto da Carmelo Rifici che delinea le luci e le ombre dello statista trentino Alcide De Gasperi. 

Neri Marcorè interpreta “La Buona Novella”, coproduzione TSB, tratta dal primo concept album di Fabrizio De André pubblicato nel 1970. Questo nuovo spettacolo di teatro canzone è diretto da Giorgio Gallione che ne cura anche la nuova versione teatrale avvalendosi dell’arrangiamento musicale di Paolo Silvestri. 

Valter Malosti e Anna Della Rosa saranno quindi gli straripanti protagonisti del classico di William Shakespeare “Antonio e Cleopatra”, un’altra imperdibile coproduzione del TSB. 

Imponenti, inediti e di culto: gli spettacoli che completano il cartellone bolzanino rappresentano gli esempi più luminosi e ambiziosi di allestimenti teatrali che si confrontano con testi contemporanei e riletture di grandi classici. Filippo Dini dirige e interpreta la prima versione italiana di “Agosto a Osage County”, commedia vincitrice del Pulitzer nel 2008, scritta dall’attore e drammaturgo pluripremiato Tracy Letts. 

Primo allestimento italiano anche per “Ciarlatani”, commedia scritta e diretta dal drammaturgo spagnolo Pablo Remón e interpretata da Silvio Orlando, Francesca Botti, Francesco Brandi e Blu Yoshimi. 

Il linguaggio materico e ancestrale di Alessandro Serra rilegge “La Tempesta” di William Shakespeare, mentre il talento vibrante e incontenibile di Alessandro Haber vestirà i panni inconsueti ma irresistibili di Zeno Cosini nella versione teatrale del capolavoro di Italo Svevo “La coscienza di Zeno” diretta da Paolo Valerio. Massimo Popolizio dirige e interpreta “Uno sguardo dal ponte” opera passionale e tenebrosa, un dramma della gelosia che Arthur Miller scrisse ispirandosi a un fatto di cronaca. 

Una fuoriclasse come Maria Paiato è protagonista, assieme a Mariangela Granelli e Ludovica D’Auria, della commedia “Boston Marriage” di David Mamet, voce tra le più rappresentative della scena americana, premio Pulitzer nel 1984 e più volte nominato agli Oscar. Un piccolo capolavoro teatrale diretto da Giorgio Sangati.

La dimensione surreale e fantasmagorica degli spettacoli di Victoria Chaplin si rispecchia nello spettacolo “Bells and Spells”, interpretato da Aurelia Thierrée e Jaime Martinez.

Da quest’anno, grazie alla collaborazione sempre più stretta con il CSC S. Chiara di Trento, la stagione in abbonamento in Sala Grande si impreziosisce di due appuntamenti con la danza contemporanea internazionale, affidata alla compagnia catalana La Veronal e a Marcos Morau con lo spettacolo “Sonoma” e ad Aterballetto che presenterà “Un jour nouveau I Birthday party”, il nuovo spettacolo nato dalla collaborazione tra i coreografi Rachid Ouramdane e Angelin Preljocaj. 

LA STAGIONE REGIONALE CONTEMPORANEA

Parallela alla stagione in abbonamento, da ottobre a maggio si snoda la seconda edizione della Stagione Regionale Contemporanea realizzata in collaborazione con il CSC S. Chiara di Trento, che quest’anno comprende 22 recite tra Bolzano e Trento. Tra i protagonisti troviamo Motus, The Circa Ensemble, ma anche gli spettacoli di Paolo Rossi, Gipo Gurrado, RezzaMatrella, Stefano Massini, Paolo Mazzarelli, Francesco Alberici e Romeo Castellucci. 

ABBONAMENTI

Fino al 29 ottobre sono in vendita i nuovi abbonamenti alla stagione di Bolzano: i prezzi sono rimasti invariati rispetto alle passate stagioni e si confermano tra i più vantaggiosi del panorama italiano. A grande richiesta, questa stagione anche lo spettacolo del sabato si svolge alle ore 19. I Turni sono 4: TURNO A giovedì h. 20.30 ; TURNO B venerdì h. 19 ; TURNO C sabato h. 19 e TURNO D domenica h. 16 

Numerosi i benefit riservati agli abbonati: oltre a 8 biglietti gratuiti per assistere agli spettacoli delle stagioni del TSB (In Scena al Teatro Cristallo di Bolzano; Wordbox- e Stagione Regionale Contemporanea al Comunale), sono 13 gli ingressi ridotti per gli appuntamenti delle stagioni di Orchestra Haydn, Vereinigte Bühnen Bozen, Associazione L’Obiettivo (L’Operetta), CSC S. Chiara (Danza al Comunale di Bolzano e Prosa al Sociale di Trento). 

