Me stessa senza obblighi

E’ nata a Cortina d’Ampezzo, ma vive in Alto Adige dall’età di 19 anni. Di mestiere fa la sindacalista: dall’1 aprile di quest’anno ricopre la carica di Segretaria Generale della FLAEI SGB-CISL di Bolzano e segue il settore elettrico. Ma la sua più grande passione è la musica: è qui che ritrova se stessa, è qui che trova la sua cura e la sua forza. Attualmente ha due progetti. Il primo è di cantautorato fondato da lei e Attilio Rovai, mentre il secondo è denominato Donn’è ed è costituito da una piccola orchestra formata quasi tutta da musiciste donne che porta in scena uno spettacolo incentrato sul mondo muliebre.

La cosa di me che mi piace di più.

La mia tenacia a non mollare mai.

Il miei principali difetti. 

La pigrizia e l’irascibilità.

Il mio momento più felice.

La nascita delle mie figlie.

Da bambina sognavo di diventare…

L’emulazione femminile dei Beatles (modesta).

Il capriccio che non mi sono mai tolta.

Studiare uno strumento musicale.

La mia occupazione preferita.

Cantare.

Il luogo dove vorrei vivere.

Un luogo dove il tempo scorre lentamente.

Il mio piatto preferito.

La pizza.

Non sopporto.

L’arroganza e la supponenza, accompagnate dall’ignoranza.

Per un giorno vorrei essere…

Me stessa senza obblighi.

Nel mio frigorifero non mancano mai…

Uova e birra.

Se fossi un animale sarei…

Un gatto.

Sono stata orgogliosa di me stessa quella volta che…

Lo sono stata ogni volta che tutto sembrava perduto e sono riuscita a rialzarmi con grande forza.

Il mio film preferito.

C’è ancora domani.

Il mio attore preferito.

Johnny Depp, è davvero un trasformista.

Il mio sogno ricorrente.

Volare.

Le cose che apprezzo di più del luogo in cui vivo.

Poter ammirare da ogni lato di questa città la meravigliosa natura circostante e il cielo blu accecante.

L’errore che non rifarei.

Non laurearmi.

Il mio motto.

è una frase di Alessandro Baricco, tratta da” Castelli di rabbia”: “Accadono cose che sono come domande. Passa un minuto, oppure anni, e poi la vita risponde”.

Il mio primo ricordo.

Avrò avuto forse due anni: ricordo il sole che attraverso la finestra, mi scaldava la faccia nel tinello di casa.

 L’energia della volontaria

Giulia Salvi è un uragano di energia e passione. Bolzanina, ha studiato scienze e tecnologie alimentari a Padova e ha lavorato in aziende del settore come esperta di controllo qualità. È figlia unica, ma viene da una famiglia molto numerosa. Si diletta con la irish dance, è molto attiva nel mondo del volontariato e ha un gatto di nome Silvestro.

La cosa di me che mi piace di più.

Vedo sempre il bicchiere mezzo pieno.

Il mio principale difetto.

So essere abbastanza testarda.

Il mio momento più felice.

L’adrenalina del giorno della laurea magistrale.

Da bambina sognavo di diventare…

Insegnante di sostegno.

Il capriccio che non mi sono mai tolta.

Vorrei fare tutto il cammino di Santiago.

La mia occupazione preferita.

Lo scoutismo.

Il luogo dove vorrei vivere.

In riva al mare.

Il mio piatto preferito.

Qualsiasi cosa che contenga ragù di mia mamma .

Non sopporto…

L’ingiustizia.

Per un giorno vorresti essere…

Una persona dalla memoria fotografica.

Se fossi un animale sarei…

Il mio cuore dice un gatto, la miapassione per l’acqua dice un pesce.

Sono stata orgogliosa di me stessa quella volta che…

Ho passato la certificazione C1 di tedesco (alla faccia di tutti i 2 della mia professoressa delle superiori).

Dove mi vedo fra dieci anni.

Qui, felice, con una famiglia numerosa.

Tre aggettivi per definirmi.

Chiacchierona, energica, appassionata.

La prima cosa che faccio al mattino.

Do da mangiare al gatto.

Amo il mio lavoro perché…

Mi obbliga a conoscere bene più lingue e anche nei momenti più difficili e stressanti continua adessere un lavoro che sono felicedi fare.

Il mio motto.

In questo momento “cosa fatta capo ha”.

