“Sì” alla sicurezza nel nome di Davide

C’è stata una grande – e rassicurante – partecipazione alla prima edizione della Giornata della Sicurezza stradale promossa dall’associazione “Davide sempre con noi”.

Un successo non scontato in una domenica di sole primaverile dopo tanta pioggia, quello che domenica 5 maggio ha registrato la prima edizione dell’evento “Giornata della Sicurezza – Città di Laives”. Molti cittadini hanno scelto invece di rimandare l’occasione per una gita fuoriporta per presenziare a questo importante evento di sensibilizzazione su un tema quanto mai attuale, la sicurezza stradale. 

Nel 2017 Patrizio Simoni ha perso suo figlio Davide, appena diciassettenne, a causa di un incidente stradale. Da allora, come presidente dell’associazione “Davide sempre con noi”, si fa in 4 per portare il tema della sicurezza sulle strade nelle scuole e tra i cittadini. E sono stati davvero tanti i piccoli e piccolissimi ad appassionarsi alle tante iniziative proposte in Piazzetta Falcone e Borsellino dai tanti enti e associazioni del territorio che hanno collaborato attivamente con “Davide Sempre con Noi” perchè l’iniziativa fosse un successo: dal Centro Giovani Don Bosco al Fly Jugendzentrum, dal Gruppo Giovani della Cri Croce Rossa Italiana Comitato di Bolzano a YoUnited, Mc Evergreen, fino alla sezione giovani della Polizia Stradale Comitato di Bolzano e alla Stazione dei Carabinieri di Laives. Eventi legati all’arte e alla creatività, come l’iniziativa “Colora la strada” dove i bambini hanno potuto esprimersi in modo divertente, alla impattante mostra fotografica “Strade senza ritorno” ma – soprattutto – iniziative pratiche per avvicinare tutti gli utenti della strada al pericolo concreto e a un corretto uso della strada stessa e dei mezzi di trasporto. I bambini hanno così potuto imparare le regole del codice della strada in bicicletta lungo il percorso urbano predisposto con segnaletica stradale e semafori; mentre i giovani, ma anche gli adulti, hanno potuto toccare con mano la pericolosità della guida in stato di ebbrezza grazie a un’esercitazione su uno speciale tappeto alcolemico e a un percorso esperienziale con l’uso di speciali occhiali che simulano l’alterazione percettiva causata dall’abuso di alcool. I giovani della CRI hanno invece offerto dimostrazioni concrete di soccorso stradale, ma non sono mancante anche le occasioni di puro divertimento e svago grazie al castello gonfiabile per i bambini, la musica dal vivo e gli stand di street food. Apprezzatissime dai piccoli inoltre, le minimoto su cui fare una prima esperienza sulle due ruote, sempre in sicurezza!

Prevenzione degli incidenti stradali, questo il fulcro dell’iniziativa promossa dall’Associazione e dai tanti attori che la hanno resa possibile. Prevenzione che passa anche attraverso – oltre alla consapevolezza del rispetto delle regole del codice stradale – la cultura del rispetto e della collaborazione con i professionisti e le forze dell’ordine che prestano servizio sulla strada: “Sentiamo la necessità di cambiare la cultura del “faccio il bravo altrimenti mi fanno la multa – spiega Patrizio Simoni – Bisogna andare oltre il concetto che sulla strada ci si comporta correttamente solo per un tornaconto economico. Rispettare le regole è importante per se stessi, la propria vita e quella altrui ed è anche bello. Abbiamo il dovere di approfittare della possibilità di cambiare questo modo di pensare nelle nuove generazioni, ricostruendo anche un rapporto di fiducia e collaborazione con chi si occupa ogni giorno, spesso senza orari e – spesso – in maniera del tutto volontaria – della nostra sicurezza e del nostro benessere”.

Autrice: Raffaella Trimarchi

L’officina di Galileo Chini a Merano

Incredibilmente ricca, varia e di successo fu l’intera vita di questo artista che frequentò con le sue opere le esposizioni Universali, la Biennale di Venezia, le esposizioni della Secessione di Roma, fu docente all’Accademia d’Arte e a quella di Architettura. Per i suoi lavori in ceramica venne premiato alle esposizioni internazionali di Bruxelles, di San Pietroburgo e di Saint Louis. 

