Arte e creatività, espresse con il vetro

Terminata l’esperienza della scuola internazionale, Alessandra Piazza e Alessandro Cuccato non hanno mai smesso di plasmare vetro, realizzando opere proprie, ma soprattutto collaborando con grandi artisti internazionali. Oggi Vetroricerca è un laboratorio di lavorazione del vetro ubicato nei locali di una ex carrozzeria  in via Claudia Augusta.

“Vetroricerca nasce nel 1997, dopo, diciamo, un periodo di artigianato in autonomia. Il 1997 è l’anno in cui il Fondo Sociale Europeo approva un progetto di formazione che è durato 18 anni e ha portato a Bolzano artisti, tecnici e insegnanti provenienti da tutto il mondo. Questo progetto di scuola è stato operativo fino al 2018, dopodiché abbiamo deciso di dedicarci al mondo della produzione artistica del vetro contemporaneo e da allora realizziamo opere per artisti che vivono in tutto il mondo e desiderano tradurre in vetro quello che pensano in altri materiali.”

Come funziona questo dialogo?

Normalmente gli artisti ci contattano perché sanno che qui è possibile realizzare opere in vetro. Non siamo dissimili da una fonderia dove in realtà si fonde in bronzo, le tecniche sono simili. L’artista ci propone il suo lavoro e noi cerchiamo di capire se siamo in grado di interpretare bene il suo pensiero artistico e soprattutto se siamo capaci di tradurre in vetro quello che normalmente lui o lei realizza con altri materiali.

Nel vostro atelier/officina si vedono lavori imponenti. Qual è il processo che porta alla realizzazione di un’opera?

Quando arriva un artista con una richiesta, normalmente ci confrontiamo per capire quale potrebbe essere una modalità adeguata per la sua realizzazione. Molto spesso tutto passa per l’accettazione di una sorta di compromesso tra noi e l’artista, perché ovviamente noi dobbiamo sottostare a quelli che sono i limiti tecnici del materiale. Anche la gestazione tecnica per realizzare il lavoro normalmente richiede molto tempo. Si tratta infatti di un processo molto lungo, con moltissimi passaggi successivi al lavoro che ci porta l’artista, per esempio un positivo in cera. Da lì in poi è tutto un passaggio di positivi e negativi fino ad arrivare al negativo in gesso refrattario da mettere nel forno, riempire di vetro per poi procedere con la sua fusione, che avviene in due giorni, ma poi il raffreddamento, ottenuto abbassando gradualmente le temperature del forno, dura più o meno una quarantina di giorni.

Quanti centri come il vostro ci sono? Perché un artista dovrebbe venire a Bolzano?

In Italia i centri sono fondamentalmente due: uno è Murano, la galleria Berengo, l’altro siamo noi. C’è poi qualche centro in Europa, ma constatiamo che ultimamente ci sono parecchi artisti che vengono dall’estero e che scelgono di venire da noi, per cui evidentemente siamo quelli più accomodanti.

Lavorate molto con artisti affermati, che espongono in realtà importanti…

Abbiamo lavorato con Diego Perrone e Marinella Senatore. Ad esempio l’artista nigeriana Otobong Nkanga ci ha commissionato un lavoro lungo 26 metri in vetro di Murano, inizialmente non previsto per la Biennale di Venezia 2019, ma che poi è stato scelto e premiato con una menzione speciale. Per noi è stata una bella soddisfazione.

Negli anni avete sicuramente sviluppato una certa esperienza…

In 25 anni di lavoro con gli artisti, abbiamo avuto la possibilità di sperimentare tantissimo e, diciamo, di andare oltre i limiti tecnici del materiale stesso.

Per concludere, quali sono alcune delle vostre opere visibili a Bolzano?

C’è il Muro della Memoria all’ex lager di via Resia, ci sono le vetrate sulla parete Ovest della chiesa dei Domenicani, le vetrate dell’auditorium delle scuole professionali in via Santa Geltrude che sono state disegnate da Robert Scherer. E quelle sono veramente delle bellissime vetrate.

Autore: Till Antonio Mola

Fuori! Il Teatro fuori dal Teatro

INSERZIONE PUBBLICITARIA Fino al 30 giugno la stagione estiva dello Stabile di Bolzano invade la provincia con più di 100 appuntamenti gratuiti.
A Bolzano il cuore pulsante della rassegna sarà l’anfiteatro nel Parco delle Semirurali. Neri Marcorè, Stefano Bollani e Irene Grandi tra i protagonisti.

