Dr. Haus

“Una vertiginosa struttura piramidale”, ha affermato il comandante Abu Simbel della squadra controlli. A capo di questa struttura è stato trovato Dr. Haus, primario di mummiologia dell’ospedale Similaun, che reclutava infermieri per ricevere i 400 euro promessi dall’ASL altoatesina. Dopo una settimana ha raggiunto la cifra record di un milione di euro, con il quale si è comprato un monolocale in un seminterrato di Gries.

Autore: Roberto Tubaro

I primi 5 anni delle Botteghe di Cultura nel quartiere di Don Bosco

Il 21 aprile 2022, in occasione del loro quinto compleanno del progetto di rigenerazione urbana, le Botteghe di Cultura del quartiere Don Bosco hanno tenuto una giornata di porte aperte alla cittadinanza. Per rinfrescare la memoria a chi non ricordasse: le Botteghe di Cultura sono nate nel 2017 grazie a un bando provinciale in collaborazione con IPES che ha concesso quattro spazi a progetti che coinvolgessero quartiere e giovani in attività culturali. COOLtour, Culture Corner e Don Bosco Social sono vetrine che offrono al quartiere, e non solo, azioni di comunità, arte parte-cipata e apprendimento delle lingue, il tutto condito da accoglienza, professionalità e tanta inven-tiva. Grazie al rinnovato impegno delle Politiche Giovanili della Provincia Autonoma di Bolzano e di IPES, il progetto delle Botteghe di Cultura sarà presente per altri sei anni a Don Bosco, con nuovi stimoli e opportunità.
Ognuno di questi spazi, per questo importante compleanno, ha organizzato per questa giornata di porte aperte delle attività per coinvolgere la cittadinanza e festeggiare la ricorrenza: a COOL-tour, in via Sassari 13/b e da poco anche 13/c, si è tenuto un Aperiquiz a premi a tema fumetto — anche in vista del festival ArtMaySound che si terrà il 27 e 28 maggio—, a Culture Corner, all’incrocio tra via Parma e via Bari, invece, la cittadinanza si è potuta dilettare con attività musi-cali e, infine, — come ultimo, ma non per importanza — Don Bosco Social, ubicato nella principale piazza del quartiere, ha organizzato una formazione per operatori. Al di là di questa giornata, però, ognuno di questi luoghi, ogni giorno, offre un ampio ventaglio di attività. COOLtour, oltre a essere una redazione giovanile di promozione culturale, si apre al quartiere e alla città con il bookcrossing e il garden sitter e gli eventi organizzati dalle operatrici con l’aiuto dei volontari. Anche Don Bosco Social si occupa degli ambiti della formazione, dell’informazione e dell’organizzazione di eventi cul-turali, il tutto con la partecipazione della comunità. Culture Corner si impegna nell’apprendimento linguistico oltre che all’amato bookcrossing.
L’Open Day è stata una grande occasione per ricreare e confermare il contatto con gli abitati del quartiere e non e per ricordare a tutti la presenza di questi luoghi culturali e di aggregazione. Per seguire le attività proposte per l’Open Day e quelle future, vi invitiamo a seguire le pagine dei sin-goli progetti e quella comune di Botteghe di Cultura.

Autrice: Anna Michelazzi COOLtour

Alla ricerca dei pezzi d’arte storici sui muri

Anche a Bolzano come in tutta Italia si trovano le formelle di ceramica delle case INA, realizzate assieme agli edifici tra il 1949 e il 1963, coinvolgendo anche importanti artisti dell’epoca. Si tratta di un’iniziativa che è stata ripresa di recente, attraverso un archivio fotografico storico e una nuovo proposta per gli artisti, anche locali. Vediamo insieme i dettagli di questa interessante iniziativa