Galileo Chini (Firenze 1873 – Firenze 1956) nacque e morì a Firenze ma questi due  dati non devono trarci in inganno! Galileo viaggiò moltissimo, fu capace imprenditore di sè stesso e frequentò senza posa e con enorme successo sia le Esposizioni Universali che le Biennali di Venezia. Fu sempre aperto alle influenze del suo tempo tanto da diventarne un colto, raffinato ed esperto interprete. Fu infatti influenzato dagli esiti artistici provenienti dall’Inghilterra, soprattutto quelle condotte dalle Arts and Crafts capeggiate da William Morrison, che voleva una riforma e una valorizzazione delle arti applicate, abolendo ogni confine tra arte e arte applicata prediligendo piuttosto una arte totale capace di esplicarsi in ogni ambito. 

Questi erano appunto anche gli intendimenti del Chini. Conobbe e fece sue le istanze preraffaellite descritte da John Ruskin e Dante Gabriele Rossetti. Non di meno subì il fascino di Klimt e della Secessione viennese ma non trascurabile fu il gusto esotico che egli sviluppò traendolo dalla sua personale esperienza biennale di lavoro in Tailandia. 

In Chini dunque si fondevano oriente e occidente, la tradizione medievale e rinascimentale con lo stile Liberty fino a spingersi all’Art Deco e negli ultimi anni della sua vita ad un espressionismo più cupo. Nel 1910 il re del Siam, Rama V, inviò in Italia Carlo Allegri, allora ingegnere capo presso il Ministero dei Lavori Pubblici del Siam, con l’incarico di trovare un pittore per la nuova Sala del Trono Ananta Samakhom di Bangkok: firmato il contratto a Firenze nel 1910 tra Galileo Chini e Carlo Allegri, nel 1911 l’artista si imbarcò a Genova, diretto in estremo Oriente. 

Chini affrescò la sala del trono presso il nuovo palazzo Ananta Samakhom e realizzò una serie di ritratti di Rama VI.

Nella centrale di Marlengo Galileo Chini firmò un insieme decorativo che si prendeva cura dell’intero rivestimento di piastrelle di ceramica di pavimenti e pareti, le lampade in vetro piombato, i supporti delle lampade stesse, le decorazioni Deco di arconi soffitti e archivolti. Sono figure geometriche quelle che si rincorrono e si allineano in più ordini. Occupano ogni spazio saturandolo delle tonalità calde con le quali sono dipinte.

Magnifici i due dipinti posti in pendant l’uno davanti all’altro. Il primo rappresenta una inarrestabile mandria di cavalli al galoppo, allegoria della forza dell’acqua capace di azionare i motori e produrre energia. 

Autrice: Rosanna Pruccoli

LanaLive: le tradizioni in movimento

Quanto contano le tradizioni nella nostra quotidianità? Quando sono importanti le usanze nel nostro modo di vivere? Con il motto “Rethinking Rituals”, l’edizione 2024 di LanaLive si dedica all’esplorazione e alla riflessione sui rituali tradizionali. Avvalendosi della partecipazione di artisti, scienziati e rappresentanti di associazioni tradizionali come la Banda musicale di Lana, il festival invita il pubblico a scoprire nuove prospettive su usi e costumi.

In un’epoca caratterizzata da un rapido progresso sociale e tecnologico, sorgono domande sulla conservazione e il mutamento delle tradizioni; in quest’ottica, LanaLive 2024 offre uno spazio per la riflessione e il dibattito. 

Attraverso un programma variegato di musica, arti visive, performance, conferenze e discussioni, i partecipanti saranno incoraggiati a mettere in discussione il significato dei rituali nella società di oggi ed esplorare possibili scenari futuri.

La grande festa andrà in scena dal 24 maggio al 2 giugno; l’anteprima sarà il tradizionale “Huangart” della Banda musicale di Lana, che si terrà sabato 18 maggio alle ore 19 al Pfefferlechner. Nel frattempo, la locale banda di ottoni ha già iniziato a lavorare ad un progetto di ampio respiro per l’anno 2025, in cui si darà vita ad un nuovo rituale insieme al musicista e insegnante di jodel Markus Prieth, agli Opas Diandl e all’insegnante di yoga Stephanie Dariz.

L’inaugurazione

L’inaugurazione di LanaLive 2024 avrà luogo a Sant’Ippolito a Narano venerdì 24 maggio alle 18.30, con l’inaugurazione della mostra “Ritual Rhythms: Modern Practices, Ancient Echoes” a cura di Annika Terwey. La collettiva (aperta tutti i giorni fino al 2 giugno dalle 14 alle 18) vedrà esposte opere di Vinzenz Aubry, Valentina Cavion, Tatiana Pakhmutova, Rob Bothof e Mike Rijnierse, e rifletterà sul mutevole panorama delle pratiche rituali in un’era di trasformazione tecnologica e sociale.