La biglietteria del Teatro Comunale di Bolzano è aperta con il seguente orario: da martedì a venerdì dalle 14.30 alle 19 e sabato dalle 15.30 alle 19. Infoticket + 39 0471 053800  E-Mail info@ticket.bz.it   www.teatro-bolzano.it

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La strada dedicata a Romano Guardini

Nel triangolo tra via Claudia Augusta, via Roma, viale Trento, vi è una via minore, via Romano Guardini, piccola via ma dedicata a grande uomo. Nato il 17 febbraio 1885 a Verona, Romano Guardini aveva un anno quanto fu portato a Magonza dal padre, che in tale città commerciava in pollame  e uova. A Magonza Romano frequentò il Gymnasium umanistico, a Tubinga la facoltà di chimica, a Monaco di Baviera quella di economia politica. Deciso di entrare in seminario, studiò teologia a Friburgo e Tubinga. Ordinato sacerdote il 28 maggio 1910, mentre continuava agli studi teologici svolse un’intensa attività pastorale come cappellano in varie parrocchie. Dai contatti con il movimento giovanile e con il movimento liturgico fu stimolato ad approfondire la riflessione teologica. Laureatosi a Friburgo il 15 giugno 1915, nel 1922 ottenne l’abilitazione all’insegnamento di teologia dogmatica. Nel 1923 fu pubblicato “Il senso della Chiesa”, opera che contribuì a far nascere la nuova coscienza della Chiesa. Fu nel 1923 che aprì la cattedra di “Filosofia della religione e visione cattolica del mondo” all’Università di Berlino; a Berlino Guardini svolse anche l’attività di conferenziere, predicatore, scrittore, che lo rese famoso anche all’estero. Per il suo brillante insegnamento fu molto seguito dai giovani; lo stesso Guardini guidò uno dei movimenti giovanili, il “Quickborn”, dal quale prese ispirazione il gruppo della Rosa Bianca. Importante e impegnativa opera di Guardini fu “Der Herr” (Il Signore), che uscì in italiano nel 1949. Revocata la cattedra da parte dei nazisti nel 1939, Guardini si ritirò a Mooshausen (Allgäu) presso Josef Weiger, un amico parroco. Ripreso l’insegnamento a fine guerra a Tubinga e a Monaco di Baviera, nel 1952 gli fu conferito il Premio della Pace dei librai tedeschi, nel 1962 il Premio Erasmo a Bruxelles, nel 1963 il Premio San Zeno a Verona; seguì nel 1965 la laurea honoris causa dell’Università di Padova. Romano Guardini morì il 1° ottobre 1968.

Autore: Leone Sticcotti

L’uomo dietro i cursori: Fabrizio Dall’Oca

Il volto sornione contornato da una barba bionda e un sorriso nascosto da baffi e occhiali di Fabrizio Dall’Oca è un volto familiare per chi è cresciuto frequentando i concerti delle band locali da metà anni settanta e, per i vent’anni successivi, e per chi si è recato alle serate dedicate alla musica jazz nelle stagioni musicali di Carambolage e Laurin. 

Fabrizio è nato professionalmente insieme ai suoi coetanei che si facevano le ossa suonando: lui se le è fatte smanettando sui cursori e potenziometri maturando l’idea che quello era il lavoro che voleva fare da grande. Ora, che grande è diventato ed è addirittura pensionato, continua ad essere il fonico esclusivo del poliedrico jazzista Paolo Fresu, coronando un sogno e una lunga carriera.