Passeggiando per le vie bolzanine, recandosi presso parenti e amici o guardando distrattamente dal finestrino del bus, a molti sarà capitato di imbattersi in una targhetta Ina Casa.
Queste formelle in ceramica sono circa 40.000 sparse in tutta Italia, poste all’ingresso o nel punto principale dell’edificio dove risiedono in maniera armonica con l’architettura circostante.
Innanzitutto per Ina Casa (Istituto Nazionale Assicurazioni) si intende il piano di intervento ideato tra il 1949 e il 1963 dal ministro Fanfani riguardo la realizzazione dell’edilizia residenziale pubblica sull’intero territorio nazionale. Alcuni degli intenti erano la costruzione delle cosiddette case popolari, un progetto di edilizia agevolata per le famiglie a basso reddito, per far fronte alla povertà socio-abitativa e agevolare la ripresa economica dall’immediato Dopoguerra, proponendo opportunità lavorative e soprattutto abitative. Dal punto di vista architettonico le Ina Casa furono campo di sperimentazione per le teorie neorealiste, basate sulla coerenza compositiva dei materiali, il ruolo sociologico e psicologico dell’ambiente circostante, dettagli architettonici da tenere in considerazione. Riguardo alle ceramiche, il filo rosso è la tematica della casa come luogo felice, luogo nel quale tornare e trovare armonia. Per la loro realizzazione furono indetti bandi che prevedono la partecipazione di numerosi artisti in linea con i movimenti artistici del Novecento, tra i quali compaiono anche Alberto Burri, Duilio Cambellotti, Pietro De Laurentiis, Wladimiro Tulli.
Oggi Ina Casa torna oggetto di ricerca, di innovazione e di sperimentazione grazie ad alcune idee giovani e soprattutto grazie alla comunicazione trasversale dei social. È di due architetti con base a Firenze la bellissima idea di creare un archivio fotografico delle ceramiche in questione. Giulia Canale e Francesco Pascale hanno aperto il canale Instagram ceramicheinacasa con lo scopo di innescare un progetto partecipativo e realizzare un museo digitale diffuso. Chiunque di noi può inviare una fotografia della ceramica rinvenuta al loro canale.
Inoltre l’associazione Defloyd con sede ad Ascoli Piceno indice il bando “Home is the place to be” con scadenza proprio il 21 aprile, ispirandosi alle ceramiche ma volendo indagare su proposte grafiche contemporanee. Tema principale la casa intesa come focolare domestico, rifugio e protezione, dimensione intima e al contempo centro di una comunità.
Invitiamo dunque tutti gli artisti locali a partecipare al progetto e invitiamo anche ognuno di voi a inviare alla pagina Instagram ceramicheinacasa le foto delle formelle di ceramica che incontrerete sulla vostra strada camminando per Bolzano (ve lo sveliamo: ce ne sono parecchie). Volendo anche noi, come redazione, scoprire con voi la nostra città, vi invitiamo inoltre a inviare le foto di queste formelle di ceramica anche a noi a redazione@quimedia.it.

Autrice: Joana Preza COOLtour

Visita allo sportello Open & Linux Schalter

Riprende l’iniziativa dalla forte valenza sociale che insegna a lavorare con il software libero per abbattere il digital divide.

Avviato nel 2017, il servizio Sportello Open & Linux Schalter, passata la pandemia, riprende con diverse novità.
Oltre che nella Sala Fronza del Teatro Cristallo, il servizio, riattivato su invito della Circoscrizione Europa – Novacella, sarà presente in altri giorni sia allo Spazio autogestito 77 che presso l’associazione ADA.
Tra le novità c’è il progetto Schoolswap, che consiste nella messa a disposizione di pc in comodato d’uso per abbattere il digital divide, il divario esistente tra chi ha accesso effettivo al personal computer e internet e chi ne è escluso.

Abbiamo incontrato Diego Maniacco, uno dei referenti dello Sportello.

Il Linux User Group Bolzano (LUGBZ) ha avviato lo sportello nel 2017, un servizio gratuito di consulenza e installazione di Linux sui pc delle persone nella Sala Fronza del Teatro Cristallo.

Averte una particolarità tipologia di utenti?
Arrivavano molti pensionati che si erano sentiti dire che i propri personal computer non erano più adatti alle nuove versioni di Microsoft e si rivolgevano a noi per chiedere se c’era un modo di salvarli. Noi facevamo partire il sistema operativo da chiavetta usb e una volta che si convincevano, partivamo con l’installazione.  

Oggi quali software proponete?
Oltre agli applicativi per navigare in internet e la suite Libre office, offriamo anche il software che gestisce gli accessi alle risorse della Pubblica Amministrazione tramite Tessera Sanitaria e SPID. A chi lo desidera installiamo anche programmi di editing video, fotografico o audio. Diciamo che, tutto quello che si può fare con un computer normale, noi lo facciamo e lo insegniamo a fare con l’open source.

Nel 2020 poi avete interrotto l’attività di sportello.
Con le chiusure e con l’introduzione della Didattica a Distanza (DAD) nelle scuole, c’era l’esigenza di aiutare le tante famiglie che non avevano il computer a casa. Abbiamo creato il progetto Schoolswap, con l’intento di procurare dei PC dismessi da Enti Pubblici e aziende, da mettere a disposizione. Siamo riusciti inoltre a coinvolgere nel progetto ADA, che è l’Associazione dei Diritti per gli Anziani, con sede in via Torino 70, che ci ha dato lo spazio in un seminterrato. Eravamo riusciti ad ottenere qualche centinaio di PC e quindi abbiamo creato un laboratorio. I computer che arrivavano venivano sanificati, riparati e dotati di webcam e connettività wireless, grazie ai fondi raccolti tramite la San Vincenzo. Successivamente venivano dotati della distribuzione Linux sviluppata dalle scuole italiane (FUSS , un pacchetto di oltre 200 applicativi che coprono le esigenze dalla scuola primaria fino alle superiori) più le piattaforme (google o zoom) richieste dalle scuole per la DAD. I pc vengono dati in comodato d’uso gratuito.

E ora riaprite…
Riapriamo più forti di prima, lo Sportello sarà presente anche allo Spazio 77 di Via Dalmazia 77 e presso l’associazione ADA in via Torino 70/A. Continuiamo pure a lavorare sul progetto dei pc in comodato.

Per informazioni sul progetto Schoolswap e sullo sportello andate al sito internet schoolswap.bz.it

Autore: Till Antonio Mola