Del mio aspetto non mi piace…

Un grande cliché: vorrei i capelli ricci (e gli occhi azzurri).

La mia maggiore paura.

Restare sola.

Il mio colore preferito

Rosso.

Autore: Marco Valente


Pilota spaziale

All’età di 8 anni nel 1967 si è esibito per la prima volta cantando in pubblico. Da quel momento non ha più smesso di cantare, collaborando con sua sorella Lucia e facendo parte dei cori Lurino, Vocalists Le Pleiadi e Note di Classe. 

La cosa di me che mi piace di più.

La passione per il canto corale.

Il mio principale difetto.

A volte me la prendo troppo anche per delle boiate. 

Il mio momento più felice.

Ricevere degli applausi dopo aver cantato.

Da bambino sognavo di diventare.

Pilota spaziale.

Il luogo dove vorrei vivere.

Un altro pianeta, madre terra purtroppo è messa maluccio, colpa nostra.

Il mio piatto preferito.

Melanzane alla parmigiana. 

Non sopporto…

L’arroganza.

Nel mio frigorifero non manca mai…

La verdura.

Se fossi un animale sarei…

Una giraffa.

L’ultima volta che ho perso la calma.

Per il comportamento scorrettissimo di un automobilista.

Il mio attore preferito.

Denzel Washington.

Il mio ultimo acquisto.

Un bel divano.

Cosa apprezzo di più del luogo in cui vivo.

I miei carissimi Amici.

Amo il mio lavoro perché…

Sono in pensione, uno splendido lavoro.

La persona che ammiro di più.

Una donna che da sola ha tirato su il proprio figlio.

L’ultima volta che ho pianto.

Guardando un film… succede!

Il mio motto.

Chi dorme non piglia pesci ma… almeno dorme.

la massima stravaganza della mia vita.

La crema contorno occhi, eh sì, tendo una certa…

L’oggetto a cui sono più legato.

La mia moto.

Del mio aspetto non mi piacciono…

I chilozzi in eccesso, ma ci sto lavorando.

La mia maggiore paura.

Una meteora.

Il mio primo ricordo.

Il cancello che riuscivo a scalare a 3 anni per scappare in strada a giocare in Via Vercelli a Bolzano.

Il disegno nell’anima

Valentina Stecchi è una disegnatrice, nell’anima e nel corpo. È una persona entusiasta e molto curiosa. Non esce mai di casa senza il suo blocchetto da disegno e una matita.

La cosa che mi piace di me.

Ascoltare una bella storia.

Il mio principale difetto.

Se mi indigno o mi entusiasmo per qualcosa sono molto chiassosa.

Il mio momento più felice.

Quando riesco a far ridere qualcuno.

Non sopporto… 

L’indifferenza.

Per un giorno vorrei essere…

Di nuovo bambina: per fare un sacco di monellate.

Se fossi un animale sarei…

Una lepre.

Sono stata orgogliosa di me stessa quella volta che…

Mi sono detta “basta, mollo il lavoro e faccio solo la mia vera professione: la disegnatrice”.

Dove mi vedo fra dieci anni.

In questo mondo e con qualche ruga di saggezza in più.

L’ultima volta che ho perso la calma.

Ieri davanti al Tg… probabilmente accadrà anche oggi.

La prima cosa che faccio al mattino.

Stiracchiarmi.

Il superpotere che vorrei avere.

Una bacchetta magica, perché contiene un sacco di altri superpoteri.

Il mio sogno ricorrente.

Perdere il treno.

La disgrazia più grande.

Perdere il treno… no scherzo, perdere la speranza.

Cosa apprezzo di più del luogo in cui vivo?

Le persone a cui voglio bene.

Amo il mio lavoro perché…

È quello che sognavo.

L’errore che non rifarei.

Tutti gli errori sono occasioni.

L’ultima volta che ho pianto.

Ieri per un libro e oggi dal ridere.

Il mio motto.

“E dove hai fatto Natale fai Pasquetta!”

La massima stravaganza della mia vita.

Inventarmi parole e modi di dire, tipo “e dove hai fatto Natale fai Pasquetta!”

Il mio colore preferito…

Direi il rosso, ma non vorrei che gli altri colori si offendessero.

Autore: Marco Valente

Il foulard scout di papà 

Padre adottivo e affidatario di due bambine stupende, Thomas Girotto è commercialista e presidente della Sezione Scout Cngei di Bolzano. Ama l’Alto Adige e si sente sia italiano che tedesco. Da sportivo gli piace la competizione, ma sa anche accettare le sconfitte. 

