InchiostroVIVO: Il Mondo guarda il Mondo

La terza edizione di InchiostroVIVO, Il Mondo guarda il Mondo, avrà luogo al Museion di Bolzano il 20 e il 21 ottobre. L’iniziativa quest’anno è intitolata “Il Mondo guarda il Mondo” e intende celebrare Italo Calvino a Bolzano, nell’ambito di una rassegna culturale che fonde letteratura, teatro ed arti visive.

Per gli amanti della cultura e della letteratura, il mese di ottobre porterà con sé un interessante evento. La terza edizione di InchiostroVIVO, Il Mondo guarda il Mondo, avrà luogo al Museion il 20 ottobre con due appuntamenti mattutini alle 9.30 e alle 11.30 dedicati alle scuole, e il 21 ottobre con due appuntamenti serali alle ore 18 e alle 20.30, aperti alla cittadinanza. Gli eventi sono ad ingresso libero e gratuito.

InchiostroVIVO è una rassegna nata nel 2021 dall’impegno di giovani bolzanini in collaborazione con il centro di promozione giovanile COOLtour dell’associazione La Strada-Der Weg e gode del sostegno del Comune e della Provincia di Bolzano. È un’esperienza coinvolgente che pone al centro un autore letterario e che si rinnova ogni anno. L’obiettivo è quello di riportare la letteratura nella vita del pubblico utilizzando altre forme d’arte quali il teatro e la musica.

Quest’anno la manifestazione s’intitola Il Mondo guarda il Mondo e sarà dedicata a uno dei più grandi intellettuali del ‘900 in occasione dei 100 anni dalla sua nascita: Italo Calvino.

L’iniziativa consiste in uno spettacolo creato dai ragazzi con l’aiuto e sotto la guida dell’attrice bolzanina Diletta La Rosa. I giovani attori daranno voce a passi tratti dall’opera omnia di Calvino sullo sfondo di videoarte.

L’intento è quello di mettere in risalto il rapporto che ognuno ha con sé stesso, con gli altri e con il mondo, portando il pubblico a riflettere attraverso l’universo calviniano.

La rappresentazione ha come fil rouge l’idea di guardare: guardare il mondo, guardarsi dentro, guardarsi a vicenda e nel profondo. Un guardare che supera il senso della vista e diventa qualcosa di più.

L’evento si terrà al museo d’arte contemporanea Museion, in piazza Piero Siena 1, Bolzano, al primo piano.

Collaboratori e partner de Il Mondo guarda il Mondo sono diverse realtà del territorio, in particolare l’associazione Teatro Cristallo Young e la compagnia teatrale Controtempo Teatro.

L’attesa della rassegna culturale è stata animata da due appuntamenti, aperti al pubblico, per un Road to InchiostroVIVO che uniscono il piacere della letteratura alla cucina e alla musica. Il primo di questi eventi si è svolto il 18 settembre alle 20.30 presso il centro Lovera (Viale Europa, 3). In quell’occasione i partecipanti hanno avuto la possibilità di immergersi nell’universo calviniano gustando una cena con delitto a tema. La celebrazione di questo autore è continuata il 10 ottobre alle ore 18 con un aperitivo letterario che ha avuto luogo a Cooltour (via Sassari 13/b e 13/c).

Per partecipare alle iniziative sarà obbligatorio prenotarsi mandando una mail a cooltour@lastrada-derweg.org con nome e cognome, evento e, nel caso degli spettacoli di fine ottobre, anche l’orario desiderato. Per quest’ultimo saranno disponibili un massimo di 35/40 posti per ogni replica.

Autrice: Saana El Abidi COOLtour

Anche a Bolzano appuntamento con il Linux Day

Sabato 28 ottobre anche Bolzano festeggia il Linux Day presso l’Università di Bolzano, con orario dalle 9 alle 19. Intervista a Paolo Dongilli del Linux User Group Bolzano (LUGBZ).

Che cosa è il Linux Day?

Si tratta della principale manifestazione italiana dedicata a Linux, al software libero, alla cultura aperta ed alla condivisione. Sono previsti decine di eventi in tutta Italia, che coinvolgono centinaia di volontari e migliaia di visitatori per celebrare insieme la libertà digitale.Partito nel 2001, il Linux Day è una iniziativa volta a far conoscere Linux ed il software libero. Si compone di numerosi eventi locali, organizzati autonomamente da gruppi di appassionati nelle rispettive città, tutti nello stesso giorno. Si tratta di contesti in cui gli interessati possono partecipare a talk, workshop e dibattiti, trovare spazi per l’assistenza tecnica e assistere a dimostrazioni pratiche.