Dal 23 maggio al 30 giugno FUORI! Il Teatro Fuori dal Teatro, la stagione estiva gratuita dello Stabile di Bolzano, torna a invadere il capoluogo. FUORI! offre gratuitamente un teatro professionale di qualità, diffuso e partecipato, distribuito capillarmente sul territorio e ideato per il coinvolgimento diretto dei cittadini. 

FUORI! è un progetto del Teatro Stabile di Bolzano e del Dipartimento alla Cultura italiana della Provincia Autonoma di Bolzano, con il patrocinio del Comune di Bolzano e di tutti i comuni che ospiteranno le iniziative.  

La stagione estiva del TSB porta gli artisti ad interagire attivamente con la popolazione, giocando con i generi artistici e narrativi. 

ANFITEATRO DELLE SEMIRURALI

A Bolzano, l’epicentro della stagione estiva sarà l’Anfiteatro delle Semirurali. A inaugurare la programmazione nel parco che ospita le rovine della chiesa Medioevale di Santa Maria in Augia il 28 maggio alle 20.30 sarà Neri Marcorè, con lo spettacolo “Duo di Tutto. Canzoni Belle e Buone”, che lo vede affiancato dal polistrumentista Domenico Mariorenzi.

Il 17 giugno sempre alle 20.30 il fuoriclasse del pianoforte Stefano Bollani sarà protagonista di “PIANO SOLO”, recital in cui rende omaggio all’arte dell’improvvisazione in un mirabile viaggio che si rinnova ogni sera.

Una sferzata di energia, sorprendente e irresistibile: la sera del 25 giugno Irene Grandi presenterà “Io in blues”, appassionante itinerario blues alla scoperta dei miti della cantante fiorentina. L’appuntamento è realizzato in collaborazione con la Fondazione Cassa di Risparmio di Bolzano in occasione dei 30 anni dalla sua nascita. Anche in questo caso l’ingresso è gratuito previo ritiro dei biglietti presso la sede di Via Talvera 18 a Bolzano. Tel. 0471/316017 ed e-mail: berger@stiftungsparkasse.it

PRODUZIONI ITINERANTI, 

TEATRO D’INCIAMPO

Nell’arco di un mese, nell’Anfiteatro delle Semirurali faranno tappa tutti i progetti e gli spettacoli previsti dalla programmazione di FUORI!, come le due produzioni itineranti: “Spotifai Teatrale” (il 18 e il 19 giugno) e “Bolzano Sud Quiz Show” (30 giugno). Scritto e diretto da Roberto Cavosi, “Spotifai Teatrale” è un format basato sulla rivisitazione dei classici e sull’offerta al pubblico di pillole teatrali “a richiesta”. Sempre sul palco dell’Anfiteatro si svolgerà l’appuntamento conclusivo di “Bolzano Sud Quiz Show”, format teatrale ideato e diretto da Francesco Ferrara e Salvatore Cutrì. Domande a raffica, un pulsantone e premi in palio: lo spettacolo permetterà di incontrare le persone che abitano o hanno abitato quella zona della città che si sviluppa intorno a via Milano – e che un tempo veniva chiamata “Sciangai”. 

STIVALACCIO TEATRO – COMMEDIA DELL’ARTE

Il 13 giugno alle 20.30 il Parco delle Semirurali ospiterà la Compagnia Stivalaccio Teatro con lo spettacolo “Romeo e Giulietta. L’amore è saltimbanco” che rende Shakespeare materia viva per portare sul palco, attraverso il teatro popolare, le grandi passioni dell’uomo. 

SPETTACOLI PER BAMBINE/I VITAMINE TEATRALI

L’anfiteatro ospiterà inoltre i cinque appuntamenti pomeridiani (h. 17) con il teatro per bambine/bambini selezionati nell’ambito del progetto “Piattaforma Regionale per la Circuitazione dello spettacolo dal vivo” sostenuta dalla Regione Trentino-Alto Adige. “I tre porcellini di Pian del Porco” della Compagnia Teatro a Dondolo (10 giugno), “La Battaglia dei Calzini” della Cooperativa Teatrale Prometeo (11 giugno), “Alla ricerca di gocciolina” di Chiara Sartori e Max Meraner (12 giugno), “La Magia delle Onde” di Sagapò Teatro (14 giugno), e la “Guerra delle bolle di Sapone” di Contro Tempo Teatro (15 giugno). Da questa edizione, gli spettacoli per bambine e bambini rientrano nella nuova iniziativa del TSB realizzata in collaborazione con la Provincia Autonoma di Bolzano intitolata “Vitamine Teatrali” e potranno essere simbolicamente prescritti dai pediatri che aderiscono al progetto. 

