https://abo.athesiamedien.com/beleg-exemplar/f4a6a95f45375746588a91852
Mese: Ottobre 2023
QuiBolzano – nr. 20 – 19.10.2023
https://abo.athesiamedien.com/beleg-exemplar/f273868f5269a33e9bc3a7af5
QuiMerano – nr. 20 – 19.10.2023
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QuiBassa Atesina – nr. 20 – 19.10.2023
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QuiBassaAtesina – nr. 19 – 05.10.2023
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QuiMerano – nr. 19 – 05.10.2023
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QuiBolzano – nr. 19 – 05.10.2023
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Maturità e creatività
Nei giorni scorsi due distinti appelli apparsi sulla stampa mi hanno fatto riflettere. Il primo è stato quello rivolto da Assoimprenditori e Federazione per il sociale non solo ai politici provinciali in scadenza e quelli prossimi ad essere eletti, ma a tutti gli attori pubblici e privati della nostra realtà locale. Quale il tema? È presto detto: la grave carenza di personale che potremmo trovaci a fronteggiare in tantissimi settori lavorativi, sulla scia di due tendenze che paiono inarrestabili ovunque e nel nostro territorio in particolare, ovvero calo demografico e rincaro dei prezzi degli alloggi, sia in affitto che in vendita. Urgono una presa di consapevolezza comune, idee e soluzioni. E subito, perché domani sarebbe troppo tardi, pena un declino del nostro benessere che, a dire il vero, vediamo scricchiolare già da un po’, sulla scia di contraddizioni strutturali del sistema locale, sempre più evidenti.
Il secondo appello che ho osservato con preoccupazione è stato quello rivolto, ancora una volta alla politica, questa volta da parte di coloro che alcuni sulla stampa hanno definito “ambientalisti”. Evidentemente la categoria si sta estendendo a dismisura, visto che stiamo parlando – oltre che di Dachverband e Curatorio beni tecnici culturali – anche di Cai e Alpenverein. Queste quattro realtà, decisamente significative, hanno ribadito un concetto sul quale abbiamo già insistito in questo spazio poco tempo fa. Il problema in questo caso è rappresentato dallo “sviluppo” turistico in montagna che avrebbe raggiunto ormai un livello tale da snaturare l’ambiente stesso. A stracciarsi le vesti non sono solo integralisti ambientali, come abbiamo visto. E l’allarme è supportato anche da “opinioni pubbliche” molto significative anche in un’altra ottica, visto che è stato segnalato che anche tra i turisti germanici vi sarebbe molta “indignazione” a questo proposito.
Quale migliore occasione allora delle elezioni provinciali ormai alle porte (il 22 ottobre), nonché delle elezioni europee e comunali del 2024, per iniziare a trattare sul serio queste tematiche? E’ evidente a tutti come si tratti di questioni che, come quelle della gestione dell’immigrazione, non possono essere snobbate o utilizzate solo per sventolare qualche bandierina, erigere qualche nuovo muro o suscitare nuove paure. Ne va del futuro di tutti noi. E davvero nessuno può tirarsi fuori. Urge una crescita di maturità e creatività in tutti noi, anche per “illuminarci” nella difficile scelta dei nuovi rappresentati politici che ci guideranno.