Il giorno successivo, alle ore 10.30, Roland Angerer – che ha contribuito a far rivivere la tradizione del “Stilzer Pfluagziachn” a Stelvio – assieme allo storico, archivista e vicepresidente del comitato della festa della Natività di Maria Simon Terzer e Judith Rubatscher, che ha studiato la tradizione e l’evoluzione nei canti hutteriti attraverso l’osservazione partecipante, discuteranno nella biblioteca di Foiana di come far vivere, rivivere e preservare le tradizioni. Modera Hannes Egger.
Karin Kofler del maso di Bauer am Stein, contadina dell’anno 2023, inviterà quindi il pubblico ad un pranzo a tema: nel cortile interno della biblioteca, servirà una zuppa di pane con “Frigelen”. 

Invece con la performance “Blauer Schurz”, Maya Stimpfl strumentalizza l’atto di “cambiarsi d’abito” utilizzando il tradizionale grembiule contadino altoatesino come “strumento di modifica”.

Tanta musica dal vivo

Con il concerto “Zeit” la cetra prenderà poi nuova vita: la virtuosa di questo strumento Reinhilde Gamper e il compositore e polistrumentista Simon Gamper hanno sviluppato un nuovo programma di concerti insieme all’ingegnere del suono Claus Stecher e al visual concept creator Julian Geier. Dalle ore 19.30, nella Cappella di Santa Margherita si intrecceranno suoni e immagini in un’esperienza complessiva spettacolare. Il primo fine settimana di LanaLive si concluderà domenica 26 maggio alle ore 16, con la Cerimonia del cacao o Cerimonia del cuore con Alexia Amort e Krystsina Eyeva a Sant’Ippolito (adesioni a info@lanalive.it).

Al via il secondo fine settimana

Presso il Coworking della Memoria Enrico Fink e Massimo Ferri si dedicano lunedì 27 maggio alle ore 20.30 a nuove interpretazioni della cultura ebraica, seguendo un percorso fra tradizione e contemporaneità, fra musica e teatro, in contesti musicali che comprendono musica antica, jazz, classica e contemporanea.

Martedì 28 maggio Villa Arnica apre al pubblico le porte del suo giardino, per presentare Marc Alexandre Dumoulin, artista residente di quest’anno. Il pittore “tradizionale” parlerà con Hannes Egger della sua pratica artistica.

Mercoledì 29 maggio LanaLive farà una gita al Waltherhaus di Bolzano dove, dalle 17.30, Bella Angora (artista), Hannes Egger (direttore artistico di LanaLive), Markus Prieth (musicista) e Lisa Trockner (direttrice del Künstlerbund) racconteranno le loro esperienze alla luce del titolo “ReThinking.Traditions Scambio culturale Alto Adige-Vorarlberg: esperienze e prospettive”. L’incontro sarà moderato da Volker Klotz.

Quanto contano le usanze

Dal punto di vista tematico, un punto culminante del festival sarà la conferenza “Re-setting Culture. Sull’uso e la perdita delle tradizioni”, tenutata dalla folclorista e filosofa Elsbeth Wallnöfer. 

Giovedì 30 maggio alle ore 19.30, nella biblioteca civica Kultur.Lana, la studiosa parlerà di quanto possano essere “buone” le usanze e del perché esse stiano diventando sempre più temi di rilevanza politica o di rottura, riguardo le questioni di genere.

Il secondo fine settimana di LanaLive è dedicato allo scambio culturale tra Vorarlberg e Alto Adige, e da venerdì 31 maggio a domenica 2 giugno si esibiranno tre artisti di ciascuna delle due regioni, spesso considerate particolarmente legate alle tradizioni. Si comincerà venerdì alle 19.30 nel cortile interno del Thalerhof am Gries con le performance di Matthias Schönweger, Sophie Lazari e Bianca Lugmayr/Alex Kranabetter. Successivamente, Dj Teatime, nome d’arte di Ella von Brandis, ex membro della crew viennese di Dj e promotori The Loud Minority, proporrà il suo Dj-Set.

Diverse performance per la chiusura 

Sabato 1 giugno, a partire dalle ore 11, nella zona pedonale di Lana Vivienne Causemann metterà in atto la performance “Working Hours”, che si propone di superare l’artificialità del battito e del ritmo.

LanaLive si concluderà domenica 2 giugno con le esibizioni di Christine Lederer e Barbara Gamper al Kränzelhof di Cermes. Alle 14.30 Lederer invita ad una celebrazione dell’inattività che tradizionalmente caratterizza la domenica, mentre alle 16 Gamper proporrà Atemmuster (breathing patterns), ovvero un laboratorio di movimento somatico dedicato alla creazione di nuovi rituali condivisi, in cui il respiro è pratica di connessione e relazioni con se stessi, gli altri e l’ambiente che ci circonda (adesioni a info@lanalive.it).