“Ho cominciato dando una mano ad una band di amici che si chiamava Otho Mollis – ci racconta il fonico – si andava in giro con due piccole casse e con un mixerino da otto canali che ci sembrava il non plus ultra, quando siamo passati al sedici canali ci sembrava di avere una cosa incredibile, il tutto era molto empirico visto che comunque si partiva da zero; all’epoca non c’erano scuole per imparare questo mestiere e ci siamo letteralmente fatti le ossa. Io e loro. Se pensi che tutto era cominciato ascoltando i dischi in vinile a casa, cercando di capire come facessero i suoni ad uscire in un determinato modo. Da lì si è arrivati all’idea di fornire un service, come si suol dire, il più professionale possibile”.

Nella Bolzano di fine anni settanta, l’idea di un’amplificazione per concerti di tipo professionale era pura fantascienza, quando il Fabrizio Dall’Oca e il gruppo denominato La Stanza pensarono di lanciarsi in questa avventura con intenti seri e costituendosi in un’associazione culturale che promuoveva e allestiva concerti fornendo anche l’amplificazione, la cosa era una novità assoluta e totale.

“Si trattava soprattutto di musica jazz – prosegue Dall’Oca – un genere che mi è sempre piaciuto, anche se come tutti anch’io sono partito dal rock. Ogni luogo era buono per organizzare una serata, ricordo che con il Circolo La Comune capitava di amplificare concerti in aule scolastiche. Adesso certe situazioni di allora sarebbero improponibili, ma a quell’epoca non c’erano legislazioni né tantomeno limitazioni in campo di sicurezza sul lavoro. Si arrivava sul posto col furgone, si scaricava, si montava e via… Anno dopo anno invece è diventato tutto più controllato, a partire dai permessi, dalle perizie specialistiche sull’idoneità di luoghi e impianti”.

La passione per il jazz, fece sì che Dall’Oca si ritrovasse insieme ad un amico e collega bolognese ad amplificare il concerto di Miles Davis al Paladozza nel novembre del 1986: un salto notevole per il giovane fonico bolzanino. Da lì al trovarsi coinvolto nel calderone di Umbria Jazz il passo è stato breve: “Lavorare per quegli artisti che ero solito ascoltare sui dischi – continua il suo racconto – è stata un’emozione pazzesca, sono stati anni incredibili, ho fatto il service audio a Perugia per oltre vent’anni. Dopo il 2009 l’ho fatto solo per l’edizione invernale che si tiene a Orvieto”.

Ora però Dall’Oca lavora praticamente in esclusiva per Fresu, che amplifica ovunque, in Italia, all’estero, nei teatri, in formula quintetto jazz, in formazione con sezione d’archi, in duo, trio, quartetto, tanto che confidenzialmente quando parla di Fresu lo chiama il mio artista.

“L’unica eccezione – conclude – sono i concerti con Omar Sosa, perché in quel caso lui si porta i suoi fonici. Con Paolo ho lavorato la prima volta a Bolzano nel 1987, intorno alla metà degli anni duemila il suo agente mi ha proposto di seguirlo in un’occasione un po’ difficile e da lì tutto è partito. Con lui si viaggia, e a me piace tantissimo viaggiare, fa tantissimi concerti, siamo nell’ordine di più di 120 concerti all’anno e il rapporto va oltre la professione, ormai ci sono stima reciproca e amicizia, è una persona tranquilla e affabile, capisce le situazioni. Non ricordo di avere mai avuto momenti di tensione con lui. Il motto, se qualcosa non va come dovrebbe, è: la prossima volta andrà meglio”.

Autore: Fabrizio dall’Oca

Un’estate di successi e generosità

L’estate della ginnastica Sportclub Merano è giunta al termine lasciando dietro a sé un sentiero di vittorie e iniziative che hanno reso la stagione estiva un’oasi di successi e soddisfazioni per l’intera società.

Per concludere in bellezza la stagione sportiva, la ginnastica meranese si è presentata al saggio di fine anno con uno spettacolo unico: 450 gli atleti che si sono esibiti in un’atmosfera di gioia, emozione e orgoglio coinvolgendo un pubblico numerosissimo. 19 corsi e 5 squadre di gara hanno illuminato la palestra di Lagundo con esibizioni accurate e scenografiche incantando familiari, amici e appassionati. Quella giornata non è stata solo la celebrazione dell’impegno e del talento di giovani atleti e atlete, ma anche una festa che ha riunito più di 3.000 persone con musica, giochi per bambini, buon cibo e lotteria, il tutto grazie al grande sostegno e aiuto di istruttori e famiglie: un risultato di un’eccezionale comunità sportiva che condivide la grande passione per la ginnastica. 