Autore: Luca Sticcotti
Estranei #3
La Terra non è una sfera perfetta, ma un geoide rigonfio all’equatore e schiacciato ai poli; il pianeta ammirato dalla stazione spaziale internazionale è di una bellezza splendida, di blu accecante, e senza confini territoriali, ammette Luca Parmitano; il ‘problema’ di questo sogno ad occhi aperti si ridimensiona enormemente quando si atterra, come di un estraneo che bussa alla nostra porta. Per quanto possiamo considerarci persone pacifiche, che si prefiggono la pace e l’aggregazione fra i popoli e che -per contro – ripudiano la guerra, non c’è mai pace sotto gli ulivi. Gli armeni del Nagorno-Karabakh sono in fuga dall’Artsakh, dalla repressione e dalla pulizia etnica che l’Azerbaigian ha messo in atto e pianificato negli ultimi giorni; un altro esodo, che si aggiunge alla lista infinita di conflitti dove la gente, nata dalla parte sbagliata (di cosa poi, seguendo il filo onirico dell’astronauta) soffre e muore. Dal blu accecante della Terra nello spazio a quello più mosso e scuro e intriso di pericoli del Mar Mediterraneo, dove i migranti che lo attraverseranno, fortunatamente senza perigli, sono attesi dai ventuno CPR italici. Ce lo parafrasa in maniera profonda e ineccepibile il grande artista genovese Ivano Fossati in Pane e Coraggio “Ma soprattutto ci vuole coraggio, a trascinare le nostre suole, da una terra che ci odia ad un’altra che non ci vuole”. Questi flussi migratori sono solo la punta dell’iceberg rispetto a quelli che il cambiamento climatico ci porterà con sé; peraltro, nella storia le migrazioni sono sempre avvenute e persino nei manuali di meteorologia sono elencate con precisione, proprio a rimarcare, se ancora ve ne fosse bisogno, cause ed effetti del nomadismo per la sopravvivenza. Noi, sì, che siamo fortunati, a trascinare le nostre piante dei piedi sulla sabbia della battigia, ad infilare le nostre ciabatte firmate per casa, ad indossare gli stivaletti per equitare, o delle sneackers per correre, o, degli scarporcini per andare a funghi. Gli appassionati e studiosi di micologia, cha al blu preferiscono il verde in tutte le sfumature, sanno che il Regno dei Funghi è ciò che più si avvicina alla visione degli scienziati spaziali. Parliamo del micelio, le fitte trame, invisibili alla vista, da cui nascono i funghi che l’astronauta vede come le luci delle metropoli; esso vive e si sviluppa sottoterra e non conosce confini, opera dei cambiamenti epocali impercettibili, stabilisce delle interconnessioni fra le piante, aiuta il singolo filo d’erba a reperire dell’umidità per continuare ad esistere, stimola l’apparato radicale degli alberi in un rapporto mutualistico; in un domani non troppo lontano saranno proprio i funghi, grazie alla loro resilienza, a farci sentire ancora meno estranei.
Autore: Donatello Vallotta
L’età dell’ascolto e delle buone relazioni
Se sono ottimista sono anche attivo. E l’essere attivo mi aiuta a restare ottimista, a guardare al futuro con realismo e senza troppa ansietà. È quanto emerge da un’indagine statistica sulla popolazione più anziana della provincia di Bolzano. Per vivere bene non serve molto: spesso bastano le buone relazioni. E l’ascolto.
La ricerca, svolta dall’Astat (Istituto provinciale di statistica dell’Alto Adige), dimostra innanzitutto che quelli che definiamo “anziani” sono per lo più donne e uomini attivi, né più né meno di tante altre categorie di persone.
La percentuale delle persone anziane classificate come “fragili”, ovvero non più autonome in modo “da moderato a grave”, escludendo chi vive in una residenza per anziani, è del 27 per cento. In maggioranza si tratta di persone over 85. Insomma, una gran parte dei nostri concittadini con più di 75 anni rappresenta una parte attiva della società. Non più sul piano del lavoro, ma certamente su quello della presenza, delle relazioni, in molti casi anche del volontariato e di molto altro.
Secondo l’indagine le persone anziane sono molto o abbastanza soddisfatte della loro famiglia per il 96 per cento. Nella graduatoria della “soddisfazione” (molto o abbastanza) seguono la situazione abitativa (molto 65, abbastanza 32), il tempo libero (molto 29, abbastanza 58), le amicizie (molto 27, abbastanza 59), la situazione economica (molto 24, abbastanza 58) e la salute (molto 23, abbastanza 53).
A proposito delle amicizie dall’“Indagine multiscopo”, condotta sempre dall’Astat durante il 2021, era emerso che solo poco più della metà delle persone con più di 65 anni ha “amici su cui poter contare”, contro il 75 per cento di tutti gli altri. Questo dettaglio mette in rilievo l’importanza delle relazioni in ogni età della vita.
Le indagini citate confermano soprattutto l’importanza delle relazioni familiari. Chi vive in un rapporto di coppia è normalmente più attivo e ottimista. E il 95 per cento delle persone anziane con figli afferma di ricevere da essi una qualche forma di aiuto. La prima forma d’aiuto ad essere citata e apprezzata è l’ascolto.
Autore: Paolo Bill Valente