Da chi viene organizzato il Linux Day a Bolzano?

Sul nostro territorio il Linux Day 2023 (South Tyrol) è organizzato dall’associazione LUGBZ (Linux User Group Bozen-Bolzano-Bulsan) con la collaborazione del Progetto FUSS dell’Intendenza Scolastica Italiana. L’evento sarà gentilmente ospitato dalla Libera Università di Bolzano, dove hanno avuto luogo anche le edizioni precedenti.

Può spiegarci da chi è composto il LUGBZ?

Si tratta di un’associazione senza scopo di lucro, nata nel 2001 con lo scopo di promuovere la diffusione e la conoscenza del sistema operativo GNU/Linux, del Free Software e di formati e dstandard aperti nel territorio della provincia di Bolzano. È nata ed è composta tra gli altri da professionisti informatici del settore pubblico o privato e da semplici cittadini che condividono lo stesso obiettivo di mettere l’essere umano al centro nel processo di digitalizzazione della società. Nel 2004, poco dopo la sua nascita, il LUGBZ collaborava già con le istituzioni per la stesura del Piano d’Azione eSüdtirol 2004-2008.
Il Progetto FUSS è un progetto nato nel 2005 dalla Direzione Istruzione e Formazione Italiana con lo scopo di portare Software Libero nelle scuole, permettendo così a docenti ed alunni di utilizzare a casa gli stessi strumenti software utilizzati a scuola senza aggravi di costo per le famiglie.

Quale obiettivo vi prefiggete con il Linux Day?

Il nostro Linux Day di quest’anno sarà denso di contenuti e con un numero di relatori ai limiti dell’overbooking. Gli argomenti saranno quelli della sostenibilità e sovranità digitale a scuola e a casa, concetti che includono il Software Libero, l’hardware aperto e trasparente e i contenuti didattici aperti. I relatori, in parte in presenza e in parte da remoto, sono professionisti in ambito IT ed educativo provenienti dalla nostra provincia, dal territorio nazionale ed europeo. Avremo rappresentanti di associazioni come DigitalCourage, Wikimedia Italia, Informatici Senza Frontiere, rappresentanti di enti pubblici, aziende e molti altri. Ci sarà anche l’intervento del Centro Tutela Consumatori Utenti – Verbraucherzentrale Südtirol per dare ulteriore slancio alla campagna “Transparent Hardware” www.lugbz.org/thw,  partita nel 2007 da una sinergia nata tra VZS e LUGBZ.

Può dirci qualcosa a proposito del vostro Premio?

Quest’anno verrà conferito dal LUGBZ il 20° South Tyrol Free Software Award, che come nelle precedenti 19 edizioni assegna un premio a persone che hanno contribuito alla diffusione del software libero nella nostra provincia.

Chi è interessato trova tutte le informazioni sul sito lugbz.org

Autore: Till Antonio Mola

Diego Tartarotti: l’arte per resistere

In questo numero vi proponiamo un’intervista a Diego Tartarotti, in arte 2rxst. Tartarotti è un giovane artista visivo bolzanino. L’artista dipinge ad olio, acrilico, su tele o su muri. Fa anche graffiti, e utilizza pure la fotografia e i video.

Il tuo nome d’arte da cosa deriva?

All’inizio quando dovevo cercare un nome d’arte, il concetto che mi piaceva era “esistere”. Il mio  amico Marco Tork però mi disse: “mettici una r, è più un resistere che esistere”. “2rxst” ovvero “to resist” prende il significato di “resistere”. Nei momenti difficili in cui si vive un disagio, l’arte può essere anche resistenza.

Come nasce questa tua passione?

Ho sempre disegnato da quando ero piccolo. Mi ricordo che già alla scuola materna dicevo: “Voglio fare il pittore” ed è una cosa che poi ho coltivato facendo l’artistico e in seguito l’accademia. I miei genitori amano molto l’arte, non mi hanno mai tarpato le ali e mi hanno sempre appoggiato in quello che mi piaceva fare.

Quali tecniche artistiche prediligi?

In accademia ho fatto l’indirizzo di pittura, però sono sempre stato portato per le arti grafiche, quindi progettazione grafica a mano, su carta e sul computer. Mi piace la poliedricità della mia arte; in pratica dipingo ad olio, acrilico, su tele o su muri, faccio graffiti, e utilizzo anche la fotografia e i video.

Come definiresti il tuo stile?

Ho uno stile molto duro, ci sono dei contorni spessi, molto definiti da queste linee nette, decise, poi quando uso la matita calco. È uno stile molto incisivo, molto pesante. Mi piacerebbe provare a unire il mio stile con l’arte accademica, più pittorica e delicata.

