L’educatrice ottimista


Qui Intervista a Adele Aderenti, educatrice appassionata e coordinatrice del centro giovani Tilt di Sinigo, ama il contatto con le persone, ride spesso e ritrova nella natura il suo equilibrio. Crede nel valore del volontariato e nel potere di ciascuno di noi di fare del bene, con uno sguardo fiducioso verso il futuro.

La cosa di me che mi piace di più.

Il mio sorriso.

Il mio principale difetto.

Prendere troppo impegni.

Il mio momento più felice.

L’esperienza di volontariato che ho svolto in Ecuador.

Da bambina sognavo di diventare…

Infermiera.

Il luogo dove vorrei vivere.

Su un’isola, dove ci sono il mare e la natura.

Il mio piatto preferito.

Il tiramisù.

Non sopporto…

L’arroganza, la prepotenza e i disonesti.

Per un giorno vorrei essere…

Una mosca.

Nel mio frigorifero non manca mai…

La birra.

Se fossi un animale sarei…

Un gatto. 

Sono stata orgogliosa di me stessa quando…

Mi sono finalmente laureata.

Tre aggettivi per definirmi.

Precisa, sorridente e volenterosa.

La prima cosa che faccio al mattino.

Mi lavo la faccia.

Il mio film preferito.

Notting Hill.

Il superpotere che vorrei avere.

Il teletrasporto.

Il mio sogno ricorrente.

Io sdraiata su un prato in una giornata di sole.

Il mio ultimo acquisto.

Un vassoio di brioches. 

Cosa apprezzo di più del luogo in cui vivo?

Il verde e le montagne.

Amo il mio lavoro perché…

Perché mi relaziono con i ragazzi.

L’ultima volta che ho pianto.

Una settimana fa.

Il mio motto.

Lasciare il mondo un po’ migliore di come l’ho trovato. 

L’oggetto a cui sono più legata.

Il mio zaino.

La mia maggiore paura.

Il buio.

Il mio colore preferito.

Il rosso.

Autore: Marco Valente

Una “pensionata attiva”

Qui Intervista a Sissi (Sigrid) Prader che si auto-definisce “pensionata attiva” con un lungo percorso nell’insegnamento e nell’impegno culturale e sociale. È stata direttrice del Museo delle Donne/Frauenmuseum di Merano fino al 2022 e tuttora ne fa parte come membro del consiglio direttivo. Dal 1984 è presidente dello Jugenddienst Meran.o, un ruolo che riflette il suo profondo interesse per i giovani e il loro futuro. Crede in un Alto Adige accogliente e solidale, ma il suo sguardo si spinge spesso oltre confine, coinvolgendola in entusiasmanti progetti di cooperazione internazionale.

La cosa di me che mi piace di più.

La mia flessibilità e il mio ottimismo.

Il mio momento più felice.

Sono felice ogni volta che faccio un’escursione nella natura.

Da bambina sognavo di diventare…

Un’artista di teatro.

La mia occupazione preferita.

Dare spazio alla mia vena artistica e creativa.

Il luogo dove vorrei vivere.

In Alto Adige.

Il mio piatto preferito.

Schlutzkrapfen.

Non sopporto…

Il chiacchiericcio e la disonestà.

Per un giorno vorresti essere…

La Sindaca.

Nel mio frigorifero non mancanon mai… 

Verdura e uova.

Se fossi un animale sarei…

Una gatta.

Sono stata orgogliosa di me stessa quella volta che…

Ho deciso di impegnarmi attivamente in progetti di aiuto allo sviluppo e cooperazione.

Dove mi vedo fra dieci anni.

Un mix tra lavoro sensato e tempo libero, visto che sono in pensione.

Tre aggettivi per definirmi.

Positiva, flessibile, tollerante.

La mia attrice preferita.

Barbra Streisand.

Il superpotere che vorrei avere.

La capacità di prendere decisioni nelle trattative di pace.