Dal 9 al 12 luglio, dalle ore 17 alle 20 presso la Gaudi Bar, l’artista Josef Rainer condurrà infine un processo partecipativo della durata di più giorni per creare un modello e un aggiornamento artistico della processione della Natività della Vergine, che si svolge dal 1687.

Autore: Luca Masiello

Plurilinguismo nell’anima

Claudia Pellegrini è un’insegnante esperta di plurilinguismo, in questi anni ha infatti conseguito il suo dottorato di ricerca sull’argomento. Si impegna a fondo perché questo possa diventare un ovvio automatismo, una conditio irrinunciabile nei processi di apprendimento. Si pone come risorsa per i colleghi decisi ad aggiungere queste strategie nel loro insegnamento. 

La cosa che mi piace di me.

Che sono rimasta curiosa di imparare sempre cose nuove.

Il mio principale difetto.

Mettere troppa passione nelle cose che mi stanno a cuore e rimanerci male se poi questo impegno non viene apprezzato.

Il mio momento più felice.

Quando ho avuto fra le mani i manoscritti del Cardinale Mezzofanti, il più grande poliglotta di tutti i tempi, nell’archivio della Biblioteca dell’Archiginnasio di Bologna.

La persona che ammiro di più.

Richard Simcott, un poliglotta che ha studiato più di 50 lingue, e che ha fondato la Polyglot Conference. È un visionario dal cuore grande. 

Un libro da portare sull’isola deserta.

“Wuthering Heights” di Emily Brontë.

La mia occupazione preferita

Cantare nel coro. Ho appena partecipato ad un progetto nel quale abbiamo cantato il Requiem di Mozart.

Il paese dove vorrei vivere.

Amo l’Italia e Merano e sono contenta di vivere qui, anche se il costo della vita è molto alto. 

Il mio piatto preferito.

I carciofi ripieni fatti dalla mamma.

Non sopporto…

Le persone che non hanno un’opinione o che non la dicono apertamente.

Per un giorno vorrei essere.

Jane Goodall ed avere la soddisfazione di aver speso la mia vita con gli studi sugli animali e l’impegno per la salvaguardia dell’ambiente.

La mia paura maggiore.

Il futuro incerto a causa del cambiamento climatico e delle guerre.

Se fossi un animale sarei.

Una gatta o una tigre.

Mi sono sentita orgogliosa…

Quando ho concluso con successo il mio dottorato di ricerca sui poliglotti.

Il giocattolo che ho amato di più.

L’ lastico per saltare. Ci giocavamo sempre durante la ricreazione a scuola.

Dico bugie solo….

Preferisco dire la verità.

Dove mi vedo fra dieci anni.

Sempre indaffarata nei vari impegni sociali.

L’ultima volta che ho perso la calma.

A scuola, quando un giovane collega mi ha offesa.

Da bambina sognavo…

Di vivere con gli Apache guidati da Winnetou, il mio eroe dell’infanzia.

Autrice: Rosanna Pruccoli

Avocado Toast

INGREDIENTI

3 fette di pane integrale
3 uova
1 Avocado
1/2 limone
12 nocciole
Microgreens di girasole q.b.
Olio evo q.b.
Sale e Pepe bianco q.b.
Fiori edibili

CONSIGLI

Per arricchire la ricetta si possono aggiungere delle fette di salmone affumicato al toast, il risultato sarà ancora più gustoso. Se non amate l’uovo semi-cotto, potete cucinarlo in padella oppure farlo sodo e tagliarlo a fette.

COSA SONO I MICROGREENS

Non più germogli e non ancora foglie. Si chiamano microgreens e sono l’ultimo healthy food trend del momento, ricchissimi di vitamine, antiossidanti e minerali, fino a 40 volte quelli che si trovano nelle piante mature. Adorabili da vedere, saporitissimi da mangiare, facili da coltivare a casa 12 mesi l’anno. 
I microgreens si possono comprare negli alimentari biologici, ma si possono far crescere anche a casa. Si fanno crescere in modo semplice ed economico, senza fitofarmaci, e si raccolgono dopo soli 7- 20 giorni dalla semina non appena hanno sviluppato le due foglioline vere e proprie. Vengono mangiati crudi e usati per dare sapore e decorare insalate e zuppe gourmet.

PREPARAZIONE

Cominciate con la realizzazione della salsa di avocado. Tagliate a metà l’avocado, privatelo della buccia e del nocciolo. Tagliate la polpa a pezzetti e inseritela in una ciotola, condite con il succo di mezzo limone, un cucchiaio di olio evo, sale e pepe. Con una forchetta schiacciate l’avocado, finché non sarà diventata una purea, poi miscelatela bene al condimento e la crema sarà pronta.