Di questo ne hai fatto un lavoro?

Diciamo che ci sto lavorando, ho varie commissioni. Faccio quadri e graffiti su commissione. Sono partito regalando molti dei miei lavori, poi pian piano ho iniziato a vendere le mie opere, ma ancora cerco di tenere un equilibrio per quella che è l’arte su commissione e l’arte per l’arte. Non voglio definirmi né un professionista, né un artista di strada: sono Diego.

Cosa ti ispira in particolare?

Mi faccio ispirare un po’ da tutto. Quando disegno fumetti mi ispirano i viaggi e le storie di vita. Quando dipingo mi faccio ispirare dai miei sentimenti, la creatività deriva dallo stato d’animo. Penso mi sia rimasta un po’ di quella fantasia e di quello stupore che hanno i bambini per tutto. La mia è una ricerca che va dall’estetica al sentimento. 

Ambizioni?

Star bene nella vita, far star bene gli altri ed essere felice. Sogno di fare dell’arte il mio lavoro ma senza trovare compromessi. Farò la magistrale per poi fare l’insegnante. Insomma, vorrei che il mondo dell’arte fosse una costante della mia vita.

Autrice: Ilaria Talamoni COOLtour

Record

Una spedizione di ispettori del Guinness dei primati, voluta fortemente dal cronista tedesco Eberhard Jurgalski, si è recata sulla vetta dell’Annapurna per prendere le misure necessarie a confermare Reinhold Messner come “re degli ottomila”. “Fare controlli su questioni importanti come questa è fondamentale anche se sono passati 40 anni, ne va della nostra credibilità” ha affermato Ines Pector, referente del famoso libro dei record. Nel frattempo si festeggia il nuovo record di inquinamento, di innalzamento delle temperature mondiali, il tutto nell’attesa di nuovo record di guerre e bombardamenti. 

Autore: Roberto Tubaro

24homes, altrettanti concerti in… casa

24 house concert e 24 case private posizionate in tutta Bolzano: un nuovo calendario d’avvento artistico-culturale in grado di creare un legame fra la comunità artistica e la cittadinanza. Il concetto di base è quello di sentirsi a casa, di intimità e la creazione di nuovi spazi in cui esaltare la convivialità e rafforzare i legami di comunità. Il progetto nasce dalla musicista bolzanina Greta Marcolongo. Le abbiamo fatto qualche domanda, per scoprire nei dettagli il progetto.

Com’è nata questa idea?

Il progetto nasce come risposta al bisogno di instaurare e rafforzare nuovi legami fra la città e i suoi abitanti, valorizzandone gli  spazi. Si cerca di diffondere il messaggio legato al concetto di “porta aperta”: ossia di attenzione e accoglienza verso “l’altro” attraverso lo sviluppo e creazione di relazioni umane, anche semplicemente con i propri vicini di casa. Il progetto 24homes risponde anche al bisogno di offrire nuovi ed inusuali spazi d’incontro a chi ha qualcosa da dire, ovvero ai musicisti. A Bolzano purtroppo le situazioni in cui potersi esprimere e far conoscere la propria musica non sono poi così tante e le limitazioni di orario e di volume non aiutano di certo.

Cos’è un house concert?

È una performance musicale che ha luogo in una casa privata. Gli house concert sono un’esperienza unica per chi ospita, per chi suona e per chi partecipa. Ogni evento è unico e speciale, ma i tratti comuni sono i seguenti: si svolge all’interno di uno spazio privato che viene messo a disposizione gratuitamente. Gli invitati sono solitamente amici del proprietario di casa (colleghi, vicini di casa, amici di amici ecc), e gli artisti suonano in acustico senza alcun utilizzo di amplificazione. Il proprietario di casa allestisce anche un tavolo che viene imbandito con cibo e bevande. Il pubblico si siede per terra, sul divano o resta semplicemente in piedi. La performance dura circa una mezz’ora, dalle ore 17 alle ore 17.30.

A chi è rivolto questo progetto? Chi può parteciparvi?

Si rivolge a tutta la cittadinanza senza alcuna esclusione. Inoltre – poiché le case scelte per gli eventi saranno dislocate nei cinque differenti quartieri di Bolzano  – 24homes presta un’attenzione particolare volta a coinvolgere anche le zone più periferiche della città. Protagoniste sono le case private, il luogo più intimo ma che “non esiste, se non viene condiviso”.