La disgrazia più grande.

Perdere la mia intera famiglia.

Il mio ultimo acquisto.

Un’automobile.

Cosa apprezzo di più del luogo in cui vivo?

La bellezza e la varietà della natura, oltre alla ricchezza culturale.

La persona che ammiro di più.

Ammiro chi si batte per qualcosa di buono senza lasciarsi influenzare.

Il mio motto.

Essere utile agli altri, cercare di comprendere e, se possibile, agire.

Autore: Marco Valente

Passione per la giustizia

E’ ricercatrice universitaria, presidente dell’Ordine degli Psicologi della Provincia di Bolzano, musicista e cantante. Ha avuto tante esperienze diverse, tutte accomunate dalla grande passione per la politica, per la giustizia, per i diritti di tutte e tutti, per il Bene Comune. Nonostante tutto crede ancora che migliorare il mondo sia possibile, facendo del proprio meglio, facendo comunità, migliorando sé stessi, uscendo dal proprio individualismo ed egoismo che altro non fanno se non renderci ancora più soli.

La cosa di me che mi piace di più.

La curiosità e l’entusiasmo per la vita.

Il mio principale difetto.

La pigrizia, fisica.

Il mio momento più felice.

A Firenze, in un piccolo locale, due amici carissimi mi hanno chiesto di suonare e cantare una canzone. Ho continuato fino alle prime luci del mattino.

Da bambina sognavo…

Di diventare veterinaria.

Il capriccio che non mi sono tolta.

Una crociera fluviale su una house-boat, sul Danubio o nei paesi della Loira.

La mia occupazione preferita.

Leggere, cantare, suonare, scrivere e camminare, con i cani.

Il mio piatto preferito.

Strangolapreti alla trentina (quelli che faceva mia mamma).

Non sopporto…

L’arroganza del potere, della sicurezza dell’impunità e la manipolazione.

Nel mio frigorifero non manca mai… 

La birra (da condividere con gli amici che passano da casa).

L’ultima volta che ho perso la calma.

La perdo tutte le volte che mi scontro con un’ingiustizia.

Il mio film preferito.

Il principe delle maree e Dogman (di Luc Besson).

I superpoteri che vorrei avere. 

Tornare indietro nel tempo e il teletrasporto.

Il mio ultimo acquisto.

Scarpe da ginnastica, per i miei prossimi cammini.

Cosa apprezzo di più del luogo in cui vivo?

La natura e la possibilità di passeggiare e di incontrare sempre persone che conosco.

Amo il mio lavoro perché…

Mi consente di imparare e imparare ancora.

L’oggetto a cui sono più legata.

Le fotografie della mia mamma e del mio papà.

Del mio aspetto non mi piace…

Pur amando il mio corpo forte e resistente, non sempre mi piaccio allo specchio.

Le mie maggiori paure.

Il dolore fisico, la solitudine e la privazione della libertà.

Autore: Marco Valente

Verso un mondo migliore


Qui Intervista a Silvia Gretter, nata a Merano 51 anni fa. Si rimbocca le maniche fin da piccola convinta dell’importanza di spendersi per il prossimo. Lavora nel settore sociale, prima nell’accoglienza dei rifugiati e ora nell’ambito della disabilità, mondo che le ha aperto nuove prospettive ricche di emozioni. Crede nei valori dello scoutismo, nell’amicizia e nella possibilità di costruire un mondo migliore attraverso piccoli passi costanti.

La cosa di me che mi piace di più.

La mia positività.

Il mio principale difetto.

Parlo un sacco!

Il mio momento più felice.

Quando sono nati i miei figli.

Da bambina sognavo di diventare…

Una maestra.

Il capriccio che non mi sono mai tolta.

Un viaggio in Australia.

La mia occupazione preferita.

Leggere.

Il luogo dove vorrei vivere.

In una casa in montagna, in mezzo alla natura, immersa nel silenzio.