Questa festa è stata anche l’occasione di raccogliere delle offerte per l’Associazione Apito Paolo Tonucci, un’associazione che promuove progetti socio educativi per bambini e adolescenti in Brasile sostenendo e migliorando le condizioni di vita delle famiglie nella città di Camaçari in Bahia. La sezione di ginnastica di Merano con una donazione ha voluto compiere un gesto di generosità e di impegno sociale per un’associazione che riflette i valori che sono anche alla base dello Sportclub: l’impegno per il benessere sociale, la condivisione e l’importanza di estendere il potenziale dello sport al di là del mero aspetto competitivo. 

Le celebrazioni non si sono fermate al saggio di fine anno. La società di ginnastica artistica ha recentemente lasciato il proprio segno ai campionati nazionali di Rimini. Le gare sono state una vetrina per il talento e l’impegno delle atlete che hanno trionfato con una serie di straordinarie performance. Numerosi ori, argenti e bronzi hanno aggiunto ulteriore prestigio al già brillante palmarès dello Sportclub Merano.

La ginnastica meranese ha sfruttato l’estate anche per diverse collaborazioni, come quella con la sezione nuoto dello Sportclub, organizzando la terza edizione della “settimana estiva ginnastica-nuoto”. Si è trattata di un’esperienza all’insegna del movimento tra giochi e svago in palestra e in piscina, incentivando l’esercizio fisico abbinato al divertimento, il tutto in un contesto bilingue in cui i bambini hanno potuto approcciarsi alle lingue italiano e tedesco. Ma non solo, la settimana dal 23 al 29 luglio lo Sportclub ha accolto nella palestra Savoy la società di ginnastica Artisticamente 2010 di Rovigo in cui collabora l’allenatrice meranese Elena Rossi. Una settimana in cui 9 ginnaste hanno partecipato agli allenamenti usufruendo dell’attrezzatura e in cui ci sono stati interessanti scambi tecnici tra gli allenatori.  

Un momento di unione e crescita è stato anche il collegiale a Fano, una settimana di allenamenti intensivi presso la palestra della società Alma Juventus con allenatori altamente specializzati. Un’esperienza che oltre a perfezionare le abilità tecniche delle ginnaste, promuove ogni anno valori come la collaborazione di squadra, la determinazione, la passione e soprattutto l’amicizia, rafforzando sempre più i legami tra le atlete e le allenatrici: gli ingredienti vincenti per raggiungere vette sempre più alte.

Si conclude così una ricca estate per la ginnastica meranese che tra iniziative coinvolgenti, collaborazioni proficue e vittorie si può ritenere più che soddisfatta. Un successo ancora maggiore considerando di essere l’unica realtà sul territorio altoatesino ad aver raggiunto questi risultati senza disporre di una struttura dedicata. Nonostante le difficoltà, la sezione, con oltre 700 soci, si prepara per una nuova stagione, conscia delle sfide che la aspettano. Le palestre scolastiche diventeranno ancora una volta il luogo degli allenamenti per gli atleti, ma anche il palcoscenico per il montaggio e smontaggio degli attrezzi ogni giorno. Questo sacrificio di tempo ed energie, necessario per sopperire alla mancanza di una struttura fissa, sottolinea la dedizione e la passione che guidano ogni passo la ginnastica meranese. In questo contesto, la sezione Sportclub guarda avanti con speranza di ricevere una maggiore attenzione e supporto nel panorama politico. I numeri e i risultati finora ottenuti dimostrano che questa realtà è meritevole di ulteriori risorse e considerazione.
I successi ottenuti, le sfide superate e il desiderio di una palestra tutta propria creano un quadro di passione e determinazione che non può passare inosservato, ma che soprattutto spinge la ginnastica meranese a guardare il futuro con ancora più grinta e tenacia.

Autrice: Chiara Caobelli

Don Bosco: ricordi di quartiere

Gabriele Antinarella e Beppe Grandinetti ci parlano dell’Associazione “Amarcord Sciangai”: un sogno fatto di ricordi e incontri, un modo per tenere viva la storia.

Come nasce questa associazione?