Oltre ad una serie di eventi, 24homes è un vero e proprio calendario d’avvento… 

Esatto, ci sarà un evento per ogni giornata prima del Natale, partendo dal primo dicembre. Ognuno di questi eventi verrà documentato attraverso video e foto, e condiviso sempre alla stessa ora mediante pagine social (Instagram e Facebook) realizzate ad hoc, andando a creare quindi un calendario dell’Avvento originale ed inedito.
Il progetto si sviluppa attraverso due differenti bandi pubblici: il primo rivolto ai cittadini e alle cittadine che vogliano ospitare un evento nella propria casa e il secondo rivolto alle artiste e agli artisti che vogliano esibirsi e offrire la propria musica in uno spazio insolito e inusuale. 
La chiusura del bando è prevista entro e non oltre il 31 ottobre.
La partecipazione agli eventi è a discrezione dell’host e facilitata dal team di lavoro. Per eventuali prenotazioni ai concerti, informazioni o richieste, si può scrivere a: 24homesbz@gmail.com. Entro e non oltre il 20 novembre verrà reso pubblico un calendario nel quale verranno elencati tutti gli eventi e gli artisti selezionati. Altre informazioni si possono potete trovare sul sito web www.24homes.bz

Autore: Niccolò Dametto

Cambiare totalmente vita a 57 anni

Oggi vi raccontiamo la storia di Franco Barcatta. Fino ad un anno fa era ispettore dei Vigili di Bolzano, ma ha lasciato il posto sicuro per vivere il suo sogno come FrancoB Dj, divenendo ospite fisso di un locale/terrazza di lusso a Caorle.

“Si tratta di una passione riesplosa dopo tanti anni. Sin da piccolo volevo fare il DJ: a metà anni 80 a Radio Rosengarten ho cominciato ad esercitarmi al mixer con i primi vinili. E da lì la passione mi ha portato a diventare il DJ resident del Jumbo Discopub a Mazzon di Egna. La passione per il DJing è rimasta, ma ho dovuto giocoforza reprimerla in quanto con il passare del tempo non era più conciliabile con il tipo di lavoro che facevo. Fino a quando l’anno scorso mia moglie ha avuto l’intuizione di risvegliare questa mia passione: vedeva che la sera passavo molte ore al computer a documentarmi sulla musica, e quindi un giorno è andata a comprarmi una console per DJ. Quindi in un certo senso devo tanto a lei, che è stata brava a sostenermi e a creare le condizioni che mi hanno spinto a prendere questa decisione. Ci ho messo pochissimo a ritrovare la tecnica, era come se non avessi mai smesso di mixare, e questa ritrovata passione mi ha portato a una svolta di vita. Dopo 23 anni di lavoro nella polizia municipale, dove ero arrivato anche al grado di luogotenente, il massimo grado dell’ispettore, ho deciso di rassegnare le dimissioni. C’è da dire che negli ultimi anni era cambiato molto il lavoro, oltre che la città stessa, tanto che ho cominciato a provare stanchezza. Sono sicuro che, anche senza questa mia ritrovata passione, qualcosa sarebbe cambiato in ogni caso a livello professionale.”

Quello che colpisce è la luce negli occhi di Franco quando parla del suo nuovo lavoro come FrancoB Dj. Proviamo a provocarlo: aveva 57 anni quando ha deciso di tornare a fare il DJ. Ma chi è che, oggigiorno, dà fiducia ad un 57enne?

E invece ho scoperto che dove vado a suonare, l’età non solo non conta, ma qualche capello grigio aiuta. Io stesso pensavo il contrario: ero rimasto a trent’anni fa quando quando il DJ era giovane e ho scoperto invece che qui in Trentino Alto Adige, ma soprattutto nel Veneto, dove io suono tantissimo, 50 anni è la media dei DJ che vengono chiamati per le serate. È stato questo un aspetto mi ha tranquillizzato molto, e anzi ha contribuito a darmi una ulteriore spinta.

Come è stato accolto dal pubblico?

Mi ha aiutato l’esperienza che ho accumulato negli anni facendo radio; quindi non solo nel mixare la musica, ma anche nel conoscere i brani, nell’aver interiorizzato quali fossero i riempipista, quali i successi nel corso degli anni, e poi negli anni a venire ho sempre cercato di rimanere aggiornato, nonostante il poco tempo a mia disposizione. Ho seguito l’evoluzione musicale dagli anni  ‘70 in poi, e questa esperienza mi permette anche di saper poi modulare la musica a seconda delle circostanze.

Come si sente a fare il DJ?

Io sono completamente rinato! Avevo bisogno di staccare completamente la spina e salvaguardare  la mia salute. E la musica mi ha salvato!