Il mio piatto preferito.

Milchreis.

Non sopporto…

La prepotenza.

Nel mio frigorifero non manca mai…

Una verdura.

Se fossi un animale sarei…

Un colibrì.

Tre aggettivi per definirmi.

Tollerante, affidabile, impegnata.

La prima cosa che faccio al mattino.

Mi preparo il caffè quando ancora tutti dormono in casa.

Il superpotere che vorrei avere.

Eliminare la sofferenza dei bambini.

La disgrazia più grande.

Perdere la speranza.

La mia occupazione preferita.

Raccontare le favole.

Il mio ultimo acquisto.

Una borsa.

Amo il mio lavoro perché…

Mi emoziona profondamente.

L’errore che non rifarei.

Andare sulle montagne russe… pensavo di morire!

Il mio motto.

Accetto la sfida!

L’oggetto a cui sono più legata.

Il Gesù Bambino del nostro presepe.

Il mio colore preferito.

Giallo.

Il mio primo ricordo.

Io in braccio a mia sorella e con accanto mio fratello.

Autore: Marco Valente

Una vita con la divisa

Qui Intervista a Irma Matteazzi, che è originaria di Ora. madre di due figli, ha lavorato per 30 anni al Comune di Laives, nel corpo di Polizia locale. Dal 2023 è responsabile della Polizia locale di Egna.

La cosa che mi piace di me. 

La caparbietà.

Il mio momento più felice. 

Quando sono andata a vivere da sola.

Il libro sull’isola deserta. 

Una bibbia.

La mia occupazione preferita. 

Il mio lavoro.

Il paese dove vorrei vivere. 

La Bassa Atesina è il top!

Il mio piatto preferito. 

La pizza “Margherita” con origano. 

Non sopporto… 

Le persone che non si impegnano ad ascoltare. 

Per un giorno vorrei essere… 

Nessuno, mi piace essere me stessa, con pregi e difetti.

La mia paura maggiore. 

Forse la maggiore è aver paura di annegare per uno straripamento.

Nel mio frigo non manca…

Sicuramente il latte e qualche birretta fresca.

Se fossi un animale sarei. 

Facile, una gatta. Adoro i gatti e loro amano me.

Mi sono sentita orgogliosa… 

Quando ho vinto il concorso a Egna rimanendo l’unica concorrente in graduatoria dopo le selezioni.

Il mio motto.

Non mollare mai! Nonostante le molte difficoltà che la vita ci presenta dobbiamo essere convinti che c’è sempre la possibilità di ricominciare nella vita: lavorativa, famigliare, sentimentale e in molti altri ambiti!

Il giocattolo che ho amato di più. 

“Mirella”, una bambola gialla di stoffa con la testa di plastica; quand’ero piccola era sempre con me, tra l’altro forse la ho ancora in cantina da mia madre. Poi ho amato moltissimo la Barbie, ci giocavo ore con le mie amiche, facendo volare pomeriggi interi.

Il dono di natura che vorrei avere 

Ridiamoci sopra… 10 cm di altezza in più!

I miei pittori preferiti. 

Gustav Klimt, mi piace il suo approccio armonioso che vede l’intersecarsi di geometrie e di ricche decorazioni nei suoi quadri. 

Dove mi vedo fra dieci anni. 

Mi piacerebbe essere in pensione e poter avere tempo da dedicare a me stessa.

Da bambina sognavo…

Un sogno comune a quelle bambine che ora hanno la mia età, era di fare la parrucchiera. Da piccola non ho mai pensato che avrei portato la divisa.

Autore: Daniele Bebber

Vivere, ridere e amare

Qui Intervista a Johanna Brunner, pusterese DOC, che ha studiato Lavoro Sociale, Filosofia e Teologia a Benediktbeuern, in Baviera. Per nove anni ha diretto il collegio femminile delle Orsoline di Brunico e dal 2017 è direttrice dell’Ufficio Famiglia della Diocesi di Bolzano-Bressanone. È impegnata nella promozione di un linguaggio inclusivo e ha contribuito all’istituzione del gruppo di lavoro “Fede e omosessualità”, volto a favorire l’inclusione e il dialogo all’interno della diocesi.