La cosa di me che mi piace di più.

L’entusiasmo che metto nel fare le cose.

Il mio principale difetto.

Fare ogni tanto il “Herr Allwissend”.

Il mio momento più felice.

Quando mi hanno messo in bracciomia figlia Anna.

Il capriccio che non mi sono mai tolto.

Montarmi un bel televisore in camera da letto.

La mia occupazione preferita.

Occuparmi dei bambini (anche di quelli degli altri).

Il luogo dove vorrei vivere.

Dove il cellulare non prende.

Nel mio frigorifero non manca…

Il latte per la colazione.

Sono stato orgoglioso di me stesso quella volta che…

Ho preso il coraggio di presentarmi alla ragazza che ora è mia moglie.

Dove mi vedo fra dieci anni.

A consolare le pene d’amore di mia figlia adolescente.

La prima cosa che faccio al mattino.

Consultare l’agenda degli appuntamenti.

Il superpotere che vorrei avere.

Riuscire a dormire solo 4 ore a notte.

Il mio sogno ricorrente.

Io, che pur con grande affanno, riesco a volare.

Il mio ultimo acquisto.

Una nuova fresatrice per il mio piccolo laboratorio da falegname.

Cosa apprezzo di più del luogo in cui vivo.

La vicinanza ai nonni.

Amo il mio lavoro perché…

Mi dà ogni giorno modo di conoscere gente interessante.

L’errore che non rifarei.

Praticare uno sport (il calcio), per il quale non sono assolutamenteportato.

Il mio motto.

Improvvisare, adattarsi, raggiungere lo scopo.

La massima stravaganza della mia vita.

Lo smalto sulle unghie dei piedi – cosa non si fa per i figli…

L’oggetto a cui sono più legato.

Il mio foulard scout.

Del mio aspetto non mi piace…

La panzetta del 40enne (e mia moglie continua a farmelo notare).

Il mio primo ricordo.

Io sul trattore verde a pedali all’asilo nido.

Autore: Marco Valente

Matematica e speranza

Qui Intervista a Tina Iuzzolino che insegna matematica all’Istituto “Cesare Battisti” di Bolzano, dove vive da molti anni. Unisce precisione e ironia, mente analitica e sorriso pronto, trasmettendo non solo competenze, ma anche curiosità e motivazione. Ama stare tra i giovani, offrendo loro non solo conoscenze, ma anche fiducia e speranza. Per lei insegnare è più di un lavoro: è una crescita reciproca e una continua scoperta del senso della conoscenza.

La cosa di me che mi piace di più.

La testa, perché ci vivo dentro.

Il mio principale difetto.

Quando qualcosa mi infastidisce profondamente… si vede. Anche se non dico nulla.

Il mio momento più felice.

Quando ogni sacrificio trova il suo senso.

Da bambina sognavo…

Di essere una di quelle persone che firma autografi.

La mia occupazione preferita.

Sistemare le mie idee e, se avanza tempo, anche quelle degli altri.

Il luogo dove vorrei vivere.

Lontano da lamentele, drammi e notifiche.

Non sopporto…

Chi distorce la verità e diffondefalsità.

Per un giorno vorrei essere…

Invisibile.

Nel mio frigorifero non manca mai…

Un limone.

Se fossi un animale sarei…

Un delfino: socievole e in movimento.

Sono stata orgogliosa di me…

Quando ho detto “no” senza sensi di colpa.

L’ultima volta che ho perso la calma.

Quando mi sono sentita presa in giro.

Tre aggettivi per definirmi.

Razionale, equilibrata, ironica.

I miei film preferiti.

Inception e Divergent. Il vero labirinto è la mente.

Il mio attore preferito.

Johnny Depp. È straordinario, affascinante, fuori dagli schemi.

Il superpotere che vorrei avere.

Leggere nel pensiero degli altri.

Il mio sogno ricorrente.

Esame scritto: al momento della consegna non trovo più i fogli.

Amo il mio lavoro perché…

Mi riempie. È come avere una finestra aperta su menti ogni giorno.

La persona che ammiro di più.

Quella che si sdraia, chiude gli occhi e dorme di fila tutta la notte.

L’oggetto a cui sono più legata.

Il mio orologio. Ho la necessità costante di sapere che ore sono.