Antinarella: Il mio sogno era quello di realizzare un “Club delle Semirurali”. Già negli anni 60 avevo iniziato a fare delle riprese del luogo e delle persone, che si possono trovare ancora nell’archivio storico. In quel quartiere ci abbiamo vissuto l’infanzia, la gioventù, siamo legati ad ogni vicolo. Abbiamo abbandonato le Semirurali, ma le Semirurali sono dentro di noi.

Grandinetti: Con questa associazione si vogliono avvicinare tutte le persone che ancora ricordano e possono venire a raccontare la loro storia. Vogliamo unirle in modo da dare vita ai ricordi attraverso racconti, chiacchere, filmati e foto. 

Come funziona, che cosa fate?

Grandinetti: È un punto di ritrovo dove si può portare e raccontare la propria storia. Siamo tutti volontari, tutti vogliosi di ricordare questo periodo di storia, che va dal 1935 fino ad arrivare all’abbattimento delle casette. Le persone che hanno vissuto questa fase della storia del quartiere possono tramandarlo alle nuove generazioni, in modo che ci sia un ricordo visivo a livello di immagini, e anche raccontato. È per tutti quelli che hanno vissuto in quelle casette e per chi le ha viste nascere, ma non è escluso a nessuno.

Antinarella: Ogni sabato dalle ore 10 alle 12 siamo all’Auser, in piazza Don Bosco. È una rimpatriata dove “la gente di ieri” si ritrova. Si tratta di passare dei momenti piacevoli, commoventi, dai quali vengono fuori anche degli aneddoti. Da questo incontrarsi ritornano a galla ricordi bellissimi che erano stati dimenticati.

A cosa ambite?

Grandinetti: Il nostro scopo al momento è di raggruppare il maggior numero di persone possibili interessate, persone che sono attratte dal vedersi e magari incontrarsi di nuovo 40 anni dopo. Vogliamo far aumentare la consapevolezza dell’esistenza di questa associazione e ciò permetterà di avere a disposizione più materiale per possibili progetti futuri. Lo scopo è coinvolgere chi l’ha vissuto per dare ai posteri.

Avete in programma qualche evento?

Grandinetti: Organizzeremo diversi incontri di vario genere in modo che si compia questo percorso di Amarcord Sciangai. Poi le iniziative saranno una conseguenza, come coinvolgere le scuole. Il museo da ampliare o da gestire sarà una cosa in divenire. 

Antinarella: Il sogno che mi è rimasto è quello di parlare nelle scuole di questo quartiere, parlare della vita e di cosa si faceva all’epoca.

Autrice: Ilaria Talamoni COOLtour

Un tiro, da Pola a Bolzano

Con più di 2000 reti segnate Dean Turkovic è uno dei giocatori più forti che abbiano mai giocato a Bolzano. Di origine croata, nel 2011 approda a Bolzano e acquisisce in seguito la cittadinanza italiana. Dopo dodici anni a Bolzano, Dean gioca ancora nella prima squadra con il ruolo di capitano. Oggi andremo a scoprire il perché del suo arrivo a Bolzano e cosa ci fa ancora qui.

Ciao Dean, dicci qualcosa in più di te…

Sono Dean Turkovic, ho 36 anni e sono nato a Pola, una città situata all’estremo sud della penisola istriana, in Croazia. Da dodici anni gioco per l’SSV Bozen, squadra di cui sono capitano da quattro anni. Gioco per la nazionale dal 2011 e ho una settantina di presenze con la maglia azzurra.

Come ti sei avvicinato alla pallamano?

La mia strada era già segnata. Mio padre è stato un pallamanista ed un allenatore e mio fratello ci giocava. Anche se, a dire il vero, avrei sempre voluto giocare a calcio con i miei amici, ma siccome abitavamo a cinque chilometri dalla città mio padre mi disse “Se vuoi posso accompagnarti a pallamano in macchina, se vuoi giocare a calcio devi andare a piedi”. Abbandonai così l’idea di giocare a calcio… (ride, ndr).

Come sei arrivato a Bolzano?