Tritiamo poi con un coltello le nocciole e tostiamole per qualche istante in una padella antiaderente, in questo modo esalteranno il loro sapore.

Affettate il pane integrale, lasciate uno spessore importante, perché la fetta di pane sarà la base del nostro impiattamento. Tostate le fette di pane fino a doratura, una volta diventate leggermente croccanti sono pronte.

E adesso dedicatevi all’uovo in camicia. Per i più abili in cucina, basterà portare ad ebollizione una pentola d’acqua, quando l’acqua è a bollore, abbassate la fiamma e con un cucchiaio create un vortice vigoroso nell’acqua. Rompete l’uovo e versatelo nell’acqua, al centro del vortice. Lasciate cuocere (senza toccare l’uovo) per 2 minuti, massimo 2 minuti e mezzo, se volete gustare un tuorlo ancora liquido. Scolate delicatamente l’uovo in camicia con una schiumarola.

Se non riuscite a cuocere l’ovo in camicia, vostra alleata sarà la pellicola alimentare trasparente. Prendete una ciotolina o una tazza e foderatela di pellicola trasparente, ungetela leggermente con un filo d’olio, rompete all’interno l’uovo e richiudete la pellicola, è importante che il fagottino sia ben sigillato. Portate l’acqua a bollore, una volta arrivata ad ebollizione, immergete i fagottini e lasciateli cuocere per 3 minuti, dopodiché estraete i pacchettini dall’acqua ed eliminate la pellicola.

Ora spalmate sopra la fetta di pane la crema di avocado, aggiungete i microgreens di girasole (precedentemente lavati ed asciugati) e poi adagiate sopra l’uovo in camicia. Completiamo il piatto con la granella di nocciole tostate. A vostra discrezione potete aggiungere un filo d’olio evo a crudo, un pizzico di sale e pepe. Ma il tocco finale ed elegante è l’aggiunta di fiori edibili sull’intera composizione.

“Wild blocks”: una giornata dedicata ai climber e nello specifico al “sassismo”

Sabato 4 maggio si è svolta la terza edizione del contest “Wild Blocks”, una gara di arrampicata sportiva all’aperto, organizzata da DoloMate in collaborazione con l’associazione YoUnited. La gara consisteva in trenta possibili vie posizionate sui due blocchi fuori da Salewa e gli scalatori potevano decidere quali completare, autovalutandosi con l’aiuto di una scheda. I migliori cinque si sono poi sfidati con un’ultima via comune. Il bouldering o sassismo è un’attività di arrampicata su massi (naturali o artificiali) che viene svolta a massimo 7-8 metri di altezza e consiste nel risolvere particolari sequenze di movimenti concatenati e dinamici, in genere pochi (8-10), ma estremamente difficoltosi. Questa disciplina viene svolta senza corda e imbragatura, gli atleti arrampicano in free solo. Abbiamo intervistato alcuni degli atleti presenti per scoprire assieme il mondo dell’arrampicata sportiva.

Anika, come ti sei avvicinata all’arrampicata?

I miei genitori arrampicavano e già da piccolina mi portavano in falesia con loro. Così un po’ per gioco ho iniziato a fare le mie prime arrampicate su roccia ed è nata la passione. Mi sono iscritta ad un corso di arrampicata indoor e da lì non ho più smesso. Ho iniziato a fare amicizie in palestra e ho iniziato ad andarci sempre più spesso. 

E invece a te Niklas, cosa ti piace di più del boulder?

Del boulder amo la forza e il dinamismo che questa specialità ti richiede. Lo sforzo mentale inoltre è molto grande, devi preparare con cura ogni mossa che vorrai fare in anticipo.

Ciao Michele, quali sono i tuoi progetti futuri come boulder?

Mi piace mettermi sempre alla prova e cercare di completare vie sempre più difficili. Sbagliare e migliorare dagli errori.

Giada, perché hai scelto di praticare questo sport e non un altro?

Questa disciplina ti permette di stare a contatto con la natura e di metterti costantemente alla prova con te stessa. A fine giornata torno a casa stanchissima e con gli avambracci che mi sembrano stiano per cadere, ma con un sorriso a trentasei denti.

Ciao Matteo, cosa ti piace in particolare di questo sport?

È un istinto che abbiamo naturalmente quello dell’arrampicata, tocca a noi migliorare la tecnica e riscoprire questo istinto.

E tu invece Lucia ci dici come ti alleni?