Il mio motto.

“Le cose vanno fatte subito, prima che arrivi l’ansia”.

La massima stravaganza della mia vita.

Eh… questo non lo dico!

Autore: Marco Valente

Una Coach per tutti

Qui Intervista a Verena Mengin che è coach, mediatrice e consulente strategica (sistemica). Ama le sfide e si appassiona nel cercare soluzioni, sentendosi nel suo elemento quando può accompagnare persone e organizzazioni nel loro percorso di crescita.

La cosa di me che mi piace di più.

Il fatto che affronto le situazioni che mi si presentano.

Il mio principale difetto.

A volte sono un po’ pignola.

Il capriccio che non mi sono mai tolta.

Un viaggio in Cina… ma non è un capriccio.

Il mio momento più felice.

La nascita dei miei figli.

La mia occupazione preferita.

Realizzare idee e sogni, insieme a chi pensa e sogna con me.

Il luogo dove vorrei vivere.

Su un’isoletta, almeno per un po’.

Il mio piatto preferito.

Tortelli alla zucca.

Non sopporto…

I calunniatori e i vigliacchi.

Per un giorno vorresti essere…

Un’astronauta, per vedere quanto è piccolo il mondo.

Nel mio frigorifero non manca…

Un barattolo di rafano.

Se fossi un animale sarei…

Un topolino.

Sono stata orgogliosa di me stessa…

Quando finalmente le lasagne mi sono venute bene.

Dove mi vedo fra dieci anni.

Con le persone giuste a fare le cose giuste.

L’ultima volta che ho perso la calma.

Quando ho perso gli occhiali poco prima di prendere un aereo per Francoforte (poi li ho ritrovati).

Tre aggettivi per definirmi.

Curiosa, schiva, tenace.

La prima cosa che faccio al mattino.

Un buon caffè, anzi due.

Il superpotere che vorrei avere.

Il teletrasporto.

Il mio sogno ricorrente.

Essere con mio padre sulla cima della Marmolada.

La mia occupazione preferita.

Aiutare qualcuno a mettere a frutto i suoi talenti.

Amo il mio lavoro perché…

È una sfida continua che mi fa crescere, incontrare, uscire dalla routine.

L’errore che non rifarei.

Non essere stata in Francia il tempo necessario per imparare il francese.

Il mio motto.

Un passo alla volta.

La mia maggiore paura.

Deludere chi ha riposto in me la sua fiducia.

Il mio primo ricordo.

Le risate nel calore della mia famiglia.

Autore: Marco Valente

E sempre Forza Viola!

Qui Intervista a chiamo Marco Negrisolo, 46enne, sposato e papà di due figli. Lavora in un ufficio a Bolzano e, nel tempo libero, gioca a basket e va a correre. E’ attivo nella parrocchia di Santo Spirito a Merano, dove tra le altre cose è presidente del Consiglio pastorale parrocchiale. Ama il mare, ma anche la montagna. E sì… è tifoso della Fiorentina!

La cosa di me che mi piace di più.

La perseveranza.

Il mio principale difetto.

Sono testardo.

Il mio momento più felice.

La nascita dei miei figli.

Da bambino sognavo di diventare…

Giocatore di basket.

Il capriccio che non mi sono mai tolto.

Un viaggio lontano… ma mai dire mai!

La mia occupazione preferita.

Camminare o correre all’aria aperta.

Il luogo dove vorrei vivere.

Vicino alle montagne e al mare cristallino.

Il mio piatto preferito.

La pizza.

Non sopporto…

L’arroganza.

Per un giorno vorresti essere…

Il genio della lampada.

Nel mio frigorifero non manca mai…

Lo yogurt.

Se fossi un animale sarei…

Una tartaruga.

Sono stato orgoglioso di me stesso quella volta che…

Mi è stato fatto un complimento.

Dove mi vedo fra dieci anni.

Nel posto in cui sono ora.

La prima cosa che faccio al mattino.

Alzo le tapparelle per vedere il meteo.

I miei attori preferiti.

Bud Spencer e Terence Hill.

Il superpotere che vorrei avere.

Non essere mai stanco.

Il mio ultimo acquisto.

Un orologio.

Cosa apprezzo di più del luogo in cui vivo?

La bellezza che mi circonda.

L’errore che non rifarei.

Leggere troppo pochi libri.

Il mio motto.

“Dai che ce la fai!”