A 23 anni decisi che era tempo di cambiare e di provare nuove esperienze. Avendo il nonno con la cittadinanza italiana (che dopo presi anch’io), sapevo che la strada più facile era quella di andare in Italia. Bolzano all’epoca era stata appena promossa in serie A e la società aveva un progetto serio con l’ambizione di puntare al titolo italiano. Così quando l’allenatore Ljubo Flego mi ha chiamato ho colto subito l’occasione, ed eccomi qua…

Dopo 12 anni sei ancora a Bolzano, cosa ti ha spinto a rimanere?

All’inizio non conoscevo la città e non pensavo sicuramente di rimanerci per 12 anni. La squadra si è dimostrata fin da subito molto buona: il primo anno abbiamo vinto la Coppa Italia e il Campionato Italiano, l’anno dopo abbiamo fatto il bis e negli ultimi dodici anni abbiamo vinto altri dieci titoli. Gli anni passavano e la squadra ha sempre lottato nei vertici della pallamano, così io sono rimasto. 
Questa è stata la mia motivazione sotto un punto di vista sportivo, dall’altra parte Bolzano e in generale l’Alto Adige sono un posto bellissimo e affascinante. Viaggiando molto ho avuto la possibilità di vedere tantissimi posti belli, ma mi ritengo fortunato di poter vivere qui. 

Ti manca la Croazia?

Dopo 12 anni qui, Bolzano la sento come una seconda casa ed essendo abbastanza vicino alla Croazia (meno di 5 ore in macchina) ci torno spesso. In questi anni tantissimi amici e famigliari sono venuti a trovarmi.
Ma una cosa che proprio mi manca tanto è il mare, soprattutto quando qui le giornate iniziano a farsi calde.

Finita la tua carriera sportiva hai intenzione di rimanere?

Mi mancano ancora due anni di contratto, finiti questi valuterò se continuare oppure andare in pensione dalla pallamano. Ma attualmente sono del pensiero che prima o poi tornerò in Croazia.

In cosa può migliorare Bolzano? 

Dal punto di vista sportivo penso che si potrebbe migliorare tanto, soprattutto per quanto riguarda le infrastrutture, che da quando sono a Bolzano sono cambiate poco. Poi mi piacerebbe che si proponessero sport meno conosciuti ai ragazzini già alle elementari così che poi crescendo hanno più possibilità di scegliere quale sport praticare.
All’infuori dello sport la città la vedo molto ordinata, però per quello che offre ai giovani la vedo molto cara.

Autore: Niccolò Dametto

Una vita da… Eco Narratrice

Elisa Nicoli, da cos’è nata l’idea dell’Eco Narratrice?

Nel 2013 era nato il sito e i vari profili social de Il Laboratorio dell’autoproduzione (“autoproduco”), che nel 2017 è sbarcato anche su Instagram. All’epoca era solo un gioco, condividevo le foto delle cose che mi facevo in casa. Pian piano il profilo cresceva, fino al 2020, quando ho presto più seriamente questo gioco e ho cominciato a pensare in maniera più strategica ai post e a  pubblicare in modo più regolare. Ho cominciato a parlare di tanti argomenti legati alla sostenibilità in generale e quindi quel nome, “autoproduco” mi stava sempre più stretto. A maggio 2022 il mio compagno stava sistemando le teglie nel forno e mi ha detto “perché non ti chiami “Eco Narratrice”. E così è stato!

Ci sono state delle influenze particolari che ti hanno portata a intraprendere questo progetto?

Chiarisco subito che mi occupo di comunicazione ambientale dal 2007 e che dall’epoca sono anche una documentarista. Quindi quello che faccio sui social non è nulla di nuovo e di inventato, ma ho delle solide basi di competenze sia teoriche / contenutistiche, sia tecniche. In ogni caso non avrei mai pensato di fare di Instagram il mio lavoro principale. È stato il primo lockdown a darmi la vera spinta, visto che avevo perso tutti i lavori che stavo facendo.

Come descriveresti il tuo account Instagram e i relativi contenuti in poche parole?

Sul mio profilo @eco.narratrice narro in 60 secondi tante diverse tematiche ambientali, tutte legate alla nostra vita quotidiana e alle nostre scelte d’acquisto. Detersivi, cosmetici, vestiti, cibo, fare la spesa…

Dove hanno origine le idee per un nuovo video/short?