Al Centro Trevi si svolgeranno due appuntamenti della rassegna “Wordbox”: “Il Fuoco invisibile”, che verrà proposto in forma di lettura dall’autore Daniele Rielli (23 e 24 maggio, h. 18) e “Beata oscenità” di Massimo Sgorbani, nella lettura scenica di Gianluca Ferrato diretta da Andrea Bernard (18 e 19 giugno, h. 18). 

Non solo! le produzioni itineranti, le commedie di “Stivalaccio Teatro”, i Concerti di “Musicantiere”, gli spettacoli gratuiti per bambine/i della Compagnia TeatroBlu, faranno tappa al Teatro Cristallo, in Piazza Lino Ziller e Anita Pichler, allo Spazio Costellazione/ Circolo Culturale Oltrisarco, al Centro Ermete Lovera, passando per il Parco delle Inglesine, La Rotonda/ COOLtour, l’Area Ristoro Via Genova, i Prati del Talvera e il centro Storico con Piazza del Grano e Piazza Municipio. Ma gli spettacoli di FUORI! coinvolgeranno tutta la provincia!

(Inserzione pubblicitaria)

Lentezza

Anche quest’anno si sono ripetute frastornandoci, le dinamiche che si innescano in occasione della festa dei lavoratori. Se è una festa bisogna festeggiare, è logico. Ma anche quest’anno s’è detto – ancora una volta e per molti motivi – che in realtà non c’è molto da festeggiare.
è forse per questo che, allora, mi sono ritrovato a consultare una volta in più la lista delle “giornate” dedicate a questo o quell’argomento che – di fatto – lascia libere ben poche caselle del calendario, per cercare un’altra “sfumatura” per questo uggioso inizio di maggio.
Ebbene: mi sono sorpreso, positivamente, scoprendo che nei pressi del primo lunedì di questo mese, già da diversi anni, si celebra “anche” la “giornata della lentezza”. “La lentezza di lunedì?”, mi sono domandato in prima battuta. Ma poi ho subito pensato che una giornata della lentezza celebrata di lunedì e per di più il primo maggio può di fatto avere anche un senso profondo.
La giornata della lentezza ci richiama una serie di questioni che, a ben vedere, sono tutt’altro che di poco conto, anzi. I ritmi frenetici che caratterizzano la nostra quotidianità e lo stress che ne consegue, spesso pongono dei grandi limiti alla qualità della nostra vita. Una vita che – dobbiamo tenerlo a mente – è appunto “una” e non ripetibile. Si tratta, insomma, della sola occasione che abbiamo per fare le cose che più ci aggradano, come lo stare con i nostri familiari, gli amici e le persone a cui teniamo.
Il motto della giornata mondiale della lentezza è “relax, take it easy”, ricordando che lentezza fa rima con leggerezza, ma non con superficialità. La leggerezza di cui parliamo è quella che ci consente di apprezzare le piccole cose e – quindi – anche rivolgere i nostri pensieri a una dimensione più retrospettiva in cui, spesso, un po’ di silenzio e una “pausa”, sono in grado di donarci la sensazione di esserci nuovamente connessi con il nostro vero “noi”. Magari dando poi il via o – meglio – creando le condizioni per un momento di riflessione. Per fermarci a osservare dove siamo, cosa stiamo facendo e quindi in definitiva anche “chi siamo”. Se rallentiamo la nostra corsa, il nostro respiro, il flusso dei nostri pensieri, siamo quindi anche in grado di modificare la nostra percezione del valore del tempo. Fino a giungere, quasi, a sorridere della contraddizione insita in una delle frasi che, forse, pronunciamo di più, ovvero “non ho tempo”.
La lentezza è uno strumento formidabile per tornare ad alimentare in noi stupore, meraviglia e gratitudine per quello che siamo e abbiamo. Diamole dunque una chance in più, ogni tanto.

Autore: Luca Sticcotti

Scuola di musica Vivaldi: aperte le pre-iscrizioni. Ecco le novità

INSERZIONE PUBBLICITARIA Dal 2 al 31 maggio riaprono le pre-iscrizioni alla Scuola di Musica Vivaldi. Si può far domanda di iscrizione sul sito delle scuole di musica della Provincia di Bolzano.