La cosa di me che mi piace di più.

La mia voglia di vivere.

Il mio principale difetto.

L’autocritica.

Il mio momento più felice.

La nascita dei miei figli.

La mia occupazione preferita.

Far “niente”.

Il luogo dove vorrei vivere.

Su un maso di montagna.

Il mio piatto preferito.

Parmigiana, panzanella.

Non sopporto…

Scortesia e grettezza.

Per un giorno vorrei essere…

Il papa (come donna, ovviamente!).

Se fossi un animale sarei…

Un gatto, semplicemente perché loro possono essere così meravigliosamente pigri e rilassati.

Sono stata orgogliosa di me stessa quella volta che… 

Sono andata in bici da casa mia fino a Vienna.

Tre aggettivi per definirmi.

Testarda, empatica, a volte imprevedibile.

La prima cosa che faccio al mattino.

Orientarmi… 

Il mio film preferito

“I ponti di Madison County” con Meryl Streep e Clint Eastwood.

Il mio ultimo acquisto.

Un maglione di lana coccoloso.

Cosa apprezzo di più del luogo in cui vivo?

La natura proprio davanti alla porta di casa e il fatto che il sole, d’inverno, mi raggiunge sul divano.  

Amo il mio lavoro perché…

Perché lavoro con le persone.

L’errore che non rifarei.

Rinunciare alla buona musica, in occasione del mio matrimonio. 

La persona che ammiro di più.

Ammiro le persone disposte a mettere in gioco la propria vita per altri o per le proprie convinzioni.

L’ultima volta che ho pianto.

Oggi, quando una conoscente mi ha raccontato dell’improvvisa morte di sua mamma.

Il mio motto.

Vivere, ridere, amare. 

Il mio primo ricordo.

“Cucinare” canederli di fango (Matschknödel) da bambina.

Autore: Marco Valente

Sognare

Qui Intervista Ciro a Saetti in arte Chiro, nato a Bolzano 51 anni fa. E’ Pittore figurativo e insegnante di pittura a olio all’Associazione degli Artisti, dopo aver studiato presso l’Accademia delle Belle Arti “Carrara” di Bergamo. Ha realizzato esposizioni personali in Germania, Austria, Lussemburgo, Atene, Tokyo. Nel 2024 ha pubblicato il romanzo “Io sono Egoismo”, primo Urban Fantasy ambientato a Bolzano.

La cosa di me che mi piace di più.

La fantasia.

Il mio principale difetto.

Credere che tutti siano in grado di fare quello che faccio io.

Il mio momento più felice.

La nascita dei miei figli.

Da bambino sognavo di diventare…

Un artista.

La mia occupazione preferita.

Sognare

Il luogo dove vorrei vivere.

A Bora Bora su un catamarano.

Il mio piatto preferito.

Il gelato.

Non sopporto…

L’ignoranza accompagnata da ignoranza.

Per un giorno vorrei essere…

Donna.

Nel mio frigorifero non manca mai…

La frutta.

Se fossi un animale sarei…

Un ornitorinco, l’animale creato con i pezzi che rimanevano di tutti gli altri.

Dove mi vedo fra dieci anni.

Su un altro pianeta se arrivano gli alieni.

Tre aggettivi per definirmi.

Coerente, attivo, 

Il mio fllm preferito.

Alba rossa (prima versione).

Il mio attore preferito.

Robin Williams.

Il superpotere che vorrei avere.

L’onniscienza.

Il mio ultimo acquisto.

Caffè in grani.

Amo il mio lavoro perché…

Mi permette di comunicare con le altre persone. 