Alcune idee partono da argomenti che conosco da anni, di cui ho scritto nei miei libri. Altri arrivano da letture. Altri ancora da ricerche interessanti che trovo online (sempre da fonti attendibili). Altri ancora da richieste esplicite dei/delle follower.

Il 5 gennaio 2022 è stato pubblicato su YouTube il video della tua collaborazione con Tedtalk. Questa conferenza è stata un’opportunità per divulgare maggiormente le idee di cui parli sui tuoi profili social?

Partecipare ad un TEDx è stato emotivamente molto faticoso… ma mi ha dato una grandissima soddisfazione. È un onore poter parlare all’interno di un contesto che aumenta la propria credibilità.

Pensi che Bolzano sia una città eco-sostenibile?

Diciamo che ho scelto di restare a vivere a Bolzano perché mi permette di vivere a basso impatto. Sto in affitto in una casa nella quale non ho mai dovuto accendere il riscaldamento (CasaClima B), mi muovo solo in bici, posso fare la spesa sfusa e di qualità senza sforzo alcuno… In altri luoghi sarebbe molto più complesso, in altri ancora impensabile.

Hai progetti futuri?

Uscirà un nuovo libro…state pronti!

Autore: Pietro Bonadio COOLtour

Re Laurino

Nonostante fosse stata comunicata un’ipotetica limitazione dei generi musicali, Laurino, re dei nani, è riuscito ad esibirsi all’ultima Altstadtfest con il suo classico progetto di cover rock/pop/folk davanti ad un buon boccale di birra e circondato dalle sue amate rose. La magia del concerto però è svanita nel momento in cui il sovrano ha tentato di rapire Similda con le sue arti magiche, ovvero mettendo nel suo bicchiere una potente droga sintetica acquistata da poco in piazza Stazione. È stato prontamente fermato dalla sicurezza della festa e rimandato tra le montagne. 

Autore: Roberto Tubaro

Insieme per la festa delle Associazioni

Ha avuto luogo sabato 9 settembre la seconda edizione della festa delle associazioni di San Giacomo “San Giacomo insieme”, tra stand gastronomici, musica, giochi e spettacoli per grandi e piccoli e il mercatino dei bambini.

Da ormai 10 anni – che verranno compiiuti precisamente il 21 novembre prossimo – l’associazione di promozione sociale Oratorio/Oratorium Santiago è punto di riferimento e promotrice di eventi e iniziative per tutta la popolazione della frazione di San Giacomo, in special modo dopo l’inaugurazione avvenuta l’anno successivo (maggio 2014) del complesso del nuovo oratorio adiacente la parrocchia del paese.

E – come dietro ogni associazione – sono i volontari il vero cuore e motore delle attività del Santiago che anche quest’anno, dopo la prima edizione targata 2022, hanno dato vita a una vera e propria festa che omaggiasse il grande lavoro di queste persone di buona volontà che si celano dietro a ognuna delle associazioni paesane. Ecco allora che sabato 9 settembre, nel piazzale della parrocchia, si è svolta la seconda edizione della festa “San Giacomo insieme”. Si tratta di una sinergia nata dalla rete con associazioni come gli Alpini, il gruppo dei vigili del fuoco volontari, la Heimatbühne, la Strapaes, la Suedtiroler Bäuerinnenorganisation, la Ortsgruppe Leifers-St.Jakob-Pfatten, il Volley Team San Giacomo Agruzzo, il circolo degli scacchi “J. Richter-Lask” e la Biblioteca Don Bosco. Tutti insieme, hanno dato un assaggio di quella che è l’intera vita culturale, sportiva, e associativa di quello che ormai è sempre di più un grande paese – grazie anche al progressivo popolamento del nuovo quartiere ex-Amonn. Si andava dagli Alpini, come sempre attivissimi ai fornelli, ai Vigili del Fuoco volontari che hanno dato vita a una emozionante dimostrazione sui pericoli del fuoco e sulla loro preparazione ed intervento, fino ai bambini e ragazzi del paese che – in completa autonomia – hanno messo in piedi un ricco mercatino delle pulci per rimettere in circolo ciò che a casa non utilizzano più.