Principalmente arrampicando e cercando di fare gradi sempre più difficili. Un paio di volte a settimana invece vado in palestra per rafforzare i muscoli e migliorare la mobilità. Il boulder è uno sport di forza, resistenza, equilibrio e dinamicità.

Ad Anna invece chiediamo se non ha mai pensato di mollare questa attività sportiva…

A volte dopo una giornata passata cercando di chiudere una via e fallendo ogni volta mi viene da pensarlo, ma alla fine non ci riesco mai, perché questi momenti mi danno la motivazione per continuare a cercare le giuste sensazioni che ho provato in passato. L’adrenalina che il tuo corpo ha quando riesci a completare un tracciato è indescrivibile.

Infine ad Olga chiediamo se Bolzano è una città amica dei climber.

Si lo è! Abbiamo alcune bellissime palestre di roccia e tantissime falesie in provincia dove possiamo allenarci. Rispetto ad altre città noi siamo avvantaggiati avendo le montagne che ci circondano.

Autore: Niccolò Dametto

Martina de Pellegrin, artista spontanea

Martina de Pellegrin è un’artista bolzanina specializzata nella tecnica del pastello su carta, nonostante si cimenti anche in diverse pratiche artistiche come, ad esempio, il disegno su strumenti musicali. Si appassiona all’arte sin dall’infanzia grazie all’ambiente in cui è cresciuta, ricco di libri sull’argomento ed ereditando l’amore per questa disciplina dal padre. Il disegno diventerà velocemente il miglior strumento per esprimere i suoi sentimenti e la sua visione del mondo. La ricerca di uno stile personale l’ha portata, inizialmente, a intraprendere uno studio accademico dei grandi artisti italiani e, in seguito, a decidere di trascorrere circa 10 anni in Toscana per esplorare le proprie radici e studiare Beni Storico Artistici presso l’Università di Siena.

“Non saprei dire con esattezza come nascono le mie opere, esse emergono dall’interno. Sia la mia mente che il mio cuore generano queste immagini e la mano semplicemente le trasferisce sulla carta istintivamente” afferma Martina de Pellegrin. “Ogni cosa ispira le mie opere, come le emozioni che mi attraversano o il desiderio di plasmare qualcosa di esteticamente gradevole che nutra la bellezza dell’occhio e la pace dell’animo di chi osserva.”

Le opere di Martina de Pellegrin consistono principalmente nella rappresentazione di busti umani, nonostante si sia confrontata anche con il ritratto di personaggi celebri e con la riproduzione di opere pittoriche già esistenti. Inoltre l’avvicinamento al contesto musicale dell’Alto Adige l’ha spinta a cimentarsi anche nella decorazione di diversi strumenti musicali.

L’artista descrive i suoi personaggi come figure che si trovano in uno stato di attesa, spesso donne bloccate in un mondo senza tempo. 

“Queste donne vivono in equilibrio tra realtà e surrealismo, costantemente in lotta con il proprio io interiore. Tuttavia sono donne di carattere, distanti da canoni estetici forzati, decise a sfidare il mondo nella loro unicità. Ritengo che ognuna di esse rifletta una parte del mio essere”. L’arte per Martina de Pellegrin resta solo un hobby, nonostante mostri una grande passione per questa disciplina. Ogni opera presenta elementi fortemente legati all’artista, in quanto sono frutto di un suo puro istinto creativo cosa che le rende difficile realizzare opere su commissione. 

Eternamente grata di questa sua abilità di espressione personale continua il suo percorso per migliorarsi e continuare ad esplorare l’arte figurativa, studiando e perfezionando le sue capacità ogni giorno. 

Autore: Martin Bonaccio COOLtour

Musica e fumetto di nuovo protagonisti

Torna anche quest’anno (31 maggio e 1 giugno) ArtMaySound, il festival di musica e fumetto. Il fil rouge che caratterizzerà le varie attività e gli spettacoli di quest’edizione sarà il tema “Futuro” scelto dai giovani di COOLtour che da gennaio hanno seguito insieme agli operatori l’organizzazione e stesura del programma della manifestazione.