La persona che ammiro di più.

Leonardo da Vinci.

L’ultima volta  che ho pianto.

Quando ho pubblicato il mio primo romanzo.

Il mio motto.

Carpe diem.

La mia maggiore paura.

Perdere la memoria.

Il mio colore preferito.

Turchese.

Il mio colore preferito.

Turchese.

Dipingere sulla rete

Eleonora Mazzaferro, artista eclettica, ceramista, presepista, poeta e molto altro, è definita “L’artista che dipinge su rete”. Ha partecipato a diverse mostre di pittura e fa parte di molte associazioni. Scrive poesie e racconti, diversi pubblicati negli annuali dell’Associazione “Il carro delle Muse” (Premio Letterario Internazionale) ed alcuni dell’Associazione “Rosso Veneziano”.

La cosa che mi piace di me. 

La mia creatività perché quando creo riesco ad isolarmi. Posso dimenticarmi di tutto, lasciare da parte i problemi e le preoccupazioni.

Il mio principale difetto. 

L’impulsività.

Il mio momento più felice. 

Quando è nata mia figlia.

Chi ammiro. 

Ammiro le persone che sanno rimanere se stesse nonostante la società odierna.

Un libro sull’isola deserta. 

Se è un buon libro, è sufficiente.

La mia occupazione preferita. 

L’arte in tutte le sue sfumature.

Il paese dove vorrei vivere. 

Non esiste un paese che rispecchi i miei canoni di paese civile.

Non sopporto… 

L’ipocrisia, l’arroganza, la falsità, la delinquenza, i cosiddetti furbi e la maschera che la gente porta.

Per un giorno vorrei essere… 

Invisibile, sai quante risate?

La mia paura maggiore. 

Inizia farmi paura il futuro per tutti i giovani che non riescono ad avere una vita equilibrata, troppe le incertezze. E mi fa paura la situazione politica attuale, il mondo è impazzito.

Mi sono sentita orgogliosa…

Ogni volta che mi sono trovata in difficoltà e sono riuscita a superarla senza l’aiuto di nessuno.

Il mio motto. 

Chi fa da se fa per tre.

Il giocattolo che ho amato di più. 

Nessuno, erano talmente pochi che nemmeno li ricordo.

I miei pittori preferiti. 

Dalì, Kandinsky.

Il dono di natura che vorrei avere. 

Saper disegnare a mano libera come quelli che io reputo “veri artisti”, che anche chiudendo gli occhi mettono insieme dei capolavori.

Dico bugie solo… 

Se strettamente necessario, magari per non ferire una persona. Purtroppo sono anche troppo sincera e, questo, alla gente non piace.

Dove mi vedo fra dieci anni. 

Spero di riuscire ancora a vedermi.

L’ultima volta che ho perso la calma.

Quando una persona che si credeva superiore voleva farmi passare per stupida. Ma ha sbagliato indirizzo.

Da bambina sognavo… 

Non sognavo, ero troppo occupata a reggere la realtà.

Autore: Daniele Bebber

Un benzinaio e Paperone

Qui Intervista a Giorgio Barchetti in arte “bold”. Per oltre 35 anni Barchetti ha vissuto nel mondo della fantasia, in qualità di “disegnatore di fumetti” e “regista di produzioni video 360”. In sostanza ha fatto della sua vita una missione: continuare a sperimentare e accompagnare le persone nel mondo della creatività senza limiti.

La mia occupazione preferita.

Disegnare e guardare film, non contemporaneamente!

Il mio piatto preferito.

Pizza in qualsiasi modo e in qualsiasi luogo.

Il luogo dove vorrei vivere.

Dentro Movieland a Peschiera del Garda.

Da bambino sognavo di diventare…

Un benzinaio e Paperon de’ Paperoni.

Nel mio frigorifero non mancano mai…

Due mele, non le mangio mai e… rimangono sempre lì!

