Ci vogliono “eier”

Più di 16.500 sudtirolesi si sono presentati dall’ex comandante degli Schützen Jürgen Wirth Anderlan per portargli le proprie uova. “Finalmente ho avuto l’occasione di tirare fuori le mie uova” ha dichiarato Hannes Hofer. “C’era bisogno di uova in Süditirol” ha aggiunto Eva Gasser Rainer. È previsto un netto aumento di Spiegeleier in tutto il territorio e, per l’occasione, verrà composto un nuovo pezzo rap “Südtiroler haben Eier”. La domanda sorge spontanea: con tutte queste uova, chissà quanti polli!

Autore: Roberto Tubaro

Doposcuola e non solo, nel rione Europa

Nel cuore di Viale Europa si trovano due accompagnamenti pomeridiani de l’Associazione La Strada – Der Weg. “On Air Europa” dedicato ai bambini e ai ragazzi di madrelingua italiana e “KUBI (KUnterBunte Insel) dedicato ai ragazzi di madrelingua tedesca. Ne parliamo con Armin Barducci che da molti anni lavora nel servizio.

Armin, parlaci un po’ del tuo lavoro in Viale Europa.
I due progetti sono stati ideati con l’intento di fornire un sostegno educativo e di supporto alle famiglie del rione Europa e dei rioni limitrofi. Attraverso un accompagnamento pedagogico qualificato per bambini e ragazzi delle scuole elementari e medie si cerca di dare un supporto pomeridiano allo svolgimento dei compiti scolastici. Oltre a ciò, gli educatori presenti si impegnano quotidianamente nella creazione di un contesto che possa stimolare la socializzazione e la creatività mediante laboratori e attività di gruppo per aiutare i partecipanti in uno sviluppo positivo della propria forma mentis. Il servizio cerca di supportare quelle famiglie che, a causa del lavoro o di altri fattori, non riescono ad avere abbastanza disponibilità di tempo da dedicare agli aspetti scolastici dei propri figli. Inoltre, cerca di essere un valido servizio di aiuto per tutte le scuole del territorio, aperto ad ogni forma di connessione con gli stessi istituti, per fornire il miglior supporto possibile ai bambini e ai ragazzi. Il servizio è specializzato nelle lingue e offre aiuto in lingua tedesca, italiana ed inglese.

Qual è il vostro obiettivo?
Quello che conta davvero, dentro agli spazi in Viale Europa, è la costruzione di un ambiente famigliare, dove bambini e ragazzi si possano sentire non solo aiutati e ascoltati ma anche parte di un gruppo solido dove ognuno si occupa anche dell’altro.

Come trovarvi?
Il servizio si trova in Viale Europa 35/E a Bolzano ed è aperto ogni pomeriggio (del calendario scolastico) dalle 14 alle 18. Durante le ferie scolastiche siamo impegnati nel mantenere la continuità di cui i ragazzi hanno bisogno organizzando non solo momenti di aiuto compiti ma anche gite sul territorio, perché diamo sempre importanza al tempo passato insieme. Per maggiori informazioni è possibile contattare il numero: 366 6783064.

Autore: Redazione – COOLtour

Passo dopo passo

Una chiacchierata con Adriano Zecchinato: dalle origini della sua passione per la macchina fotografica alla fotografia come mezzo per fare volontariato.

Quando ha iniziato a fotografare?
Ho iniziato a fotografare per caso, più di 50 anni fa. Ero andato a lavorare in Val Badia, il proprietario dell’albergo dove lavoravo aveva una macchina fotografica. Inizialmente ero più affascinato dalla macchina che dalla fotografia in sé, quindi quando l’albergatore ha cominciato a spiegarmi come funzionava ho deciso che avrei comprato una macchina fotografica, e l’ho fatto!

Quali soggetti è solito fotografare?
Mi piacciono molto la flora, i volti e le mani. A maggio dell’anno prossimo in ospedale, in occasione della giornata mondiale per l’igiene delle mani, saranno esposti alcuni dei miei scatti. Fotografo anche paesaggi, animali e chiese. Lavorando per tanti anni sulle Dolomiti ero sempre in giro a camminare, e mi piaceva fotografare ciò che vedevo.

Tende a tenerle a colori o in bianco e nero?
Solitamente le faccio a colori ma non tutte. Mi piacciono in bianco e nero i paesaggi dei paesi, i campanili e le vecchie vie se non sono piene di fiori, perché quelle sono belle a colori. Le mani sono belle in bianco e nero, ma dipende sempre da cosa si vuole esaltare.