Il festival avrà luogo a Museion e lungo le passeggiate del Talvera degli Alpini nei giorni venerdì 31 maggio e sabato 1 giugno, durante i quali tutti coloro che vorranno partecipare potranno seguire workshop e laboratori, assistere a talk, spettacoli e presentazioni tra cui l’apprezzato Live Painting e il tanto atteso Contest musicale dove giovani musicisti locali si sfideranno a colpi di note. Come ogni anno saranno presenti molti ospiti musicali e legati al mondo del fumetto e dell’arte grafica tra i quali troveremo nomi locali come la band Atop The Hill, l’artista Oakmood – Christian Luccarini, il fumettista Armin Barducci e invitati che giungeranno dal resto del territorio nazionale come Icaro Tuttle, Rocco Casulli, Testi Manifesti e l’ospite musicale “Big” di questa edizione Bassi Maestro con il progetto Noth of Loreto. Una delle novità 2024 è la possibilità di giocare all’interno dell’arena VR nel piano interrato del museo grazie alla collaborazione con BeYoung. Il Cafè Museion preparerà inoltre uno speciale menù a disposizione di coloro che prenderanno parte ad Art May Sound e volessero prendersi una pausa e godersi il sole primaverile tra le varie iniziative. Il pubblico potrà inoltre trovare stand espositivi, tornei di gioco organizzati da Time Twister, mostre, esposizioni e attività di Sketch&Draw durante il corso di entrambe le giornate che si concluderanno come di consueto, il venerdì, con il Contest musicale e, il sabato, con il concerto dell’ospite speciale. Oltre ai numerosi artisti saranno presenti anche la Biblioteca Civica che porterà i propri fumetti mettendoli a disposizione della cittadinanza, e ADMO che sarà come ogni anno presente con il suo stand. Ci sarà anche la Biblioteca BOM che offrirà ai partecipanti compresi tra l’età di 16 e 35 anni uno spazio di dialogo e incontro in cui si potrà affrontare liberamente il tema del rapporto che intercorre tra cultura e comunità. ArtMaySound è realizzabile nell’edizione 2024 grazie all’impegno dell’Associazione La Strada – Der Weg ONLUS e alla fiducia e al sostegno dell’Ufficio Giovani del Comune di Bolzano e dell’Ufficio Politiche Giovanili della Ripartizione Cultura Italiana della Provincia di Bolzano.

Autrice: Anna Michelazzi COOLtour

2023: l’anno della svolta in l’Alto Adige

Nei giorni scorsi è stata presentata la nuova edizione dell’annuario promosso dalla Società di Scienza Politica dell’Alto Adige, uno strumento fondamentale per analizzare soprattutto i cambiamenti in corso nella società altoatesina. L’edizione di quest’anno è quasi completamente focalizzata sui risultati, eclatanti, delle elezioni provinciali 2023. 

Il tema principale di Politika 2024 riguarda – come era facile immaginare – le elezioni provinciali svoltesi lo scorso ottobre, il cui esito ha rappresentato una svolta sotto molti punti vista, plasmando di fatto il panorama politico altoatesino e il futuro sviluppo del nostro territorio, non solo in termini politici. 

L’aspetto più significativo è senz’altro rappresentato dalla perdita da parte della SVP della sua pretesa di rappresentanza esclusiva dei gruppi linguistici tedesco e ladino. 

Com’è noto per la prima volta nella storia dell’Alto Adige la giunta di governo ha dovuto comprendere infatti un altro partito di lingua tedesca per formare la coalizione di maggioranza. 

Un secondo dato significativo è stata la scarsa performance dei partiti italiani, non in grado in particolare di presentare un partito in grado di candidarsi anch’esso ad una coalizione esclusiva con la SVP. La bassa affluenza alle urne degli elettori del gruppo linguistico italiano ha provocato di fatto una sottorappresentazione del gruppo italiano. 

Nel mondo di lingua tedesca si è osservata la prosecuzione della progressiva erosione del consenso ottenuto da parte della SVP, a fronte di una crescente frammentazione del sistema dei partiti e del sostegno all’antipolitica. 

Nel corso della conferenza stampa di presentazione dell’annuario di Politika dell’Alto Adige, il curatore Günther Pallaver ha evidenziato il fatto che per la prima volta il processo di formazione della giunta provinciale è stato accompagnato da una serie di proteste e che – sempre per la prima volta – in giunta è rappresentato un partito che non si è distaccato in maniera formale dal fascismo. 

Le elezioni provinciali del 2023 hanno visto una grande permeabilità etnica degli elettori, con in particolare una percentuale importante di elettori italiani che hanno votato partiti di lingua tedesca. 

Un altro aspetto molto significativo è anche la grande presenza di nuovi consiglieri provinciali provenienti da un’esperienza nelle amministrazioni comunali (il 71,4 per cento in Alto Adige). 

Per quanto riguarda la rappresentanza femminile, nel consiglio provinciale di Bolzano la percentuale è del 28 per cento a fronte del 41 per cento in Tirolo e il 40 per cento in Trentino. 