Autore: Till Antonio Mola

Arte, storia e musei

Silvia Spada Pintarelli è storica dell’arte e museologa. Ha organizzato mostre di arte medievale e moderna tra cui, nel 2000, “Trecento. Pittori gotici a Bolzano”, esemplare per qualità e rigore scientifico. Ha inoltre collaborato alla creazione del Percorso espositivo nel Monumento alla Vittoria di Bolzano. Da alcuni anni in pensione, continua lo studio e la ricerca sull’arte dell’Alto Adige e del Trentino, pubblicando anche libri didattici per bambini. 

La cosa di me che mi piace di più.

La curiosità.

Il mio principale difetto.

Temo proprio di essere permalosa e anche (un po’) iraconda.

Il mio momento più felice.

La sera, quando il giorno si placa e la luce svanisce.

Il capriccio che non mi sono mai tolto.

Vedere l’aurora boreale; per fortuna sta arrivando qua.

La mia occupazione preferita.

Andar per musei e luoghi d’arte insieme a mio marito, indispensabile compagno di viaggio (anche perché io non ho la patente).

Il mio piatto preferito.

Troppi.

Non sopporto…

L’invidia. Non voglio essere invidiosa e non voglio essere invidiata.

Per un giorno vorresti essere…

Federico Zeri.

Se fossi un animale sarei…

Una lucciola per rendere magico il mondo.

Sono stata orgogliosa di me stessa quella volta che…

Abbiamo inaugurato il percorsoespositivo nel Monumento alla Vittoria.

Dove mi vedo fra dieci anni.

Spero NON in una casa di riposo.

Il superpotere che vorrei avere.

L’invisibilità. Mi farei delle risate!

La mia occupazione preferita.

Leggere, leggere e poi leggere (mangiucchiando un dolce tra una pagina e l’altra).

Cosa apprezzo di più del luogo in cui vivo.

Le piste ciclabili e i prati del Talvera.

Amo il mio lavoro perché…

Ho fatto pagata quello che avrei fatto anche gratis.

Il mio motto.

Domani è un altro giorno.

La massima stravaganza della mia vita.

Aver accompagnato un’amica a comprare un mucchio di Gratta e Vinci.

Del mio aspetto non mi piace…

La pancia!!!

Il mio primo ricordo.

Il contrassegno con la farfalla che avevo all’asilo.

Quando la danza ammalia

Il titolo è “Geistesblitz – Lampo di mente” ed è l’ultimo spettacolo messo in scena da Sabine Raffeiner per Alpsmove 2023 che ha incantato il pubblico: in scena due ballerini (Hugo Holagnon e Giulia Manica) e, contemporaneamente, su di uno schermo gigante alle loro spalle la loro versione digitale. Ecco alcuni momenti dello show ritratti dal fotografo Cristian Lang.

Una festa del basket

è stata un’amichevole di alto livello tecnico quella disputatasi recentmente al PalaMazzali di Bolzano, tra Dolomiti Energia Trentino e gli svizzeri del Monthey-Chablais. La squadra trentina, di fronte allo scatenato pubblico altoatesino, ha vinto 86-61 trainata da capitan Forray. Riviviamo alcuni momenti della competizione attraverso gli scatti di Niccolò Dametto.

Pumpkin spice latte

Ingredienti

150 g di zucca
230 ml di latte
1 tazzina di caffè
1 chiodo di garofano
1 pizzico di cannella in polvere
1 pizzico di noce moscata
1 cucchiaio di miele

Preparazione

Preriscaldate il forno a 200°C. Nel frattempo, lavate la zucca e tagliatela a fette. Togliete dal suo interno i semi e i filamenti. Ponete i vari spicchi su una teglia con bordi bassi, rivestita con carta da forno e fate cuocere a 200°C per 30 minuti.
Versate il latte in un pentolino. Una volta scaldato lasciate in infusione (per 30 minuti) nel latte caldo le spezie: cannella, noce moscata, chiodo di garofano.
Una volta cotta la zucca, lasciatela raffreddare e togliete la buccia dalle fette. Poi, frullate la polpa in un mixer.
Filtrate il latte, eliminando le spezie, e versatelo nel pentolino per scaldarlo nuovamente.
Aggiungete la purea di zucca, il miele e il caffè, e mescolate mentre continua la cottura.
Quando gli ingredienti sono ben amalgamati, spegnete e servite la bevanda ancora calda.

Consiglio

Potete presentare il gustosissimo pumpkin spice latte decorandolo con panna montata e altra cannella in polvere, o come preferite.