Un modo festoso per invitare tutta la popolazione a interessarsi sempre più della vita associativa del paese e per promuovere le tantissime iniziative proposte a partire da questo mese di settembre proprio dall’Associazione Santiago presso le belle sale dell’oratorio – dai laboratori crativi per bambini e adulti allo spazio compiti, dal pilates allo Yoga, solo per citarne alcune. Iniziative e proposte sempre molto apprezzate ormai da anni, ma che necessitano come sempre del supporto e della partecipazione di volontari disposti a mettersi in gioco in questo importantissimo ruolo delle associazioni, come motore della vita sociale, culturale e civile della comunità. Appuntamento quindi all’edizione 2024 della festa delle associazioni ”San Giacomo insieme”.

Autrice: Raffaella Trimarchi

Numeri da record per la Firmenlauf

Oltre 2000 partecipanti per ben 154 aziende: sono solo due dei tanti numeri della 22esima edizione del Firmenlauf, la Corsa Aziendale dell’Alto Adige, svoltasi a Egna venerdì 8 settembre.

Alle 18.30 in punto il segnale di partenza al termine di Via Andreas Hofer, nel centro storico di Egna, ha dato il via alla 22esima edizione del Firmenlauf, la Corsa Aziendale dell’Alto Adige, un evento unico nel suo genere, che ha lo scopo di promuovere il valore del movimento come divertimento e come piacere, prima che come competizione. Ma prima dello start, i rappresentanti delle 154 aziende altoatesine partecipanti si sono ritrovati numerosissimi presso l’Haus Unterland per il ritiro del pettorale, occasione per le foto di rito, le chiacchiere e magari anche un aperitivo per caricare soprattutto il morale, comunque già molto alto.

Da questo momento e fino alle 23, il centro storico di Egna si è animato di spirito sportivo, spirito di squadra e di unione non solo tra colleghi, ma anche tra dipendenti delle diverse aziende. 

Due le competizioni previste, il Miglio e la 5 km, cui hanno partecipato rispettivamente 484 e 1528 persone, per un totale di 2012 partecipanti.

Moltissimi i colleghi, ma anche gli abitanti del borgo, presenti a bordo strada, per incitare amici e compagni di lavoro.

 Corridori esperti si sono affiancati a partecipanti che correvano in competizione per la prima volta, portando così avanti il vero spirito dell’evento e cioè la promozione del valore del movimento anche attraverso il posto di lavoro.

Al termine delle due competizioni, si è dato ampio spazio al divertimento, con musica dal vivo e stand gastronomici, in attesa della partecipatissima premiazione. 

Premiazione, che ha visto salire sul podio dei primi tre posti delle aziende con il maggior numero di partecipanti Iveco defence Vehicle con 130 partecipanti, la Würth con 122 e bureau Plattner con 40 dipendenti a rappresentanza dell’azienda.

A conquistare il primo posto del singolo Fit For Business nella corsa del Miglio è stato Manuel Wendt dell’azienda Topcontrol, con un tempo di 0:05:12, mentre il podio del singolo totale della 5 km se lo è aggiudicato Peter Lanziner di Volksbank, con 0:14:50, che ha conquistato naturalmente anche la vetta della classifica maschile. Nel singolo femminile invece, si sono aggiudicate il podio Sara Hutter di Vi.P Gen. Landwirtschaft. Gesellschaft nella 5 km con un tempo di 0:18:57 e Manuela Mathà di Raiffeisen Landesbank il podio del miglio con 0:06:24. Bureau Plattner si è aggiudicata anche la coppa per la maglietta con il miglior slogan e per l’utilizzo di materiali ecosostenibili.

Conclusa la premiazione, c’è stato ancora spazio per il divertimento e – per chi si sentiva ancora in forma nonostante lo sforzo – per uno scatenato ballo sotto il palco con la musica di DJ Klama. 

Alle 23 si è abbassato il sipario sull’edizione 2023 di questa competizione, che ogni anno vede decine di aziende interessate a partecipare e che è tornata in particolare da quest’anno a registrare numeri pre-covid. 

Il pensiero alla base dell’evento è che ogni azienda, ogni capo e ogni singolo lavoratore dovrebbero essere consapevoli del valore ideale della Corsa Aziendale, che dovrebbe divenire un appuntamento fisso nel calendario di ogni azienda e di ogni lavoratore dell’Alto Adige, in attesa dell’edizione 2024.

Autrice: Raffaella Trimarchi