Oltre alla fotografia c’è altro che la appassiona?
Tramite la fotografia sono arrivato a fare del volontariato. Circa sette anni fa, è passata la parata del carnevale sotto casa mia, e ho scattato delle foto. Mia moglie, che lavorava con il presidente dell’Associazione del carnevale, il giorno dopo ha mostrato le mie foto. Il presidente mi ha proposto di fare delle foto al capannone dove lavoravano i volontari e quando sono andato a vedere, ho scoperto questo mondo.

Come lo vive questo mondo del volontariato?
Sono iscritto all’Associazione Diabetici da una ventina d’anni ormai, ma non mi ero mai interessato attivamente. Durante la pandemia, mentre facevo volontariato al carnevale, avevo dato la mia disponibilità per andare anche lì. C’era magari da mettere a posto la sala, aggiustare delle cose, fare dei piccoli lavoretti insomma. Mi trovo molto bene, e di recente sono entrato a far parte del direttivo.

Cosa trae da queste esperienze?
Sono cose che mi piace fare perché mi danno la possibilità di aiutare le persone. In un futuro prossimo svilupperemo un progetto fotografico sui diabetici all’ospedale, del quale poi si farà una mostra a settembre. Nel frattempo ho conosciuto l’associazione il Papavero, e adesso quando ci sono manifestazioni faccio foto anche lì. Insomma, in tasca non mi viene nulla ma ho sempre la possibilità di seguire le mie passioni, passo dopo passo.

Autrice: Ilaria Talamoni – COOLtour

Castagne contro lo spaccio nel parco Pompei di Gries

Venerdì e sabato 27 e 28 ottobre presso il chiosco Time Out al parco Pompei il Comitato Cittadino di via Roen guidato dall’Associazione Restart Bz, dagli Alpini di Gries e dal Chiosco Time Out, hanno proposto una castagnata di quartiere e comunità. Quale l’obiettivo? Contrastare i momenti d’illegalità e promuovere valori del fare comunità, aggregazione e cittadinanza solidale ed attiva. 

Dopo il grande successo del Roen Urban Party di giugno, gli organizzatori riprendono il percorso di rigenerazione della via, della sua spazialità e della sua comunità. In attesa della seconda edizione della riuscita festa nel Parco Pompei (che avrà luogo in maggio 2024), il 27 e 28 ottobre è avvenuta una castagnata di quartiere presso il Chiosco Time Out, definita “un’occasione per socializzare, divertirsi e stare in compagnia; una risposta attiva e partecipata ai recenti fatti di cronaca che hanno caratterizzato la via”. 

In seguito alle ultime notizie riguardanti il sequestro del locale “Hawaii Food” nell’ambito dell’operazione internazionale di contrasto allo spaccio, il Comitato di Via ha deciso di reagire organizzando un nuovo momento in cui seminare i valori del fare comunità, aggregazione e cittadinanza solidale ed attiva. La risposta la si trova nell’evento Castagnata Roen, che non va intesa come una semplice manifestazione pubblica: da circa un anno Restart ha attivato un laboratorio permanente di rigenerazione urbana e sociale con l’obiettivo di trovare un nuovo senso a luoghi che quel senso l’hanno perso. Come si riesce in quest’intento? Avvicinando le persone, creando una comunità attiva e solidale.

L’obiettivo di ID ROEN è quello di coinvolgere cittadini, associazioni, commercianti e istituzioni in un percorso volto a riscoprire l’identità dei luoghi, valorizzare gli spazi urbani e dare forma agli spazi di relazione sociale e di quartiere. A tal fine, l’iniziativa prevede l’apertura dello spazio del cortile scolastico ai cittadini, laboratori urbani in collaborazione con l’asilo Bambi, passeggiate di quartiere e un percorso di valorizzazione della storia della strada e dei suoi antichi masi (Seidhof, Sirchhof, Mailändergut e Veidlhof).

“Vorremmo far diventare questo angolo di Bolzano un laboratorio di rigenerazione urbana a cielo aperto in cui mettere i semi per la costruzione di un nuovo concetto di città e comunità. Aggregazione, partecipazione, confronto e dialogo saranno i valori su cui abbiamo intenzione di costruire un tavolo libero aperto ai cittadini, alle associazioni, ai commercianti, agli sportivi e a tutti quelli che hanno interesse e voglia di contribuire ad una nuova visione di quartiere.” 