L’oggetto a cui sono più legato.

La fede.

La mia maggiore paura.

Vedere le persone care che soffrono.

Il mio colore preferito.

Il viola.

Autore: Marco Valente

Dalla parte dei giovani

Dagi Fuchsberger ha a cuore il futuro dei bambini e dei ragazzi e, per questo, dal 2014 è attiva nell’ambito giovanile, prevalentemente nei centri giovani. È parte del consiglio pastorale parrocchiale di Maia Bassa, balla nel gruppo di danza popolare di Scena ed è volontaria da molti anni nel gruppo Jungschar di Maia Alta, dove ricopre il ruolo di tesoriera. Mamma di due bambini, ama viaggiare in camper, andare al lago, sciare e giocare a pallavolo. Appassionata di carnevale e di travestimenti, è una persona vivace, sincera e sempre pronta a dare una mano. Non riesce a stare ferma a casa: è facile vederla spedita in giro con la sua bicicletta e il piccolo carretto per i suoi bambini.

La cosa di me che mi piace di più.
La mia spontaneità.Il mio principale difetto.

A volte sono un po’ smemorata.Il mio momento più felice.
L’uscita dall’ospedale dopo la nascita dei miei due figli.

Da bambina sognavo di…
Vivere in un maneggio.

La mia occupazione preferita.
Fare colazione, nuotare e stare sdraiata al sole.

Il luogo dove vorrei vivere.
Al mare.

Il mio piatto preferito.
Marillenknödel, pizza e pasta.

Non sopporto…
I saputelli.

Per un giorno vorresti essere…
Un’astronauta.

Nel mio frigorifero non mancano mai…
Latte, burro e speck.

Dove mi vedo fra dieci anni.
Molto in giro come mamma di due adolescenti.

Tre aggettivi per definirmi.
Flessibile, positiva, spontanea.

Il mio film preferito.
Il Re Leone.

La mia attrice preferita.
Emma Watson.

Il superpotere che vorrei avere.
Raddoppiare il numero di ore in un giorno.


Cosa apprezzo di più del luogo in cui vivo?
Il cibo e il paesaggio.

La persona che ammiro di più.
Sono alcune persone della mia famiglia…

Il mio motto.
“Non esiste che non si possa fare.”

L’oggetto a cui sono più legata.
Album fotografici.

La mia maggiore paura.
Ragni e serpenti.

Autore: Marco Valente

Rispetto per i diritti

Sandra Durnwalder, originaria di Merano, è educatrice sociale e sessuale. Lavora da quasi 12 anni come streetworker e, da due anni, coordina anche l’area di riferimento. È attiva nel volontariato presso il canile di Naturno, dove si prende cura degli animali con la stessa dedizione che riserva alle persone. Si impegna inoltre per i diritti per le donne e per le persone queer, promuovendo l’uguaglianza e il rispetto per tutte le identità.

La cosa di me che mi piace di più.
La mia empatia.

Il mio principale difetto.
La mia impuntualità.

Il mio momento più felice.
Lo sono ogni volta che torno a casa e la mia gatta mi viene incontro.

Da bambina sognavo di diventare…
Una cantante.

Il capriccio che non mi sono mai tolta.
Un viaggio in Egitto.

Il luogo dove vorrei vivere.
Al mare.

Il mio piatto preferito.
Patate in ogni variante.

Non sopporto…
Le bugie e la disonestà.

Per un giorno vorrei essere…
Un uomo.

Nel mio frigorifero non mancano mai…
I pomodorini.

Se fossi un animale sarei…
Una tigre.

Sono stata orgogliosa di me stessa quella volta che…
Lo sono stata quando ho conseguito la mia seconda laurea.

Tre aggettivi per definirmi.
Socievole, spiritosa, testarda.

La prima cosa che faccio al mattino.
Mi oriento…

Il mio film preferito
Hachiko e la mummia (parte 1).

Il mio attore preferito.
Johnny Depp.

Il superpotere che vorrei avere.
Poter leggere nel pensiero.

Il mio ultimo acquisto.
Un regalo per qualcun altro.

Cosa apprezzo di più del luogo in cui vivo?
La natura a due passi da casa.

Amo il mio lavoro perché…
Mi dà la possibilità di aiutare i giovani a cui gli altri hanno smesso di credere.

L’errore che non rifarei.
Dare troppa confidenza alle persone sbagliate.

Autore: Marco Valente