Ormai è nota l’ampia offerta della Scuola di Musica Vivaldi della Provincia Autonoma di Bolzano che spazia dai corsi per bambini a partire dai 4 anni, ai corsi di strumento e canto rivolti a tutti, dagli 8 ai 90 anni. I corsi offerti – oltre ai classici strumenti quali pianoforte, chitarra, percussioni, canto lirico e moderno – coprono anche strumenti meno conosciuti, ma ugualmente interessanti come il mandolino, l’arpa, la fisarmonica, l’organo. Presso la Scuola di Musica è possibile frequentare corsi su strumenti elettronici, ma anche corsi per gli amanti della musica rinascimentale e barocca come flauto dolce/traversiere, clavicembalo, viola da gamba e da quest’anno si è aggiunto il liuto. Particolarmente interessante è inoltre l’iscrizione agli strumenti ad arco e a fiato, che consentono agli allievi di suonare nell’orchestra e nelle bands della scuola, presenti in numerose manifestazioni pubbliche. I nostri punti di forza sono infatti i corsi di musica d’insieme e i cori, che danno l’opportunità di condividere la passione per la musica sia con i compagni di corso che con il pubblico.

Ricordiamo infine il laboratorio di Teatromusical, che dà l’opportunità a giovani dai 15 ai 30 anni di cimentarsi con canto, danza e teatro.

Le novità di quest’anno?

Oltre all’apertura a Bolzano dei corsi di tuba, liuto e musica elettronica, dall’anno prossimo sarà possibile per i più piccoli cantare nel coro di voci bianche di Merano e di Bressanone. Prosegue inoltre il corso Suono x 4 a Merano, la cui apertura ha riscosso notevole successo. 

Chi invece è amante della musica, ma non è necessariamente musicista, a partire dall’autunno potrà seguire il ciclo di conferenze aperto a tutti dal titolo “La musica più bella di sempre”, tenuto dal musicologo Mauro Franceschi.

Dove è presente la scuola di musica Vivaldi?

La Scuola Vivaldi è presente in 12 sedi su tutto il territorio provinciale: Bolzano, Merano, Laives, Bronzolo, San Giacomo, Ora, Egna, Salorno, Bressanone, Vipiteno, Brunico e San Candido.

Istruzioni per l’uso 

Quali sono i passi da fare se ci si vuole pre-iscrivere?

In primo luogo è utile visitare il sito del Vivaldi https://scuole-musica.provincia.bz.it, dove si trovano tutte le informazioni sui corsi attivati e il link al sito per le pre-iscrizioni, ossia 

https://provincia.bz.it/iscrizione-scuola-musica

La pre-iscrizione si compila on line. Bisogna essere in possesso dello spid o della carta di identità elettronica.

Le iscrizioni sono subordinate al numero dei posti disponibili per ogni corso e verranno accettate in base all’ordine di arrivo. Coloro che per mancanza di posti disponibili non potranno iscriversi ai corsi rimarranno in lista d’attesa e potranno essere contattati anche nel corso dell’anno, nel caso si liberassero dei posti; inoltre avranno la precedenza nelle iscrizioni per l’anno successivo.

Dove possiamo ascoltare gli allievi del Vivaldi in azione?

Numerosi sono gli appuntamenti in calendario. Tra i più importanti vogliamo ricordare l’appuntamento con la nuova produzione del laboratorio di teatromusical “Sbiancaneve” che andrà in scena al Teatro Cristallo di Bolzano il 12 maggio alle 20.30 e il 13 maggio alle ore 17 e alle 20.30 e il concerto finale delle Band del Vivaldi “Fiati in festa” sempre al Teatro Cristallo il 19 maggio.

Per gli amanti della musica classica gli appuntamenti saranno il 7 e 8 giugno a partire dalle ore 17 a Castel Mareccio ed il 13 e 14 giugno nella Sala Michelangeli del Conservatorio Monteverdi di Bolzano, nell’ambito della rassegna Classicall.

Il pubblico meranese potrà ascoltare i giovani musicisti al Teatro Puccini il 24 maggio. Sempre il 24 maggio si potrà assistere al saggio finale degli allievi di Bressanone al Centro Don Bosco.

La musica jazz troverà il suo spazio il 12 giugno a Laives al Centro Don Bosco e il 13 giugno a Bolzano al Waag Cafè.

Gli eventi della Scuola di Musica si possono seguire anche sui suoi canali social Facebook e Instagram.

(Inserzione pubblicitaria)

Vite fragili e sguardi distratti

La notizia del ritrovamento del corpo esanime di una bimba neonata in un cassonetto per la raccolta degli indumenti usati in zona Città Studi a Milano ha fatto rapidamente il giro del Paese. Di fronte alla drammatica evidenza di una morte non spiegabile, s’impongono le domande sulla fragilità e sul valore della vita.