Il sogno degli attivisti di Restart Bz è quello di aprire un presidio: un centro urbano dove continuare questo percorso, fatto di tante piccole azioni tra loro correlate che, se combinate, possono generare un nuovo concetto di spazio pubblico.

La Castagnata Roen sarà seguita da un evento natalizio al Parco Roen e verranno finalizzate una serie di iniziative che porteranno al secondo Roen Urban Party. “Vorremmo installare sulla via – raccontano i ragazzi di Restart Bz – dei cartelli che raccontano la sua storia e la sua vita. Un intervento di agopuntura urbana, a cui legare altre iniziative (come a esempio la creazione di un murales) che stiamo preparando insieme alla fitta rete di associazioni del Comitato di via”.

Autore: Niccolò Dametto

La musica elettronica del bolzanino Bartolomeo Sailer 

Nel mese di luglio abbiamo raccontato il giro di Islanda in bicicletta intrapreso dal bolzanino  Bartolomeo Sailer insieme alla sua compagna per festeggiare i loro 50 anni. Quello che non tutti sanno è che Sailer, che dagli anni ‘90 vive a Bologna, è un musicista elettronico. A fine settembre è tornato a Bolzano, sua città natale, per suonare in occasione della festa per i 20 anni dello spazio Lungomare.

Quando hai capito che saresti divenuto un musicista?

Quando nel 1999 una etichetta discografica aveva deciso di pubblicare un disco mio: è stato lì che ho deciso di trasformare la mia passione per la musica elettronica in un lavoro, certamente faticoso e spesso poco remunerato, però in qualche modo ce l’ho fatta.

Affronti i tuoi set collegando e suonando con diversi dispositivi elettronici. Con che stumentazione hai iniziato?

Con una drum machine, ovvero una batteria elettronica che dava la possibilità di programmare dei ritmi con i suoni campionati, cioè registrati, della batteria, quindi la cassa, il rullante e via dicendo. Io ero ispirato da una band emiliano romagnola che si chiamava CCCP, che non aveva il batterista, ma una di queste macchine che faceva i ritmi per loro.

Come definiresti la tua musica di oggi?

Faccio musica elettronica, che non ha a che fare con i canoni della pop music, non faccio canzoni dove c’è un cantante e ci sono le strofe e i versi, ma faccio delle cose più fluide, con dei suoni particolari di ricerca. Se uno fa riferimento alla musica pop, io sarei quello che fa le basi e cerco di farle nel modo più all’avanguardia possibile. Quindi ci saranno dei ritmi, ci saranno delle melodie eventualmente, e tutto questo si mescolerà insieme.

Hai anche composto musiche per spot televisivi… 

Vi ho dedicato dieci anni della mia vita. È stato un lavoro molto artigianale che consisteva nel cercare di sviluppare uno schema fornitomi dall’agenzia pubblicitaria. Il lavoro consisteva nel comporre 30 secondi, massimo un minuto, di musica, che andasse a tempo con le immagini e che piacesse a tutti nella catena di produzione, a partire dall’art director, che è quello che inventa tutta la pubblicità, fino al cliente.

Parliamo della tua musica, delle tue produzioni: con che nomi sei conosciuto?

Il nome principale con cui mi presento è Wang Inc. Però ogni tanto compaio anche come Bartolomeo Sailer, oppure come Walking Mountains o White Raven. Recentemente ho creato Dead Soul Rave, un nome che praticamente non è quasi mai stato pubblicato.

Con i nomi, cambia anche la proposta?

Sì, ogni nome ha una sua linea.Wang Inc. è il progetto con cui sono cresciuto, con cui sviluppo in musica temi più politici, spesso ambientali oppure sociali. Ad esempio a fine settembre, per i 20 anni di Lungomare, ho presentato il mio ultimo disco “Mediterraneo”, del 2020, ispirato alle vicende di chi deve fuggire dai lager libici o di chi prova ad attraversare con un’imbarcazione di fortuna il mare, di chi affoga e chi invece litiga con il governo italiano per poter approdare in un porto sicuro. Uso la mia immaginazione musicale, è un viaggio senza parole, ma chi ascolta trova delle suggestioni riportate in musica che interpretano i nomi dati alle tracce.
Tornando ai nomi: White Raven è il romantico che parla d’amore e di sogni; Walking Mountains è pensato come il nome con cui lascio più spazio alla distorsione, ai suoni violenti, ai ritmi veloci. E infine con Bartolomeo Sailer firmo le cose più ambient o le colonne sonore di film.