Se fossi un animale sarei…

Sono indeciso se un gatto oppure un topolino… direi un gatto, avrei la vita più lunga!

Sono stato orgoglioso di me stesso quella volta che…

Quando sono riuscito a salvare il mio amico Furio caduto in un fosso!

Dove mi vedo fra dieci anni…

Ancora in coda al semaforo all’uscita di Bolzano sud.

L’ultima volta che ho persona la calma. 

Quando ho bucato la ruota della macchina per la terza volta in un mese.

La prima cosa che faccio al mattino.

Controllare l’ora e sperare di avere ancora 5 minuti di relax.

Il mio film preferito.

Matrix.

Il mio attore preferito.

Tom Hanks.

Il superpotere che vorrei avere.

Non ingrassare mai.

La mia occupazione preferita.

Ascoltare musica.

Il mio ultimo acquisto.

Un paio di scarpe.

Le cose che apprezzo di più del luogo in cui vivo.

Il paesaggio e le opportunità lavorative.

L’errore  che non rifarei.

Non ascoltare il mio istinto.

Il mio motto.

Se lo fanno gli altri… che se lo facciano loro!

La massima stravaganza della mia vita.

I miei capelli, una lotta costante tra me e loro!

La mia maggiore paura.

Assolutamente i ragni, se vedessi l’uomo ragno dal vivo scapperei a gambe levate! 

Il mio colore preferito.

Il nero.

Darsi il giusto valore

Tanti anni fa si è ripromesso di non smettere mai con il rap. Si ritrova quindi ad essere un rapper di mezza età con ancora tanta passione, entusiasmo e con poco tempo per fare tutto quello che vorrebbe fare. Fa parte di quella cerchia di 3 o 4 persone a Bolzano che hanno contribuito in maniera importante a creare una scena hip hop sul territorio, organizzando tantissimi eventi e concerti e pubblicando tantissima musica.

La cosa di me che mi piace di più.

Sono una persona educata.

Il mio principale difetto.

Tendo a parlare troppo. In passato sapevo ascoltare di più. Ci sto lavorando.

Il mio momento più felice.

La nascita delle mie figlie.

Da bambino sognavo di diventare..

Un pilota di aerei militari.

La mia occupazione preferita.

Fare freestyle (improvvisare rap in rima sulla musica).

Il mio piatto preferito.

La pizza.

Non sopporto…

I bambini, quando sono maleducati (e di conseguenza i loro genitori).

Sono stato orgoglioso di me stesso quella volta  che…

Ho saputo gestire e metabolizzare una brutta situazione personale.

L’ultima volta che ho perso la calma.

Non me la ricordo. La perdo raramente.

La prima cosa che faccio al mattino.

Sveglio mia moglie, le mie figlie e poi vado in bagno.

Il mio film preferito.

A Brox tale.

Il superpotere che vorrei avere.

Non dover dormire.

La disgrazia più grande.

La morte di Fabio, uno dei miei più cari amici. Oltre ad avermi insegnato a fare rap, la sua storia mi ha insegnato altre cose molto più importanti.

La cosa che apprezzo di più del luogo in cui vivo. 

La convivenza italiani-tedeschi. Sono da sempre un sudtirolese italiano molto orgoglioso.

Amo il mio lavoro perché…

Difficilmente mi annoio, conosco molte persone interessanti e ho un bellissimo rapporto con colleghi e colleghe.

L’errore che non rifarei.

Essere troppo autocritico. Con molte difficoltà ho imparato ad esserlo di meno. Sto provando a insegnare alle mie figlie a darsi il giusto valore.

Il mio motto.

C’è di peggio.

La massima stravaganza della mia vita.

Non sono stravagante di natura. Forse il fatto di fare ancora rap a 41 anni. Percepisco che per molte persone sia una cosa strana.

Del mio aspetto non mi piacciono…

I capelli bianchi. Mi invecchiano più del dovuto.