Un contenitore giallo come tanti altri, come ovunque, destinato alla raccolta di indumenti usati, il ricavato della cui vendita va a sostegno delle opere di una Caritas diocesana. Attività capace di dare lavoro, in questo caso agli operatori della cooperativa Città e Salute. Forse non è un caso che sia stato scelto proprio uno di questi cassonetti come luogo a cui consegnare il piccolo cadavere. Quasi un tardivo grido di aiuto. O la ricerca, a tempo ormai scaduto, di un frammento di prossimità.

Tra i primi a reagire al triste evento Luciano Gualzetti, direttore di Caritas Ambrosiana: “Abbiamo appreso con sgomento dai media la triste notizia”, ha detto. “Esprimiamo il nostro dolore più profondo per quanto accaduto e la nostra preghiera per la piccola vita perduta, oltre che per le persone coinvolte”. Ha ricordato come “i nostri Centri d’ascolto e i nostri servizi quotidianamente accompagnano e sostengono, spesso collaborando con i Centri di aiuto alla vita, genitori e madri alle prese con maternità indesiderate o difficili”. E ha concluso: “Avvenimenti dolorosi, come quello avvenuto ieri, ci confermano nell’impegno per la tutela e per la promozione della vita nascente e per il sostegno a nuclei familiari in difficoltà, e ci spronano a intensificare tale attenzione”.

L’appello a una maggiore attenzione e a un rinnovato impegno è forse l’unica reazione consona di fronte a una realtà che per il resto suggerisce silenzio e raccoglimento. Per chi vuole: la preghiera. Sapendo che l’unica preghiera degna di questo nome è quella che riconduce nella realtà, nella storia, sulla strada, con tutte le sue povertà, con i suoi bisogni ai quali ognuno, e non solo la Caritas o altre organizzazioni, è chiamato a dare risposta.

La veglia di domenica sera, ha detto il parroco del quartiere, è “per la mamma, il cui pancione al nono mese non è stato notato nella Milano presa dal Salone del Mobile”. Si è pregato anche “per tutte le altre persone coinvolte in questa triste vicenda. Anche noi lo siamo. Non possiamo restare indifferenti”.

Autore: Paolo Bill Valente

La strada dedicata ad Antonio Stradivari

Capita che qualcuno vedendo un violino si chieda: “È uno Stradivari?”. Dire Stradivari è infatti dire violini. E Bolzano ad Antonio Stradivari, noto come costruttore di strumenti a corda, ha dedicato una via nella zona produttiva. Nato a Cremona nel 1643 da Alessandro e Anna Moroni, dal 1667 al 1679 fu allievo di Nicola Amati (1596-1684), il personaggio più carismatico della produzione liutaria della città. Nel 1680 Antonio Stradivari aprì la propria bottega in piazza San Domenico. Morto Nicola Amati, le commesse più importanti passarono a Stradivari, la cui produzione, mentre iniziava a scostarsi dal modello Amati, aumentò considerevolmente. L’originalità di Stradivari emerse prepotentemente; ciò che lo rese famoso erano le particolari tecniche di lavorazione degli strumenti a cui dava vita, ai quali applicava specifici trattamenti. Gli “Stradivari” debbono la loro particolarità alla qualità costruttiva e al suono impeccabile. Si è stimato che Antonio Stradivari nella sua lunga carriera abbia realizzato circa 1116 strumenti, di cui 960 violini. Lo aiutarono Francesco e Omobono, due dei cinque figli che Stradivari ebbe dal matrimonio nel 1667 con Francesca Ferraboschi; morta Francesca nel 1698, dal matrimonio di Antonio nel 1699 con Maria Zambelli Costa nacquero altri cinque figli. Nel corso degli anni sono emerse, da ricerche particolari, diverse teorie sui segreti di questi preziosissimi oggetti da collezione. Oltre ai violini, Stradivari realizzò anche arpe, chitarre, viole, violoncelli, bassetti, liuti, tiorbe, viole da gamba, mandole e mandolini, pochette. Stradivari continuò a lavorare finché morì, a 93 anni, il 18 dicembre 1737. Fu sepolto nella basilica di san Domenico, nella tomba di famiglia che si trovava all’interno della cappella del Rosario. Alla vita di Antonio Stradivari, interpretato da Antony Quinn, è dedicato il film “Stradivari” del 1988, regia di Giacomo Battiato.

Autore: Leone Sticcotti