Autore: Till Antonio Mola

Un tubetto di senape

Si chiama Maria Chiara, ma per molte/i è Chiaretta. Ha settant’anni ma non se li sente. è sposata da una vita con Marco, ha due figli sposati anch’essi ed un nipotino meraviglioso, che purtroppo non vive a Bolzano. E’ architetta e libera professionista. Si è sempre interessata alla politica, al femminismo e coerentemente è sempre stata di sinistra, iscrivendosi al PD. E’ stata Assessora all’Urbanistica per una decina di anni a Bolzano. Durante il suo mandato è stato approvato il Masterplan della città capoluogo.

La cosa di me che mi piace di più.

Vedere sempre il bicchiere mezzo pieno e non essere rancorosa.

Il mio principale difetto.

La testardaggine.

Il mio momento più felice.

Sono tanti e fra questi la nascita dei miei figli e del nipotino.

Il capriccio che non mi sono mai tolta.

Un viaggio intorno al mondo di diversi mesi.

La mia occupazione preferita.

Camminare in montagna.

Il mio piatto preferito.

La salama da sugo ferrarese.

Non sopporto…

L’arroganza soprattutto di chi parla senza cognizione di causa.

Per un giorno vorrei essere…

Cacini. Quando ero studentessa di architettura a Roma per scherzo la nostra assitente diceva: ma chi ti credi di essere, Cacini? Non ho mai capito chi fosse, ma doveva essere un grande.

Dove mi vedo fra 10 anni.

Ancora in cammino, sia fisico che spirituale.

L’ultima volta che ho perso la calma. 

La perdo spesso… l’ultima volta ieri con mio marito perché guidava troppo velocemente.

Il mio attore preferito.

Dustin Hoffmann.

Il mio ultimo acquisto.

“L’alfabeto della natura”, il libro di Roberto Battiston.

L’errore che non rifarei.

Fidarsi in politica delle persone che fanno politica di mestiere.

La persona che ammiro di più.

Oggi senza dubbio Papa Francesco.

L’ultima volta che ho pianto.

Nella scena del film “Io capitano” quando Seydou tiene per mano la donna che vola libera nel cielo del deserto africano.

La massima stravaganza della mia vita.

Vestirmi da tubetto della senape per Carnevale?

Il mio primo ricordo.

Un morso sul braccio dato a mia mamma per gelosia nei confronti di mio fratello (non se n’è neppure accorta).

Maultaschen alla rapa rossa

Ingredienti

Per 6 persone circa 24 ravioli
Per la pasta:
125 g di farina
125 semola di grano duro
2 uova
Sale
acqua tiepida q.b.
Per il ripieno:
3 rape rosse crude
1 cipolla
parmigiano grattugiato
olio extravergine di oliva
sale e pepe

Per condire:
burro
semi di papavero
parmigiano grattugiato

Preparazione

Preparate la pasta mescolando gli ingredienti ed aggiungendo acqua tiepida fino ad ottenere un giusto impasto; né troppo duro, né troppo morbido. Impastate a lungo, (anche con la planetaria) finché non risulterà bello liscio. Coprite con una ciotola e lasciare riposare per mezz’ora.
In una padella, rosolate la cipolla tritata con qualche cucchiaio di olio. Aggiungete le rape rosse tritate.
Mescolate frequentemente, abbassate la fiamma e lasciate cuocere al minimo, col coperchio per circa un’ora. Aggiungete acqua se si asciuga troppo.
Una volta cotto toglietelo dal fornello e unite qualche cucchiaio di parmigiano grattugiato, sale e pepe macinato fresco. Mescolate per amalgamare bene il tutto e lasciare raffreddare.
Tirate la sfoglia per creare i tortelli, tagliate dei quadrati di circa 5 – 6 cm, farciteli e chiudeteli, pressando un po’ con le mani e poi con i lembi della forchetta per sigillarli.
Tuffateli nell’acqua bollente salata e cuoceteli per circa 10 minuti.
Scolateli e conditeli con burro fuso, parmigiano e una spolverata di semi di papavero.

I nuovi graffiti in zona

Nel corso del mese di settembre si è svolta la 38c Graffiti Jam, la mostra collettiva del progetto Murarte, con circa 90 writer e street artist impegnati a trasformare un angolo della zona pruduttiva in una galleria a cielo aperto. Alcune delle nuove opere che si trovano sui muri tra Via Grandi e Via Lancia, sono state fotografate dal nostro Niccolò Dametto.