L’altra curatrice Elisabeth Alber ha osservato che l’utilizzo dei social media diventa sempre più importante durante le campagne elettorali, ma c’è un comportamento disomogeneo tra i partiti. Nello specifico solo due hanno utilizzato tutte le piattaforme e si tratta di Südtiroler Freiheit e la lista di Jürgen Wirth Anderlan. 

Ma solo Südtiroler Freiheit ha utilizzato una strategia ad hoc, spesso basata sulle emozioni, riuscendo a raggiungere anche molti nuovi elettori giovani. I post, dedicati spesso anche a temi sensibili come migrazione e sicurezza, hanno rappresentato anche una certa problematicità non essendo stati moderati nei social, anche se veicolavano discorsi di odio o appelli alla violenza. è mancato quindi un senso di responsabilità da parte dei partiti citati. 

L’annuario trilingue Politika 2024 è reperibile in tutte le librerie e le biblioteche. 

Autore: Luca Sticcotti

I “riti di passaggio” nel terzo millennio

A Bolzano è attiva dal 2020 Übergang – Passaggi, una associazione di promozione sociale che offre una alternativa laica alle cerimonie religiose. Il tema è molto attuale, ma al tempo stesso, molto delicato. Per capire meglio di cosa si tratta, abbiamo incontrato il suo presidente, Francesco Campana.

Cosa sono i ”riti di passaggio”?

Sono dei rituali che segnano la transizione tra un prima e un dopo. È come un passaggio di un ruolo sociale di un individuo all’interno della sua comunità. I più noti sono quelli che conosciamo con il nome di battesimo, matrimonio e funerale.

Con la differenza che come associazione promuovete questi riti in modalità laica. In una società profondamente segnata da rituali cattolici, o comunque religiosi, voi proponete una offerta diversa…?

È proprio così: noi siamo partiti dalla constatazione che da un lato nella società di oggi non si è persa la voglia di ritualizzare momenti importanti e significativi della vita; dall’altro che sempre meno persone frequentano gli ambienti della Chiesa o comunque delle religioni. Sono sempre di più le persone che promuovono i propri ideali di laicità e di libertà di espressione.
Alla luce di questo, stiamo provando a trovare un’alternativa, ovvero dare senso, significato e supporto ai rituali importanti dell’essere umano, ma facendolo in una chiave laica, ovvero non avendo a che fare con sistemi religiosi alle spalle o comunque con una teoria o un riferimento a Dio.
Questo ha permesso di cambiare la parola “battesimo” in “cerimonia di benvenuto”, il “matrimonio” in “cerimonia di unione” e il funerale in “cerimonia di commiato”. Ripeto, si tratta di alternative che rispondono a un bisogno, come abbiamo capito, fondamentale per l’essere umano.

È significativo constatare il fatto che lei non sia ateo, ma provenga invece da un vissuto cattolico. è il motivo per cui ha un approccio sicuramente rispettoso rispetto a tanta simbologia?

Assolutamente sì. Io come occupazione principale lavoro in un’associazione che è ispirata dal Vangelo (l’associazione la Strada – Der Weg n.d.r.). Sono figlio di un diacono permanente e proprio per questa ragione comprendo, avendoli vissuti dall’interno, l’importanza dei riti e dei momenti comunitari per la nostra collettività.
Però ho dovuto aprire lo sguardo, anche su me stesso, comprendendo che la società oggi si è trasformata, si è modificata e noi non possiamo lasciare le persone sole; quindi in un momento di grande trasformazione o anche di sofferenza, come nel caso di un lutto, l’importante è offrire a tutti delle possibilità di accompagnamento, diversificando le risposte rispetto alle singole esigenze e credi.

L’associazione Übergang – Passaggi raccoglie persone interessate ai rituali di passaggio. Quali sono gli obiettivi principali che avete come associazione?

Siamo pochissimi ancora, perché è una professione poco conosciuta. Il celebrante, che deve essere laico e umanista, è una figura professionale che oggi si sta tentando di normare anche in Italia, attraverso un’associazione nazionale che si chiama Federcelebranti Italia. Lo scopo della nostra associazione è quello di portare la possibilità e l’alternativa laica alle cerimonie e fare cultura rispetto a questa importante tematica anche qui in Alto Adige. Spesso le persone non sanno che possono avere un matrimonio civile più ricco di significato affidandosi a un celebrante laico oppure non conoscono la possibilità di salutare un proprio caro o un proprio familiare con un rito laico, magari celebrato all’interno della sala del commiato del cimitero di Bolzano.

Dove si possono trovare maggiori informazioni sulla vostra attività?

La nostra pagina web è www.ubergang-passaggi.com. Ma siamo presenti anche su Facebook ed Instagram.

Autore: Till Antonio Mola